Le poesie "gattose" di Nadia Visconti, non perdetevele, leggetele e diffondetele. Un buon modo per far crescere in ciascuno di noi la consapevolezza e il rispetto per gli animali. E da come ci vengono descritti questi gatti, ci viene da pensare che Nadia sia in contatto con loro, che abbia capito il loro linguaggio e con le sue poesie ... in fondo in fondo voglia svelarci che anche i gatti capiscono il linguaggio e gli stati d'animo degli umani.

Sono Speedy, io vi capisco

Speedy

SPEEDY

Da tempo Federico desiderava
un gattino che gli tenesse compagnia in casa.
Papà era consenziente.
Io molto titubante.
Avevo già sperimentato i pesci rossi,
le tartarughine d’acqua,
un porcellino d’India.
“Il gatto no – dicevo a Federico –
il gatto va seguito.
Graffia, distrugge
e poi se ce ne andiamo
a chi mai lo lasciamo ?
Se si accoglie un animale lo si cura,
non lo si abbandona.
Il gatto no, lasciamo stare,
e non ne voglio più sentir parlare !”
Qualche mese più tardi,
una sera d’estate,
lassù in montagna,
il fato ci mandò un ragazzino
con in mano un piccolo gattino.
Un batuffolo bianco di pochi mesi appena,
che si lamentava impaurito.
Gli occhi imploranti di Federico
E quel penoso miagolio
Fecero sparire tutte le mie incertezze:
ti presi in mano, Speedy, e dissi:
Avete vinto voi, ebbene sia”.
Così entrasti a far parte di questa compagnia
e non da comparsa, bensì da protagonista.
Ricordo nonna Paola che mi chiedeva quando telefonava:
“Come sta la padrona di casa ?”
e certo non a me si riferiva …..
Disastri tu ne hai fatti e proprio tanti,
ma sei di compagnia,
capace di grandi tenerezze
e sai portare allegria.
Quando stiro ti accoccoli vicino a me, sopra la sedia
E con fare ascetico e lunare,
gli occhi affessurati,
impassibile e quasi senza respirare,
scruti i miei movimenti.
Chissà che cosa pensi ?
A volte mi piombi in braccio,
mi fai le fusa per farti accarezzare
e con fare ruffiano
tutte le tue marachelle ti fai perdonare.
Quando son giù di morale
sembra tu capisca e mi vieni a leccare
facendomi coraggio.
Che dire poi quando di sera
sotto il letto ti nascondi ad aspettare Chicco
e mentre lui si spoglia
tu l’attacchi e intavoli una guerra prima di riposare.
E quando il capofamiglia torna a casa
è festa grande: in spalla tu gli sali
e gli dai il bentornato
leccandogli il viso di lato.
Quando poi andiamo al tuo paesello natio
dove finalmente
puoi scorazzare liberamente,
mi accompagni a far la spesa
seguendomi come un cane,
superando la paura che hai per l’ignoto
pur di passeggiare.
Micina cara, tutto sommato sai che ti dico ?
Se esiste un paradiso degli animali,
questo è sicuro, tu ci devi andare !


OH ROMEO, ROMEO, PERCHE’ SEI TU ROMEO ?


Percorrevo serena lo stradone

che da Caglio reca a Sormano,
quando, proprio sul curvone,
vedo un gruppo di persone preoccupate
guardare giù dal parapetto
verso il torrente,
estremamente concitate.
Curiosa mi avvicino e cosa vedo ?
Un coso tutto nero, si un gattino

sporco e mal messo che piangeva
piuttosto disperato
tra ortiche e sterpi.
“Non sappiam che fare, povera bestiola”
“Chi lo tira fuori quel micino”
“Oh poverino !”
Detto, fatto:
scavalco il parapetto,
mi addentro nelle ortiche,
ti agguanto per il collo,
ti porto in superficie.
“Che bello, piccolino,
peccato non poterlo tenere …”
“Nemmeno io lo posso”
“E neppure io.

Così, di punto in bianco,
sei diventato un problema mio.
Oggi, Romeo, sei un bel gattone
A pelo lungo, lucido e setoso,
lo sguardo vigile e vivace
la coda che è un piumino
ritta e volta al cielo.
Speedy, la gatta senior
della nostra casa
Ancora non ti accetta
E rogna sempre quando ti vede.
Però se non ci sei
Ti va a cercare
Giusto per litigare.
Se fossi un umano
Dico che saresti un buon scienziato.

Studi ogni particolare:

l’acqua che scende dal rubinetto del lavandino,
le immagini del video del computer,
la stampante in funzione.
Gli spot televisivi,
anche il telegiornale ….
In fatto d’arte, invece,
non sei un grande estimatore.
Quando dipingo,
passeggi sulle tele,
lecchi l’olio di lino,
giochi coi pennelli,
ti sdrai sui bozzetti
e non mi lasci lavorare.
Sicché ti devo isolare.
L’altro giorno ne hai fatta una grossa:
quel dipinto fresco
dai contorni nitidi e delineati,
eccolo d’improvviso bello sfumato
e il pelo della tua coda tutto colorato.

“Ma chi me lo fa fare,
mi son detta”.
Tu mi guardi con quegli occhi gialli,
sbadigli, poi mi lecchi facendomi le fusa
e mi condisci su come un salame.
Oh Romeo ……..
 


 

 

Ciao... Speedy

Fiori di campo e variopinte farfalle
nei tuoi occhi scintillanti,
fresca brezza primaverile
nel tuo candido manto.

 

Ora sei libera dalla sofferenza,

micina mia,
libera di correre nelle sconfinate
praterie del cielo,
dove non ci sono ostacoli né divieti
alla tua prorompente vivacità.

Col pensiero stendo un’ultima carezza
sul tuo musetto affusolato e intelligente,
sul tuo corpo snello e nervoso,
consapevole che il ricordo
del profondo affetto con cui
hai rallegrato tanti giorni della mia vita,
colmerà il distacco.
Ciao Speedy.


Nadia Visconti
14 gennaio 2013
 

 



IL PAESE DEI GATTI



A Caglio, paesino antico in mezzo ai monti,
ci son più gatti in terra, che uccelli in volo.
Solo in via Biglieni, nel borgo medioevale,
ne ho conosciuti oltre una decina.
A parte Speedy e Romeo, i nostri mici,
c'è stata Kessy, la paurosa Kessy della Giulia,
il “Griso” che mi urina sempre sopra i vetri,
Pallino, gatto di razza senza coda,
che compiute 18 primavere
se n'è andato di casa nella neve
per mai più ritornare, così racconta la Rosella.
“Selvaggia” senza casa e senza affetti
che viene a mangiar dall'Adriano,
Ugo, dagli occhi azzurri, della sciura Maria;
un lord, un gran signore: ucciso da una moto
riposa adesso nel bosco sotto ai pini.
Scooby, il rosso, un mandrillone;
investito, morto stecchito, mentre rincorreva
una gattina che voleva amare.
Birillo, casalingo, della Gabriella.
Sole, il pacifico, e Pucci, la guerriera.
Ciospo delle ortensie, morto a 17 anni di tumore;
mi dice la padrona: “Adesso c'è la Titti,
micina assai tenera e carina,
ma Ciospo era Ciospo, tutt'altra cosa,
e le spunta una lacrima in sordina.
Silvestro gatto maldestro
e la gattina bianca, bigia e marroncina
di cui non mi sovviene il nome,
entrambi dell'infermiere della villa Dossel.
Camilla, la leggiadra, che sospettiamo
sia sorella della Speedy.
Per non contare i molti mici e micie
senza nome né casa
che incontri mentre vai a passeggiare
e la cui storia
mai nessuno potrà raccontare.


NADIA VISCONTI


 

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