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Fonte: Wired

Unioni civili, cosa fare se il sindaco si rifiuta

Tra i primi a tuonare contro la legge sulle unioni civili ci sono molti sindaci, chiamati ad applicarla senza opposizioni.
Ecco quali misure adottare per vedere soddisfatti i propri diritti

La legge sulle unioni civili è realtà. L’Italia, 27esimo Paese a dotarsi di una normativa, da oggi ha un nuovo tema su cui dividersi in più parti, tra chi festeggia e chi trova pochi o zero motivi per lasciarsi andare all’entusiasmo. Alcuni sindaci hanno già espresso perplessità e hanno dichiarato di non volere celebrare le unioni tra persone dello stesso sesso. E altri, come Matteo Salvini, ha addirittura spronato i sindaci leghisti a disobbedire.

Per comprendere quali sono gli strumenti a disposizione dei cittadini, abbiamo chiesto il parere dell’ avvocato Roberto Cataldi che dirige un sito di informazione e approfondimento giuridico: “il ddl Cirinnà non ha previsto specifiche sanzioni, restano validi i principi generali del nostro ordinamento giuridico, le norme di carattere penale come quelle che puniscono il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio da parte di pubblico ufficiale”.

Si può quindi chiedere l’applicazione dell’articolo 328 del codice penale che “prevede la reclusione da sei mesi a due anni per il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio”.

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L’Internet of Things cambia il business delle aziende

L’Internet of Things cambia il business delle aziende

di Giulio Coraggio, Partner dello Studio Legale DLA Piper e fondatore di IoTItaly

L’Internet of Things (IoT) è definito la quarta rivoluzione industriale, ma le aziende che non riusciranno ad adattare il loro modello di business all’IoT potrebbero mettere a rischio il proprio futuro.
Sono rimaste famose le dichiarazioni rilasciate dall’ex CEO di Nokia durante la conferenza stampa di annuncio dell’acquisizione da parte di Microsoft della divisione smartphone di Nokia: “We didn’t do anything wrong, but somehow, we lost…” (non abbiamo fatto nulla di male, ma in qualche modo abbiamo perso).

Nokia è stata in passato uno dei principali produttori di telefoni cellulari al mondo e infatti nel terzo quadrimestre del 2007 quasi la metà del telefoni cellulari al mondo era Nokia.

Tuttavia nel terzo quadrimestre del 2012 la propria quota di mercato si era ridotta a poco più del 3%.

Il declino dell’azienda non era dovuto a specifiche scelte sbagliate, ma al fatto che il mondo è cambiato troppo velocemente, mentre Nokia non è cambiata così non solo ha perso l’opportunità di guadagnare, ma anche di sopravvivere…

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La bici è più veloce dell’auto ma noi non lo sappiamo

La bici è più veloce dell’auto, ma noi non lo sappiamo

Il Tom Tom Index 2016 non ci dà tregua:
perdiamo in colonna fino a 147 ore l’anno, ci ammaliamo, danneggiamo la nostra economia e il nostro futuro e rendiamo brutte le nostre città.
Perché trascuriamo la bici che, invece, è ormai il mezzo più veloce

Foto: Corbis Image

Il Tom Tom Index mi piace molto e lo potremmo ribattezzare l’indice degli sfigati, in cui ovviamente l’Italia primeggia. Calcola quanto tempo perdiamo in coda fermi a rosicarci le unghie al semaforo, e ci ricorda – casomai non lo sapessimo – che le nostre città sono le peggiori da vivere di tutta Europa: trafficate e quindi caotiche, rumorose, inquinate e soprattutto ferme, paralizzate. Il celebre studio ha valutato i dati del 2015 sui numeri di percorrenza reale di 295 città di 38 Paesi del mondo. Rispetto a tutte le città considerate, Palermo è 41esima.

Amiamo talmente l’auto e la sua decadenza da prenderla anche se ci costa 147 ore l’anno di coda, cosa che succede appunto a Palermo e che, se avete mai visitato la città, non farete fatica a credere: il trasporto pubblico è arcaico, non esistono o quasi le piste ciclabili e soprattutto non esiste una cultura della mobilità sostenibile. Detto meglio, se in Europa andare in giro in bici è cool da morire, soprattutto se è inverno e piove, da noi sfigati ancora si misura il benessere con il possesso e l’uso di un’auto.

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