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Il sistema Airbnb vale 3,4 miliardi di euro in Italia (e chi affitta guadagna in media 2.300 euro)

Il sistema Airbnb vale 3,4 miliardi di euro in Italia (e chi affitta guadagna in media 2.300 euro)

Uno studio commissionato dall’azienda della sharing economy traccia l’impatto sull’economia italiana: l’indotto equivale allo 0,22% del Pil
 
di marco tonelli
 - La Stampa

Il sistema Airbnb, ovvero gli incassi per gli affitti e l’indotto connesso, contribuisce all’economia italiana per 3,4 miliardi di euro all’anno, lo 0,22% del prodotto interno lordo del nostro Paese. Si tratta dell’equivalente di 98.400 posti di lavoro. È quanto emerge da uno studio commissionato da Airbnb che traccia per la prima volta l’attività in Italia. 

 

Per chi affitta un appartamento o una stanza nel portale online, il guadagno medio annuale è stato di 2.300 euro. Un reddito che cresce se si guarda alle città prese in esame nello specifico: a Firenze si arriva a 6.300 euro l’anno, a Roma 5.500, mentre a Milano 2.700.

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Audible, arrivano anche in Italia gli audiolibri di Amazon

 

Con 9,99 euro al mese si avrà accesso a oltre dodicimila titoli, di cui duemila già in italiano.
E come Netflix, anche Audible produrrà serie “sonore” in esclusiva per la piattaforma


12/05/2016  di dario marchetti
 - La Stampa

A pensarci bene, il racconto orale è stata la prima forma di intrattenimento della storia. Niente di strano quindi se un’azienda decide di puntare tutto sulla narrazione attraverso la voce. Parliamo di Audible, una piattaforma nata nel 1995 per la diffusione di contenuti vocali e acquistata nel 2008 da Amazon che, finalmente, oggi fa il suo debutto anche in Italia. 

 

COME FUNZIONA

Un po’ come Netflix, Spotify e Kindle Unlimited, Audible si basa su un’offerta «all you can listen»: con 9,99 euro al mese (i primi 30 giorni sono gratuiti) si può accedere in maniera illimitata all’intero catalogo composto da circa 12mila libri, di cui duemila in lingua italiana. I contenuti possono essere ascoltati via web oppure attraverso l’app scaricabile gratuitamente su dispositivi Android e iOS. 

 

COSA C’È DENTRO

Il catalogo di Audible è in continua evoluzione, e contiene non solo gli audiolibri pubblicati da editori indipendenti italiani ma anche produzioni a nome Audible Studios, l’etichetta che, un po’ in stile Netflix, si occupa di creare contenuti pensati appositamente per questa piattaforma. Tra i duemila titoli già disponibili in italiano ci sono La ragazza del treno di Paula Hawkins, I racconti di Nené di Andrea Camilleri, La regola dell’equilibrio di Gianrico Carofiglio, i primi tre capitoli della celebre quadrilogia di Elena Ferrante, Alessandro Baricco, Isabell Allende, Banana Yoshimoto, William Stoner, George Simenon e tanti, tantissimi altri. 

 

 

 

UN AMBASCIATORE D’ECCEZIONE

In tutto il mondo Audible collabora con professionisti del teatro, della radio e del cinema per rendere unici i propri contenuti. In Italia il compito è stato affidato a Claudio Bisio, che per inaugurare il suo ruolo di ambasciatore ha realizzato la lettura de La Piuma, una favola morale scritta da Giorgio Faletti pubblicata solo dopo la sua morte. «Per un attore, abituato a lavorare non solo con la voce ma con tutto il corpo, leggere un audiolibro rappresenta una bella sfida - racconta Bisio a La Stampa -. Contenuti come questi non servono solo a sostituire un libro, ma sono complementari: uno dei miei audiolibri preferiti è la lettura che Giuseppe Battiston ha fatto di Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace, che mi ha aiutato a vedere sotto una nuova luce un titolo che avevo già letto. L’audiolibro che vorrei fare io? Mi piacerebbe leggere Benni, che fino ad ora si è raccontato attraverso la sua stessa voce» 

 

NON SOLO LIBRI

Audible però non vuol dire sono libri sonori: «Siamo al lavoro per fare accordi con editori come Feltrinelli e Newton & Compton - spiega Marco Azzani, a capo di Audible Italia -, ma non vogliamo limitarci alla sola letteratura. Con Audible Studios siamo al lavoro su contenuti un po’ più brevi, di tipo seriale, sullo stile di quanto fatto dal podcast Serial negli Stati Uniti. E poi anche sport, informazione e self-help, insieme al grande mondo dei podcast che all’estero hanno molto successo ma in Italia devono ancora diventare un fenomeno. L’obiettivo è comunque offrire contenuti premium, di altissima qualità, adatti ad essere ascoltati in ogni momento della giornata, dal viaggio in auto all’allenamento in palestra». E che spazio avranno gli utenti? Potranno pubblicare qualcosa come succede con il self-publishing di Kindle? «Negli Stati Uniti esiste già ACX, una piattaforma che serve a far incontrare autori di libri e talenti vocali o del doppiaggio. Ma per ora la nostra offerta si concentrerà solamente su contenuti prodotti in maniera professionale - conclude Azzani -: questo primo anno in Italia ci servirà soprattutto per sperimentare e capire cosa vogliono gli utenti del nostro Paese». 

 

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Alcuni diritti riservati.
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Unioni civili, cosa fare se il sindaco si rifiuta

Tra i primi a tuonare contro la legge sulle unioni civili ci sono molti sindaci, chiamati ad applicarla senza opposizioni.
Ecco quali misure adottare per vedere soddisfatti i propri diritti

Unioni civili 600x335La legge sulle unioni civili è realtà. L’Italia, 27esimo Paese a dotarsi di una normativa, da oggi ha un nuovo tema su cui dividersi in più parti, tra chi festeggia e chi trova pochi o zero motivi per lasciarsi andare all’entusiasmo. Alcuni sindaci hanno già espresso perplessità e hanno dichiarato di non volere celebrare le unioni tra persone dello stesso sesso. E altri, come Matteo Salvini, ha addirittura spronato i sindaci leghisti a disobbedire.

Per comprendere quali sono gli strumenti a disposizione dei cittadini, abbiamo chiesto il parere dell’ avvocato Roberto Cataldi che dirige un sito di informazione e approfondimento giuridico: “il ddl Cirinnà non ha previsto specifiche sanzioni, restano validi i principi generali del nostro ordinamento giuridico, le norme di carattere penale come quelle che puniscono il rifiuto e l’omissione di atti d’ufficio da parte di pubblico ufficiale”.

Si può quindi chiedere l’applicazione dell’articolo 328 del codice penale che “prevede la reclusione da sei mesi a due anni per il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio”.

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300 eventi per celebrare il verde in città

A Milano torna Green City dal 13 al 15 maggio: 300 eventi per celebrare il verde in città

 

Milano 12 Maggio – Dal 13 al 15 maggio 2016, torna Green City Milano, la manifestazione partecipata e diffusa dedicata al verde, che quest’anno vedrà circa 300 eventi in programma in tutta la città, realizzati da oltre120 enti organizzatori tra privati cittadini, associazioni, comitati e aziende.

Un’edizione che, ispirandosi al fil rouge tematico “La Natura entra in città” per evidenziare l’importanza del verde nella dimensione urbana, punta ancora di più sulla formula del festival diffuso, coinvolgendo tutte le zone di Milano con moltissimi eventi legati al mondo del green e dedicati a chi ogni giorno se ne prende cura. Parchi, giardini condivisi, orti, cascine, cortili privati verranno aperti al pubblico. Saranno realizzati laboratori per bambini, itinerari in bicicletta, passeggiate, incontri, yoga nei parchi e tanti altri appuntamenti educativi e di intrattenimento alla scoperta di nuovi luoghi della città.

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Olio di Palma e tumori, 10 cose che dobbiamo sapere

Olio di palma e tumori, 10 cose che dobbiamo sapere

L’ultimo rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha raccolto tutti i dati sui principali contaminanti dei grassi vegetali sottoposti ad alte temperature. Un esperto dell’Istituto superiore di sanità ci aiuta a fare il punto, soprattutto sul famoso olio tropicale

palma

Durante il processo di lavorazione degli oli vegetali e delle margarine, e in particolare nel corso delle raffinazioni che portano i materiali di partenza ad alte temperature, possono formarsi alcune sostanze indesiderate, definite contaminanti da processo. Si tratta di un piccolo gruppo di molecole presenti in tutti i grassi vegetali lavorati a caldo, così come nei loro derivati, la cui percentuale più abbondante è quella riscontrata nell’olio di palma, che conosciamo come ingrediente di molti dolci, prodotti da forno e cibi pronti del supermercato.

Sotto richiesta della Commissione europea, cui spetta il ruolo normativo rispetto alla commercializzazione e il consumo dei nostri cibi, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha avuto il compito di condurre negli ultimi anni un’ampia analisi dei dati disponibili su questi composti, con l’obiettivo di comprenderne più a fondo la tossicità, ma anche di valutare con la migliore approssimazione possibile i livelli di esposizione a cui siamo sottoposti con la nostra alimentazione, comprensiva di tutte le fonti vegetali.

Nell’ultima settimana il parere scientifico degli esperti di contaminanti alimentari dell’Efsa è stato reso pubblico: un resoconto di ben 160 pagine, dove sono raccolte tutte le informazioni presenti in letteratura riguardo a questo tipo di contaminanti, come composizione chimica e tipo di tossicità, ma anche le stime sull’esposizione della popolazione europea in base al consumo dei vari grassi vegetali, diversificata in base alle fasce d’età.

Trattandosi di un documento indirizzato agli addetti ai lavori della Commissione e, in questa fase, non ai consumatori, la sua interpretazione non è affatto semplice e, in ragione della presunta cancerogenicità di una delle sostanze, ha già generato le prime paure. Così come anche i primi fraintendimenti, in primis il collegamento automatico tra olio di palma e insorgenza di tumori. Per questo, con l’obiettivo di chiarire gli interrogativi più immediati del grande pubblico, abbiamo consultato un esperto di salute e nutrizione, il ricercatore Marco Silano dell’Istituto superiore di sanità, con l’aiuto del quale abbiamo sviluppato 10 punti utili per chi volesse inquadrare meglio la questione.

1. Quali sostanze indesiderate sono state trovate negli olii vegetali, e quindi anche in quello di palma?
Il rapporto dell’Efsa si riferisce in particolare a tre tipi di sostanze: il 3- e il 2-monocloropropandiolo, i loro derivati nella forma di esteri degli acidi grassi e i glicidil esteri degli acidi grassi. “In termini più semplici, si tratta di derivati del glicerolo che si formano negli olii vegetali quando questi vengono portati a temperature al di sopra dei 200 °C nei processi di raffinazione”, spiega Silano.

Sono stati individuati in tutti gli oli per uso alimentare analizzati: oltre a quello di palma, quelli di cocco, arachidi, colza, mais e girasole e, poiché non è desiderabile ottenerli nel prodotto finale, sono considerati dei contaminanti alimentari. I loro effetti sull’organismo, tra cui le eventuali forme di tossicità, sono legati strettamente all’ingestione: vengono infatti assorbiti a livello intestinale durante la digestione e quindi distribuiti a livello sistemico, e in questo modo raggiungono i diversi organi e distretti del corpo.

2. Perché ne veniamo a conoscenza solo ora? Prima sono mancati controlli?
Se il grande pubblico viene a conoscenza di questi composti solo oggi non è per una mancanza nel monitoraggio, o per una precisa volontà di tenerli nascosti. “Che gli olii vegetali, quando raffinati, diano luogo al loro interno a queste sostanze non è una novità, è un fatto noto da tempo”, spiega il ricercatore: “Sono anni che questi composti sono stati attenzionati e si studia la loro presenza. E non solo nell’olio di palma, bensì in tutti gli olii vegetali raffinati.

Insomma, non siamo dinanzi a una scoperta, bensì a un’analisi basata proprio sui dati scientifici raccolti negli ultimi anni su sostanze che erano già da tempo nel mirino delle autorità e degli scienziati, e delle quali oggi si è deciso di approfondire la conoscenza.

3. È provato che le molecole trovate siano cancerogene? Ma allora l’olio di palma è cancerogeno e chi ne consuma di più si ammala più facilmente di tumore?
Il documento dell’Efsa riprende dati sperimentali su animali da laboratorio che evidenziano il potenziale effetto genotossico e cancerogeno del glicidolo, il composto nel quale, durante la digestione, i glicidil esteri (che, ricordiamo, sono presenti non solo nell’olio e nel grasso di palma, bensì in tutti gli olii vegetali raffinati) potrebbero trasformarsi.

“Tuttavia, nonostante gli effetti sugli animali” aggiunge Silano, “va precisato che non esistono a oggi dati che correlino l’uso dell’olio di palma all’insorgenza di tumori nell’uomo”. Al di là degli allarmismi, non vi sono insomma prove che dimostrino che chi consuma molto olio di palma sia esposto a un rischio più elevato di sviluppare tumori.

4. Tutto l’olio di palma contiene questi contaminanti o solo quello di bassa qualità?
Quello dell’Efsa è un discorso generale sugli olii vegetali, comprensivi di olio e grasso di palma, ma che non fa un distinguo tra olio di alta o bassa qualità, come non prende in considerazione la qualità degli altri oli in esame.

Il gruppo di lavoro dell’Efsa non si propone di approfondire nello specifico gli effetti dell’olio di palma, ma piuttosto il margine di esposizione della popolazione a questo tipo di contaminanti (che, ricordiamo, sono solo alcuni nel complesso della nostra catena alimentare), in modo tale da poterne possibilmente valutare l’intervallo di sicurezza.

5. I dati del dossier significano che se mangio alimenti che contengono olio di palma potrei ammalarmi più facilmente di cancro rispetto che consumando altri oli e grassi?
È una delle domande più frequenti dei consumatori, tuttavia non abbiamo in mano dati sufficienti per rispondere, “mancando dati epidemiologici sulla correlazione tra il consumo di oli vegetali e sviluppo di tumori nell’uomo”, ci spiega Silano.

Occorre poi sempre considerare che l’insorgenza di un tumore è la conseguenza di più fattori in causa: genetici, ambientali e tra questi anche alimentari.

6. Ci sono categorie di prodotti più rischiose di altre e che è meglio evitare?
Il parere dell’Efsa non fornisce raccomandazioni di questo tipo ma si imita a indicare i prodotti nei quali è verosimile che la presenza di olii contenenti le sostanze in questione sia maggiore: latte in formula, grassi, olii vegetali e margarine, prodotti da forno, patatine.

7. Qual è il margine di sicurezza di questi contaminanti?
Come sempre nel valutare le sostanze genotossiche e cancerogene presenti accidentalmente nella catena alimentare, l’Efsa calcola per la tutela dei consumatori un cosiddetto margine di esposizione.

In questo caso, il gruppo ha stabilito che i derivati genotossici e cancerogeni degli olii vegetali rappresentano un potenziale problema di salute per tutte le fasce d’età più basse e allo stesso tempo mediamente esposte, più i consumatori di tutte le età e allo stesso tempo fortemente esposti“Nello specifico, quello che l’Efsa intende per ‘fortemente esposto’ è l’esposizione oltre al 95esimo percentile all’interno della popolazione, cioè il livello di esposizione di quel 5% della popolazione europea che, tra tutti, ne ingerisce di più”, precisa Silano.

8. Chi è più esposto e perché?
I bambini, anche i più piccoli e soprattutto i lattanti, come conseguenza della loro alimentazione (se non nutriti al seno), costituita esclusivamente dal latte di formula.

In particolare, perché il latte il polvere e altri alimenti per la prima infanzia contengono acido palmitico, a mimare il latte materno che lo contiene, e quest’aggiunta comporta quella di olio di palma.

9. Il rapporto Efsa ci sta dicendo di smettere di consumare prodotti che contengono olio di palma?
No, il gruppo di lavoro non ha rivolto alcun avviso ai consumatori, tantomeno in relazione a un singolo tipo di olio o grasso. D’altronde (come anche lo stesso Istituto superiore di sanità) l’Efsa è un organo tecnico-scientifico e non normativo, mentre le decisioni regolatorie e le raccomandazioni spettano esclusivamente alla Commissione europea.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha sottoposto proprio in questi giorni la richiesta di avviare con urgenza l’esame della questione all’interno dei gruppi tecnici al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare per accelerare i tempi.

10. Che conseguenze potrebbe avere questo studio?
Dobbiamo aspettarci nuove raccomandazioni sui nostri consumi, l’abolizione degli olii vegetali e dell’olio di palma raffinati, oppure nuovi limiti per i produttori e le aziende?

Innanzitutto, saranno gli stati membri della Commissione europea a stabilire quali provvedimenti prendere sulla base del parere dell’Efsa e altre informazioni eventualmente disponibili.

In secondo luogo, è poco plausibile che le raccomandazioni riguardino in prima persona i consumatori. Di fatto, quando un prodotto giunge sullo scaffale del supermercato, non è possibile limitare l’accesso a quell’alimento alla popolazione: deve essere sano e non tossico. “È più plausibile piuttosto pensare a nuove ricerche e nuove considerazioni sui limiti nel tasso di contaminanti, da rivolgere ai produttori”, commenta lo scienziato: “Lo stesso resoconto dell’Efsa mette in luce come negli ultimi anni, tra il 2010 e il 2015, la concentrazione dei glicidil esteri negli alimenti con olio di palma sia stata dimezzata, segno che vi sono stati sforzi da parte dei produttori e che questa potrebbe essere una via percorribile”. 

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L’Internet of Things cambia il business delle aziende

L’Internet of Things cambia il business delle aziende

di Giulio Coraggio, Partner dello Studio Legale DLA Piper e fondatore di IoTItaly

(Foto: Getty Images)L’Internet of Things (IoT) è definito la quarta rivoluzione industriale, ma le aziende che non riusciranno ad adattare il loro modello di business all’IoT potrebbero mettere a rischio il proprio futuro.
Sono rimaste famose le dichiarazioni rilasciate dall’ex CEO di Nokia durante la conferenza stampa di annuncio dell’acquisizione da parte di Microsoft della divisione smartphone di Nokia: “We didn’t do anything wrong, but somehow, we lost…” (non abbiamo fatto nulla di male, ma in qualche modo abbiamo perso).

Nokia è stata in passato uno dei principali produttori di telefoni cellulari al mondo e infatti nel terzo quadrimestre del 2007 quasi la metà del telefoni cellulari al mondo era Nokia.

Tuttavia nel terzo quadrimestre del 2012 la propria quota di mercato si era ridotta a poco più del 3%.

Il declino dell’azienda non era dovuto a specifiche scelte sbagliate, ma al fatto che il mondo è cambiato troppo velocemente, mentre Nokia non è cambiata così non solo ha perso l’opportunità di guadagnare, ma anche di sopravvivere…

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Unicef, 1 maggio iniziativa dedicata ai bambini lavoratori

UNICEF 1 Maggio, iniziativa dedicata ai bambini lavoratori


 Rilanciamo l'iniziativa nazionale promossa da Unicef, prendendo spunto da una notizia comparsa oggi su IL QUARTIERE.

Ancora oggi prosegue in 1.700 piazze di tutta Italia – grazie al sostegno di migliaia di volontari- l’iniziativa UNICEF dell’Orchidea
“Oggi 1° maggio, festa di tutti i lavoratori e le lavoratrici, vogliamo dedicare questa iniziativa a tutti i bambini e bambine che nel mondo sono costretti a lavorare”- ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera – “150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni nei paesi in via di sviluppo, circa il 16% di tutti i bambini e i ragazzi in quella fascia di età, sono coinvolti nel lavoro minorile. Nei paesi meno sviluppati, circa un bambino o ragazzo su 4 (tra i 5 e i 14 anni) lavora, correndo seri rischi per la sua salute e il suo sviluppo. La più alta percentuale di bambini lavoratori si trova in Africa Subsahariana (il 25% di quelli tra i 5 e i 14 anni); in Asia Meridionale il 12% dei bambini nella stessa fascia d’età svolge lavori potenzialmente dannosi. In Asia Meridionale sono 77 milioni i bambini lavoratori: in Pakistan l’88% dei bambini tra i 7 e i 14 anni che non vanno a scuola, lavora; in Bangladesh sono il 48%, in India il 40%”.

ASCOLTA IL PODCAST


L’UNICEF lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile con programmi di sensibilizzazione, prevenzione e reinserimento scolastico o lavorativo per bambini lavoratori, ex-bambini soldato e bambini di strada, che prevedono orari flessibili, metodologie didattiche partecipative e un apprendimento che contempla competenze utili per la vita quotidiana e per la formazione professionale.


Fonte : IL QUARTIERE

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Roamning: da domani taglio dei costi per chiamate e internet all'estero

Roaming: da domani scatta il taglio dei costi per chiamate e Internet all’estero

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Si avvicina la fine del roaming: da domani, sabato 30 aprile, arriva il maxitaglio dei sovrapprezzi per chiamare e navigare su internet dall’estero. È il primo passo che porterà alla scomparsa della tariffa maggiorata, prevista per il prossimo 15 giugno 2017, quando usare il telefono e la rete costerà come se si fosse in Italia.

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Come cambiano i costi

Da sabato, chiunque viaggerà in uno dei Paesi Ue vedrà tagliati di 3-4 volte i costi attuali: le chiamate, gli sms e il traffico dati saranno effettuati alla propria tariffa più un massimo rispettivamente di 5 centesimi, 2 centesimi e 5 centesimi (Iva esclusa).

Le tariffe pagate fino a oggi

Oggi l’attuale regolamento Ue in vigore dal 2012, che ha tagliato i prezzi l’ultima volta nel 2014, prevede sovra-costi di 19 centesimi per le chiamate, 6 per gli sms e 20 per i dati (sempre Iva esclusa). La Commissione Ue ha iniziato nel 2007 la battaglia contro le bollette telefoniche stratosferiche di cui molti sono stati vittime viaggiando all’estero, e da allora i costi sono stati ridotti dell’80%. E da sabato saranno ancora inferiori.

Cosa cambia dal 15 giugno 2017

Dal 15 giugno 2017 saranno infine ridotti a zero: tutto il traffico verrà dedotto dal proprio abbonamento o sarà effettuato alla propria tariffa, esattamente come a casa. Unico limite, che Bruxelles ha tempo sino a dicembre per definire con precisione legale: farne un “uso equo”, ovvero il divieto di abusi come l’acquisto di una sim straniera in un Paese in cui i prezzi sono inferiori per usarla in modo permanente nel proprio Paese di residenza.

Le sanzioni in caso di abusi

Resterà vietato quindi comprare una carta telefonica per esempio in Lettonia per usarla in modo permanente in Italia. In caso di abusi, l’operatore telefonico potrà infatti imporre al proprio utente un recupero dei costi. “È un assoluto cambio di mentalità, non c’è differenza se si va in vacanza due settimane o due mesi”, ha assicurato la relatrice dell’Europarlamento Pilar Del Castillo, che l’anno scorso strappò il sofferto accordo agli stati membri piuttosto allineati con le grandi compagnie telefoniche, da sempre ostili alla fine del roaming da cui hanno finora intascato introiti.

fonte: consumatrici.it

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Milano: piatti e contenitori di plastica diventano orti verticali per le scuole dell’infanzia

Parte il progetto “Riciclo e coltivo” in collaborazione con Milano Ristorazione, Corepla (Consorzio di Riciclo Plastica) e Amsa.

Piatti per il pranzo riciclati e trasformati in contenitori per le piante. È il nuovo progetto “Riciclo e Coltivo, l’orto verticale a scuola”, grazie al quale in tutte le 175 scuole d’infanzia milanesi verranno distribuiti i nuovi scaffali di orto verticale prodotti con 12mila kg di stoviglie utilizzate durante la mensa scolastica.
Basilico, prezzemolo, maggiorana, misticanza, ravanello e altre piante comuni verranno seminate e coltivate dai bambini nei nuovi scaffali, composti da 12 vasi e da un annaffiatoio, tutto in plastica riciclata.
L’idea nasce dalla collaborazione tra Milano Ristorazione, Comune di Milano, Corepla (il Consorzio di Riciclo Plastica) e Amsa per ridare nuova vita alle stoviglie di plastica, ancora in uso nei refettori scolastici delle scuole d’infanzia.

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#TESSERA-2016/2017 RecSando, ... basta poco per spezzare le ali a una farfalla

#TESSERA 2016/2017
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RecSando sempre più #ETICA dal 15 Aprile 2016 il giorno dopo l'evento NEXTSanDo​ la decisione di utilizzare un conto etico per garantire maggiore trasparenza ai nostri soci e far crescere un modello di economia sostenibile, allineato con le scelte del nostro dipartimento culturale Bicipolitana

 #BUONA #TESSERA #PER #TUTTI

 

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3) Donazione per Adotta un giornalista - Nome e Cognome  / Ragione Sociale, indirizzo email
 



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Inviato: 30/04/2016 09:59 da Fabrizio Cremonesi #4118
Avatar di Fabrizio Cremonesi
Da aprile 2016 se diventi socio RecSando sei anche socio di Bicipolitana e ottieni sconti, punti, vantaggi nei negozi convenzionati che aderiscono all'iniziativa. Eticamente conviene ... è come se diventare socio non ti costasse nulla :-)
Inviato: 21/12/2015 07:53 da Fabrizio Cremonesi #3999
Avatar di Fabrizio Cremonesi
Io direi che anche una donazione di pochi eruro possa andare bene, basta che ci aiutate.
o no ?
SMACK
Inviato: 20/12/2015 10:37 da Luciano Monti #3995
Avatar di Luciano Monti
Attiva...ti:
Aiuta...ci,
Sostieni...ci,
Bonifica...ci :-)

Biblioshare acquista Anobii

Biblioshare acquista Anobii

Biblioshare acquista Anobii

Oggi è un grande giorno. Come riporta autorevolmente anche l’AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), abbiamo acquisito Anobii, il primo social network dedicato ai libri, nato nel 2006.

In sintesi, di seguito, qualche passaggio dall’articolo dell’AGI.

Biblioshare, piccola startup milanese che ha compiuto da poco un anno, compra un pezzo del gigante Mondadori, che a sua volta aveva acquisito Anobii due anni fa. “Sono episodi ai quali ci dobbiamo abituare sempre di più” – ha dichiarato Riccardo Luna, digital champion italiano, interpellato per un commento a caldo sulla notizia mentre si trovava alla libreria Open di viale Monte Nero a Milano questa mattina.

L’acquisizione comporta la possibilità per Biblioshare di espandersi velocemente sul territorio italiano e non solo, creando una sinergia straordinaria con Anobii e con la sua grande comunità di lettori. Anobii è una piattaforma online diffusa in molti paesi del mondo ed i suoi iscritti hanno catalogato oltre 40 milioni di libri, condividendo recensioni, commenti e giudizi.

Paolo Pisani, fondatore di Biblioshare, ha dichiarato: “La rete di Anobii si integrerà perfettamente con la filosofia di Biblioshare, dando nuovo impulso alla lettura di libri e coinvolgendo anche nuovi lettori. Il “ritorno sociale” determinato da questa nuova sinergia avrà ripercussioni positive per il futuro del Paese”.

Stay tuned, prossimamente su questi schermi.

fonte: blog di Biblioshare

LEGGI ANCHE SU RECSANDO:
Biblioshare: La biblioteca condivisa aperta 24 ore al giorno
#BIBLIOSHARE anche su San Giuliano Milanese ...


Grazie di aver letto fino a qui e BUON PESCE D'APRILE

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Bike to work: "Si muove il mondo delle imprese"

Bike to work: con Coop Alleanza 3.0 si muove il mondo delle imprese

fonte: RIVISTABC.COM

Partirà nei prossimi mesi il primo esempio di bike to work finanziato direttamente da un’azienda. Il nome, significativo, è quello di Coop Alleanza 3.0, la più grande cooperativa di consumo italiana (2 milioni 700 mila soci, 5 miliardi di fatturato e 22 mila dipendenti). Ha presentato il 21 marzo un bando rivolto ai propri dipendenti, In bici alla Coop, per selezionare 250 nomi che riceveranno per ogni chilometro percorso tra casa e lavoro 0,30 euro di contributo (fino a un massimo di 6 euro giorno, pari a una distanza di 20 chilometri, e 60 mensili).

Per questo primo ciclo di bike to work – che avrà la durata di sei mesi – Coop Alleanza 3.0 doterà anche i partecipanti di un kit composto da zainetto, borraccia, fascetta catarifrangente e luci a led. Lo strumento per il calcolo del tragitto sarà la app Vivibici: convenienza doppia quindi per tutti i dipendenti che hanno scelto come operatore Coop Voce e che con Vivibici potranno convertire i chilometri sui pedali in minuti e traffico internet gratuiti.

L’iniziativa rientra in un più ampio sistema di welfare aziendale sviluppato da Coop Alleanza 3.0 per promuovere salute e benessere dei dipendenti,

Ricordiamo che, nel Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità approvata lo scorso dicembre, tra i fondi stanziati dal Governo per la ciclabilità una fetta è destinata a incentivare buone pratiche di bike to work.

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Redazione RecSando

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