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Atmosfere artificiali: come l'industria del gioco d'azzardo trasforma la realtà


Siamo nel Mese delle Associazioni (tema “Atmosfere”) e nella Settimana della Legalità.

Come Associazione Giuseppe Lazzati abbiamo voluto dare il nostro contributo alle due iniziative promuovendo, mercoledì 8 ottobre 2014 in Cascina Roma a San Donato Milanese, un incontro in collaborazione con l'Osservatorio Mafie Sud Milano. Il tema affrontato: “Atmosfere artificiali – Come l’industria del gioco d’azzardo trasforma la realtà”, ha avuto come relatore Marcello Esposito, sandonatese, economista e volontario dell’Associazione Movimento No-Slot.

L’urgenza del tema dell’azzardo come industria ci è venuta dall’osservazione della trasformazione delle nostre città, evidente dalla sostituzione di esercizi commerciali con sale gioco, dalla loro invadente pubblicità e dalla presenza di macchine da gioco nei luoghi sia nuovi che tradizionali di incontro, come i bar.

Si può partire a considerare il fenomeno proprio dal punto di vista delle regole della localizzazione dei punti di gioco, o dalla enorme e crescente rilevanza economica e di finanza pubblica, o dagli aspetti di confronto tra costi e benefici, considerate patologie e costi sociali, rimanendo in una logica di tipo economico.

Il relatore ha saputo trattare questi aspetti ed andare oltre questa dimensione. Ha toccato aspetti antropologici, anche riferendosi al gioco nella storia dell’arte, sociologici con evidenza dei legami tra gioco e povertà e tra gioco e struttura demografica (più è anziana, più si gioca) e, con particolare attenzione, ha tracciato le linee di tendenza del gioco moderno e elettronico nel rapporto tra industria e giocatore.
Ecco il senso dell’atmosfera artificiale, che coinvolge escludendo la vita concreta delle persone, che le cattura in una dimensione senza tempo e che le tiene legate all’esperienza. Oltre la speranza della vincita conta infatti il desiderio di restare nel gioco infinitamente, similmente a come accade con i giochi elettronici e on-line che appassionano fin da bambini.

L’approccio al tema non è stato mai di stile ideologicamente contrario ad ogni tipo di gioco, scommessa e azzardo. Si è però sottolineato come la cultura del gioco d’azzardo, anticamente presso la cultura greco-romana e poi lungo l’era cristiana, fosse legata a dei tempi definiti nell’anno, a luoghi specificamente dedicati , in modo che fosse separato azzardo da quotidianità, e come anche gli stati moderni avessero mantenuto quella impostazione. In Italia, economia di punta ormai per il settore industriale dell’azzardo, la liberalizzazione degli ultimi due decenni ha demolito quegli argini, sfruttando nuove e diverse leggi e quanto la tecnologia oggi consente.
Se la grande prima rivoluzione industriale fu l’idea della slot machine meccanica, la seconda è stata quella del gioco elettronico applicato alle slot e al gioco on-line.
Con l'ausilio di alcune diapositive ricche di spunti e di dati relativi alla diffusione del fenomeno, anche nel nostro territorio, il relatore ha poi descritto gli effetti collaterali che si hanno in termini di dipendenza, rischio patrimoniale, degrado di aree urbane e periferiche, perdita di valore immobiliare.


Senza contare i contatti con i mondi dell’usura, del riciclaggio di denaro, di possibilità di investimento di capitali di origine discutibile. Ecco il legame con legalità ed illegalità e con la settimana che l’osservatorio antimafia del Sud-Milano ha promosso.

Da queste considerazioni viene l’esigenza etica, sociale e di convenienza economica, di trovare misure (alcune già definite per leggi regionali) non tanto per contrastare ogni forma di gioco d’azzardo ma, quanto meno, di ricondurlo entro confini socialmente accettabili.

C’è spazio per continuare l’analisi oltre le numerose domande e risposte dell’incontro e per attivarsi da cittadini per iniziative anche nel nostro territorio e non solo da parte degli addetti ai lavori, amministratori e professionisti.
Associazione G. Lazzati - Luca Zamberletti
Foto di Pietro Del Monte – Diapositive di Marcello Esposito