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Seicentocinquantamila volte no
A San Donato Milanese una serata sulla resistenza disarmata degli Internati Militari Italiani
Una pagina di storia troppo a lungo rimasta ai margini torna al centro del dibattito pubblico. Lunedì 2 marzo 2026, alle ore 21.00, Cascina Roma – in piazza delle Arti 6 a San Donato Milanese – ospiterà l’incontro “Seicentomila volte no”, dedicato alla resistenza disarmata degli Internati Militari Italiani (IMI).
L’iniziativa si inserisce nel percorso della mostra “Resistere non piegarci”, visitabile fino al 10 marzo, e propone una riflessione che intreccia memoria storica e attualità giuridica.
Chi erano gli IMI
Dopo l’8 settembre 1943, oltre 600 mila soldati italiani furono catturati dalle forze tedesche. A chi si rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana o di continuare a combattere al fianco della Germania nazista venne negato lo status di prigioniero di guerra: furono classificati come “Internati Militari Italiani”, privati delle tutele previste dalle convenzioni internazionali e deportati nei lager del Reich.
Quel rifiuto – spesso silenzioso, individuale, non armato – rappresentò una scelta di dignità e di opposizione morale al nazifascismo. Una forma di resistenza senza fucili, pagata con fame, lavoro forzato, malattie e morte.
Per decenni la loro vicenda è rimasta in una zona d’ombra della memoria pubblica, compressa tra la narrazione della Resistenza armata e le vicende dei prigionieri politici e degli ebrei deportati. Eppure, quei “seicentomila no” costituiscono uno dei più vasti atti collettivi di rifiuto del nazismo in Europa.
Dalla memoria alla giustizia
La serata di Cascina Roma affronterà anche il tema dei ricorsi giudiziari avviati dagli eredi di alcuni IMI contro la Repubblica Federale di Germania. Interverranno gli avvocati Pietro Gabriele Roveda e Matteo Longhin, legali che hanno ottenuto dal Tribunale di Milano una sentenza di condanna nei confronti dello Stato tedesco.
Un passaggio che riapre il dibattito sul riconoscimento non solo economico, ma morale e politico delle sofferenze subite dagli internati. Il nodo è complesso: tra immunità degli Stati, diritto internazionale e memoria storica, si gioca una partita che riguarda il rapporto tra giustizia e storia.
Accanto ai legali, sarà presente Marco Brando, presidente della sezione milanese dell’Associazione Nazionale Ex Internati nei lager nazisti (ANEI), realtà che da anni lavora per restituire voce e visibilità a questa parte di memoria italiana.
Una memoria che interroga il presente
In un tempo in cui la parola “resistenza” viene spesso banalizzata o usata come slogan, tornare alla scelta degli IMI significa interrogarsi sul valore del rifiuto. Dire “no” può essere un atto politico potente, soprattutto quando comporta un prezzo personale altissimo.
La storia degli Internati Militari Italiani non è solo un capitolo del passato: è una lezione civile. Racconta che la dignità non sempre fa rumore, ma può cambiare il corso delle coscienze.
L’appuntamento di San Donato Milanese non è soltanto un incontro commemorativo. È un’occasione per comprendere meglio una vicenda nazionale e per riflettere su cosa significhi, oggi, non piegarsi.
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