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ERNIA IATALE
un acerrimo nemico dei pasti

 

Si chiama ernia iatale la migrazione di una porzione di stomaco nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo, ovvero l’apertura sul diaframma che consente il passaggio dell’esofago.
 
Esistono diversi tipi di ernia iatale:

  • Ernia iatale da scivolamento: che è il tipo più comune, in cui l’ernia va su è giù, entrando e uscendo dalla cavità toracica. Queste ernie di solito sono piccole e non causano problemi né sintomi importanti.
  • Ernia iatale fissa (o paraesofagea): in cui la parte superiore dello stomaco rimane intrappolata nella cassa toracica. Anche in questa situazione i sintomi possono essere trascurabili. Tuttavia, c’è maggior probabilità di avere problemi all’esofago.
  • Ernia iatale complicata o mista (più rara), in cui l’ernia può assumere diverse forme, fino al caso limite in cui tutto lo stomaco forma un’ernia nella cassa toracica. È molto probabile che per questo tipo di ernia sia necessario l’intervento chirurgico

 
L'ernia iatale è una condizione di molti, ma acerrima nemica di pochi, poiché i suoi fastidiosi sintomi sono silenti. Il manifestarsi o meno, di essi, dipende dalla presenza di reflusso esofageo.

I sintomi più comuni sono : eruttazione frequente, dovuta dalla quantità d'aria che rimane intrappolata nell'esofago causando un senso di pesantezza gastrica, comportando dolori epigastrici e toracici.

Sovente, per questo motivo i sintomi dell'ernia iatale possono essere confusi con infarto del miocardio, situazione ben più grave che nulla ha a che vedere con questa antipatica patologia.
Dopo i pasti, in casi rari, l'ernia iatale può portare anche episodi di extrasistole, ma  prima di arrivare ad una situazione così grave e rara possiamo cercare di tenerla a bada con alcuni accorgimenti nel nostro quotidiano.
 
Prima però è bene porre attenzione ai fattori predisponenti di questa fastidiosa nemica, poiché non è stata ancora trovata una vera e propria causa. Tra i vari fattori troviamo :

  • Obesità, sovrappeso e sedentarietà
  • Posture scorrette da seduti mantenute a lungo
  • Tensioni psicofisiche quali stress e sollevamenti o sforzi muscolari eccessivi
  • Età avanzata
  • Eredità di difetti congeniti nell'apertura dello iato
  • Cattive abitudini alimentari (cibi troppo piccanti, pasti abbondanti serali..)
  • Fumo

 
Ecco alcuni consigli per chi si trova a combattere ogni giorno con l'ernia iatale non riuscendo a godersi in serenità inviti a cena e serate in compagnia :
 
Il primo importante consiglio è masticare lentamente, sia per godere di ciò che si mangia, sia per contenere il reflusso.
Per evitare che il reflusso sia protagonista delle vostre cene, è bene tenerlo a bada evitando cibi ricchi di grassi e acidi come ad esempio i pomodori, caffeina, cioccolato, menta, alcolici e bevande gassate.
Un altro utile consiglio è quello di evitare di abbuffarsi in un unico pasto ma frammentarlo in diversi  momenti della giornata, lontano dal momento in cui si va a dormire, poiché la posizione supina favorisce lo scivolamento dello stomaco nella cavità toracica.
 
Dormire con l'ernia iatale può essere davvero difficile, ma per evitare di doversi girare e rigirare per tutta la notte è consigliabile l'utilizzo di più cuscini sovrapposti, sotto la testa,  o se siete più attrezzati ,di un letto reclinabile.
 
Esercizi utili all'ernia iatale
L'ernia iatale, come detto prima è un problema legato alla  migrazione di una porzione di stomaco nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo, ovvero l’apertura sul diaframma che consente il passaggio dell’esofago.
Il diaframma è infatti il muscolo più importante della respirazione e imparando a controllarlo, possiamo tenere a freno anche l'ernia iatale e insieme a lei, anche lo stress che accompagna tanti di noi.
 
Questi esercizi possono essere eseguiti il mattino, prima di andare al lavoro o la sera, possibilmente non vicino ai pasti.
 
Esercizio 1: presa di coscienza del proprio respiro
Posizionarsi a terra in posizione supina (a pancia in su), con le gambe flesse ed i piedi appoggiati a terra per non sovraccaricare il rachide lombare.
Posizionare una mano sullo sterno e una mano appena sopra l'ombelico.
In base alla mano che sentiamo alzarsi maggiormente possiamo capire come respiriamo : se si alza di più la mano sullo sterno vuol dire che abbiamo una respirazione prevalentemente toracica (tipica delle persone ansiose, stressate che respirano iperventilando , quindi che forniscono all'organismo una scarsa ossigenazione). Se invece si alza maggiormente la mano sull'addome significa che abbiamo una respirazione prevalentemente diaframmatica.
Inoltre può essere interessante contare i propri atti respiratori, mettendo un timer ad un minuto, rilassarsi e respirare normalmente. Allo scadere del tempo verificare se si ha una respirazione normale o troppo accelerata ( gli atti respiratori al minuto normali sono tra i 12 e i 20)
 
Esercizio 2: Inspirazione forzata
Effettuare una grande inspirazione e, trattenendo l’aria, cercare di spingere in fuori e in dentro la pancia facendo “saltellare” la mano che vi è appoggiata.
Questo esercizio porta a notevoli benefici: migliora la tonicità del diaframma, aumenta l’apporto di sangue agli organi, previene l’ernia iatale, stimola il timo e le ghiandole surrenali e coadiuva la motilità intestinale.
 
Esercizio 3: Respirazione profonda
Inspirare profondamente spingendo l'addome verso l'alto e successivamente espirare profondamente e lentamente spingendo l'addome verso il basso, cercando di schiacciare il rachide lombare a terra.
 
Esercizio 4: Respirazione alternata
Inspirare profondamente e in apnea respiratoria, gonfiare alternativamente addome e torace. Ripetere più volte, poi espirare profondamente.
*Questo esercizio può apparire inizialmente difficile, ma con un po' di pratica, vedrete che è possibile per tutti
 
Esercizio 5 : Stimolare il diaframma attraverso le inserzioni
Avvolgere le costole con 4 dita e seguire il loro movimento per alcuni respiri. Durante l'inspirazione le costole si alzano e durante l'espirazione si abbassano. Durante l'espirazione il diaframma si rilassa.
Per favorire la respirazione addominale possiamo posizionare un pesetto sull'addome e ostacolare l'espansione toracica intrecciando gli arti superiori sul torace.
 
Esercizio 6: “Il gioco del vaso”
Paragoniamo il nostro torace ad un vaso: durante l'inspirazione questo vaso di riempie, prima sul fondo, per arrivare poi alla parte centrale e finire in alto.
Nell'espirazione questo vaso si svuota partendo dall'alto, fino ad arrivare al fondo, lentamente.
In questo modo effettueremo dei respiri efficaci e profondi.
 
N.B. : Dopo l'esecuzione di questi esercizi è possibile avvertire dei lievi giramenti di testa. Alzarsi quindi da terra lentamente, aspettando qualche secondo dopo l'ultimo esercizio. Ruotare prima su un fianco, girarsi e alzarsi aiutandosi con le braccia per la prevenzione di capogiri.