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Rocca Brivio rischia di essere Svenduta a causa di un agire politico non dissennato, bensì assente, vuoto, incapace di una visione benché minima sul futuro

Ci sono momenti dove comprendi che se non agisci, perderai per Sempre l’oggetto del contendere




Siamo arrivati al Primo di giugno 2020, tra pochissimi giorni quella splendida poesia del costruito che è Rocca Brivio rischia di essere Svenduta a causa di un agire politico non dissennato, bensì assente, vuoto, incapace di una visione benché minima sul futuro e su di un aspetto della nostra società che proprio nel paese che l’ha inventata, la vede più calpestata e vilipesa: parlo della Bellezza, la stessa citata nell’articolo della nostra Costituzione più copiato da altri paesi nel mondo, vale a dire il numero 9.

Restare a guardare in silenzio le mura di Rocca Brivio reca emozioni e sensazioni difficilmente descrivibili.

Quei mattoni, quella tecnica architettonica compositiva, quella pregnanza storica che traspare da ogni suo componente, fanno comprendere anche all’ultimo dei neofiti nel campo dell’arte edificatoria che davvero si è posti davanti a una perla rara.


Non possiamo mendicare sottovoce restando inermi conoscendo altresì i nomi e i cognomi di chi negli ultimi 20 anni ha ivi lavorato e poi, spostandosi nell’ambito politico e quindi decisionale, se ne è bellamente sbattuto ( uso francesismi ).

Il 6 giugno 2020 la storia di Rocca Brivio può e Deve cambiare.

Gli inetti difficilmente possono migliorare autonomamente, per questo esiste la democrazia.

Perché in frangenti come questi cittadini consapevoli prendano di petto i loro rappresentanti e li pongano innanzi alle proprie istanze.

Rocca Brivio va Amata.

Senza tale passo, esisterà sempre la stessa incuria amministrativa che ha portato la splendida dimora di fronte al baratro ove a tutt’oggi si trova.

Salvare Rocca Brivio significa Salvare l’idea stessa di comunità, di territorio, di valori, di buona politica.
Perdere questa battaglia significa non aver compreso che dopo il nulla, esiste solo l’oblio.
E se da una memoria condivisa si può iniziare a ricostruire, dai buchi neri ci si può aspettare solo e soltanto una cosa: il collasso dell’idea di cittadinanza attiva e consapevole.
Manca pochissimo, facciamo vincere la buona politica.

LE NOSTRE IDEE -  Quando Storia e Materia diventano strumenti per realizzare una nuova idea di futuro
Idee per Rocca Brivio



Redazione N>O>I - Network Organizzazione Innovazione - FM-Staff



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Orientarsi al buio. Essere leader nell'incertezza




Tra rischi (alcuni) e opportunità (tante)

La leadership è tra i temi più dibattuti negli ultimi 20 anni a causa dell’enorme cambiamento tecnologico, organizzativo e sociale che si è verificato in questo lasso di tempo. Per leadership noi generalmente intendiamo la capacità di prendere decisioni e guidare e far crescere le persone in un contesto che a sua volta evolve. La leadership assume declinazioni diverse a seconda che si tratti di azienda, sport, politica, medicina e così via ma non cambia nella sua sostanza.

L’emergenza Covid-19 ha introdotto un ingrediente “inedito” a questo contesto ovvero quello dell’incertezza che per noi significa perdere i punti di riferimento tradizionali, avere la sensazione di una mancanza di controllo sulla realtà e non potere fare piani a medio e lungo termine. L’incertezza impatta in maniera radicale anche sulla leadership che per definizione si basa, tra le altre cose, su un’attività di previsione, pianificazione e sulla definizione di una vision sul futuro.

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Coronavirus: Intervista al al Prof. Cassese


Il valore aggiunto dell'informazione di N>O>I - RecSando è sempre stato il territorio. Nel mondo di oggi, globalizzato e totalmente interconnesso, il discutere di ciò che ci accade accanto è davvero un plus spesso dimenticato. Ma viviamo giorni veramente difficili, nei quali l'informazione che ci giunge dall'altra parte del mondo può essere facilmente assimilata a quella della porta accanto.

Partendo da questo assunto, abbiamo ritenuto di compiere un'operazione importante andando a intervistare esperti e personalità che nella crisi sanitaria, economica, politica e sociale attuale hanno ognuna qualcosa da dire e da dare. Crediamo, sempre dicendolo modestamente, di esserci riusciti. Ma a Voi la parola finale. Buona lettura.

 

Intervista al Prof. Sabino Cassese - Giudice emerito della Corte Costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa,
nonché professore di “Global governance” al “Master of Public Affairs”
dell’”Institut d’Etudes Politiques” di Parigi





DOMANDA:

 

1 ) Buongiorno  Prof. Cassese, stiamo vivendo un periodo drammatico per la nostra Repubblica e però, a una lettura meno superficiale, non ci sembra errato affermare che si possa traslare questa valutazione percepita sul piano sanitario a quello tout-court delle istituzioni democratiche. Ci stiamo forse accorgendo che, pur se dettati da una specifica evidenza pandemica senza precedenti, i DPCM emanati dal Governo Conte Bis forse potevano essere mitigati o addirittura sostituiti da auspicabili interventi del Ministro della Salute in primis e altresì del Presidente della Repubblica ? 

 

RISPOSTA:

 

La Costituzione riserva alla legge tutti gli interventi limitativi delle libertà personali. É quindi necessaria sempre una legge. Inoltre, la Corte costituzionale ha stabilito altri criteri limitativi: che la legge non deve limitarsi ad attribuire un potere all’esecutivo, ma deve anche disciplinarne l’esercizio (principio di legalità in senso sostanziale); che deve essere identificata l’amministrazione competente; che i limiti possono esser disposti solo per un periodo determinato. Inizialmente il decreto legge numero 6 sfuggiva a molti di questi criteri. Poi la direzione è stata corretta, ma solo parzialmente. Complessivamente, si è seguita una strada oscillante tra la legalità costituzionale e la illegalità, comunque abusando dello strumento amministrativo.

 

DOMANDA:

 

2 ) Fin dall'inizio della decretazione d'urgenza attuata attraverso l'emanazione dei DPCM ( Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ) dal Governo Conte Bis per arginare il dilagare della pandemia da CoronaVirus, Lei si è dimostrato uno strenuo oppositore di tale agire. Logico ritenere che una voce autorevole come la Sua, Giudice emerito della Corte Costituzionale e professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa, nonché professore di “Global governance” al “Master of Public Affairs” dell’”Institut d’Etudes Politiques” di Parigi, non possa essere derubricata come enunciata soltanto da un prestigioso accademico, in quanto durante tutto il Suo percorso nelle istituzioni Lei si è dimostrato un Civil Servant di altissimo lignaggio. 

A Suo dire, cosa davvero può aver rappresentato o forse rappresenta ancora a tutt'oggi un pericolo di tale norma che da circa 3 mesi a questa parte è divenuta prassi ? A Suo avviso, una decretazione con continui rimandi ad altri richiami di legge, ammorba ancora di più il giustificato desiderio anche di chi giurista non è di arrivare a capo di una sana comprensione di tale materia ?

 

RISPOSTA:

 

Inconvenienti ve ne sono stati e sono stati numerosi. Il primo, la incomprensibilità delle disposizioni, piene di rinvii ad altre norme. Il secondo, l’accavallarsi delle disposizioni amministrative. Il terzo, il carattere minuzioso e impreciso dei dpcm: si ambiva a regolare tutto, ma questo ha evidenziato molte lacune. Sarebbe stato meglio definire con atto con forza di legge criteri di carattere generale, fornire chiarimenti in via amministrativa, lasciare più margine di scelta ai privati.

 

DOMANDA:

 

3 ) In quest'ultima domanda vorrei esporLe un mio punto di vista che è divenuto un dubbio che mi tormenta, vale a dire il rapporto Stato - Regioni. Ho sempre ritenuto e creduto che, pur non essendo la nostra una Nazione centralista come può essere pensata sotto tale aspetto la Francia, in nessun modo la possibile riforma costituzionale del 2016 auspicata da Renzi sarebbe stata da considerarsi un plus, pur avendo altresì consapevolezza che la riforma del Titolo V della nostra Costituzione ( quella definita a rigidità debole, entrata in vigore il 24 Ottobre 2001 sotto il Governo Berlusconi bis ) abbia di molto peggiorato le cose in generale. E però, se mi fermo a riflettere sull'ormai mitologica ultima conferenza fiume prima dell'entrata in vigore della tanto agognata Fase 2 e che vedeva in collegamento i presidenti di regione con il Primo Ministro Conte, allora mi viene da dire che è andato in onda un vero e proprio ( mi passi il termine forte ) 'mercato delle vacche' che ha gettato un tale discredito sulla predominanza delle funzioni di centralità del Governo nazionale che non so più affermare con certezza ove finisca un potere e inizi l'altro. Professor Cassese, può aiutarci in tal senso a meglio dipanare l'intricata matassa giuridica testè enunciata ?
 

RISPOSTA:

 

Si è scelta inizialmente la strada sbagliata, perché la profilassi internazionale, secondo la Costituzione, spetta allo Stato e gli interventi sulle epidemie al ministro della salute. Si è invece seguita una strada centralistica con continue interlocuzioni con le regioni, prima consentendo loro di introdurre solo criteri più restrittivi, poi criteri anche ampliativi. Ne è seguita una microconflittualità con accuse reciproche e con incertezze che hanno creato disorientamento.



Redazione N>O>I - Network Organizzazione Innovazione - FM-Staff



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IoP nuova parola di Google: lanciata dal sandonatese Filippo Poletti



Abbiamo già avuto modo di parlare di questo nuovo libro in un articolo apparso sulla Rete Civica di San Donato Milanese e del Sud Est Milano, il 13 maggio scorso, forse tra i primi a parlarne.
RecSando ha portato indubbiamente una grande fortuna al libro di Filippo Poletti, cittadino sandonatese.

Ora vogliamo chiudere il cerchio, orgogliosi di aver contribuito atraverso il nostro portale a far conoscere in Italia, il libro del "cambiamento"

IoP è un acronimo che mi piace molto.  Mi viene in mente il film "L'attimo Fuggente", che senza ombra di dubbio ha lanciato al mondo un nuovo messaggio; "Carpe Diem", cogli l'attimo.
Lo so, non si dice proprio cosi nel film ma a N>O>I, piace storpiare il termine.
IoP è un urlo, un "barbarico urlo al mondo.  ... E risuona il mio barbarico yawp sopra i tetti del mondo.
E' da qui che bisogna ripartire, e chi meglio della Rete Civica, nata per mettere in rete le persone e creare realzioni e scambi di conoscenze e di saperi, non possa essere in linea con il pensiero di Filippo Poletti. 
E' proprio crendo relazioni, scambi di conocenze, creare una rete di persone la chiave per ripartire, cogliere il segnale lanciato da questa epidemia per mettere al centro di tutto le persone.

Le foto presenti in questo articolo sono state scatatte dal fotografo sandonatese Alessandro Tintori, che in accordo con Filippo Poletti, ha rilasciato i diritti per la diffusione.

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Castel Lebenberg tra passato e presente

Castel Lebenberg tra passato e presente
  Uno dei castelli più belli e grandi in Alto Adige visto con gli occhi della sua proprietaria e visitabile da aprile a ottobre, coronavirus permettendo. Il visitatore potrà anche rendersi conto di come si vive in un castello e di quali benefici si possono ottenere in termini di salute e benessere.
 

Non è certamente uno dei castelli più noti dell’Alto Adige, ma senza ombra di dubbio è uno dei più belli e meglio conservatiarredamenti interni compresi. Si trova a Cermes, una località nei dintorni di Lana, nella zona del meranese, troneggia a 505 metri sulla collina morenica da cui prende il nome, “Monte Leone”“Lebenberg” in tedesco. Con le sue mura del colore della terra, l’imponente costruzione si staglia nel verde delle vigne e si riconosce già da lontano grazie al suo torrione alto 24 metri. Castel Lebenberg ha una storia antica che risale al 1200 circa. Nei secoli è passato nelle mani di diversi proprietari, dai signori di Marlengo alla famiglia Fuchs, fino a realizzare il sogno di Adrian van Rossem van Sinoutskerke, un nobile olandese desideroso di stabilirsi nella zona del meranese, territorio molto in voga all’epoca come meta internazionale di villeggiatura per le persone più facoltose, che nel 1925 acquistò il maniero.
 
Adrian van Rossem era il nonno dell’attuale proprietariaAnouschka van Rossem, la nipote che ha deciso di tornare a vivere nel castello quando il suo primo figlio aveva tre anni, dopo essersi laureata a Trento in lingue e letterature straniere. La sua è stata una scelta dettata dall’affetto che Anouschka ha sempre provato per la “casa” in cui è cresciuta, quel luogo insolito in cui abitare che le ha permesso di vivere delle avventure meravigliose, anche con spregiudicatezza alle volte. 

 


 

 

Anouschka ha frequentato la scuola elementare di Cermes, ha invitato gli amichetti al pomeriggio a fare i compiti nella sua “straordinaria” casa, che ha esplorato in ogni suo angolo più recondito. Per Anouschka, infatti, Castel Lebenberg non ha segreti ed è stato il teatro dei suoi giochi infantili, pieni di fantasia e di immaginazione, senza paura, perché “…se vivi in un castello non puoi averne paura, sei abituato al buio e ai rumori di ogni tipo, agli scricchiolii del pavimento di legno, ai versi degli animali fuori, come lo stridere dei falchi che vivono nella torre” afferma Anouschka, quasi sorpresa che si possa pensare il contrario.

 

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Buon Complenno David Byrne


 


BUON COMPLEANNO, DAVID BYRNE




14 Maggio 1952, un grande giorno per la musica. Oggi, 68 anni fa nasceva a Dumbarton, David Byrne, un musicista, cantautore e produttore discografico di origine scozzese, la mente che diede vita e animò uno dei più grandi gruppi new wave i “T∀LKING HE∀DS”.

Già è vero sono i Talking Heads, ma la band soleva scriverlo in questo modo, come a voler dire che già da come veniva scritto il nome si doveva captare  quel suono di “rottura”, qualcosa di contrario alle norma.
È infatti uno tra i gruppi che già dalle prime apparizioni del 1974,  sulla scena musicale newyorkse ha saputo distinguersi miscelando in un giusto equilibrio generi musicali diversi. Si potremmo definire il loro genere “new wave” ma se analizziamo i loro suoni nel dettaglio, in tutte le loro sfaccettature, se le nostre orecchie si soffermano ad ascoltare con attenzione ogni minimo dettaglio, ecco che nella musica dei Talking Heads, possiamo “gustarci” una vasta sonorità di generi miscelati tra di loro con grande maestria che spazia dal pop rock all’avanguardia, alla sperimentazione pura, amalgamando con grande intelligenza musica bianca e musica nera, dando vita ad una proposta musicale che non era mai riuscita a prendere forma prima della loro nascita. La loro musica è arte pura. Eclettici ed estrosi, i Talking Heads, grazie al loro front man esprimono la loro più congeniale espressione durante le esibizioni dal vivo, dove la forte carica emotiva, il vibrare del corpo di David Byrne, come se fosse un tutt’uno con la sua chitarra, riescono ad emanare tra il pubblico delle “speciali sensazioni”, come se onde cicliche stracolme di energia cosmica aleggiassero nell’aria.

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Coronavirus: Intervista al al Prof. Federico Testa, Presidente dell’ENEA



Il valore aggiunto dell'informazione di N>O>I - RecSando è sempre stato il territorio. Nel mondo di oggi, globalizzato e totalmente interconnesso, il discutere di ciò che ci accade accanto è davvero un plus spesso dimenticato. Ma viviamo giorni veramente difficili, nei quali l'informazione che ci giunge dall'altra parte del mondo può essere facilmente assimilata a quella della porta accanto.

Partendo da questo assunto, abbiamo ritenuto di compiere un'operazione importante andando a intervistare esperti e personalità che nella crisi sanitaria, economica, politica e sociale attuale hanno ognuna qualcosa da dire e da dare. Crediamo, sempre dicendolo modestamente, di esserci riusciti. Ma a Voi la parola finale. Buona lettura.

 


Intervista al Prof. Federico Testa, Presidente dell’ENEA





DOMANDA:

1 ) Buongiorno  Prof. Testa, Lei è il Presidente dell'ENEA, un ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell'energia, dell'ambiente e delle nuove tecnologie a supporto delle politiche di competitività e di sviluppo sostenibile, vigilato dal Ministero dello sviluppo economico. Come sistema paese, causa CoronaVirus, tutti noi stiamo vivendo un periodo buio, per non dire tragico, sia dal punto di vista medico che sociale. Da un ente come l'ENEA non potevamo che aspettarci un contributo scientificamente robusto alla lotta contro la malattia di Covid-19 e puntualmente è arrivato: si tratta infatti dell’infrastruttura CRESCO6, operativa presso il Centro ENEA di Portici, vicino Napoli, un supercomputer in grado di effettuare fino a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo ( 1.4 PetaFlops: Flops, in informatica, indica il numero di operazioni in virgola mobile eseguite in un secondo dalla CPU, quindi in questo caso parliamo di 1015 ). Presidente Testa, a questo riguardo può aiutarci a meglio comprendere come HPC CRESCO possa dare un contributo vitale in questo momento così cruciale per il nostro Paese per la ricerca di farmaci, vaccini e l’elaborazione di dati ?

RISPOSTA:

Per contribuire alla lotta contro il coronavirus, abbiamo messo a disposizione della ricerca scientifica italiana il supercomputer “CRESCO6”,   in grado di effettuare fino a 1,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo. In questo momento così cruciale abbiamo voluto dare un contributo per la ricerca di farmaci, vaccini e l’elaborazione di dati. HPC CRESCO6 - questo è il suo nome tecnico - è la seconda infrastruttura di calcolo per ordine di importanza in ambito pubblico in Italia, dopo quella di CINECA e sta svolgendo un ruolo chiave per testare l’efficacia dei composti sotto indagine, fornendo in poche ore una previsione affidabile della efficacia inibitoria di tali composti, basata su simulazioni a dettaglio atomistico effettuate su migliaia di processori in parallelo.
Finora abbiamo attivato una collaborazione con un team di ricercatori dell’Università di Firenze, coordinato dal professor Piero Procacci, che sta lavorando a un processo per bloccare alla radice il meccanismo di replicazione del COVID-19 e, quindi, lo sviluppo del virus. In pochi giorni di test con questo  gruppo di ricerca sono stati individuati almeno due composti con caratteristiche promettenti, uno dei quali disponibile commercialmente. Inoltre CRESCO verrà utilizzato per cercare di individuare la struttura molecolare ottimale per un possibile farmaco antivirale specifico per il COVID-19. Ma c’è di più. Abbiamo deciso di fare squadra con le altre infrastrutture di calcolo italiane, ossia CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico), CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e INFN-CNAF (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). L’iniziativa è promossa dall’Associazione Big Data, che raccoglie il 70% della capacità di calcolo e big data in Italia, in collaborazione con la neocostituita Fondazione internazionale Big Data and Artificial Intelligence for Human Development. Tramite un bando a accesso veloce, i ricercatori impegnati in progetti sul contenimento dell’epidemia COVID-19 potranno accedere alle risorse dei principali enti di supercalcolo in Italia. L’obiettivo è sostenere gruppi di ricerca, pubblici e privati, impegnati in progetti contro il COVID-19 con oltre 8 milioni di ore di calcolo.

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È tempo di IoP, persone al centro della ripartenza, di Filippo Poletti


Filippo Poletti: «È tempo di IoP, persone al centro della ripartenza»

A 50 anni dallo Statuto, il libro sull’importanza della comunicazione sul posto di lavoro

Per ripartire ai tempi del coronavirus occorre mettere al centro le persone attraverso la comunicazione interna aziendale. È “tempo di IoP”, di comunicazione che parli alle persone e delle persone. È questa la chiave di lettura proposta nel libro “Tempo di Iop: Intranet of people” (Dario Flaccovio Editore): scritto dal giornalista professionista e comunicatore Filippo Poletti, ex consigliere dell’Ordine nazionale, dal 12 maggio è disponibile su Amazon e dal 28 maggio in formato cartaceo nelle librerie.

«Il nuovo coronavirus Covid-19 – scrive Poletti – ha imposto il distanziamento fisico. Improvvisamente, nel mondo del lavoro, i professionisti si sono trovati da soli, lontani dai colleghi e dalla routine. Per questa ragione occorre ricreare e rafforzare, attraverso la comunicazione interna, quel comune sentire che fa di un’azienda un organismo coeso».

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Florian Schneider è morto il primo Robot, dopo il 7 aprile 2020



Florian Schneider è forse morto oggi ? We Are The Robots

6 maggio 2020


Florian Schneider nato il 7 aprile del 1947 ci ha lasciato il 6 maggio 2020, dopo il 7 aprile.





È il co-fondatore dei Kraftwerk , gruppo musicale tedesco che si formò a Düsseldorf nel 1970.

Dico è il cofondatore e non dico certo è stato, perché chi può dire con assoluta certezza che il predicatore, il visionario, lui che insieme ai suoi compagni fondatori ….. hanno sempre guardato al futuro, non sia già di nuovo qui con NOI, in un’altra dimensione.

Tra poco ci sarà a Milano, il 25 Maggio 2020, il concerto Kraftwerk 3D, o forse no, non ci sarà per via di questo anno 2020, nato con un sistema operativo infettato da un virus potentissimo.

I Kraftwerk da sempre in una dimensione surreale, proiettati nel futuro, hanno dato voce, suoni alle cose. Le cose con loro si sono animate e continueranno ad animarsi grazie al loro talento.
Senza di loro non avremmo dato anima ad oggetti.

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Coronavirus: Intervista al Prof. Villani Alberto


Il valore aggiunto dell'informazione di N>O>I - RecSando è sempre stato il territorio. Nel mondo di oggi, globalizzato e totalmente interconnesso, il discutere di ciò che ci accade accanto è davvero un plus spesso dimenticato. Ma viviamo giorni veramente difficili, nei quali l'informazione che ci giunge dall'altra parte del mondo può essere facilmente assimilata a quella della porta accanto.

Partendo da questo assunto, abbiamo ritenuto di compiere un'operazione importante andando a intervistare esperti e personalità che nella crisi sanitaria, economica, politica e sociale attuale hanno ognuna qualcosa da dire e da dare. Crediamo, sempre dicendolo modestamente, di esserci riusciti. Ma a Voi la parola finale. Buona lettura.


INTERVISTA al Prof. Villani Alberto , Responsabile della UOC di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma



DOMANDA:

1 ) Buongiorno  Prof. Villani, stiamo vivendo giorni molto difficili. Se però dovessimo trovare una notizia positiva in questa vera e propria tragedia mondiale e, purtroppo per noi, nazionale, dovremmo senza alcuna ombra di dubbio far riferimento a un aspetto ormai evidente e sotto gli occhi di tutti, vale a dire che la terribile malattia di Covid-19, la quale ha colpito e colpisce senza tregua la popolazione anziana, risparmia invece i bambini. Eppure, a naso, ci verrebbe da dire che anche questa parte della società è molto delicata e infatti fin da subito è stata contenzionata e protetta attraverso la chiusura di scuole e asili nido. Cosa possiamo quindi affermare relativamente a questo apparente discutibile paradosso ?

RISPOSTA:

A oggi in Italia sono meno di 3.000 i casi di infezione documentata da SARS CoV 2 nell'età evolutiva (0-18 anni), di questi meno del 7% hanno richiesto il ricovero ospedaliero e sono 2 i decessi verificatisi, in soggetti con gravi e importanti pregresse patologie. E' stato quindi confermato in Italia il dato iniziale, ricavato dall'esperienza cinese, che i bambini e i ragazzi sono colpiti dal SARS CoV 2, per la stragrande maggioranza dei casi, da forme cliniche meno gravi rispetto a quanto osservato negli adulti e soprattutto negli anziani.  Sono state formulate numerose ipotesi per giustificare quello che sembrerebbe essere un paradosso, ovvero che pur essendo i bambini, soprattutto quelli più piccoli, considerati fragili, contraggano forme meno gravi di COVID 19. Si è pensato che i bambini, già dai primissimi periodi di vita, contraggano infezioni da parte di altri Coronavirus e che questo possa costituire una sorta di generica e aspecifica protezione verso il SARS CoV 2. Altra possibilità presa in considerazione è rappresentata dal fatto che i bambini, grazie alle vaccinazioni a cui sono sottoposti nel rispetto del calendario vaccinale, abbiamo un sistema immunitario stimolato a rispondere alle infezioni in generali, di più e meglio degli adulti. Altra ipotesi è rappresentata da una ridotta di disponibilità di particolari recettori, più abbondanti negli adulti e negli anziani, e quindi minore "accoglienza" da parte dei bambini nei confronti del SARS CoV 2.

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Coronavirus: Intervistiamo il Prof. Gattorno Marco




Il valore aggiunto dell'informazione di N>O>I - RecSando è sempre stato il territorio. Nel mondo di oggi, globalizzato e totalmente interconnesso, il discutere di ciò che ci accade accanto è davvero un plus spesso dimenticato. Ma viviamo giorni veramente difficili, nei quali l'informazione che ci giunge dall'altra parte del mondo può essere facilmente assimilata a quella della porta accanto.

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Intervista a RecSando del Prof. Gattorno Marco , reumatologo e pediatra dell'Ospedale Gaslini di Genova







DOMANDA:

1 ) Buongiorno  Prof. Gattorno, durante queste settimane di emergenza i medici del Gaslini hanno potuto mettere a punto un protocollo interno per la gestione dei pazienti pediatrici affetti da Covid-19. Le percentuali dei bambini che hanno contratto il CoronaVirus in tutto il mondo restano bassissime. La pandemia che sta sconvolgendo tutti noi sembra lasciare esente i più piccolini. A 2 mesi dall'inizio di questa vera e propria tragedia nazionale, vi sono già delle specifiche indicazioni medico-scientifiche che possono provare a dare una spiegazione a questa felice casistica la quale può davvero, in un periodo così buio della nostra storia, aprire una seppur piccola breccia di luce ?

RISPOSTA:

Il fatto che i bambini siano solo eccezionalmente colpiti dalla forma più grave di infezione da COVID-19, che è quella polmonare, era già stato notato dai colleghi cinesi e si è confermato in questi mesi di pandemia in Italia. Questa è senz'altro un'ottima notizia. Ancora non sappiamo con esattezza se i bambini sono in realtà protetti dall'infezione o se semplicemente tendono a svilupparla in modo molto lieve e spesso asintomatica. Questo lo capiremo solo quando potremmo contare su test sierologici affidabili e su larga scala. In ogni caso è evidente che esiste qualcosa nella capacità di risposta immunitaria dei bambini che determina questa felice condizione di "protezione" nei confronti dell'infezione da COVID-19. Comprendere i motivi di questo vantaggio immunologico ovviamente si rivelerà molto utile, perché ci permetterà di comprendere quali sono i meccanismi che permettono al nostro sistema immunitario di rispondere efficacemente al virus.

DOMANDA:

2 ) Passiamo ora invece al discorso legato ai vaccini. Come tutti sanno, esiste ormai da un po' di tempo nel nostro paese una severa dialettica tra chi vede in questa pratica medica una conquista moderna e altresì un baluardo ineludibile per la salute delle giovani generazioni e, in contrasto a questa visione, chi invece ritiene sia una inutile e a volte dannosa forzatura attuata per dare seguito a speculazioni più o meno note. Non è questa naturalmente la sede per avallare dei complottismi a volte davvero fuori luogo, a noi interessa conoscere il suo punto di vista su una pratica generazionale fondamentale che, in questo caso, potrebbe aver agito a tutela dei bambini nei confronti del CoronaVirus: Lei ritiene possa davvero essere questa una spiegazione plausibile ?

RISPOSTA:

Al momento non si sa. Esistono solo ipotesi di lavoro. Una di queste è che l'ampia protezione vaccinale effettuata dai bambini costituisca una sorta di allenamento del sistema immunitario all'esposizione a diversi stimoli esterni. Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di un effetto protettivo "crociato" di vaccinazioni verso altri patogeni. Veramente ancora non sappiamo. In ogni caso, se ce ne fosse stato bisogno, mai come in questi tempi appare così  chiaro quanto la scoperta dei vaccini e il loro impiego in larga scala sulla popolazione abbia rappresentato uno dei più grandi successi della medicina moderna, e quanto l'ostinata lotta contro gli stessi degli anni passati sia stata tanto anacronistica.

DOMANDA:

3 ) Abbiamo detto che i casi della malattia di Covid-19 nei bambini sono stati fino a ora davvero pochissimi, pur tuttavia non eguali a zero. A tal riguardo, è anche possibile che i casi particolarmente severi e rarissimi generati dal CoronaVirus che hanno colpito alcuni bambini possano essere legati a delle specifiche alterazioni genetiche. Dal 27 aprile è in corso la settimana Telethon, che si concluderà il prossimo 3 maggio, vale a dire il giorno nel quale cesserà la Fase 1 di spegnimento e confinamento anti-pandemia: vogliamo provare a dire quanto è importante sempre ma soprattutto proprio in frangenti come questo la ricerca di base e quindi sottolineare come appoggiare iniziative come quella di Telethon significhi amare la vita ? Per di più adesso che non vi potranno essere banchetti o vendite nelle piazze italiane, spingere tale buona pratica anche online riteniamo essere un prodromo importantissimo per l'inizio della tanto sospirata Fase 2, concorda ?


RISPOSTA:

Non posso che concordare di più, visto che negli anni il nostro gruppo è stato supportato da Telethon con diversi progetti di ricerca su malattie rare caratterizzate da un'aberrante risposta infiammatoria, per la verità molto simile a quanto avviene nella forma severe di polmonite da COVID-19. Proprio lo studio della risposta infiammatoria eseguito in queste forme genetiche rare ci sta permettendo di analizzare nel dettaglio quanto avviene nei pazienti COVID-19 e di cercare di identificare alcuni possibili bersagli terapeutici alternativi e complementari all' interleuchina-6, verso la quale viene utilizzato con apparente successo il farmaco Tocilizumab. Questo è un esempio a mio parere molto calzante di come la ricerca sulle malattie rare non sia solo importantissima per la cura e il trattamento di chi ha la sfortuna di esserne affetto. Sicuramente alcuni difetti genetici congeniti ci danno l'opportunità di indagare con maggiore dettaglio alcuni meccanismi fondamentali di funzionamento e riparazione del nostro organismo altrimenti prima sconosciuti o negletti. Per questo non posso che sostenere con forza ogni supporto a Telethon ed ogni altra iniziativa tesa a supportare la ricerca sulle malattie rare. 


Redazione N>O>I - Network Organizzazione Innovazione - FM-Staff


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