Se sei un utente della vecchia RecSando il tuo nome utente è nomecognome in minuscolo senza spazi (es. se ti chiami Mario Rossi il tuo nome utente è mariorossi). La password è la medesima di prima.

Accedi come Utente

29 giugno, Giornata Mondiale della Sclerodermia

29 giugno, Giornata Mondiale della Sclerodermia
Malattia rara, poco conosciuta dalla gente e dimenticata dal Servizio sanitario nazionale e dalla ricerca scientifica: in Italia colpisce circa 20.000 persone. Importante il ruolo delle Associazioni di malati
LA PREVENZIONE E LA DIAGNOSI PRECOCE PASSANO DALLE MANI

La sclerodermia o sclerosi sistemica è una malattia rara, del gruppo delle malattie autoimmuni reumatologiche, che coinvolge il derma e gli organi interni che sono interessati da un progressivo ed irreversibile processo di sclerotizzazione. “Ancora oggi la sclerodermia non ha farmaci che possano portare ad una guarigione, ma si può cercare di bloccarla”, spiega Silvana Di Gioia, socio fondatore APMAR, Associazione Persone con Malattie Reumatiche a Foggia, che, con orgoglio, afferma “la mia sclerodermia è ferma a 12 anni fa. Questo risultato si può ottenere con una diagnosi precoce e questa passa dalle mani.

Le mani sono il nostro biglietto da visita: se cambiano colore, se diventano cianotiche, se compaiono delle ulcere sui polpastrelli che tendono a non risolversi, questo deve spingere a fare approfondimenti diagnostici, ovvero un esame semplice e indolore, la capillaroscopia, necessaria per fare diagnosi di sclerodermia, ma pochi lo sanno. L’informazione è la ragione per celebrare la Giornata Mondiale della Sclerodermia e per ribadire pochi ma basilari concetti su questa malattia che è ancora causa di morte anche in pazienti in età pediatrica”.


A ricordare le necessità delle persone colpite da questa malattia, sono AILS, Associazione Italiana Lotta alla Sclerodermia, APMAR, Associazione Persone con Malattie Reumatiche, ASSMAFF, Associazione per lo Studio della Sclerosi sistemica e delle malattie fibrosanti, GILS, Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia, soci fondatori di FESCA, Federazione delle Associazioni Europee per la Sclerodermia che stanno lavorando perché alla sclerodermia sia riconosciuto lo status di malattia rara e che in un manifesto rivolto ai governi e alle istituzioni sanitarie nazionali e europee chiedono un piano d’azione per migliorare il sostegno ai pazienti con sclerodermia.

“In Italia infatti la sclerodermia è in attesa di essere riconosciuta come malattia rara, spiega Ilaria Galetti, Rappresentante FESCA, a dispetto delle Direttive Europee, che sono state attuate solo in Piemonte e Toscana creando diseguaglianze regionali di accesso al trattamento e ai servizi che non sono accettabili. Le Associazioni chiedono che i governi e i decisori politici, a livello nazionale ed europeo, si mobilitino per porre rimedio alle diseguaglianze di accesso al trattamento e ai servizi, assicurando la diagnosi precoce, terapie e accesso ai trattamenti adeguati, sicuri e personalizzati, ma soprattutto che venga aumentato l’investimento nella ricerca per migliorare le conoscenze e le opzioni terapeutiche”.

“La sclerodermia colpisce circa 20.000 persone in Italia con una incidenza variabile nelle diverse casistiche da 0.6 a 19.1 per milione di abitanti per anno, aggiunge il prof. Armando Gabrielli, Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari Clinica Medica, Università Politecnica delle Marche, Ancona, in prevalenza donne (rapporto donne/uomo: 7.8) in genere tra i 30 ed i 40 anni, anche se può manifestarsi a qualsiasi età.

Questa malattia, colpendo il viso e le mani, non limita solo le attività quotidiane in modo pratico, ma cambia la fisionomia e mette in crisi l’identità stessa delle persone con evidenti ripercussioni sulla vita di relazione e dell’accettazione di sè stessi. I primi segni della malattia sono inquadrabili nel fenomeno di Raynaud, che si manifesta con pallore alle dita delle mani se esposte al freddo: si tratta di uno spasmo dei vasi che determina l’interruzione momentanea dell’apporto del sangue che può inizialmente essere confuso come un fastidioso disturbo ma che invece deve esse un sospetto per la diagnosi di sclerodermia che viene fatta attraverso la capillaroscopia. Approssimativamente un paziente su dieci che lamenta il fenomeno di Raynaud sviluppa, a distanza di circa tre anni, una patologia del tessuto connettivo e, nei due terzi dei casi, è proprio la sclerodermia.

La ricerca scientifica sta sperimentando varie molecole per la cura della sclerodermia e dei suoi sintomi ma la sperimentazione si presenta difficile perché non esistono dei marcatori che segnalino se queste terapie abbiano effetto. Le attuali terapie impiegano farmaci utilizzati per altre patologie, come vasodilatatori e immunosoppressori che – in qualche modo – presentano delle affinità ma non esiste alcun farmaco espressamente indicato per la sclerodermia. Il SSN presta poca attenzione a questa patologia e i fondi dedicati alla ricerca sono praticamente assenti.

Un passo avanti, che attendiamo, è l’approvazione definitiva dei nuovi LEA con l'aggiornamento del decreto sulle malattie rare in cui la sclerodermia è stata inserita” conclude Gabrielli.
Per maggiori informazioni:
www.ails.it
www.apmar.it
www.assmaf-onlus.org
www.fesca-scleroderma.eu
www.sclerodermia.net

Redazione RecSando - Edoardo Stucchi

Log in to comment

Dove Parcheggiare ? Lo suggerirà il web ... e per i ciclisti ?

Dove parcheggiare? Lo suggerirà il web

Il Comune di Vercelli in un progetto di “Smart City” con Siemens: in rete anche le zone con la migliore qualità dell’aria
 
 
20/06/2016
 

Tra i piccoli e grandi problemi quotidiani, Vercelli cerca la sua identità di «smart city». Una città intelligente capace di sfruttare la Rete per migliorare la qualità della vita. Parte da qui «Big IoT», acronimo di Internet Of Things, progetto che sarà testato in alcune città pilota tra cui Vercelli. Approvato nell’ambito del Programma europeo per l’innovazione «Horizon 2020», Big IoT punta a ottimizzare l’uso delle risorse a disposizione della città. Coordinato dalla tedesca Siemens con 13 partner europei, fra cui il Csi Piemonte

 

In città saranno posizionati una serie di sensori e un sistema informatico di raccolta e analisi dei dati. E la rete, per esempio, suggerirà ai ciclisti il percorso con la migliore qualità dell’aria, o li indirizzerà verso le stazioni di bike-sharing più fornite. Mentre agli automobilisti sarà comunicata la disponibilità di parcheggi, con informazioni precise sul traffico e percorsi ottimizzati: «Questi interventi - spiega il sindaco di Vercelli Maura Forte - ci aiuteranno a delineare la nostra identità di smart city e a sperimentare nuovi servizi per i cittadini senza esborsi per le casse pubbliche grazie ai fondi europei». 

 

Tutto molto «smart» e innovativo. Peccato che un capoluogo da 50 mila persone come Vercelli soffre da tempo per questioni più «terra terra» come la mancanza di una piscina coperta, forse il problema più sentito dopo la chiusura del Centro nuoto nel 2013. Nella migliore delle ipotesi la sua riapertura sarà nel 2019. Oppure la questione rifiuti, con la città invasa da mini-discariche e sacchetti vaganti abbandonati vicino ai cassonetti. E il bike-sharing, che dovrebbe prendere il volo con Big IoT? Le biciclette nelle stazioni di interscambio di «Bicinicittà» sono sparite, in attesa del ripristino delle colonnine e la manutenzione della flotta. E non si sa che fine abbiano fatto, tanto che il gruppo di opposizione Vercelli Amica ha presentato un’interrogazione. Per non parlare dei pochi parcheggi e delle piste ciclabili carenti in diverse zone o in cattivo stato di manutenzione.

 
Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.
Log in to comment

Giuseppe Sala - nuovo Sindaco di Milano

Giuseppe Sala è il nuovo sindaco di Milano e anche l'unico vero argine a livello nazionale alla valanga del M5S.

Un ruolo un po' paradossale per l'ex commissario di Expo 2015 che, dopo il primo turno, ha ripetuto in maniera quasi ossessiva di non essere il candidato di Renzi.
Con il 51,7% dei voti Sala si è infatti imposto su Stefano Parisi, fermo al 48,3%, di 3,4 punti percentuali, pari a circa 17mila voti.  

"C'è molta gioia e senso di responsabilità - sono state le prime parole di Sala neo sindaco.
Grazie a chi ha creduto in questa vittoria e ha portato a casa un risultato non scontato".
Log in to comment

Basta, l'era delle APP è in declino

Perché abbiamo smesso di scaricare le app?

Negli Usa Facebook, Whatsapp, Instagram e le altre hanno perso il 20% dei download rispetto al 2015. Crescono solo Uber e Snapchat, mentre Google e Apple studiano nuovi modelli di distribuzione

18/06/2016  di dario marchetti
 

L’epoca d’oro delle app è al capolinea, e per rendersene conto non servono i risultati di qualche ricerca: basta osservare la schermata principale del proprio smartphone. A parte qualche rara eccezione, Facebook e Google occupano quasi tutto lo schermo con le loro applicazioni, lasciando che il resto delle icone rimanga lì a prendere polvere digitale. Dati empirici a parte, però, anche i numeri sostengono la stessa tesi: come riportato da Quartz, infatti, più della metà degli utenti negli Stati Uniti oggi scarica zero app al mese. Una bella battuta d’arresto rispetto ai fasti del 2008, quando l’App Store di Apple diede vita a un fenomeno che, a giugno di quest’anno, ha toccato quota 130 miliardi di download complessivi. 

 

Ma perché non scarichiamo più? La risposta più semplice è anche quella più ovvia, e cioè che grazie a poche app abbiamo già tutto ciò che ci serve in termini di funzionalità e servizi. Motivo per cui anche le regine degli store, come Facebook, Whatsapp, Instagram, YouTube e così via, in un anno hanno perso il 20 per cento dei download, con l’eccezione di Uber e Snapchat, che invece continuano a crescere senza problemi: dal 2015 al 2016, entrambe hanno fatto registrare un tasso di crescita superiore al 100 per cento. 

 

In ogni caso, secondo i dati registrati da SensorTower, l’un per cento degli sviluppatori che pubblicano su App Store rappresentano il 94 per cento dei ricavi della piattaforma. Un dislivello che Apple vuole tentare di colmare con un nuovo modello di distribuzione dei ricavi, basato su un sistema che non prevede più il pagamento una tantum delle app, ma un abbonamento. Un modo come un altro per spingere gli utenti a continuare ad utilizzare il software nel lungo periodo, visto che, secondo Localytics, dopo il primo utilizzo la maggior parte di noi abbandona l’applicazione a se stessa, per poi non aprirla mai più. 

 

E non è un caso che Google, durante l’ultima conferenza per sviluppatori I/O, abbia confermato il suo impegno verso l’approccio delle Instant Apps, cioè applicazioni distribuite in tempo reale attraverso il web, senza più necessità di scaricarle preventivamente ma utilizzabili al volo, ogni volta che se ne ha il bisogno. L’app allora, è proprio il caso di dirlo, è servita: il download è morto, viva il download. 

 

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.
Log in to comment

La macchina del tempo: Futurismo, surrealismo e cinema - Rabarama Skin Art Festival

SEMIFINALE CONCORSO RABARAMA SKIN ART FESTIVAL  PER LA REGIONE LOMBARDIA
La macchina del tempo: Futurismo, surrealismo e cinema



IN OCCASIONE DELL’EVENTO:
Antonio Ciaramella presenterà il suo libro
MAKE UP 100 ANNI ALLO SPECCHIO (edito da Libreria Efesto)


APTA - Accademia Professionale Trucco Artistico di Società Umanitaria è da quest’anno partner di  Kryolan per il Rabarama Skin Art Festival (www.rabaramaskinartfestival.com) 2016, il più prestigioso concorso di Body Painting d’Arte d’Italia.

Leggi tutto...

Log in to comment

Energia pulita dal sottosuolo

Geotermia profonda, inizia la Caccia Grossa all’energia del sottosuolo

Per adesso Enel Green Power ha dovuto sviluppare i suoi progetti di cattura del calore nel profondo sottosuolo negli Stati Uniti. E in Italia?
 
08/06/2016 di  cristina bellon
 

Dove trovare energia infinita, pulita, a basso costo? Se vogliamo parlare seriamente di nuove possibilità per il futuro dell’energia, cominciamo a pensare sotto i nostri piedi. “La Terra è una palla calda dentro” spiega l’astrofisico Giovanni Bignami “l’interno del nostro pianeta è alla temperatura di molte migliaia di gradi, a causa del calore originale del sistema solare e del decadimento radioattivo di elementi pesanti, come uranio e torio, abbondanti vicino al centro”. Il sogno è di catturare un po’di questo calore e usarlo per creare energia pulita. 

 

La caccia è iniziata con entusiasmo. Lo conferma il decimo Rapporto Globale delle Nazioni Unite sugli investimenti in energie rinnovabili. Proprio nel 2015 si è registrato un incremento delle rinnovabili rispetto ai combustibili fossili. Ma c’è di più: il rapporto spiega che l’aumento complessivo degli investimenti è avvenuto soprattutto grazie alle scelte di nazioni in via di sviluppo, come la Cina, che ha investito 103 miliardi di dollari, pari 36% del totale mondiale.  

“Il nostro Gruppo” dice Ernesto Ciorra, responsabile Innovazione e Sostenibilità ENEL “è leader mondiale nella geotermia e continua ad ottenere importanti risultati, da Larderello a Stillwater, pluripremiato impianto ibrido in Nevada, grazie a soluzioni innovative che i nostri tecnici con esperienza pluriennale continuano ad applicare.” Enel Green Power ha fatto un eccellente lavoro in Toscana, a Larderello, sfruttando, per ora, l’acqua termale che si trova a modeste profondità: 34 impianti producono il 26% del fabbisogno regionale annuo. Ma per fare geotermia profonda, EGP è stata costretta ad attraversare l’oceano, alla ricerca di luoghi deserti, in Nevada, Utah e Cile, amministrati da politici che meglio comprendono i vantaggi di un settore innovativo, ad alto tasso di crescita e di occupazione. 

 

In Europa è già iniziato il cammino verso il sogno. Il primo impianto di geotermia profonda operativo è stato costruito, vent’anni fa, a Soultz-sous-Fôrets, in Alsazia. Anche Enel Green Power ha preso parte al progetto, ma solo come membro del comitato scientifico e, tra il 2000 e il 2005, come contractor per la perforazione dei pozzi. Qui, infatti, sono stati scavati quattro buchi profondi dai 3600 ai 5000 metri. Si immette dell’acqua che poi viene restituita alla superficie sotto forma di vapore. Il vapore attiva una turbina che genera elettricità da distribuire in rete. Un progetto ambizioso ed elementare. L’impianto è costato 80 milioni di euro, spalmati in un ventennio: 25 milioni da Francia, 25 da Germania e 30 dall’Unione Europea. “Ma, al momento” continua Ciorra, “la tecnologia alla base del progetto non è ritenuta sufficientemente matura per uno sviluppo industriale e quindi non rientra tra le nostre priorità.” 

La geotermia può essere il futuro per il pianeta, in un momento in cui abbiamo capito che bruciare carbone, metano e petrolio ruba ossigeno all’umanità. Un errore che ha un prezzo alto da pagare, visto che i composti del carbonio generati dalla combustione rimangono nell’aria per più di cento anni. Tuttavia, in Italia, l’impresa di costruire centrali di geotermia (profonda o no) è ancora ostacolata da una politica spesso poco lungimirante, attratta dal profitto immediato, soprattutto ora che il prezzo del greggio è notevolmente sceso. 

 

E per il futuro? “Abbiamo avviato un nuovo progetto in Germania” conclude Ciorra “e stiamo valutando ulteriori opportunità di business in Indonesia, America Latina e Africa. L’innovazione gioca sempre più un ruolo fondamentale nel massimizzare il rendimento degli impianti. Continueremo a realizzare impianti ibridi che associano alla risorsa geotermica altre fonti rinnovabili e ad investire nella ricerca, orientata alla realizzazione di impianti non convenzionali che sfruttino risorse supercritiche o a bassa temperatura.” 

 

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.
Log in to comment

Metà dei sacchetti di plastica in circolazione sono illegali #ecomafie

La denuncia di Legambiente: metà di quelli in circolazione sono illegali, gestiti dalle ecomafie

Lo sapevi? Dietro a una busta per la spesa potrebbe nascondersi la criminalità organizzata, che in Italia controlla gran parte del mercato dei sacchetti di plastica bio, non soltanto al Sud, e impone ai commercianti l’acquisto e la distribuzione di prodotti illegali non compostabili. Metà dei sacchetti in circolazione in Italia sono illegali, il valore perso dalla filiera legale è di circa 160 milioni di euro, a cui si devono aggiungere 30 milioni di euro di evasione fiscale e 50 milioni di euro per lo smaltimento delle buste fuori legge.
Per cambiare le cose basterebbe stare attenti, informarsi, scegliere prodotti virtuosi, denunciare l’illegalità, fare la propria parte.

STIAMOCI ATTENTI
SCEGLIAMO #UNSACCOGIUSTO



Parola di Fortunato Cerlino, il Don Pietro Savastano di “Gomorra”
09/06/2016  di silvia toscano

La nuova frontiera delle ecomafie è il falso sacchetto di plastica riciclata.


Si valuta che circa la metà degli shopper in circolazione siano illegali, un volume pari a circa 40mila tonnellate di plastica, con una perdita per la filiera che produce veri sacchetti bio che si valuta in 160 milioni di euro (di cui 30 solo per evasione fiscale).

Altri 50 milioni di euro finiscono invece a carico della comunità, in termini di costi aggiuntivi per lo smaltimento di rifiuti. Quella dei bio shopper taroccati è una delle nuove e meno conosciute voci in attivo della criminalità organizzata, che è arrivata a uccidere due persone colpevoli di «essersi mezze in mezzo» per tentare di impedire questo traffico.

Ed è anche uno dei settori delle ecomafie dove la risposta dei cittadini può fare la differenza. Per questo, Legambiente lancia oggi la campagna #UnSaccoGiusto: testimonial d’eccezione l’attore Fortunato Cerlino, il superboss Pietro Savastano della serie tv Gomorra, che ha prestato la sua immagine per un corto di denuncia su questo nuovo business della criminalità organizzata. E proprio sulla possibilità dei cittadini di essere parte attiva nell’azione contro il bio shopper taroccato si concentra il corto presentato oggi alla Casa del Cinema a Roma da Legambiente assieme allo stesso Cerlino.

GUARDA IL VIDEO



La sfida che viene lanciata dal video è quella all’attenzione: accorgersi di cosa è fatto il sacchetto della spesa è possibile, basta volerlo, e il corto dimostra in maniera creativa quante cose possono sfuggire alla nostra vigilanza. Assieme all’attore, Rossella Muroni, presidente di Legambiente; Francesco Ferrante, il senatore che nella scorsa legislatura ha elaborato la legge sui bio shopper; Massimo Noviello e Gennaro del Prete, della CoopVentuno, due giovani accomunati dalla morte dei rispettivi padri, uccisi dalla camorra proprio per essersi opposti la racket, che hanno fondato una piccola start up che produce prodotti compostabili e promuove la legalità in questo settore a Castel Volturno. “La legge italiana sulle buste di plastiche è innovativa e straordinaria ed è diventata esempio in Europa”, ha spiegato Muroni.

“Proprio perché incide su un comparto produttivo molto importante è diventata terreno d’azione delle ecomafie che inquinano il mercato legale e impongono i loro prodotti soprattutto negli esercizi commerciali al dettaglio o nei mercati rionali. Del resto produrre fuori legge costa la metà: un chilogrammo di bioplastica costa circa 4 euro, mentre un chilogrammo di materiale in polietilene ne costa due. Sul mercato però vengono venduti allo stesso prezzo, rendendo alla filiera illegale grandi guadagni. Proprio ieri il Ministro Galletti insieme alla Guardia di Finanza ha denunciato alcuni sequestri nel sud d’Italia, dimostrando che l’azione di contrasto delle Forze dell’Ordine è la strada maestra per fermare questi odiosi crimini che bloccano il futuro del nostro paese”. “Le morti tragiche dei nostri padri non sono state vane perché il loro coraggio e la voglia di una società civile fondata sulla legalità e sul lavoro onesto continuano oggi a vivere nella cooperativa sociale che abbiamo fondato”, spiegano Massimo Noviello e Gennaro del Prete.

“Liberare il mercato dagli shopper illegali significa aprirlo a una parte dei produttori di bioplastiche compostabili, che oggi non possono vendere, con un aumento degli investimenti nel settore che garantirebbero una prospettiva diversa a chi produce i sacchetti legalmente”. Il cortometraggio “Un Sacco giusto” da oggi e per tutto il mese di giugno sarà diffuso sul web, sui canali Sky grazie al patrocinio di Sky per il sociale e in oltre 250 sale cinematografiche in tutta Italia grazie alla collaborazione di Movie Media.

I cittadini poranno segnalare le illegalità e gli esercizi dove vengono usati shopper taroccati sul sito www.legambiente.it/unsaccogiusto.


Licenza Creative Commons Alcuni diritti riservati.
Log in to comment

Francia, geotermico record: “pesca” a 2.600 mt

Secondo i promotori, si tratta di una “prima” a livello mondiale. È stata inaugurata ieri a Rittershoffen, città a nord di Strasburgo, una centrale geotermica capace di estrarre acqua ad una temperatura di 165 gradi centigradi, fornendo così il vapore necessario al funzionamento di una fabbrica di amido. All’evento – riferisce l’agenzia Afp – era presente anche il ministro dell’Ambiente francese, Ségolène Royal, che ha parlato di una «formidabile speranza» non solo per la nazione europea ma anche altrove nel mondo.

Un impianto geotermico in Islanda ©Gretar Ívarsson/Wikimedia Commons

Un impianto geotermico in Islanda ©Gretar Ívarsson/Wikimedia Commons

L’impianto è stato realizzato dal gruppo Electricité de Strasbourg (ES), filiale del colosso dell’energia Edf, e presenta una potenza di 24 megawatt, l’equivalente dell’energia necessaria per scaldare circa 27 mila abitazioni. L’investimento necessario per la realizzazione è stato di 55 milioni di euro, condiviso tra il gruppo Roquette, proprietario della fabbrica, la stessa ES e la Cassa dei depositi.

Leggi tutto...

Log in to comment

In Italia la grande bellezza è spesso dimenticata

In Italia la grande bellezza è spesso dimenticata

Luoghi culturali trasandati o abbandonati a loro stessi? Sperduti e sconosciuti? Quali sono le bellezze del Bel Paese da salvare e valorizzare?

(foto: Getty Images)

(foto: Getty Images)

Con una vera e propria chiamata alle arti, il 19 maggio scorso il premier Matteo Renzi ha lanciato un indirizzo email — Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. — invitando tutti i cittadini a segnalare i luoghi pubblici “da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività” e per il rilancio delle bellezze dimenticate d’Italia.

150 milioni di euro sono stati messi a disposizione per questa iniziativa, la cui assegnazione spetterà a una commissione ad hoc che vaglierà tanto le segnalazioni riguardanti i semplici luoghi da recuperare, quanto quelle di progetti e proposte di interventi immateriali di potenziamento della valorizzazione e della fruizione del luogo segnalato.

Un decreto di stanziamento, infine, sarà emanato il 10 agosto 2016.

Leggi tutto...

Log in to comment

Diabete: siringa addio, il futuro è nei microinfusori

Diabete: siringa addio, il futuro è nei microinfusori

Non più iniezioni dopo i pranzi. Grazie alla tecnologia l’insulina potrà essere dispensata al paziente mantenendo costante la sua glicemia

di daniele banfi  

Chi soffre di diabete sin dall’infanzia lo sa bene: il rito del controllo della glicemia e del successivo «aggiustamento» tramite iniezioni sottocutanee avviene più volte al giorno. Anche se con il tempo la persona prende confidenza con la pratica, il dover fermarsi per valutare quando assumere insulina rappresenta un cambio radicale nello stile di vita rispetto a chi non è diabetico. Oggi però la tecnologia ci viene in aiuto: da diverso tempo sul mercato sono disponibili dei dispositivi in grado di monitorare costantemente la glicemia e di rilasciare insulina solo quando serve. Il tutto gestito tramite un piccolo «palmare». 

 

CHE COS’È IL DIABETE

Il diabete giovanile –noto anche con il nome di diabete di tipo 1- è una patologia che colpisce prevalentemente i giovani. Secondo le ultime statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a soffrirne sarebbe circa il 3% della popolazione mondiale. A differenza di quello di tipo 2, di gran lunga più diffuso e associato a scorretti stili di vita, quello giovanile appartiene alla categorie delle malattie autoimmuni. Le persone che ne soffrono subiscono la progressiva distruzione, ad opera del proprio sistema immunitario, delle cellule del pancreas che producono l’insulina. Ecco perché i malati sono costretti, per tutta la vita, ad assumere questo ormone per abbassare i livelli di glucosio nel sangue. 

 

CONTROLLO COSTANTE CON IL MICROINFUSORE

Attualmente le persone affette da diabete insulino-dipendente hanno come opzione di somministrazione l’uso di iniezioni giornaliere o l’infusione sottocutanea. Entrambe le modalità devono essere abbinate a un controllo adeguato dello zucchero nel sangue. Il pancreas di una persona sana rilascia regolarmente piccole dosi di insulina nell’organismo per controllare i livelli di glicemia nel sangue. La quantità di insulina prodotta varia in base all’orologio interno di ciascun individuo, e a fattori come attività fisica, metabolismo, livello di stress e malattie. Durante l’assunzione di cibi, il pancreas rilascia una quantità extra di insulina per mantenere l’equilibrio glicemico.

Leggi tutto...

Log in to comment

Polveri, sabbie e agenti inquinanti, ci aiuta un super radar

Polveri, sabbie e agenti inquinanti, ci aiuta un super radar

Uno speciale radar messo a punto dagli scienziati del Cnr analizzerà in modo preciso la qualità dell’aria che si respira in città

 
 
 
di veronica ulivieri
 

Arrivano a portata del nostro naso dal deserto del Sahara, trasportate dal vento e poi anche dalle «piogge rosse».
Le polveri dal Nordafrica si sommano all’inquinamento delle città: se la loro concentrazione aumenta, crescono anche i tassi di mortalità e i ricoveri per patologie respiratorie e cerebrovascolari. Non solo: quando si depositano a terra il traffico motorizzato le risolleva nell’aria, funzionando da amplificatore.

Leggi tutto...

Log in to comment

Allarme Unesco, il clima impazzito minaccia i monumenti Patrimonio dell’Umanità

Allarme Unesco, il clima impazzito minaccia i monumenti Patrimonio dell’Umanità

Per l’agenzia Onu, entro il 2030 il cambiamento climatico mette in pericolo 31 siti tra i più celebri siti turistici del Pianeta. A rischio oltre a Venezia anche Stonehenge, la Statua della Libertà e Yellowstone

 
 
 
di giorgia marino
 

Immaginate un mondo in cui Venezia abbia perso il suo secolare duello contro le acque della Laguna e la Statua della Libertà sia stata affondata da un uragano. Un mondo in cui i moai di Rapa Nui crollino uno dopo l’altro, erosi alla base dal mare che fissavano enigmatici da quasi due millenni, e le barriere coralline scompaiano, portandosi via il loro tesoro di biodiversità, uccise dall’acidità degli oceani. Un mondo senza Mont Saint Michel e senza Stonehenge, senza i gorilla di montagna dell’Africa centrale, i draghi di Komodo e gli orsi grizzly di Yellowstone. Non è un incubo fantascientifico buono per il prossimo colossal hollywoodiano: è lo scenario (il peggiore, certo) paventato dall’ultimo rapporto Unesco sui cambiamenti climatici e i loro effetti sui siti Patrimonio dell’Umanità. 

Leggi tutto...

Log in to comment