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Arriva il Wi-Fi gratuito nella metropolitana di Milano

03647 FREEWIFI ATMFREE WIFI IN METROPOLIATANA

 Partita il 21 Febbario la sperimentazione nella stazione di Duomo M1 e M3. A marzo anche a San Babila (M1) e ad aprile a Cadorna (M1-M2). Obiettivo finale di Atm: coprire l’intera rete di trasporto.

I passeggeri che transitano nelle banchine e nei mezzanini della stazione di Duomo M1 e M3, da oggi, potranno contare su una connessione WiFi Free. Da marzo, il servizio sarà esteso anche alla stazione di San Babila (M1) e ad aprile a Cadorna (M1-M2).

Questo è possibile grazie ad una prima sperimentazione congiunta fra Atm e Fastweb che ha lo scopo di migliorare la user experience dei passeggeri milanesi, offrendo una navigazione illimitata a banda ultralarga per quattro ore al giorno e informazioni sullo stato della rete del Trasporto Pubblico Locale.
All’Atm Point 2 di Duomo, questa mattina, si è tenuta la conferenza di avvio del servizio. Presenti: Arrigo Giana, Direttore Generale Atm, Sergio Scalpelli, Direttore Relazioni esterne e Istituzionali Fastweb, Roberto Andreoli, Direttore Sistemi Informatici Atm e Andrea Lazzaroli, Financial & Analysis di Fastweb.

“Da oggi la stazione Duomo sarà coperta dal Wi-Fi libero e il progetto per Atm è totalmente a titolo gratuito, grazie alla sinergia con Fastweb. L’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare il servizio di trasporto pubblico è sicuramente uno dei driver dell’Azienda. Nei mesi scorsi, Atm ha annunciato un piano di investimenti da 2 milioni di euro, dei quali la parte destinata alla tecnologia è importantissima, e il Wi-Fi nelle stazioni della metropolitana ne è solo un piccolo, ma importante tassello. Si tratta infatti di progetti molto ambiziosi, perché parliamo di tecnologia a 360°, che va dai bus elettrici, al ticketing elettronico, alla smaterializzazione dei biglietti, solo per fare alcuni esempi. Il nostro obiettivo è quello di essere all’avanguardia nell’avanzamento di tutte le frontiera nel campo del trasporto pubblico e dei servizi alla clientela” ha dichiarato Arrigo Giana, Direttore Generale Atm. 

“Quella che lega Fastweb alla città di Milano è una lunga storia fatta di innovazione iniziata nel 2000 e che ci ha portato a realizzare una rete capillare in fibra ottica ultraveloce che oggi copre tutta la città” ha commentato Sergio Scalpelli, Direttore delle Relazioni Esterne e Istituzionali di Fastweb. “Con il progetto Wi-Fi gratuito in Duomo e prossimamente anche a Cadorna e S. Babila che stiamo implementando con Atm offriamo un servizio ai cittadini dalle alte prestazioni, per qualità della connessione e sicurezza, anche in mobilità al fine di migliorare la vivibilità urbana e creare nuove opportunità in questa straordinaria città, alla quale siamo particolarmente legati".

La copertura wireless delle stazioni è capillare (nella sola stazione di Duomo sono stati installati 40 Access Point, ciascuno dei quali consente la connessione fino a 256 utenti contemporaneamente) per garantire un’elevata qualità del servizio offerto: un volta registrato, il passeggero potrà navigare senza limiti di banda per le prime quattro ore con velocità di collegamento che può arrivare a superare i 500 Megabit al secondo, dopodiché potrà proseguire a 200 kB/s in uplink e 200 KB/s in downlink per il resto della giornata.   

COME REGISTRARSI – Una volta arrivato all’interno della stazione, il passeggero dovrà semplicemente avere attivato la rete WiFi sul proprio smartphone per veder comparire la Welcome page e procedere alla registrazione, che sarà necessaria solo al primo accesso. Ci si potrà registrare attraverso i social network (Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, Google+), oppure semplicemente inserendo i propri dati identificativi, come cellulare e mail. Una volta ricevuta la password, e fatta la login, l’utente potrà accedere liberamente al servizio. 

Inoltre, sulla pagina di benvenuto il passeggero avrà a disposizione informazioni sullo stato del servizio delle linee metropolitane, le informazioni di infomobilità in tempo reale e potrà scaricare  la mappa dell’intera rete del metrò. La pagina di benvenuto sarà integrata con ulteriori servizi di informazione sullo stato del trasporto pubblico in real-time.

LA RETE – Grazie alla collaborazione con Fastweb, la stazione di Duomo M1 e M3 è stata cablata e raggiunta in fibra ottica con collegamenti a 4 Gigabit al secondo. Fastweb fornisce inoltre la copertura WiFi grazie agli hotspot installati e integrati con la propria rete fissa in fibra ottica. Tramite la piattaforma Cloud, la società offre infine il portale per l’accesso al servizio. La configurazione della rete realizzata consente inoltre a Fastweb di estendere ulteriormente la copertura della rete WOW FI, la rete di wifi condiviso, con cui la Community dei clienti può navigare gratuitamente in mobilità, accedendo in modo automatico con i propri dispositivi e senza consumare i Giga del proprio abbonamento.

STEP FUTURI DI ATM – Dopo questa prima fase di sperimentazione, Atm ha intenzione di estendere la rete wireless in tutte le 113 stazioni e lungo tutto il percorso della metropolitana. Anche sui mezzi di superficie verrà attivata una sperimentazione per provare la qualità delle varie coperture wireless.  Questa prima fase con Fastweb è solo il primo tassello di un progetto più ampio che coinvolgerà tutti gli operatori e che mira a fornire ai clienti servizi sempre più innovativi, nell’ambito dello sviluppo di nuove tecnologie di telecomunicazioni come il 5G e Internet of Things.

Staff RecSando

 


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Si può fare, a piedi. Per un giorno, il 23 febbraio 2018, pensiamo con i piedi



Dal 2005, ogni anno, una trasmissione di Radio2, Caterpillar, chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili alle 18 di un pomeriggio di febbraio. Quest'anno sarà venerdì 23. Festeggiamo il compleanno del Protocollo di Kyoto, il tentativo dell'umanità di salvare la Terra dalla distruzione indotta dai cambiamenti climatici.
Un'iniziativa simbolica e concreta - spegnere le luci e testimoniare il proprio interesse al futuro dell'umanità - che è diventata subito molto partecipata: si spengono sempre le piazze italiane, i monumenti – la Torre di Pisa, il Colosseo, l'Arena di Verona -, i palazzi simbolo dell'Italia – Quirinale, Senato e Camera – e tante case dei cittadini. Si sono spenti per M'illumino di Meno la Torre Eiffel, il Foreign Office e la Ruota del Prater di Vienna. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell'inquinamento luminoso.
Dall'inizio di M'illumino di Meno, in 14 anni, il mondo è cambiato. L'efficienza energetica è diventata un tema economico rilevante e le lampadine ad incandescenza che Caterpillar invitava a cambiare con quelle a risparmio energetico, adesso, semplicemente, non esistono più. Tanti italiani hanno sul tetto di casa i pannelli fotovoltaici e tutti i governi del mondo hanno fatto altri accordi, a Parigi nel 2015, per ridurre i danni dei cambiamenti climatici. Tutti meno uno.
M'illumino di Meno è diventata anche la festa degli stili di vita sostenibili, quelli che fanno stare bene senza consumare il pianeta. C'è mancato poco che diventasse legge dello Stato: due proposte, alla Camera e al Senato, hanno chiesto l'istituzione della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

Quest'anno Caterpillar e Radio2 dedicano M'illumino di Meno alla bellezza del camminare e dell'andare a piedi. Perché sotto i nostri piedi c'è la Terra e per salvarla bisogna cambiare passo.
L'invito per il 23 febbraio 2018 è spegnere le luci e andare a piedi: una marcia, una processione, una ciaspolata, una staffetta, una maratona o una mezza maratona, un ballo in piazza o un pezzo di strada dietro alla banda musicale del paese.
Per le scuole il pedibus – andare tutti insieme a piedi – per chi va in auto fare un pezzo a piedi.
Si può fare, a piedi. Per un giorno, il 23 febbraio 2018, pensiamo con i piedi.
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Come prevenire l'osteoporosi



La prevenzione dell'osteoporosi richiede un comportamento sano, basato su una dieta con adeguato apporto di calcio, vitamina D, proteine, micronutrienti e sull’ esercizio fisico quotidiano.

Il calcio e il fosforo rappresentano dall'80% al 90% del contenuto minerale dell’osso. Le vitamine vitamine D e K sono importanti per l'esecuzione dei processi metabolici e delle reazioni nell'osso.

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Stress e Malattia

Lo stress aumenta il rischio per molte malattie in quanto vi è una connessione tra mente e corpo e questo lo intuivano già i nostri antenati romani




Oggi sappiamo molte cose in più su come lo stress psicologico può renderci fisicamente malati.
Il ruolo chiave di questo processo sono i mastociti
I mastociti sono cellule immunitarie che in situazioni normali ci aiutano rilasciando sostanze che svolgono un ruolo chiave nelle malattie infiammatorie e allergiche.

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No al Bracconaggio e alla caccia

Caccia, una carneficina anche umana
30 morti e 95 feriti il bilancio della stagione
10 i morti “innocenti” ovvero non cacciatori

No alla Caccia

3 febbraio 2018. La stagione della caccia -cinque mesi, dal 17 settembre 2017 al 31 gennaio 2018- registra un bilancio drammatico: 30 morti (di cui 20 cacciatori e 10 passanti) oltre a 95 feriti di cui 24 non cacciatori. È il peggior bilancio degli ultimi cinque anni - certifica l'Osservatorio dell'Associazione vittime della caccia - e segnala un'impennata rispetto alle dodici vittime della stagione precedente.
Molto critico anche il Wwf: “La situazione climatica, i drammatici incendi della scorsa estate, l’aumento dei morti per caccia, l’incremento del bracconaggio anche su specie protette, i provvedimenti delle Regioni sempre a vantaggio dei cacciatori e contro la tutela di animali, natura e normative europee e internazionali hanno aggravato la situazione, disegnando un quadro fortemente negativo per l’attività venatoria italiana”.

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Regione Lombardia - Delibera sulla cronicità

 





Da gennaio è entrata in vigora le delibera di giunta regionale sulla cronicità per sperimentare un nuovo modo di offrire il servizio sanitario ai malati cronici

Innanzi tutto, deve essere chiaro che non è obbligatorio sceglierlo, si può continuare con l'attuale modo di curarsi.

La sperimentazione sarà inizialmente offerta ad un gruppo di cittadini lombardi attraverso una lettera in cui gli verrà proposto di scegliere un Gestore.

Il "Gestore" è un ente che avrà il compito di sottoscrivere un patto di cura con il paziente e di definire il piano di assistenza individuale (PAI)


Per Ente si intendono le strutture hanno fatto la richiesta e che la Regione ha qualificato per essere Gestori. La delibera prevede che esse possano essere cooperative di medici di medicina generale, ospedali pubblici e del privato accreditato, casa di cura pubbliche e private, ecc.
Se il paziente aderisce a questo nuovo modo di organizzare il servizio deve firmare il °Patto di cura°, un atto con cui Gestore e paziente condividono l’avvio e le modalità della nuova presa in carico; è una forma di contratto che ne formalizza l’adesione al progetto e consente il trattamento dei suoi dati personali.

Una volta firmato il contratto viene preparato il Piano assistenziale individuale (PAI). Questo è un documentodi tipo clinico e organizzativo, compilato dal medico referenteindividuato dal Gestore, checontiene leprestazioni previste nel percorso assistenziale del cittadino, determinaquali esami e quali visite farà il cittadino durante l'anno di validità del patto di cura.

A questo punto il paziente è preso in carico dal Gestore che dovrà svolgere le funzioni che includeranno anche la prenotazione e l’erogazione degli esami e delle visite previste dal PAI, direttamente otramite specialisti accreditati(erogatori).

Gli °erogatori°saranno coloro che effettuerannole prestazioni (visite, esami di laboratorio, esami diagnostici) programmate dal Gestore secondo quando previsto dal PAI sottoscritto dal paziente.

I Gestori dovranno anche monitorare l’aderenza del paziente al percorso programmato, controlleranno se i cittadini hanno eseguito gli esami e le visite previste dal patto di cura o se ne hanno fatto di meno o più di quelle previste.

Al Gestore verrà corrisposto un budget (una quota di soldi) per paziente che esso seguirà che comprende la quota di rimborso delle prestazioni previste dal PAI e una quota fissa diversificata in base alla classe di complessitàa cui corrisponde il cittadino. Più patologie croniche ha più alta è la quota fissa.

A definire ulteriormente la quota ed i servizi che saranno erogati è la classe di complessità dei cittadini. Essa dipende dal numero di malattie croniche di cui soffrono, in breve:
1° livello quattro o più patologie;
2°livello due –tre patologie;
3° livello una patologia cronica.
Più patologie croniche ha più alta è la quota fissa.

La quota fissa è il compenso che il Gestore avrà per coprire i costi della prenotazione delle visite e degli esami.


Chi sono i Gestori che hanno aderito alla sperimentazione?
Si sono registrati in Regione 294 Gestori di cui circa il 60% sono privati, con varie tipologie e caratteristiche: RSA case di cura, ospedali privati accreditati

Chi sono gli erogatori?
Gli erogatori accreditati sono 1.072, circa il 70% di questi sono privati

E i Medici di Famiglia e gli specialisti che già seguono il paziente?
Ha aderito alla sperimentazione meno del 30% dei medici di famiglia. Deve essere chiaro che se la Delibera entra in funzione così come scrittail 70% circa dei medici di famiglia non sarà il Gestore del proprio paziente.
E tale quota potrebbe scendere ulteriormente perché il paziente potrebbe anchescegliere di mantenere come erogatore lo specialista che lo segue da anni ma dovrà essere tra gli specialisti accreditati e presente nella rete del Gestore scelto dal paziente.
Lo specialista, in questo caso, dovrà anche farsi carico di ricettare periodicamente i farmaci per il paziente cronico. Lo specialista ospedaliero, quindi, oltre ai turni di reparto, pronto soccorso, ambulatorio e reperibilità dovrà prevedere un tempo anche per le ricette dei farmaci.

UNA ANALISI DELLA PROPOSTA

La gestione della cronicità non può essere ridotta alla stesura di un PAI e alla prenotazione programmata delle prestazioni. Non sono sufficienti i protocolli diagnostici e le linee guidache indicano quali e quanti esami e visite un malato cronico deve fare; tantomeno algoritmi matematiciche stratificano i malati in base al numero di malattie che hanno.

Per la “presa in carico” vera di un malato cronico è indispensabile conosceretutto ciò che è l'intorno del paziente, la sua situazione sociale, ambientale, lavorativa e anche domiciliare per i pazienti fragili.

Un algoritmo che tiene in considerazione solo il numero delle patologie croniche di cui un paziente è affetto non considera il contesto familiare, il supporto che può ricevere o non ricevere, la situazione economicadel paziente.

Il fattore umano ed il rapporto medico-paziente sono una parte essenziale del processo di cura.

Il PAI va costruito con le diverse specifiche professionalità che hanno seguito il paziente per anni.

Un PAI non può essere elaborato da un soggetto estraneo nei pazienti con pluripatologie e non può essere elaborato solo dal medico di famigliase il paziente è affetto da più patologie croniche. Ogni PAI va costruito sul singolo paziente e necessita del lavoro di equipe di tutte le professionalità coinvolte sulla base di complessità del singolo: il medico di famiglia, gli specialisti, gli infermieri e i fisioterapisti. Spesso anche i servizi sociali.

Invece di investire denaro pubblico con tariffe fisse per call center che programmano le visite per i Gestori, invece di spendere denaro pubblico per istiturie i Gestori, sarebbe stato meglio investirli in cartelle cliniche informatizzate interconnesse tra tutte le figure professionali, in incontri di equipe in cui si sarebbe elaborato il PAI per ogni paziente condiviso da tutti i professionisti coinvolti, se è proprio indispensabile questo PAI.

Un PAI veramente condiviso e un sistema informatico unico condiviso farebbe risparmiare molti soldi evitando visite ed esami in eccesso e non necessarie, semplificando il percorso del paziente.

È la mancanza di comunicazione tra i diversi professionisti che genera spesa, che costringe il cronico a fare più esami e più visite del necessario perchè non è possibile avere accesso ai suoi esami e alle visite effettuate.

I soldi potevano essere investiti meglio potenziando gli sportelli di prenotazione già esistenti, rendendo la prenotazione online o telefonicapiù efficiente ed in grado di essere fatta per tutte le strutture accreditate pubbliche e private con un solo numero di telefono. L'accettazione alla cassa deve potere essere fatta conun totem anche negli orari di chiusura degli sportelli eprevedendo figure amministrative impegnate nella prenotazione di visite solo per i cronici.

Ciò che si intravede in questa delibera è la privatizzazione del servizio sanitario, cammuffata da un velo di "efficienza, sostenibilità e risparmio".

Al momento i soli cittadini che hanno ricevuto le lettere sono coloro che già hanno seguito la sperimentazione della Regione Lombardia sui CreG negli anni passati. Sono i cittadini seguiti dai medici di medicina generale che hanno già costituito delle cooperative e che hanno un Centro Servizi per la prenotazione dei pazienti e per la telemedicina.

Spetta ora a voi valutare se questa modalità di ricevere il servizio è accettabile, se questo nuovo modo di ricevere le vostre cure sia adeguato alle vostre necessità o se andranno richieste modifiche sensate con cambiamento anche radicale degli attuali indirizzi.


Dottoressa Cinzia Massafra


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Campagna contro la maculopatia




Entra nel vivo la campagna contro la maculopatia promossa dal Centro ambrosiano oftalmico (CAMO), dall’ospedale San Raffaele e il comune di Milano con il patrocinio del Ministero della Salute e della Società oftalmologica italiana. Il mese della prevenzione per la maculopatia, patologia dell’occhio che ancora molti non conoscono, è iniziato e dal 29 gennaio al 23 febbraio 2018 ci si potrà prenotare in venti centri ospedalieri e universitari per una visita di controllo su questa malattia che mina la vista. Un team di specialisti sarà a disposizione della popolazione per visite gratuite attraverso la quale sarà possibile diagnosticare qualsiasi forma di maculopatia ed eventualmente adottare le opportune terapia.
La campagna è indirizzata a persone che abbiamo più di 50 anni, quando la malattia può cominciare a manifestare i suoi disturbi, collegandosi al sito www.maculopatie.com. “Qualora non trovaste disponibilità in questo mese o in questi centri – ha spiegato il dottor Lucio Buratto, promotore dell’iniziativa e direttore del CAMO – non angustiatevi, ma procedete come una comunissima visita specialistica parlandone con il vostro medico di fiducia. L’importante è la conoscenza di questa patologia che se presa in tempo può essere fermata o corretta a seconda dei casi”. Gli fa eco il dottor Francesco Bandello, ordinario di oftalmologia all’università Vita e Salute del San Raffaele di Milano – il quale sottolinea che “soltanto il 10% degli italiani conosce ed è consapevole della gravità della maculopatia, sia essa dovuta alla degenerazione senile oppure al diabete. In presenza di questa patologia è importante effettuare controlli spesso e probabilmente nel prossimo anno avvieremo una campagna per la maculopatia diabetica”.
Le maculopatie determinano, nel lungo periodo, una grave riduzione della capacità visiva, senza arrivare alla cecità e una severa distorsione della visione che possono alterare la qualità di vita del paziente. Nella sua forma iniziale la malattia si presenta senza sintomi ed è per questo indispensabile la sua diagnosi precoce. La malattia, infatti, si può diagnosticare con un semplice esame, OCT, eseguibile con il servizio sanitario nazionale pagando il ticket. “L’esame non è invasivo – spiega il dottor Buratto - e dura pochi minuti ed ha dimostrato una efficacia diagnostica straordinaria. E una una TAC del bulbo oculare”.
Oltre ai sistemi diagnostici applicati (esame dell’acuità visiva e del fondo oculare, la fluorangiografia e la TAC –OCT) potete anche fare autodiagnosi con il test di Amsler: guardando un quadro reticolato. La persona sana vede perfettamente. La persona malata ha una visione distorta della parte centrale del reticolo, a curve e se la malattia è più grave, al centro del reticolo appare una macchia nera. Per questo alcuni autobus di una cittadina australiana portano sul retro il test di Amsler con le diverse visioni per indurre i suoi abitanti a farsi controllare.

(n.d.r - la foto di sinistra mostra un paesaggio visto da una persona che soffre du maculopatia)

Edoardo Stucchi


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Anche in Italia la nuova cura per il cancro del colon metastatico

Per affrontare questa neoplasia, che è la più diffusa in senso assoluto, ma seconda per gli uomini dopo la prostata e per le donne, dopo il seno, una combinazione di farmaci che allunga e migliora la qualità della vita dopo le terapie chemioterapiche e biologiche.
 
Nuova importante cura per il tumore al colon metastatico. Una combinazione di farmaci, appena approvata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), si aggiunge alle armi che gli oncologi hanno a disposizione per fronteggiare questo tumore, che ha già manifestato metastasi. La nuova terapia consente di prolungare la sopravvivenza dei pazienti, con una buona qualità di vita. Da oggi, infatti, è rimborsabile anche in Italia, cioè è a disposizione di tutti secondo criteri clinici stabiliti dall’Aifa, una combinazione farmacologica composta da Trifluridina e Tirapicil per il trattamento dei pazienti adulti con tumore al colon-retto, in stadio avanzato (metastatico) precedentemente trattati o non candidati ad altre cure come chemioterapia o terapie biologiche.

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Giù le mani dall'erboristeria. Firma subito la petizione

DECRETO AMMAZZA ERBORISTA



Giù le mani dall'erborista: Firma la petizione... condividi la notizia

Carissimi amici
Ciò che sta accedendo in queste ore per noi Erboristi (per erboristi intendo figure professionali laureate competenti ed autorizzati a coltivare, raccogliere e trasformare piante officinali in preparati a scopo terapeutico. Quindi chimici, tecnici di laboratorio, esperti nel riconoscimento, coltivazione e trasformazione delle piante officinali e conoscitori delle proprietà medicinali di queste).
La legge del 6 gennaio 1931 n°99 recante “Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali”, definisce che la nostra professione quella di Erboristi come stabilisce l’art. 7 “il diploma di erborista conferisce l'autorizzazione a coltivare e raccogliere piante officinali indigene ed esotiche, nonché alla preparazione industriale di esse”. Considerando che per diventare Erboristi bisogna superare un test di ammissione all'università e frequentare un corso di studi lungo 3 anni con 180 crediti e comprendente materie scientifiche, laboratori, tirocinio e tesi, non credo che chiunque possa sostituirsi a Noi.
(link con il programma del corso Unimi http://www.farmacia.unimi.it/CorsiDiLaurea/2018/K04of2/index_ITA_HTML.html )
( link piano di studi del corso
http://www.farmacia.unimi.it/…/pianoStu…/index_ITA_HTML.html).
E invece....
Arrivo al sodo. E' stato presentato l' atto di Governo n. 490- Art. 8 che prevede l’abrogazione della legge 99 del 1931 che istituisce il titolo di Erborista. Esatto avete capito BENE!!!
Legge 99/31 -->(http://www.regione.piemonte.it/…/tut…/allegati/l_99_1931.pdf).
Atto Gov. n°490--> http://www.feierboristi.org/…/Atto-Governo-n.-490-art.-8-ab…
Dicono per incentivare l'agricoltura del settore, ma sostanzialmente per permettere a qualsiasi persona con o senza esperienza alcuna non solo di coltivare e raccogliere ma anche di trasformare.
La fase di traforazione è fondamentale complessa, delicata è necessita di assoluta sicurezza, attenzione ed un'adeguata preparazione professionale e scientifica.
Quindi verrà meno la sicurezza dei consumatori oltre alla totale scomparsa delle nostre figure professionali, lavorative e del nostro titolo per cui abbiamo pagato rate universitarie, studiato e fatto sacrifici. Perchè in Italia esistono pochi corsi di Scienze e Tecnologie Erboristiche e quasi tutti i miei colleghi, del corso di Milano, sono fuori sede!

Per questo vi chiedo da Studentessa in Scienze e tecnologie erboristiche ( corso attivo presso l'Università Statale di Milano Facoltà di Scienze del Farmaco) di sostenerci e di firmare la petizione lanciata dal FEI ( Federazione Erboristi Italiani) che trovate qui -> https://firmiamo.it/giu-le-mani-dall-erboristeria
Personalmente rischio di perdere il lavoro e il mio titolo ancor prima di essermi laureata e con me i miei colleghi.
AIUTATECI e restate informati perchè la pubblica informazione di Noi non parla.
<3 grazie di cuore a tutti Simona L.M.
P.S.

Di seguito vi lascio alcuni articoli che potranno darvi delucidazioni in merito alla questione:
-http://www.unerbe.it/devasini-%E2%80%9Cno-alla-proposta-di-
--http://www.feierboristi.org/…/basta-con-gli-erboristi-arri…/
---http://www.feierboristi.org/…/atto-governo-n-490-art-8-pre…/
 


Petizione
La Federazione Erboristi Italiani invita tutti gli erboristi, gli studenti e i laureati in Tecniche Erboristiche e tutti i cittadini che hanno a cuore la qualità della Filiera delle Piante Officinali a firmare questo appello on line indirizzato al Ministro delle Politiche Agricole Martina e al Ministro della Salute Lorenzin: Giù le mani dall’erboristeria! L'Erborista è la figura di garanzia per tutta la filiera delle piante officinali, MA è stato approvato il Piano di Settore in cui il Ministero delle Politiche agricole e le Regioni chiedono l'abrogazione della legge sull'erboristeria su sollecitazione delle associazioni agricole che vedono l'Erborista come un limite alla loro attività. Un altro colpo di grazia ad un patrimonio culturale e scientifico italiano. L’omologazione della coltivazione delle piante officinali a una qualsiasi pratica agricola distrugge la qualità e mina la sicurezza delle materie prime e dei loro derivati. Gli erboristi non possono permetterlo. I cittadini nemmeno.Firma con noi per fermare questo attacco al cuore dell'erboristeria e degli erboristi. Federazione Erboristi Italiani

 

 


Redazione RecSando - Simona La Monica



 




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Il biglietto della metropolitana si potrà acquistare con carta di credito

I biglietti della metro di Milano si potranno comprare con la carta di credito direttamente ai tornelli


Nei primi mesi del 2018 le stazioni della metropolitana di Milano verranno dotate di un nuovo sistema che permetterà di acquistare i biglietti senza usare le macchinette o andare in biglietteria. A partire da gennaio verranno installati dei “pos contactless” su tutti i tornelli all’ingresso dei binari: sarà sufficiente avvicinare la propria carta di credito all’ingresso e all’uscita dai binari, dove l’importo del biglietto sarà scalato a seconda della tratta percorsa.
Questa scelta di Atm,  dice in pratica "addio" ai biglietti: in metropolitana si entrerà con la carta di credito

Nel giro di una settimana - tutte le stazioni avranno i tornelli chiusi in uscita: al momento sono 98 su 113, ma presto i viaggiatori dovranno “obliterare” il biglietto anche in uscita in tutte le fermate.“

Atm, "addio" ai biglietti: in metro si entrerà con la carta di credito
Inoltre controllori e addetti alla sicurezza nei mezzanini delle metropolitane cresceranno del 30%, portando a centocinquanta il numero dei controllori. 


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Il sistema di pagamento con carta di credito non entrerà in funzione subito perché si dovrà aspettare che tutte le stazioni vengano dotate dei nuovi pos. Un’altra novità riguarda il possibile aumento del costo della singola corsa nell’area urbana a partire dal gennaio 2019: si passerà da un euro e cinquanta a 2 euro.

L’aumento non è ancora certo e dipenderà dall’entità degli stanziamenti da parte della Regione.



Staff RecSando




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