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Martedi sera 14 aprile, in Cascina Roma a San Donato Milanese, L’Associazione culturale Giuseppe Lazzati ha invitato Piergiorgio Reggio, pedagogista e scrittore, con l’occasione di un suo recente libro “Lo schiaffo di don Milani”.
II sottotitolo dell’incontro è stato“l’educazione come pratica di giustizia”.

Non è un problema percepito oggi come emergenza ma è un tema che attraversa il tempo, se parliamo di relazione tra educazione e giustizia sociale, educazione come dimensione politica, verso il cambiamento.
Non solo Lorenzo Milani, ma anche Maria Montessori, Danilo Dolci, Alberto Manzi, Mario Lodi sono ricchezza di questo Paese.
Abbiamo avuto un richiamo sintetico ai fatti di San Donato a Calenzano e Barbiana di ormai 50 fa almeno: il quadro del dopoguerra, la contrapposizione politica e sociale, la storia della formazione personale da borghese, la conversione e vocazione, la scuola popolare come successo di partecipazione e il trasferimento punitivo a Barbiana; e di nuovo la scuola, con le prese di posizione pubbliche (“Lettera ai cappellani militari”, “Lettera a una professoressa”).
Lo schiaffo di don Milani è al conformismo educativo, all’idea della normalità della selezione scolastica basata su capacità individuali, quando la verità era manifestamente di una selezione di riproduzione della distinzione sociale (solo figli di istruiti a poter diventare istruiti), a misura di una società in cui servissero pochi formati e molta mano d’opera poco qualificata.
Il mito educativo è che tutti possano imparare tutto, che si possa insegnare tutto a tutti, che l’educazione faccia giustizia. E’ scelta politica. C’è necessità di fare memoria e leggere criticamente le esperienze storiche.
Anche oggi la formazione produce ingiustizie (le “parti eguali tra diseguali”), basti pensare a quanti studenti di origine straniera confinati alla formazione professionale.
L’educare va considerato in contesti diversi, non solo a scuola. Attenzione ad essere maestri, meno al metodo, in una dimensione asimmetrica, capaci di dare direzione ed accettare il distacco.
Da una esperienza storicamente molto limitata e superata dallo sviluppo, tante esperienze ispirate da Barbiana.
Ne sono state raccontate due: la prima quella di don Cesare Sommariva (prete operaio), animatore di scuole popolari nelle periferie milanesi, amico di don Milani. Educazione alla coscienza critica.
La seconda, quella di don Gino Piccio, prete contadino del Monferrato. Conosce Paulo Freire (“La pedagogia degli oppressi”) e sperimenta le tecniche tra i compaesani e tra le vittime dei vari terremoti, interagendo con gli adulti.
Imparare a farsi domande e cercare insieme le risposte, lo stile della sua proposta.

Ci sono maestri anche oggi? Sembra ci sia poca considerazione sociale oggi per l’educazione, ma ogni cambiamento richiederà sempre un processo educativo nuovo.

A cura dell'Associazione G. Lazzati – Luca Zamberletti

Per chi non ha potuto essere presente, la Redazione RecSando rende disponibile il podcast della registrazione audio della serata.

 

Libro: "Lo Schiaffo di Don Milani" by Recsando on Mixcloud