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SIMBIOSI: Tra radici e sensazioni, la pittura che parla
Ci sono esposizioni che si visitano e altre che si vivono. Simbiosi, la nuova mostra personale di Raffaella Gerli, rientra con decisione nella seconda categoria. Non si tratta di un semplice percorso pittorico, ma di un’esperienza culturale che invita il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra corpo umano, natura ed equilibrio emotivo.
L’inaugurazione è prevista per sabato 28 febbraio, dalle 17.00 alle 22.00, presso MIART Gallery in via Brera 3 a Milano, con aperitivo e momento di incontro aperto al pubblico.
Raffaella Gerli: una pittura che nasce dall’interiorità
Artista formatasi all’Accademia di Belle Arti di Brera, Raffaella Gerli porta avanti da anni una ricerca pittorica coerente e riconoscibile, fondata sull’ascolto profondo delle emozioni e sulla loro traduzione in materia visiva. La sua pittura non descrive la realtà, ma la attraversa. Ogni opera diventa uno spazio aperto, in cui lo spettatore è chiamato a riconoscersi, senza indicazioni rigide o letture preconfezionate.
Pittura e poesia: un dialogo immersivo
Ad accompagnare il percorso espositivo sarà la giornalista e poetessa Carla Paola Arcaini, che introdurrà la mostra e informerà i visitatori di questa nuova esperienza. Ogni quadro esposto è abbinato a una poesia originale scritta dalla stessa Arcaini. Scansionando il QR code associato a ciascuna opera con lo smartphone, i visitatori potranno ascoltare la poesia declamata non solo dalla poetessa, ma anche da alcune artiste dell’Associazione Culturale Maschere in Movimento di San Donato Milanese e da artisti della compagnia teatrale Varie ed Eventuali di Peschiera Borromeo. e da Cristina Del Bon. Le recitazioni sono accompagnate da un suggestivo sottofondo musicale a cura della pianista Eva Bezze, amplificando l’esperienza emotiva e permettendo di vivere appieno ogni quadro.
Il cuore della mostra: la simbiosi tra corpo e natura
Il nucleo concettuale di Simbiosi è la fusione tra il corpo umano e gli elementi naturali, in particolare l’albero. Simbolo di radicamento, stabilità e trasformazione, l’albero diventa nelle opere di Gerli un’estensione del corpo e, allo stesso tempo, un rifugio.
Le figure umane emergono dal tronco o vi si ritirano, in un movimento continuo e ambiguo: protezione e slancio, immobilità e cambiamento convivono in un equilibrio fragile ma vitale.
Un passaggio artistico verso la luce
In lavori precedenti, l’artista aveva affrontato temi complessi come la violenza contro le donne, costruendo un percorso pittorico che conduceva dalla ferita alla rinascita. Quel ciclo si è concluso consapevolmente.
Con Simbiosi, la ricerca evolve: non nega il dolore, ma sceglie di orientarsi verso una dimensione più luminosa, in cui la natura diventa luogo di riconnessione e ascolto.
Il colore come spazio di trasformazione
In questa nuova fase, il colore prevale sulla linea. Le forme si fanno più morbide, meno definite, quasi sospese. La materia pittorica tende a dissolversi, lasciando emergere una dimensione più leggera ed eterea. Una trasformazione graduale che parla di crescita, consapevolezza e armonia tra essere umano e ambiente.
Un invito alla scoperta
Chi è interessato all’arte contemporanea che dialoga con l’ambiente, con il corpo e con le dimensioni più profonde dell’esperienza umana troverà in Simbiosi un’occasione di confronto autentico.
La mostra propone un tempo diverso, fatto di ascolto e relazione, in cui l’opera non si impone ma si offre. Un percorso adatto a chi cerca nell’arte non solo estetica, ma senso, equilibrio e nuove possibilità di lettura del presente.
Tra respiro e radici
Tra tronchi e corpi sospesi, tra colori che si dissolvono e forme che respirano, Simbiosi lascia emergere il silenzioso canto della natura. Grazie al QR code interattivo, ogni visitatore diventa parte attiva di questo respiro, testimone di un dialogo senza parole dove corpo e ambiente si riconoscono e si sostengono a vicenda, in un abbraccio che continua anche dopo aver lasciato la galleria.
Fabrizio Cremonesi – N>O>I – Network Organizzazione Innovazione
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