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Volevo solo pedalare .... RecSando incontra Alessandro Zanardi


Giovedì 27 ottobre, fine della giornata lavorativa.
Ho tempo di fare un salto alla libreria Rizzoli in galleria Vittorio Emanuele II a Milano, sapendo della presenza di Alessandro Zanardi per la presentazione del suo nuovo libro, "Volevo solo pedalare".
Sala conferenze stracolma, meno male che sono arrivato presto, quindi sono seduto nelle prime file.

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Ciclamini per la fibrosi cistica

Ciclamini per la fibrosi cistica
Una campionessa delle quattroruote testimonial della campagna per la raccolta fondi



Ha 22 anni, ed è già una campionessa delle quattro ruote. Rachele Somaschini è una forza della natura, ha la corsa nel sangue e grinta da vendere nonostante porti scritta nei geni la fibrosi cistica: la malattia genetica grave più diffusa. Domenica ha conquistato il titolo di categoria Mini Cooper S nel Campionato Mini Challenge, a una settimana dalla vittoria del Campionato Italiano Velocità Montagna.
Per lei, ad ogni nuova gara, in ogni circuito, corrono sempre due sfide in parallelo: gareggiare per la vittoria e combattere per un futuro libero dalla fibrosi cistica. Nonostante la malattia, Rachele non ha mai smesso di sognare. Il suo motto è "CorrerePerUnRespiro".

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Ad Amsterdam arrivano le barche senza pilota

Ad Amsterdam arrivano le barche senza pilota

I primi prototipi sono attesi sui canali cittadini per il 2017

immagine dal sito: http://senseable.mit.edu/roboat/
 
 

Dalle auto senza pilota alle barche che si guidano da sole. Con più di un centinaio di chilometri di canali e un quarto della superficie cittadina coperta dall’acqua, Amsterdam potrebbe essere il palcoscenico ideale per sperimentare una nuova frontiera della mobilità autonoma: non più terraqueo, ma galleggiante. 

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In bici da Verona a Lecce per promuovere la ricerca

In bici da Verona a Lecce per promuovere la ricerca

Il tour vuole sensibilizzare la popolazione sulla fibrosi cistica, la malattia genetica più diffusa al mondo



Diecimila volontari impegnati nella vendita di ciclamini per raccogliere fondi in 1700 piazze d’Italia.

In bicicletta per sconfiggere la fibrosi cistica, la malattia genetica più diffusa al mondo.
Sarà una pedalata charity di un team composto dal vice presidente e fondatore della Fondazione per la fibrosi cistica, Matteo Marzotto, con due amici ciclisti di professione come Iader Fabbri e Max Lelli, oltre a un atleta paralimpico, Fabrizio Macchi.
Percorreranno l’Italia da nord a sud per promuovere e accrescere la consapevolezza su questa malattia genetica che interessa 2 milioni e mezzo di portatori sani che possono trasmettere la malattia ai figli, inconsapevolmente. Dall’8 al 12 ottobre svolgeranno il percorso da Verona a Lecce, mille chilometri lungo la litoranea adriatica a sostegno degli eventi promossi dalle delegazioni e dai gruppi di sostegno della rete della Fondazione.

Il tour ciclistico dà avvio alla campagna per la ricerca sulla fibrosi cistica che si materializza in 1700 piazze d’Italia per la vendita di ciclamini il cui ricavato andrà alla Fondazione per finanziare la ricerca sulla malattia, che già oggi, rispetto a 50 anni fa, ha fatto passi da gigante. Ma finora, la malattia viene ancora affrontata con farmaci per combattere i sintomi e soltanto per una piccolissima parte di malati esiste una cura con un prodotto, distribuito dal Servizio sanitario nazionale, con una spesa di 250.000 euro all’anno per paziente.

A sostegno della campagna, che per la prima volta è stata presentata al liceo Parini di Milano, per coinvolgere i giovani e i loro mezzi di comunicazione, uno spot pubblicitario con un protagonista inedito, il
giovane Edoardo Hensemberger, malato diciannovenne di fibrosi cistica che apparirà sui principali network televisivi e radiofonici e il campione di volley Andrea Giani con i talenti del team Bluvolley, da quest’anno partner charity della Fondazione.

L’iniziativa Bike tour FFC è abbinata al promettente progetto “Task force for cystic fibrosis” promosso dalla Fondazione in sinergia con gruppi di ricerca di eccellenza mondiale, come l’Istituto italiano di tecnologia e l’Istituto Giannina Gaslini di Genova. Lo studio di questi gruppi è entrato nella fase più avanzata. Si stanno portando alla luce molecole in grado di ripristinare la proteina errata che causa la mutazione genetica più diffusa (la F508del) che interessa il 70% dei 400.000 malati italiani. Lo studio. “Dal momento in cui il difetto genetico è risultato aggredibile per via farmacologica, impensabile
fino a qualche anno fa, la ricerca ha imboccato una nuova strada, scegliendo piccole molecole in grado di intervenire sulla proteina difettosa, puntando alla cura del difetto - ha dichiarato il professor Gianni
Mastella, direttore scientifico della Fondazione -. Il progetto leader è nelle mani dei due gruppi di ricerca italiani, una eccellenza mondiale e presto le molecole saranno trasformate in farmaci per i test sui
pazienti”.

Per informazioni e aggiornamenti sulla campagna nazionale si può consultare il sito

www.fibrosicisticaricerca.it

Edoardo Stucchi
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Un francobollo rende "liberi" : Il Vangelo filatelico nel carcere di Opera.



Da quanto tempo non spedite una cartolina? personalmente da un mese. Una cartolina spedita a una persona anziana, che non sa far uso di internet. A tutti gli altri una foto via What's app. Per non parlare delle foto postate su Facebook. E' così che noi "liberi" comunichiamo ...
E' questa la domanda  che,  postaci  dall'ispettrice della Polizia Penitenziaria Maria Visentini al termine di un tardo pomeriggio trascorso nel carcere di Opera,  ci porta a  riflettere su cosa invece voglia dire un francobollo per chi vive là dentro. Con un francobollo essi comunicano con il mondo esterno. Perchè i contatti con i propri cari,   avvengono con le missive. E queste vanno affrancate.

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Al Castello Sforzesco di Milano due giorni (24 e 25 settembre) di condivisione

Più di 100 relatori, oltre 25 partner, incontri e workshop gratuiti aperti a tutti per approfondire il tema della Sharing Economy. Tasse, spesa, degustazione, uno spettacolo e quiz e giochi.
Al via #ioCondivido, la prima edizione del Festival della Sharing Economy promosso e organizzato da Altroconsumo e patrocinato dal Comune di Milano, che si terrà a Milano, al Castello Sforzesco, il 24 e 25 settembre.
Un weekend di eventi, incontri e workshop per capire da vicino la grande rivoluzione dell’economia collaborativa e il suo impatto sulla vita di tutti i giorni, affiancati da momenti di intrattenimento dove la condivisione sarà elemento centrale. Oltre 100 i relatori, italiani e internazionali. 

Presenti al Festival le piattaforme web innovative protagoniste del cambiamento, che negli ultimi anni si sono fatte promotrici di nuovi modelli collaborativi, punto di incontro tra economia tradizionale ed economia condivisa: Airbnb, BlaBlaCar, Gnammo, Uber. Inoltre Fastweb, Google, Intesa Sanpaolo, Heineken sono alcune delle aziende che hanno deciso di prendere parte alla manifestazione attraverso la quale Altroconsumo apre un nuovo capitolo dedicato all’innovazione sociale e tecnologica con l’esplorazione del territorio dell’economica collaborativa, ma anche il tema della condivisione come sistema e come opportunità di incontro e di svago. 
Sabato 24 sono previsti alcuni degli appuntamenti più attesi del Festival. 

Arun Sundararajan, professore della New York University Stern School of Business, considerato il guru mondiale sul tema dalla Sharing Economy, porterà la sua visione di studioso, illustrando come la tecnologia costruirà una nuova architettura sociale, analizzando gli scenari presenti e futuri e focalizzando la sua attenzione su come il consumatore al giorno d’oggi sia fruitore e produttore di beni e servizi. La scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo parlerà di condivisione delle conoscenze come elemento fondante dell’innovazione: l’importanza di mettere il sapere in rete per creare nuova conoscenza.

L’intervento di Alberto Alemanno, Professore HEC Parigi e New York University, verterà sul concetto di “volontariato delle esperienze”, il futuro del lavoro è mettere a disposizione e condividere le proprie competenze professionali.  
Sempre sabato un tema molto discusso e di grande attualità “Sharing Economy – Abilitare o reprimere? Regolamentare o non regolamentare?”. Il dibattito aiuterà a capire se il fenomeno dell’economia collaborativa può facilitare nuove possibilità di impresa e di reddito o è una realtà da controllare e reprimere, difendendo rendite di posizione.

Inoltre, il nuovo consumatore/produttore come viene difeso?  Le istituzioni come si pongono?  Come si pagano le tasse? O è solo un modo per ostacolare la nascita del nuovo che avanza? 
Domenica si aprirà con “Sharing economy: quali le prospettive, quali le minacce. Un cambio di paradigma? Un'opportunità di crescita?”, durante il quale ci si confronterà sull’opportunità di crescita del PIL, sulle nuove forme di consumo che potrebbero far contrarre altri comparti dell'economia come è intesa oggi. Ci stiamo dirigendo verso una società post-capitalistica? Quali le tutele per i consumatori e per i lavoratori? 


Durante il Festival verranno presentate due ricerche inerenti ad aspetti della Sharing Economy con un forte impatto con la vita di tutti i giorni. Domenica sarà presentata “Quali sono le barriere che limitano i consumatori nell’avvicinarsi alla Sharing Economy?”, inchiesta condotta da Altroconsumo, Airbnb e Collaboriamo, che indaga su quali sono i freni dei consumatori nel comprendere e vivere appieno il fenomeno dell’economia condivisa. Nel pomeriggio sarà la volta della ricerca sulla mobilità condivisa, realizzata dall’Osservatorio sulla Sharing Mobility, anticipazione del Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility che verrà presentato per la prima volta a novembre. 
Per capire in maniera semplice e pratica i tanti aspetti della sharing economy saranno, inoltre, in programma eventi gratuiti e aperti al pubblico. Sarà ad esempio possibile prendere parte al workshop “Costruiamo una dieta insieme”, durante il quale una nutrizionista e la food blogger Chiara Maci daranno preziosi suggerimenti e consigli su come realizzare pranzi e cene bilanciati ma gustosi. Alla spesa intelligente è dedicato l’incontro “LastMinuteSottoCasa: una App per combattere lo spreco alimentare dove a vincere sono in tre”: con la spesa 2.0 guadagna il negoziante, che incassa qualcosa in più e acquisisce nuovi clienti, il cittadino che risparmia e, ovviamente, il pianeta. Altro workshop di interesse per il grande pubblico è “Smart working: come diventare imprenditori di se stessi” organizzato in collaborazione con Piano C, in cui donna, famiglia e lavoro saranno al centro dell’attenzione per capire come conciliare tutto grazie alle nuove forme di smart working.  
Durante la due giorni del Festival numerosi i momenti di svago e le occasioni di degustazione. A chiusura della giornata di sabato un incontro-spettacolo dal titolo “Homo Condòmini Lupus”, tratto da centinaia di racconti di vita condominiale: Habitami (campagna pubblica nazionale sulla riqualificazione energetica degli edifici) metterà in scena l’assemblea straordinaria di condominio più pazza del mondo. Il team del Milanese Imbruttito, infine, renderà ancora più piacevoli i momenti di relax del grande pubblico, intrattenendolo con quiz e giochi sulla sharing economy. 
Tanti gli spazi dedicati ai più piccoli, tra cui il laboratorio di educazione alimentare “Giochiamo a mangiare sano con il robot Nao”, durante il quale il robot Nao e i ricercatori del San Raffaele parleranno della piramide dello spuntino, insegnando ai bambini come scegliere una merenda sana e intelligente. Tutti gli eventi saranno gratuiti e aperti al pubblico. Il programma presenterà workshop e incontri a libera partecipazione e a numero chiuso.  http://www.altroconsumo.it/iocondivido
Chi è Altroconsumo. Con oltre 396mila soci, Altroconsumo è la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia. Da oltre 40 anni è il punto di riferimento per i cittadini, ne interpreta i bisogni, ottiene soluzioni. Con 340 professionisti al servizio delle persone ogni giorno anticipa le istanze dei consumatori, offrendo strumenti innovativi per scelte sicure e convenienti. Informa con autorevolezza e indipendenza attraverso le proprie pubblicazioni. Si impegna per difendere i diritti collettivi attraverso l’istituto della class action e per migliorare il quadro normativo e la rappresentanza delle istanze nelle sedi istituzionali, anche in Europa. Interviene nelle dinamiche di mercato, condizionandole a favore dello sviluppo e dell’innovazione, come con i Gruppi d’acquisto sull’energia, sui carburanti, con oltre 500mila adesioni.

Redazione RecSando - Edoardo Stucchi

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I falsi miti dell'alimentazione

Il ruolo del cibo nella salute

Un libro in uscita sfata i miti della sana alimentazione

L’alimentazione assume sempre di più la caratteristica di elemento cruciale nel determinare il nostro stato di salute e numerosi studi lo dimostrano. Del resto, le malattie del nostro tempo sono legate al tipo di alimentazione e allo stile di vita che conduciamo. Basti pensare al diabete, all’ipertensione, alle malattie coronariche, infarti e ictus, per rendersi conto quanto conti l’alimentazione nel controllo di queste malattie. Di fronte a questi disturbi, infatti, quale medico non vi dice di modificare la dieta, eliminando cibi dannosi? Ma allora, se l’alimentazione è importante nel controllo della malattia, perché non lo può essere altrettanto nella prevenzione della malattia e quindi nel mantenimento della salute fino alla vecchiaia? Ecco, dopo tante proposte “nostrane” o importate dagli Stati Uniti, fucina di studi importanti sulle malattie e l’alimentazione, un libro sta per diffondere nuovi concetti di alimentazione legati ad aspetti biochimici, cioè alle modalità di metabolizzazione di sostanze contenute nei cibi e all’interazione di esse con il laboratorio umano.

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Lotta allo smog: 35 milioni di euro per progetti di mobilità green

Finanziabili sharing, corsie ciclabili, riduzione traffico e buoni mobilità per studenti e lavoratori

Lotta allo smog: 35 milioni di euro per progetti di mobilità green

Galletti firma il decreto: «Soldi ci sono, serve voglia di innovare». Precedenza a chi ha sforato Pm10 e NoX [21 luglio 2016] mobilità green

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti dal Collegato Ambientale per il Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile e una nota del suo ministero spiega che «L’obiettivo è favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro con modalità di trasporto sostenibili, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di riduzione delle emissioni di gas serra e inquinanti derivanti dal settore  dei trasporti».

Galletti ha sottolineato: «Entriamo dunque nella fase attuativa di una delle misure strategiche messe in campo per realizzare quella programmazione nel contrasto all’inquinamento delle città che è a lungo mancata. I soldi ci sono, ora mi aspetto che i Comuni colgano questa opportunità e mostrino una grande voglia di innovare la mobilità dei nostri centri urbani: ho convocato per mercoledì prossimo il tavolo sulla qualità dell’aria al ministero per fare il punto su questo decreto, come sullo stato di avanzamento delle altre azioni previste nel protocollo sottoscritto con Regioni e Comuni».

Tra gli  interventi finanziabili con il decreto ci sono «I servizi e le infrastrutture di mobilità collettiva e condivisa a basse emissioni, come il car pooling, il car e bike sharing, ma anche “bike to work”, “bicibus”, “piedibus” e infomobilità.
Verranno poi valutati progetti per la realizzazione di percorsi protetti, tra cui le corsie ciclabili e le “zone 30”, come quelli che prevedono la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro.
Spazio anche alle proposte di programmazione di uscite didattiche e spostamenti durante l’orario di lavoro per motivi di servizio con mezzi di trasporto a basse emissioni, ai progetti di formazione ed educazione di sicurezza stradale e di guida ecologica, cosi come quelli che prevedono la cessione a titolo gratuito di ‘buoni mobilità’ o agevolazioni per studenti e lavoratori che nei tragitti casa-scuola e casa-lavoro vogliano usare modalità di trasporto sostenibile».

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Oltre 1500 chilometri chilometri ciclabili attraverso 8 regioni italiane

Ciclovie ITALIA: Sistema nazionale delle ciclovie turistiche

sistema ciclovie nazionali

Ciclovie Italia

PIEMONTE, VENETO, LOMBARDIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, CAMPANIA, BASILICATA E PUGLIA

La prima rete nazionale di Ciclovie

pedala il futuro, connetti l'Italia
pedala il futuro, connetti l’Italia

Ciao ABici è con immenso piacere che scriviamo questo articolo, perchè è nel principio e negli obiettivi di Bicipolitana Network quello di creare cultura in tutto il territorio nazionale, sensibilizzando i nostri concittadini ad un uso quotidiano della bicicletta, facendo nascere dal basso cittadini attenti e sensibili, rispettosi del codice della strada, ma anche promotori nei confronti dei Comuni in cui risiedono di un sistema di infrastrutture che permetta di collegare attraverso percorsi ciclabili, da Nord a Sud, da Est a Ovest, ogni comune d’Italia all’altro, in modo di avere la più grande ciclovia nazionale, e non solo turistica.  Questo progetto globale, noi lo chiamiamo da sempre BICIPOLITANA NETWORK e sei sei interessato a entrare nel network non esitare a contattarci

E quindi come si può non essere felici di fronte a questo documento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che descrive le  4 nuove ciclovie nazionali !

Per la prima volta, con la legge di Stabilità 2016, è stata prevista la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, con priorità per i percorsi:
• Verona-Firenze – Ciclovia del Sole
• Venezia-Torino – Ciclovia Ven-To
• da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) – Ciclovia dell’acquedotto pugliese o dell’Acqua
• Grande raccordo anulare delle biciclette – GRAB di Roma
Complessivamente oltre 1.500 chilometri ciclabili attraverso 8 regioni e il comune di Roma
Lo stanziamento è di 91 milioni nel triennio 2016-2018 (17 nel 2016, 37 nel 2017 e 37 nel 2018)

Una rete italiana ed europea

La selezione dei primi percorsi è avvenuta secondo due criteri:
«dall’alto», tenendo conto delle indicazioni della rete ciclabile EuroVelo, con gli itinerari 8, 5 e 7
«dal basso», tenendo conto dei suggerimenti di piani già redatti da associazioni, università e enti locali, in vista del «Piano straordinario della Mobilità turistica di Mit, Mibact e Regioni»
Linee guida per la progettazione e realizzazione:
• un sistema nazionale delle ciclovie turistiche integrato con le altre reti di trasporto e coerente con EuroVelo
• innalzamento dei livelli di sicurezza, di comfort e di qualità
• definizione di una segnaletica omogenea nazionale

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Nasce un'Italia da scoprire in bicicletta

Nasce un’Italia da scoprire in bicicletta

Firmato il protocollo delle ciclovie nazionali: 1500 chilometri tra grandi città e luoghi minori

Le ciclovie turistiche copriranno un totale di oltre 1500 km attraverso 8 Regioni, da Nord a Sud, più il Comune di Roma

 
 
 
28/07/2016
ROMA

I finanziamenti erano stati trovati nell’ultima legge di stabilità, ma il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio - uno che in bici ci va anche in città - ha mantenuto la promessa di fare presto. E così, con la firma ieri dei protocolli d’intesa per la progettazione e la realizzazione delle prime quattro ciclovie - presenti il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, i governatori di Lombardia e Veneto Roberto Maroni e Luca Zaia e i rappresentanti delle Regioni coinvolte - nasce ufficialmente il sistema delle ciclovie nazionali. 

Quattro percorsi - da Torino a Venezia, da Verona a Firenze, da Caposele nell’Avellinese a Santa Maria di Leuca a Lecce, intorno alla capitale - su cui i ciclisti potranno viaggiare con i loro tempi in sella a una bicicletta, su percorsi protetti e sicuri. Se tutto andrà bene, bisognerà aspettare il 2018: anche se in tutti e quattro i casi i progetti sono già elaborati da anni, i passaggi burocratici per permessi e gare prenderanno almeno due anni. 

Una grande notizia per gli amanti della bicicletta, che nel Belpaese sono tanti e maltrattati. Una grande notizia anche per le sempre più numerose imprese che scommettono sul turismo slow e sostenibile, che in Italia potrebbe assicurare un giro di affari di oltre tre miliardi e molti posti di lavoro. Soldi che oggi prendono la direzione di Francia e Germania, i Paesi meglio attrezzati per sfruttare la ricchezza del cicloturismo. Per l’operazione nei prossimi tre anni sono stati stanziati 91 milioni, che saranno utilizzati (ma ne serviranno almeno il triplo in più, per fare le cose per bene, con risorse che verranno investite dalle Regioni e da altri enti locali) per costruire 1500 chilometri di ciclopiste. Con la stessa somma stanziata dal Parlamento, attenzione, si sono realizzati «ben» tre chilometri dell’inutilizzata autostrada Brebemi in Lombardia o un chilometro e mezzo della discussa Tav Torino-Lione. 

 

I quattro progetti sono pronti da tempo e da anni sono sostenuti dal mondo ambientalista e della bicicletta. Si va dalla Ciclovia del Ven-To, elaborata dagli esperti del Politecnico di Milano, 680 chilometri lungo il Po da Venezia a Torino, alla Ciclovia del Sole, 300 chilometri da Verona a Firenze. C’è quella dell’Acquedotto Pugliese, 500 chilometri, e il «Grab», il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette, intorno a Roma. Il protocollo d’intesa per il «Grab» ancora non è stato perfezionato, ma lo sarà in tempi rapidi. La selezione dei primi percorsi ha visto una serie di criteri: le indicazioni della rete ciclabile europea «Eurovelo», il redigendo Piano straordinario per la mobilità turistica di Mit, Mibact e Regioni e le proposte di tracciati già delineati da studi di fattibilità, redatti da parte di associazioni, privati ed enti. 

«È un giorno importante - ha detto Delrio -. Vogliamo riportare la bicicletta come mezzo di turismo e non solo di trasporto. È passato un messaggio culturale della necessità di una rete di ciclovie nazionali e prevediamo tempi di realizzazione rapidi, con apertura dei cantieri nel 2017 e operatività nel 2018». «Non stiamo facendo annunci - ha commentato Franceschini - ma realizzando cose concrete. Ora dobbiamo valorizzare tutto il territorio nazionale e credere in forme di turismo diverse da quello tradizionale». 

 

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Alcuni diritti riservati.
 

Anche noi nel nostro piccolo vogliamo riscoprire la SS9 Via Emilia e l'11 Settembre vogliamo dare vita ad un nuovo giorno per il Sud Est Milano pedalando all'alba da San Giuliano Milanese a Milano Porta Romana.
per saperne di più leggi il nostro articolo
11 Settembre - Biclettando all'alba del Sud Est Milano

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Balagne, il giardino del Mediterraneo in Corsica

Balagne, il giardino del Mediterraneo in Corsica

Da Calvi a Ile Rousse le spiagge più belle dell’isola collegate con un trenino

Se non avete ancora scelto dove andare in vacanza e non volete fare viaggi oltre il Mediterraneo, la Corsica è una meta ideale e ancora di più la regione della Balagne,regione a nord ovest della Corsica, giardino del Mediterraneo. Ci sono molti motivi per scegliere questa zona della Corsica, un’isola con più di 2000 specie vegetali in un parco che si estende per più di un terzo del territorio: cinque riserve naturali proteggono fauna e flora, uniche nel loro genere, per essere su di un’isola, base per tante escursioni di mare alle isole Cerbicale, santuario dei cormorani capelluti o alle isole Lavezzi, dove sono state catalogate 68 specie di pesci, alle isole Fineeocchiarola o a Scandola, prima riserva di Francia sia terrena sia marina e allo stagno di Biguglia in cui nidificano 127 specie di uccelli acquatici.

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Malmö, così la Svezia scopre la via sostenibile per uscire dalla crisi

Malmö, così la Svezia scopre la via sostenibile per uscire dalla crisi

Una città industriale diventa città sostenibile ed esce dalla crisi. Il caso di Malmö, quasi 300mila abitanti, terza città della Svezia

 




Rinascere. Trasformarsi da città industriale in crisi a città sostenibile. E’ possibile, se c’è un approccio sistemico. Perché non bastano singoli buoni ma disorganici progetti: serve una idea di città.

Un caso esemplare è quello di Malmö, quasi 300mila abitanti, terza città della Svezia, che dagli anni ’80 è entrata in una profonda crisi causata dal progressivo collasso dell’industria delle costruzioni navali e poi di quella dell’industria dell’auto e del cemento. La città perdeva abitanti, aveva visto evaporare 30mila posti di lavoro, e non riusciva ad integrare i tanti migranti (il 28% degli abitanti di Malmö è nato all’estero).

Un disastro.

La scelta fu quella di trasformarla nella migliore città al mondo per lo sviluppo urbano sostenibile.  

Fu così creato il Malmö environmental program 2009-2020, si avviarono grandi progetti di qualificazione urbana. Dal Porto Occidentale, un quartiere che al 2030 ospiterà 20mila persone e che sorge dove una volta erano i cantieri navali, al quartiere di Hyrillye: in entrambi i casi si va oltre il semplice retrofitting di vecchi quartieri, come avvenne ad Augustenburg, un’area di edilizia popolare costruita nel 1948 e abitata da 3mila persone, che dal 1998 è stata riqualificata aumentando del 10% la performance energetica degli edifici. Malmö voleva di più. E così si è puntato da un lato sulla conoscenza - creazione della Malmö University, che ha sede nel porto occidentale - e dall’altro sulla trasformazione della città (grazie al ponte con la Danimarca) in un hub tra Svezia e Continente.  

Il tutto, si badi bene, in un contesto di sviluppo sostenibile.


La città sarà climate neutral entro il 2020, ed entro il 2030 userà esclusivamente energia rinnovabile.

I nuovi quartieri sono stati pensati per dare priorità al trasporto collettivo, a cicli e pedoni.


Sono state costruiti 470 chilometri di piste ciclabili (che hanno incentivato l’uso delle bici, che oggi copre il 30% degli spostamenti) e il 50% degli autobus già oggi viaggia con il biogas prodotto dagli scarti alimentari. Il 75% dei nuovi bus è poi a biogas, elettrico, ibrido o a idrogeno.

Come risultato, la qualità dell’aria è migliorata. E già oggi i giorni di sforamento dei valori delle PM10 si sono ridotti a 3 all’anno. La raccolta differenziata viaggia sul 70%, e quanto non è recuperabile o utilizzato per produrre biogas viene bruciato nell’inceneritore, che dà teleriscaldamento a 70mila abitazioni e fornisce elettricità.

Al 2020 le emissioni di CO2 della città saranno del 40% inferiori di quelle del 1990, e i consumi energetici pro capite inferiori del 20% (con obiettivo di ridurli di un altro 20% nel decennio successivo). In questo modo, puntando su conoscenza, trasporti e sostenibilità, Malmö è rinata. Per la tante aree industriali depresse del nostro Paese, e non solo del nostro Paese, davvero un esempio da imitare

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