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I Can Do It!

PSICOLOGIA

Aumenta la tua motivazione con strategie che
potrebbe applicare anche un bambino



Potremmo definire la motivazione come l’insieme di fattori che ci spingono a compiere determinate azioni al fine di raggiungere un traguardo.

Grazie alla nostra motivazione tutto è realizzabile e per raggiungere i tuoi obiettivi devi essere estremamente focalizzato, motivato.

Ogni individuo cerca la propria motivazione in posti differenti, c’è chi legge libri, chi guarda la vita di persone di successo e chi semplicemente fa della sua vita un capolavoro obbligando il proprio “IO” a seguire certi comportamenti.

Secondo la teoria di Abraham Maslow, psicologo statunitense (1906.1971) esistono 6 tipi di bisogni che alimentati dalla motivazione portano allo sviluppo individuale:


Bisogni fisiologici
 Fame, sete, sonno…

Bisogni di sicurezza
 Protezione, pace, tranquillità …

Bisogni di appartenenza
 Essere amato, far parte di un gruppo …

Bisogni di stima
 Essere riconosciuto, rispettato, approvato

Bisogni di indipendenza
 Essere libero, indipendente da tutto …

Bisogni di autorealizzazione
 Affermare la propria identità in base alle aspettative …




Ogni bisogno può essere soddisfatto non prima di aver soddisfatto quello precedente e per farlo è necessaria una buona motivazione.
Ci sono diverse chiavi di lettura e differenti ambiti in cui può essere applicata la piramide di Maslow per far crescere la spinta motivazionale, oggi ti voglio parlare di come i bambini facciano di tutto per soddisfare i loro bisogni, mettendo il focus su cosa fanno i bambini che noi abbiamo con il tempo disimparato.
Aumenta la tua motivazione di giorno in giorno con semplici trucchetti che puoi imparare dai bambini:

#1 Mai smettere di esplorare
I bambini non smettono mai di fare domande, la loro voglia di capire e di addentrarsi nelle cose li spinge ad avere un atteggiamento mentale in grado di attirare a se ogni quello che più desiderano.
La curiosità dei bimbi li aiuta a capire come è fatto il mondo, come funzionano le cose etc..
E’ grazie alle loro domande che riescono a fare passi da gigante durante la loro crescita.
Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una. (Confucio)

#2 Non avere paura di sbagliare
Quante volte te lo hanno detto? “Poi crescerai e certe cose non le farai più”
Quante volte hai sentito questa frase?
Quando si è piccini non vi ponete alcun limite a ciò che la mente pensa di poter riuscire a fare e soprattutto non vi è alcun timore del giudizio altrui o dello scarso risultato rispetto a un’azione sbagliata o un’aspettativa troppo alta..
Il bimbo agisce e poi metabolizza ciò che ha fatto insere-ndolo tra le sue piccole esperienze, così da poterle riutilizzare quando sarà opportuno o quando dovrà fare grandi esperienze.
L’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla. (John Powell)

#3 Sognare in grande
Un passaggio fondamentale che ci aiuta a credere in noi stessi ed avere un’alta autostima sono i sogni. Sognare non costa nulla, eppure anche nei sogni spesso ci imponiamo di non varcare certe soglie. Solo se pensi in grande potrai fare grandi cose, cancellando dalla tua testa la paura del fallimento e della sconfitta, fermati un attimo, ricordi cosa volevi fare da piccolo? Il giocatore di calcio? La principessa? l’astronauta? Il chirurgo? Il cantante famoso? … I più piccini non hanno alcuna paura di sognare e quando lo fanno non hanno alcun limite, riuscendo così a proiettare nel futuro la loro realizzazione con estrema facilità.
Tutto quello che vorresti o non vorresti vivere, i tuoi sogni l’hanno già conosciuto. (Stefano Lanuzza)

#4 Credere nelle proprie capacità
Quando i bambini sognano in grande; quando i bambini ti dicono che vogliono fare qualcosa di grande, è perché credono nelle loro capacità. Per loro niente è impossibile, nei loro giochi fanno volare i loro personaggi, li fanno respirare nello spazio, gli fanno percorrere infinite distanze in meno di un nano secondo, tutto questo in fondo per loro è fattibile. Anche tu da bambino hai dato largo spazio alle tue capacità ma poi con il tempo hai perso un po’ quella grinta che accompagnava i tuoi pensieri, precludendoti di fatto infinite strade e donando spazio a pensieri abitudinari che stroncano sul nascere ogni tua decisione dove viene messa in ballo la tua capacità di riuscire.

#5 Non credere a tutti i  NO!
Il NO! ha un potere esagerato. Dire NO! ci aiuta in tantissime circostanze e così come è facile dire NO! in certe occasioni è anche facile accontentarsi di un banalissimo no.
Hai mai visto un bambino chiedere qualcosa alla mamma o al suo papà ed accontentarsi di un semplice no?
Il più delle volte dopo la negazione da parte del genitore, mette in moto un’infinita raffica di tecniche, a volte molto efficaci, in grado di portarlo al raggiungimento del suo piccolo/grande obiettivo.
Non ci credi?
Prova a portare un bimbo nel reparto “dolci e caramelle” di un supermercato e inizia anche tu a non accettare tutti i tipi di NO! in maniera incondizionata.
Prima di dire OK! Datti una seconda possibilità?
Alla domanda: Riuscirai ad ottenere quel che vuoi e che vorrai nella tua vita? Se ti dicessi NO! Cosa risponderai?
Allenati il più possibile e fortifica la tua determinazione.
Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione (Henry Ford)


#6 Cambiare da un momento all’altro il tuo umore
I bimbi hanno una capacità incredibile, riescono a passare da uno stato di profonda tristezza, amarezza e confusione ad uno stato di relax e appagamento accompagnato da uno splendido sorriso.
La capacità di buttarsi alle spalle le cose tristi è una cosa che abbiamo dentro di noi solo che, probabilmente con il tempo tutto cambia e ci imponiamo di essere coerenti anche con i momento che viviamo, impedendo talvolta di passare dalla tristezza alla felicità
A volte i bimbi sembra che abbiano un interruttore ON/OFF, Devi cercare quell’interruttore e lo devi iniziare ad usare con lucidità e determinazione.
L’unica persona che sei destinato a diventare è la persona che decidi di essere –(Ralph Waldo Emers)

#7 Fare amicizia con semplicità
Parla con gli sconosciuti. Barricarsi dentro un mondo fatto di poche persone, accontentarsi del parere di poca gente, fa si che tu viva solo una piccola parte della tua vita.
Ogni individuo ha delle esperienze da condividere, solo parlandoci potrai scoprirle.
Con questo non voglio dire che ti devi fidare di chiunque o che devi parlare con tutti, ma che devi cercare di individuare tra la gente le persone che possono in qualche modo darti buoni consigli, farti scappare una risata etc…
Ogni cosa ha bellezza, ma non tutti la possono vedere (Confucio)

#8 Ridere ed essere contento senza motivo
Se c’è una cosa che con il tempo iniziamo ad accantonare, purtroppo è la risata.
Il sorriso è il regalo più grosso che puoi donare al mondo, privare il mondo del tuo sorriso sarebbe un incredibile errore. Hai visto quante cosa puoi imparare dai bambini? Beh ricorda che anche tu sei stato un bambino e che anche tu facevi queste cose senza pensarciduevolte.
Non sono gli anni della tua vita che contano. Ma la vita nei tuoi anni (Abraham Lincoln).

Adesso alcune di queste cose le hai disimparate ma sono ancora dentro te, le devi solo tirare fuori dal baule dove le hai riposte ed iniziare a riutilizzarle.

LO FARAI?


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Beniamino Delvecchio illustratore di Diabolik

INTERVISTE


Beniamino Delvecchio intervistato da Giovanni Luilli, Olaf Luilli e da Jean Claude Mariani


Chi è Beniamino Delvecchio?
Io quando avevo la vostra età avevo già il sogno di diventare disegnatore. Era la mia vita, non avevo un'alternativa. Mentre altri miei amici non avevano le idee chiare, io sapevo già che quella era la mia strada. La vedevo molto difficile come scalare una montagna ed ero consapevole delle difficoltà da superare come si affronta uno sport sapendo che i risultati sarebbero stati ottenuti da un continuo allenamento. Anche per correggere i difetti della mano, guardando gli altri disegnatori, il fumetto è una disciplina pulita, non fai male a nessuno, non hai neppure un corpo a corpo e quindi, per me, era congeniale perché sono una persona delicata e ipersensibile (ma credo che sia un po' una caratteristica di tutti i disegnatori e un po' degli artisti in generale). Per esprimere te stesso, ti esprimi attraverso la tua arte poi dopo, nel tempo, viene fuori tutta la tua persona. Però la cosa bella è che hai come un filtro che ti protegge.

Le idee ben chiare
Fin da ragazzino vedevo molte più possibilità di realizzare la mia passione nel fumetto perché avrei potuto più facilmente inserirmi nel settore commerciale. Quindi fin dal liceo artistico cercai di impadronirmi delle tecniche che mi permettessero di disegnare indipendentemente dall'ispirazione del momento. Volevo che il disegno diventasse il lavoro con cui mantenere me stesso e la famiglia che volevo crearmi.  Quando ho voluto approfondire le mie competenze artistiche, le trovai nell'Accademia delle Belle Arti per avere una preparazione ulteriore. Io volevo fare un fumetto che non fosse solo commerciale, in bianco e nero, è stato in seguito a ciò, che realizzai a colori il mio personaggio: Tokae.

L'inizio della carriera
Mentre frequentavo l'Accademia di Belle Arti di Brera, presentavo i miei lavori alle case editrici (parliamo del 1983) c'erano tante piccole case editrici. Io facevo delle prove sui personaggi perché gli editori volevano vedere se sapevo disegnare il loro personaggio. Questo vale per tutti i lavori, presentare esempi che interessino il committente. Il primo di dicembre del 1994 fu un momento meraviglioso perché segnava l'inizio della mia carriera con Bad moon per "Xenia Edizioni" ed era anche il mio compleanno.

L'apprendimento delle nuove tecniche
Ho fatto una prova impegnativa, seguendo la sceneggiatura (fornita dalla XENIA Edizioni), ed è andata bene. Quando però entri nel lavoro vero, devi correre, essere molto veloce e molto abile e cosi la Xenia mi affidò il disegno a matita affiancandomi un altro disegnatore per il ripasso a china. Alla fine si ottenne un risultato molto vicino a quello che volevo io. Il primo numero di Bad Moon per il quale ho realizzato le matite era andato molto bene e il secondo numero potei disegnarlo interamente io ed è stata una bella soddisfazione. Da notare che per fare un albo ci vogliono quattro o cinque mesi.

Le tecniche diventano sempre più complesse
Man mano che passava il tempo, la richiesta della qualità aumentava. I disegni di adesso sono dei piccoli quadri, non sono pii, fumetti con un tratto sintetico e veloce come un fumetto che io ho amato moltissimo Ken Parker, che è stato un vero cult negli anni 80 e 90. Oggi si farebbe fatica a imporre un prodotto cosi, i ragazzi con videogiochi e altre tecnologie si abituano a immagini molto elaborate. Mi sono quindi presentato alla Casa editrice Bonelli, la più importante d'Italia, e ho disegnato due storie di 'Zona X' che era un po' una rivista contenitore (diversa da testate come Tex, Dylan Dog, ecc.). Poi  realizzai "Lazarus Ledd" per "Star Comics".

Iniziano gli anni di Diabolik
Gli anni di Diabolik sono stati magici, in una redazione che io ho sempre sognato, sempre vista dall'esterno, mi sono trovato assieme a questi disegnatori che io ammiravo, c'erano alcuni dei disegnatori più bravi e importanti d'Italia: parliamo di Franco Paludetti, Sergio Zanigoni, Enzo Facciolo, dei grandissimi disegnatori… Al pari di Galep di Tex! Per me fu una grande esperienza, anche perché io ho potuto lavorare, oltre che sui disegni, sulla parte di costruzione del prodotto fumetto: seguivo e leggevo la sceneggiatura, la confrontavo con il disegno. Uno dei compiti più importanti che mi fu affidato era quello di guardare le cianografiche, delle prove di stampa preparate in litografia: avevo il dovere di visionarle. Quando io davo l'ok per la cianografica, venivano stampate migliaia di copie e, se ci fosse stato un errore, sarebbero stati "cavoli amari" : una grande responsabilità.

Quando riceve una sceneggiatura e deve realizzare (per esempio) la macchina di Diabolik, ha un‘indicazione precisa o il disegnatore può crearla a proprio piacere?
Domanda molto pertinente! Allora, di solito tu hai una sceneggiatura scritta, dove è specificato, molto bene, come lo sceneggiatore intende: se la vuole vedere intera, tagliata, oppure ravvicinata sull'autista. Ti è descritto tutto quanto come vuole lo sceneggiatore, quindi diciamo che il disegnatore è piuttosto vincolato. Dipende anche da chi ti trovi: puoi incontrarne uno che s'immagina le cose in un modo diverso, ma accetta la tua interpretazione, o quello che ti dice che la voleva spostata di 5 gradi a sinistra, il pignolo. Perciò dipende, si capisce che più lo sceneggiatore è costrittivo, meno si è liberi nella propria creatività. Diversamente gli Americani, danno solo una traccia e poi il disegnatore può vedersela da solo, quindi secondo me è il massimo, ci si può sbizzarrire, anche se ci si deve mettere un po' più del proprio.


 
LAZARIUS LEDD - Testi di Ade Capone - Disegni di Beniamino Delvecchio


Com'è riuscito ad affinare la sua tecnica in Lazarus Ledd?
Ade Capone mi aiutò a capire i miei errori di prospettiva e anatomia, poi, quando ho lavorato con lui, mi sono messo di buona volontà a usare molto le foto e i fotoromanzi. Mi sono "resettato" durante quel periodo. Ho capito di essere arrivato fino ad un certo punto ma, cosi non andava bene, dovevo migliorare. Come potevo fare? Cambiando il metodo di lavoro; iniziai a guardare le foto, ma allora non era come adesso che c'è internet, si utilizzavano i fotoromanzi. Questo espediente mi ha aiutato molto perché così avevo la costruzione anatomica precisa. Adesso io uso la macchina fotografica digitale fotografando me stesso in posizioni difficili. É una facilitazione, ma il lavoro c'è lo stesso; però questi strumenti ti permettono di essere più veloce e migliorarti.

Il momento dell'innamoramento con i nativi americani    
Vi dicevo prima che ho da sempre avuto questa grandissima passione per Ken Parker. Questo personaggio mi ha veramente affascinato, già dalle copertine viste in edicola, sono rimasto folgorato. Andavo ancora al liceo Artistico, ho comprato tutta la serie, mi piacevano molto i suoi disegni, molto immediati e molto dinamici. Storie realistiche e per certi versi anche romantiche del genere western ma, non alla Tex per quanto bellissimo, ma racconti più veri: di avvenimenti anche di quotidianità della vita del west, creando dei parallelismi con le nostre esperienze di vita. Esperienze che potevano vivere alcuni personaggi di quel periodo. Per me Ken è stato come un amico e mi ha insegnato tante cose che mi sono servite anche nella vita, come un romanzo di formazione. Ho vissuto anche questo suo rapporto con i nativi americani in maniera molto intensa, specialmente nelle storie di Ken Parker a colori, dipinte ad acquerello che è la tecnica che io adoro di più.

KEN PARKER di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo
 

Com'è nato il suo personaggio TOKAE?
Avendo alle spalle tanti anni da disegnatore professionista e l'esperienza alla Casa Editrice "Astorina" di Diabolik come curatore di tutto il prodotto "fumetto" mi sentivo pronto per esprimermi come autore completo.
Tokae è nato attraverso la mia passione per Ken Parker e per lo stile pittorico ad acquerello che è molto immediato. Infatti, se si prende una copia di Tokae, penso che il mio stile assomigli a quello del fumetto ispiratore. Ecco, io ho cercato, nel mio piccolo, di fare disegni più pieni di dettagli, più colorati. In più si capisce che ero dalla parte degli indiani e non delle cosiddette "giubbe rosse".

Il numero 1 è datato Marzo 2005: l'esperienza si è fermata?
Il primo volumetto di 16 pagine è datato 2005; poi ho realizzato altri 3 volumetti di 16 pagine l'uno. I 4 volumetti messi insieme compongono poi la storia intera. di 64 pagine. Tokae andò quindi avanti dal 2005 al 2008 per completare il volume. Per me fu più facile portarlo avanti nel tempo per poi rilegarlo con la copertina cartonata, un sogno che ho realizzato: arrivare a fare un lavoro del genere tutto mio. Piace, non piace, va bene, non va bene, ma l'ho fatto come lo volevo io.
Per completare il discorso di Tokae, io mi sono impegnato perché per fare solo uno dei fascicoli ci vogliono mesi, me lo sono stampato a mie spese, e poi lo vendevo nelle mostre per recuperare almeno i soldi della spesa della stampa con una tiratura di poche copie...

Nel ambiente fumettistico attuale c'è molta violenza, i crimini sono efferati
Quando ero giovane non ci facevo caso. Ad esempio Dylan Dog, sin dai primi numeri, aveva scene un po' troppo forti in realtà ma, allora, non ci facevo a caso, pensavo che fosse un fumetto, lo leggevo con distacco, non mi dava fastidio. Oggi che sono più adulto e maturo e ho dei figli, mi fa più impressione.
Sarebbe meglio fare fumetti, magari con argomenti importanti e anche profondi ma senza rappresentarli con scene violente.

Andiamo avanti con la sua carriera
Nel 2005 mi sono spostato all'estero in Ucraina, da mia moglie e là ho vissuto per due anni.
Questa per me è stata un'esperienza molto interessante per maturare. Suggerisco a voi ragazzi di fare esperienze simili all'estero. Nello stesso tempo che proseguivano i disegni del mio TOKAE, iniziai a collaborare con l'editore Salvatore Taormina per disegnare THAN DAI, un nuovo fumetto sempre di genere western pubblicato in Italia. Per Than Dai ho avuto la possibilità di realizzare le copertine della prima serie e i primi due episodi oltre a diversi altri a colori. Soggiornando in Ucraina dal 2005 al 2007 e, trovandomi in una realtà economica e sociale difficile, ho comunque potuto continuare a collaborare con l'Italia mantenendo viva la mia presenza sul mercato fumettistico nostrano.

Il ritorno in Italia
Tornando in Italia le esigenze economiche erano più gravose e bisognava produrre, non mi bastavano più queste collaborazioni. Sono però riuscito a entrare alla Casa Editrice Star Comics per la quale ho realizzato tantissimi fumetti di diverso genere. Ho fatto disegni per Cornelio, Pinkerton, Knox, The Secret, Dr Morgue. Ho capito, nel tempo, che se vuoi fare questo mestiere devi essere molto eclettico.

Cosa ci dice di Medhelan, questa "graphic novel" di recente pubblicazione?
Medhelan parla della storia di Milano, dalle origini celtiche al periodo medioevale, dalla seconda guerra mondiale ai tempi nostri. A questo progetto ho iniziato a lavorare dal 2013 preparando i primi studi e ho iniziato a disegnare le tavole definitive nel Maggio 2014 lavorando per un anno sino a comporre il totale di 208 pagine. Medhelan è nato da un'idea di Silvio Da Rù che ha scritto anche tutta la sceneggiatura e ha indetto un concorso per scegliere l'autore della copertina. Sono arrivate opere molto belle che talvolta riportavano immagini molto drammatiche e truci. E' vero che la storia ha rappresentato anche questo, ma abbiamo optato di scegliere un'opera che racchiudesse i vari elementi contenuti tra il passato e il presente di Milano in una forma più leggera e di speranza. Presentata l'opera, dal Parco Nord di Milano (che ne è il promotore), è stata adottata per l'EXPO perché riguardava oltre al cibo anche il rapporto fra l'uomo, il futuro e la natura.

  


Com'è nata quest'opera?
Vi racconto com'è nato l'incontro con Silvio Da Rù  e com'è nata l'opera.  Io mi trovavo a Novegro (Milano) come espositore dei miei lavori e lui cercava un autore che fosse adatto per presentare la rinascita del Parco Nord. Visitando i vari stand è stato ben impressionato dai miei disegni e da lì è nato il progetto. Via, via negli anni, abbiamo costruito i personaggi e gli ambienti.


Come distinguere lo stile dei disegnatori?
Ogni disegnatore ha uno stile diverso che si nota dal modo di rappresentare le anatomie, le inquadrature, il nero, ecc. Inoltre vi sono diversi tipi di fumetto secondo il Paese di origine. Ad esempio, nei Manga giapponesi, sono usate molto le linee cinetiche, vengono variate le inquadrature e, la pagina, è composta come un puzzle mentre noi tendenzialmente la teniamo sempre quadrata e composta.

Come è la vita di un disegnatore di fumetti?
Come dicevo, anni fa con c'erano i computer, non c'era la possibilità di trovare le immagini così facilmente Quando le cercavo dovevo andare in biblioteca oppure nelle agenzie che vendevano immagini a pagamento da cataloghi fotografici dove trovavo, mani, paesaggi, natura e immagini di tutti i tipi come modelli da rappresentare. Comunque era molto difficile lavorare allora. Mi ricordo che per rappresentare lo Jellow Park della California ho dovuto cercarlo sul catalogo di un'agenzia viaggi. Ora, con internet è meraviglioso: trovi tutto. Uno pensa che il lavoro del disegnatore sia facile, che si lavori poco, ma non è esattamente così.

E' contento di questa sua scelta?
E' un lavoro bellissimo, non lo cambierei per nessun'altra cosa al mondo però, nel tempo, ho capito che non era così facile come m'immaginavo perché si doveva  accontentare il committente e non solo te stesso. Devi assecondare le richieste: questo lo voglio più chiaro, questo lo voglio più scuro, ecc. Quando ti trovi davanti a una sceneggiatura che tu non vivi, te la devi far piacere e dare il massimo di te stesso per rappresentarla al meglio. Mi ricordo ancora la frase che mi disse Ivo Milazzo anni fa quando lo intervistai:  "Questo lavoro è bello ma è anche faticoso perché devi sempre rinnovarti, cercare di non ripeterti”.  In effetti, è così, le sceneggiature corrono il rischio di essere ripetitive, primo piano di quello, piano americano (che vuoi dire dalle ginocchia in su), vien da dire questa scena l'ho già fatta: rimetto quella? No, il nostro lettore è intelligente e se ne accorge subito.

Nuove dirigenze hanno voluto cambiare o escludere personaggi delle storie originali di fumetti come Dylan Dog o anche Diabolik perché i giovani non li leggono come prima, cosa ne pensa?
In effetti, i fumetti cercano di adattarsi ai tempi attuali. Parto subito da Diabolik che sta cercando di rinnovarsi. Sapete com'è nato? Le sorelle Giussani hanno notato i pendolari che viaggiavano in treno da Milano verso Como e hanno pensato "facciamo un pocket da dare ai pendolari sul treno" ed è andata bene, ha sfondato. Recentemente è stato lanciato DK (Diabolik) in formato magazine, a colori come quello dei supereroi, cercando in parallelo di creare serie più accattivanti  per attirare una nuova generazione di lettori.

Qual è il personaggio nella sua carriera che lo rappresenta di più?
Tra i tanti personaggi che ho disegnato per gli editori quello in cui mi sono meglio identificato, è Lazarus Ledd, Io sentivo molto, anche per i tratti fisici; però, il mio sogno sarebbe stato di disegnare Ken Parker nel senso che mi piace sotto tutti i punti di vista, sia grafico sia narrativo.

Con quale s'identifica come persona?
Sicuramente il mio Tokae mi rappresenta al meglio, perché è chiaro che Tokae sono io anche nei tratti fisici e mi è facile identificarmi. Qualcuno mi ha anche detto che è un autoritratto. In genere un autore quando scrive o disegna si rappresenta, e penso che questo valga anche per il mio TOKAE.

La rivelazione: TOKAE sono io!
TOKAE

Testi e disegni di Beniamino Delvecchio



©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Marianne / Attivista RAWA

Incontro con Marianne

Attivista della RAWA (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan), è un'organizzazione socio-politica indipendente femminile che si trova a Quetta, stato del Pakistan.
I suoi obiettivi sono la tutela dei diritti delle donne, e della democrazia.

Il 5 dicembre 2015 è avvenuto un conferenza-incontro con gli alunni della Scuola Media “A. De Gasperi “ di S. Donato Milanese con una attivista della Rawa sui temi della condizione femminile in Afganistan e sui rapporti con l’ISIS. Ecco le domande:

Cosa ne pensa dell’ISIS in rapporto con l’Islam?
Innanzitutto parliamo di un nome che noi conosciamo molto bene, “fondamentalista”.
Ciò che ci accomuna è il ruolo che l’islam vissuto costituisce un valore che è buono per tutte le persone. In Afghanistan questo è molto difficile perché incide il fondamentalismo.
I fondamentalisti agiscono sulla fibrillazione delle persone là dove esiste una situazione sul piano economico e sociale di povertà, di mancanza di diritti umani e mancanza di istruzione. Il fondamentalismo prende piede nel nome di antiche tradizioni nel nome di una religione che però non agisce per sè.  
Questi gruppi utilizzano mezzi disumani per far sì che questa situazione non cambi soprattutto nei confronti delle donne che vengono deprivate da qualsiasi diritto umano ma anche nei confronti di chiunque cerchi di andare contro il fondamentalismo. Sarà molto difficile per voi comprendere il perché, molte delle potenze economiche europee e non europee,  si alleino con fondamentalismo per interessi economici.

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Raised By Wolves

Musica e Poesia

Raised By Wolves - U2


La canzone è ispirata a un episodio vissuto da un Bono quattordicenne in un quartiere di Dublino dove un autobomba è esplosa nel 1974.

Faccia a terra su una strada distrutta

C'è un uomo all'angolo in una pozzanghera di miseria

Io sono in un camioncino bianco quando un mare rosso copre la terra

Schianto metallico non so dire cosa sia

Ma do un'occhiata e ancora mi dispiace di averlo fatto

5.30 di un venerdì sera 33 brave persone abbattute


Io non credo più

Non credo più

,  Faccia a terra su di un cuscino di vergogna.  
Ci sono delle ragazze con un ago che cercano di scrivere il mio nome. 
Il mio corpo non è una tela
. Il mio corpo ora è il muro di un cesso. 

Io non credo più
. Non credo più. Cresciuti dai lupi
. Più forti della paura
. Cresciuti dai lupi
. Siamo stati cresciuti dai lupi
. Cresciuti dai lupi
 . Più forti della paura
. Se apro gli occhi, 
tu scompari

. Io non credo più
. Non credo più. Il ragazzo vede suo padre schiacciato dal peso. 
Di una croce in una passione dove la passione è odio
. Ford blu metallizzata, la farò scoppiare e sei morto
. Sangue in casa
. Sangue per strada
 . Le peggiori cose del mondo sono giustificate dalla fede
. Targa 1385-WZ

. Io non credo più
. Non credo più

. Cresciuti dai lupi
. Più forti della paura
. Cresciuti dai lupi
. Siamo stati cresciuti dai lupi
. Cresciuti dai lupi
. Più forti della paura
. Se apro gli occhi,
 Tu scompari.

 

Intervista di Joe Coscarelli
Repubblica, 6/12/2015
Durante la serata Bono ha intonato...Ne me quitte pas dedicato alle vittime

"Questa sera siamo tutti parigini.
Se amate la libertà questa è la vostra casa".

Raised by Wolves commemora le autobombe del 1974 a Dublino, marcando la fine dell'innocenza nel tour ‘’Innocence and Experience’’.
"Alcune delle nostre canzoni degli Anni '80, su quello che succedeva in Irlanda, improvvisamente assumono un significato nuovo e un legame con questi terribili fatti di Parigi", dice The Edge, il chitarrista degli U2, aggiungendo che la band sta "pensando a qualche ospite speciale" per rendere omaggio alle vittime.
Al telefono da New York, Bono, il cantante, si mostra ottimista sul ritorno a Parigi, mostrando gioia e coraggio di fronte al terrore. Ecco alcuni passaggi della conversazione.
Dov'eravate quando avete saputo quello che era successo?
"Ero sul palco e stavamo provando a Bercy.
Ci hanno fatto evacuare dall'edificio. Speravamo che le notizie non fossero vere. Era una situazione caotica".
Siete andati al Bataclan a rendere omaggio alle vittime?
"Lo abbiamo fatto prima di andare all'aeroporto. Siamo partiti la sera dopo, avevamo un aereo che abbiamo messo a disposizione degli Eagles of Death Metal, se lo volevano. La cosa migliore che abbiamo potuto fare per i nostri colleghi musicisti è stato comprargli dei telefoni".

Quando è venuto il momento, era importante per voi tornare a Parigi il prima possibile?
"Assolutamente. Il terrorismo vuole terrorizzare, e noi non intendiamo farci terrorizzare. Abbiamo pensato che l'unico vero contributo che potevamo dare in un momento come questo era rendere omaggio ai parigini, che ci hanno regalato il concetto di libertà, uguaglianza e fratellanza. L'Is e questo tipo di estremisti sono un culto della morte. Noi siamo un culto della vita. Il rock'n'roll è una forza vitale, è gioia come atto di sfida.
È questa l'essenza della nostra band. Ed è l'essenza del nostro pubblico, tanto più in questo caso. Posso già sentire il frastuono della folla francese, ci sommergerà. Ed è una cosa potentissima".
Avete seguito le reazioni politiche agli attentati?
"C'è una frase che ripeto, ed è che noi irlandesi sappiamo che non bisogna diventare un mostro per sconfiggere un mostro. Non sono solo le 130 vite che sono state rubate. Hanno cercato di rubarci anche l'uguaglianza e la giusti-zia.
E a giudicare da certe reazioni scom-poste, per esempio le proposte di accogliere solo profughi cristiani, si può dire che abbiano fatto centro. Se riusciranno a cambiarci, saranno riusciti nel loro intento".

Voi siete cresciuti con la minaccia incombente del terrorismo. Come influisce questo sulla vostra visione dei recenti fatti di Parigi, Beirut e altre parti del mondo?
" Raised by Wolves: un qualunque altro venerdì io mi sarei trovato in mezzo a una delle autobombe fatte esplodere a Dublino. Trentatré persone morirono quel venerdì. Io mi salvai.
C'era sciopero degli autobus quel giorno, e io ero andato a scuola in bici. In quella specie di auto-interrogatorio che mi faccio per capire perché scrivo come scrivo mi è venuto da chiedermi perché scrivo sempre canzoni che parlano di giustizia sociale. Mi sono reso conto che questo episodio, quando avevo 14 anni, deve avermi influenzato moltissimo, anche se la scampai".

Dopo quello che è successo, ci sono parti dello spettacolo che correggerete? Quelle sulle autobombe, con le esplosioni?
"Se qualcuno dovesse scrivere un copione per Parigi, e suonassero gli U2, verrebbe fuori uno spettacolo simile a quello che stiamo facendo. Ma non è solo la gioia a essere un atto di sfida. È continuare normalmente con le proprie vite che è un atto di sfida".

Due giorni dopo questa intervista ecco Bono e gli Eagles in concerto a Parigi.

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Giornalista e Addetto Stampa impegnato da anni nel SudMilano: Valerio Esposti riceve la Benemerenza Civica a Sant'Angelo Lodigiano.

Noi di RecSando abbiamo iniziato a scrivere di lui quando ha presentato per la prima volta  il suo libro esattamente due anni fa. Da allora ne ha fatta di strada.  L'opera si è aggiudicata diversi premi. Lo scrittore e il protagonista, Giacobbe Fragomeni, hanno iniziato un viaggio itinerante a raccontare questa storia di riscatto umano in diverse realtà italiane. 

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Un fine 2015 senza botti ... divieto in 13 città italiane


Da Nord a Sud, sono diverse le città italiane che quest'anno hanno deciso di vietare i botti per Capodanno. E la lista potrebbe diventare ancora più fitta. All'origine del provvedimento la volontà di evitare i rischi per l'incolumità delle persone, di non contribuire a inquinare l'aria che respiriamo e di non infastidire gli animali. "In Italia si stanno moltiplicando a livello locale le iniziative che vietano o propongono soluzioni alternative ai tradizionali botti di Capodanno, che ogni anno collezionano incidenti e ferimenti, coinvolgendo tanti giovani e ragazzi - afferma la Croce rossa italiana in una nota -. I dati dell'ultimo anno hanno visto una diminuzione del numero di persone ferite, e assenza di vittime, ma il bilancio degli incidenti a seguito di esplosioni di fuochi d'artificio, rimane sempre molto pesante. Anche in mancanza di particolari divieti, è il senso di responsabilità, e soprattutto il buon senso che non dovrebbero mai venir meno". I divieti sono stati accolti molto positivamente dalle associazioni animaliste, che hanno caldamente ringraziato le amministrazioni che li hanno emanati. La Federazione italia associazioni diritti animali e ambiente - a cui aderiscono 43 organizzazioni tra le quali Enpa, Lav, Leidaa, Lndc, Oipa - ha invitato inoltre i Comuni che non hanno ancora emesso un'ordinanza di divieto a fare altrettanto, chiedendo all'Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) di farsi "parte diligente" presso i propri associati, e un forte appello ai cittadini perché trascorrano un Capodanno senza botti. Non resta che vedere dunque se, con qualche rumore in meno, il 2016 inizierà bene lo stesso

Le città che vietano i botti sono:

Ancona
Aosta
Bari
Bologna
Cagliari
Genova
L'Aquila
Milano
Palermo
Reggio Calabria
Roma
Torino
Venezia

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Blocco traffico dal 28 al 30 Dicembre - Veicoli privati

Mobilità

Il 28, 29 e 30 dicembre stop alla circolazione dei veicoli privati

Il blocco sarà attivo dalle 10 alle 16. Lo ha deciso la Giunta comunale. Maran: “La situazione della qualità dell’aria in Lombardia è preoccupante per la salute”

Blocco traffico


In considerazione del permanere di valori alti di Pm10 e Pm2,5, la Giunta comunale ha deciso il blocco della circolazione dei veicoli privati nel territorio del Comune di Milano per le giornate di Lunedì 28, Martedì 29 e Mercoledì 30 dicembre dalle ore 10 alle ore 16.

Le centraline di tutta la Lombardia registrano valori fuori norma del Pm10 da ormai un mese e le condizioni metereologiche indicano la possibilità che la situazione si protrarrà anche nelle prossime due settimane.

“Tutti gli studi scientifici dimostrano che per avere una maggiore efficacia i provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico devono riguardare un territorio vasto e non solo i singoli Comuni - afferma il sindaco Giuliano Pisapia -  In questi giorni di grande emergenza non si può restare indifferenti. È necessario intraprendere azioni condivise perché la salute dei cittadini è un bene da preservare ad ogni costo. Per questo, come Sindaco della Città metropolitana invito tutti i Comuni del territorio a prendere provvedimenti come quello adottato da Milano, dove non si potrà circolare con mezzi privati dalle 10 alle 16, dal 28 al 30 dicembre. Una misura che si somma a quella già in vigore che permette di viaggiare tutto il giorno sui mezzi pubblici con un unico biglietto singolo”. 

“In Giunta, oltre ad aver deciso la proroga degli sconti per l’utilizzo dei mezzi pubblici – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Pierfrancesco Maran –, abbiamo ritenuto di assumere questa ulteriore misura a tutela della salute dei nostri concittadini. Auspichiamo che analogo provvedimento sia assunto dai Comuni della Città metropolitana e lombardi”.

Nella giornata di mercoledì 24 dicembre sarà emanata l’ordinanza relativa al blocco della circolazione che verrà subito pubblicata sul sito del Comune di Milano.

Fonte: Comune di Milano

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dal 17 al 24 dicembre non usare l'auto. Viaggia con un solo biglietto tutto il giorno

Agevolazioni antismog dal 14 al 24 dicembre 

 
Proseguono gli incentivi antismog messi in atto dal Comune di Milano e ATM per l’uso del trasporto pubblico:
 
 
da lunedì 14 a giovedì 24 dicembre: chi accompagna i bambini con età inferiore agli 11 anni compiuti può viaggiare gratuitamente su tutti i tram, bus e filobus della rete urbana di Milano e sulle tratte urbane delle linee interurbane ATM. L’agevolazione non è valida in metropolitana e sulle linee interurbane fuori Milano; 

da giovedì 17 a giovedì 24 dicembre: tutti i biglietti singoli, cioè normalmente validi per un solo viaggio, avranno validità per un numero illimitato di viaggi fino al termine del servizio del giorno di convalida. Il provvedimento vale sull’intera rete metropolitana e di superficie gestita da Atm (incluse le linee subaffidate)  e sulle tratte urbane della rete Trenord. Sono compresi  i titoli urbani, interurbani e cumulativi nonché la singola timbratura del carnet da 10 viaggi. Restano invariati i limiti di validità territoriale dei documenti di viaggio, pertanto la tariffa utilizzata deve essere comunque coerente con la tratta percorsa. 
leggi la notizia sul sito ATM
 
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Perché tutto questo

L’ex segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton  rivendica la creazione della guerriglia islamista, in funzione anti Assad.
Poi accusa Obama di averne perso il controllo a causa della sua posizione attendista.
«Avrebbe dovuto fare come Netanyahu, affondando il colpo».

Ho visto cosa è successo a Parigi e mi sono chiesto cosa ha originato tutto questo?
Per arrivare alle origini di questo terrorismo (ISIS) bisogna andare indietro, molto indietro, addirittura a quelli che oggi sembrano i loro più grandi nemici, ossia gli Americani: vi sembrerà impensabile eppure sono stati proprio gli Stati Uniti ad addestrare ed armare i principali componenti di quello che oggi è, o quantomeno si dichiara essere, lo Stato Islamico; è stata proprio Hillary Clinton a dichiarare: “Erano i nostri ma ci sono sfuggiti di mano”.
Inoltre va detto che le armi di queste associazioni devono pur essere comprate e quindi c’è qualcuno che le vende, “Chi è quel pazzo che vende armi ai terroristi?”.

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Autolesionismo

“La vita è questa. Niente è facile e nulla è impossibile”
“Non è forte chi non cade… ma chi cade e si rialza”

Geppo - Il fumetto di Sandro Dossi dedicato a questo argomento

Cos’è? Semplicemente è quando fai del male a te stessa, quando hai mille pensieri nella mente, mille delusioni, problemi di famiglia…
L’unica speranza la trovi in una lametta o in una forbice e più guardi quegli oggetti più ti viene la voglia di autolederti. Davvero pensi che i problemi si affrontino così? La risposta è NO!
In questa piccola lettera, voglio aiutare, ma più che aiutare far capire che c’è sempre una via d’uscita che si può sfruttare.  Più difficile e doloroso è il problema più dovrai cercare di dare il meglio di te stessa per poter superare l’ostacolo.

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