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San Donato Milanese citata a livello nazionale: le parole sessiste della Consigliera Stefania Bruschi indignano il Paese

STEFANIA BRUSCHI, consigliera Comunale di Fratellii d'Italia, TRISTEMENTE FAMOSA, indignano il paese

La puntata del 27 novembre 2025 della trasmissione “Splendida Cornice” su RAI 3 — dedicata, in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, al potere devastante delle parole — ha portato nostro malgrado San Donato Milanese sotto i riflettori nazionali. E non per meriti, innovazione o buone pratiche civiche, ma per una frase che ha attraversato lo studio televisivo come una coltellata.

La frase è stata attribuita a Stefania Bruschi, Consigliera Comunale e rappresentante di Fratelli d’Italia, pubblicata sui social in chiaro, nero su bianco:

«Elly Schlein anche nuda non la violenta nessuno.»

Uno di quei messaggi che non hanno bisogno di interpretazioni.
Una sequenza di parole che aggredisce, umilia, abbassa il livello del confronto pubblico e colpisce non soltanto la Segretaria del Partito Democratico, ma ogni donna che conosce il peso del linguaggio sessista, ogni cittadina e ogni cittadino che vive il rispetto come fondamento della convivenza civile.

Il peso delle parole

Le parole possono costruire, certo. Ma possono anche ferire, schiacciare, insinuare l’idea che la violenza sia un tema su cui si possa ironizzare. Ed è per questo che la RAI ha scelto di citare questo caso: perché ciò che accade nei nostri territori non rimane confinato ai confini comunali. Esplode, si diffonde, diventa simbolo.

San Donato Milanese è stata così proiettata in un contesto nazionale che discute di violenza di genere, abusi, molestie, discriminazioni. E vedere il nome della nostra città associato a un messaggio tanto degradante non può lasciare indifferenti.

Una ferita per la comunità

Per una rete civica come RecSando — nata e cresciuta nella promozione di un linguaggio rispettoso, inclusivo, aperto a tutte le sensibilità politiche, religiose, culturali e sociali — questo episodio rappresenta uno schiaffo doloroso.

Non si tratta di opinioni politiche.
Non si tratta di confronto democratico.
Qui siamo davanti a una forma di violenza verbale che, in un Paese in cui le donne continuano a morire per mano di chi dice di amarle, diventa intollerabile.

La violenza non vive soltanto nei gesti.
Vive nei sottintesi.
Vive nelle battute mascherate da ironia.
Vive nei commenti che normalizzano un immaginario di dominio e di disprezzo.

La responsabilità di chi rappresenta la comunità

Quando una persona eletta nelle istituzioni sceglie di pubblicare frasi come quella riportata, non parla solo per sé.
Parla con l’autorevolezza del ruolo.
E nel momento in cui valica i confini del rispetto, trascina con sé anche il nome del Comune che rappresenta.

Per questo, come rete civica testimone degli accadimenti del territorio, riteniamo necessario non lasciare che questo episodio si dissolva nella velocità dei social.

Abbiamo scelto di amplificare il video della trasmissione pubblicandolo sul nostro portale e sul nostro canale YouTube, affinché rimanga agli atti.
Non per alimentare polemica sterile.
Ma perché la memoria — quella vera — serve a migliorare le istituzioni e la società, non a coprirne le vergogne.

Una riflessione che riguarda tutti

Non c’è crescita collettiva senza assunzione di responsabilità.
La politica non può permettersi derive sessiste.
Le istituzioni non possono accettare che la violenza verbale venga sdoganata come opinione personale.
La cittadinanza ha diritto a rappresentanti che sappiano distinguere tra critica e insulto, tra ironia e umiliazione.

San Donato Milanese merita di essere raccontata per le sue buone pratiche, per la vitalità delle sue associazioni, per i suoi progetti culturali, per la partecipazione civica. Non per frasi che ci rendono tristemente celebri a livello nazionale.

Rispetto: un valore non negoziabile

Le parole della Consigliera Stefania Bruschi resteranno come un monito su ciò che non deve accadere, su ciò che la nostra comunità non può tollerare. Perché la dignità delle persone viene prima di qualsiasi schieramento politico. E perché il linguaggio — usato con irresponsabilità — è in grado di fare male quanto i gesti che denunciamo ogni giorno.

RecSando continuerà a vigilare, documentare, raccontare.
Con la stessa convinzione che ci guida fin dalle origini: le parole devono costruire comunità, non demolirla.

Staff RecSando

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