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Pagine Civili - Reading di Daniele Biacchessi e Gino Marchitelli


Domenica 1 dicembre 2019: sono le nove di sera e piove a dirotto. In realtà, piove dalla mattina ininterrottamente e non sembra voler smettere mai. In Sala Previato, a San Giuliano Milanese, il rumore della pioggia si sente molto forte: è una specie di colonna sonora, che si affianca alla musica classica in sottofondo, e che accompagna lo spettacolo di Daniele Biacchessi e Gino Marchitelli “Pagine Civili”, rendendo l’atmosfera, già di per se’ piuttosto suggestiva, con le luci abbassate  ( tranne che sui leggii sui quali queste “pagine civili” attendono di essere lette, alternativamente, da Daniele e Gino) ancora più coinvolgente.


Sembra proprio di stare accanto al camino, evocato da Daniele Biacchessi nella introduzione alla serata,  sottolineando l’importanza di “ritornare alla letteratura”, in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo,  invitandoci, appunto, ad immaginare un camino, attorno al quale, come ai tempi dei nostri nonni, si riunivano le famiglie e passavano le serate a raccontare storie. Ed è vero: è importantissimo “tornare alla letteratura”, soprattutto quella classica, italiana, del Novecento, perché  è  una delle poche cose rimaste (insieme al cinema e all’arte)  a testimonianza diretta della nostra storia recente, ora che i “vecchi”, quelli che l’hanno vissuta, sono quasi tutti morti. In un certo senso, crediamo di poter definire questo spettacolo una sorta di “nuova resistenza”, contro i tanti tentativi di gettare il nostro passato, soprattutto quello più recente, nell’oblio, o comunque di stravolgere la realtà, falsificando la storia.
Attraverso la lettura di brani tratti dalle opere di Cesare Pavese (La Casa in Collina), Italo Calvino (Il Sentiero dei Nidi di Ragno) , Ignazio Silone ( Fontamara), Luis Sepulveda (Il Mondo alla Fine del Mondo), Daniele e Gino ci hanno appunto fatto ripercorrere alcune tappe della nostra storia, rivivere alcuni momenti drammatici, altri più “felici”.

Mentre, allo stesso tempo, il brano tratto da “Il Pittore” di  Gino Marchitelli, il racconto della fuga disperata di Rocco, che si conclude con la sua tragica morte, ci riporta invece alla realtà dei giorni nostri, pieni di disperazione,  soprattutto per quanto riguarda giovani, spesso emarginati e non considerati da un mondo adulto ripiegato su se stesso, così preoccupato di mantenere quei pochi “privilegi” (stipendio fisso,pensione ecc) che le nuove generazioni rischiano di non avere mai, e di accaparrarsi quanto più possibile, da non avere tempo per occuparsi delle nuove generazioni, e quindi del futuro.
Una serata, quindi, emotivamente molto densa e pregnante, fino alla conclusione, con la lettura dell’ultimo discorso radiofonico di Salvador Allende, pronunciato la mattina del 11 settembre 1973, poco prima di venir ucciso dai militari golpisti di Pinochet, che, oltre a commuoverci profondamente, ha ricordato a tutti noi, come sottolineato da Daniele Biacchessi, perché molti di noi hanno deciso di impegnarsi politicamente e culturalmente.

Per poter vivere in prima persona l’emozione della serata, vi invitiamo ad ascoltare il podcast.



Piera Scudeletti
Circolo Letterario 6x4

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