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La “non cura” che cura il tumore alla prostata

La “non cura” che cura il tumore alla prostata
La rete oncologica di Piemonte e Valle d’Aosta ha avviato uno studio per fotografare e diffondere tra medici e pazienti la cultura della scelta dell’intervento più adatto contro il cancro della prostata a basso rischio.


Una regione italiana, il Piemonte, ha avviato, il primo studio sulle modalità di affrontare un tumore di lieve entità. E’ il caso del tumore della prostata, una condizione che spesso rimane silente per decenni prima di dare segnali di pericolo. Finora l’approccio dei medici a questa malattia dipendeva dalla loro specialità: l’urologo dava indicazioni chirurgiche, il radiologo propendeva per la radioterapia. Tutto ciò senza una vera motivazione. Eppure, date le conoscenze internazionali, era già noto che i tumori di grado lieve della prostata potevano, nella maggioranza dei casi, essere inoffensivi per anni e decenni e potevano quindi essere monitorati prima di passare alla cura vera e propria. Spesso il paziente moriva per altre cause.
La rete oncologica piemontese - E’ da questi presupposti che la rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e il Centro di riferimento per l’epidemiologia e la prevenzione oncologica hanno avviato il primo progetto di ricerca e intervento in Italia per diffondere la “Sorveglianza attiva”, con il progetto START. “E’ un progetto che coinvolge tutte le urologie e radioterapie del Piemonte e della Valle d’Aosta – dice Oscar Bertetto, direttore del dipartimento internazionale e interregionale della rete oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, Città della salute e della scienza di Torino -, chiamate a valutare nel tempo la qualità di vita dei pazienti affetti da carcinoma della prostata a basso rischio, che scelgano una delle tre opzioni che si sono dimostrate uguali nella capacità di controllare la malattia nel tempo, per la sopravvivenza dei pazienti: la prostatectomia o la radioterapia o la sorveglianza attiva”. Per sorveglianza attiva si intende quella procedura per la quale il tumore non viene asportato né trattato, ma lo si sorveglia con biopsie e se non cambia la sua aggressività il paziente può convivere con la malattia senza problemi per tutta la vita. Se durante la sorveglianza il tumore dovesse dimostrare di aumentare la propria capacità di aggressione, la progettazione prevede che il paziente venga sottoposto a trattamento che il paziente ritiene più opportuno tra la chirurgia e il trattamento radiante.
Il team multidisciplinare -E’ d’accordo anche Riccardo Valdagni, direttore della radiologia oncologica dell’Istituto dei tumori di Milano. “Lo studio Start – spiega l’esperto - è un approccio moderno alla terapia del tumore alla prostata e avrà un grande futuro, perché permette al paziente di scegliere, dopo aver capito le proposte terapeutiche e la differenza fra le diverse proposte di trattamento. Infatti esiste anche la possibilità di non trattamento per la cura del tumore della prostata di grado lieve. Il paziente in pratica riceve informazioni in un contesto strutturato, che in Piemonte si chiama GIG, da noi, all’Istituto tumori di Milano, team multidisciplinare, dove ogni specialista coinvolto fa un passo indietro rispetto alla sua specialità e, nell’interesse pieno del paziente, promuove l’intervento pro e conto la sua specialità: intervento chirurgico, radiante e sorveglianza attiva. In questo modo il paziente viene coinvolto nel processo di cura non è un oggetto ma è una persona ed è lui che decide fra due terapie valide, efficaci, in realtà profondamente diverse per i rischi che comportano e gli effetti collaterali, effetti collaterali che intervengono sui valori di vita della persona e la qualità di vita del malato e soltanto lui può stabilire questo valore. Il paziente diventa quindi giudice della sua scelta, in base al suo stile di vita. Preferisce valutare l’importanza dell’erezione oppure evitare terapie invasiva o non è importante; vuole togliersi il problema e privilegiare la chirurgia”.
Leggere i vetrini - In questo studio, come negli altri a livello internazionale, è importante il lavoro dell’anatomo patologo che deve selezionare con estrema precisione l’aggressività del tumore per individuare quelli a basso rischio. “Noi sappiamo che sistemi di sorveglianza attiva per il cancro della prostata non aggressivo – aggiunge il patologo Enrico Bollito, dirigente medico dell’Azienda San Luigi Gonzaga di Orbassano - esistono da molto tempo, in contesti internazionali ma anche nella pratica clinica degli urologi. Ciò richiede una serie di regole precise, sviluppate molto bene da una organizzazione come la rete oncologica, per garantire maggiore sicurezza”.
Il progetto START - Non è stato facile, infatti, approntare lo studio, come spiega Giovanni Ciccone, responsabile del servizio di epidemiologia clinica e valutativa della Città della Salute di Torino, impegnato e coinvolto da molto tempo nella valutazione e miglioramento dell’assistenza oncologica: “Sul tumore della prostata avevamo già predisposto una Linea guida regionale che indicava con altre possibilità anche l’opzione della sorveglianza attiva per tumori a basso rischio. Tuttavia il numero di specialisti che si sono sentiti di offrire questa opzione era limitato e con il collega Bertetto abbiamo pensato a un ulteriore passo, fatto attraverso una progettazione di uno studio e raccolta dati sistematica, con più garanzia per i medici e per i pazienti e di intraprendere una strada nuova non priva di rischi e incognite, sia pure in un contesto controllato. START è stato pensato per favorire una doppia finalità: diffusione della sorveglianza attiva, in ambiente controllato e con elevate garanzie di qualità e raccogliere informazioni preziose utilizzabili per la ricerca. Lo studio è cominciato a metà del 2015. Tutti i centri delle due regioni hanno aderito allo studio e in un anno e mezzo sono stati reclutato 250 pazienti ai quali è stata sottolineata la natura benigna della loro condizioni di salute e prospettato tre condizioni: monitoraggio stretto della situazione oppure trattamenti radicali. Considerati i pro e i contro, i pazienti scelgono la sorveglianza attiva nel 75 %. I 250 pazienti che si sono resi disponibili sono un dato importante, anche se di numero limitato, per rispondere alla ricerca. Per questo prolungheremo lo studio in modo sensibile con numeri 3- 4 volte più grandi”.
Le Associazioni - Anche le associazioni dei malati sono favorevoli a questo studio e in particolare all’opzione sorveglianza attiva. Franco Napoletano è il presidente di Vita continua, (011.6334387), associazione di volontariato che si occupa dei pazienti che sono stati operati per tumore della vescica e della prostata. L’associazione si muove con tre finalità: seguire e affiancare il paziente quando ti dicono che hai un cancro; quando il medico ti dice che ti devono operare; e al terzo livello, che non è da meno degli altri, il mantenimento della qualità di vita, perché il malato, dopo l’intervento demolitivo deve riprendere la vita e continuare a vivere come prima. Questa associazione sta vicino a questi cittadini pazienti per far sì che riprendano la vita al massimo delle possibilità.
Europa uomo (tel. 02.58.32.07.73) è per definizione l’associazione che si occupa degli uomini e delle malattie che si riferiscono al loro apparato genito urinario. Il rappresentante del Piemonte. Pietro Presti, racchiude in poche parole il loro obiettivo: garantire i diritti dei pazienti attraverso diffusione di informazioni, sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni e impegno a individuare la migliore terapia per garantire la migliore qualità di vita non soltanto dei malati, ma anche dei loro familiari. E la sorveglianza attiva è una di queste opzioni che può far evitare trattamenti più importanti, ma invasivi. Per noi è importante che la persona malata venga seguita come paziente ma anche come uomo. Ed Europa uomo rappresenta il tratto d’unione tra il mondo scientifico, i pazienti e la società e la sinergia fra questi mondi serva per dare un futuro migliore ai malati.
Edoardo Stucchi




 

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Tranquilli, non siamo stati attaccati...

fonte: La Stampa - Tecnologia
 

23 Febbraio 2017 - Giovedì, h. 23.57 (Italia), ultimo controllo alla posta elettronica prima di dormire: l’iPhone chiede di inserire nuovamente la password per Gmail. Appena fatto, arriva l’email firmata da Google: “Hai un nuovo dispositivo?”. No, nessun nuovo dispositivo: è stato, piuttosto, come essere sputati fuori dal proprio account Google senza un apparente motivo. Che poi, è esattamente quello che è successo a molti utenti negli Stati Uniti: loro però, erano possessori di Google Wifi o router OnHub, come hanno denunciato sui social network.

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CS: Europa Uomo cerca volontari per la carica di consigliere

Europa uomo cerca volontari per la carica di consigliere
Requisiti: esperienza nel settore no profit e disponibilità di tempo.


Mercoledì 19 aprile 2017, alle ore 14.30, a Milano, nella bella sala della Villa Necchi Campiglio, in via Mozart 14, si terrà l’assemblea generale dell’Associazione Europa Uomo, nata per sostenere e diffondere prevenzione e cura e ricerca del tumore alla prostata. La decisione sul luogo è dovuta al desiderio di rendere omaggio alla famiglia milanese, che rese possibile la nascita della Scuola Europea di Oncologia ad opera del Professor Umberto Veronesi nell’ottobre del 1982.

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IBM inaugura a Monaco il quartier generale dell'IoT

IBM inaugura a Monaco il quartier generale dell’IoT

Nasce in Germania l’ecosistema per l’Internet delle cose con partner come Avnet, Capgemini, Bmw, Consorsbank e Tech Mahindra

Un grande ecosistema dedicato all’Internet delle cose e al suo sviluppo grazie alla potenza di calcolo di Watson. A questo è destinata la nuova sede del Centro globale Ibm Watson IoT inaugurata a Monaco di Baviera, in Germania. Lì lavoreranno decine di clienti e partner. Le prime collaborazioni partiranno con Avnet, Bnp Paribas, Capgemini e Tech Mahindra, che dislocheranno i propri team di sviluppo al centro Ibm. Sempre in quella sede atterrerà anche EEBus, l’alleanza europea leader nel settore IoT, finanziata dal governo tedesco.

“Abbiamo raggiunto un punto di svolta con l’IoT: oltre 6mila clienti e partner in tutto il mondo, molti dei quali vogliono unirsi a noi nel nostro nuovo Centro globale Watson IoT per contribuire all’innovazione – ha spiegato Harriet Green, general manager di Ibm Watson IoT, Cognitive engagement and Education – insieme daremo vita a un nuovo ecosistema di innovazione globale per l’Internet delle cose che esplorerà le modalità con cui le tecnologie cognitive e dell’IoT trasformeranno interi settori industriali e la nostra vita quotidiana”.


Anche Bmw collocherà parte delle sue attività di ricerca e sviluppo al nuovo centro, per lavorare sull’esperienza di guida del futuro. Con l’inaugurazione di oggi si aggiungono dunque altre quattro realtà che si uniranno ai mille professionisti della casa di Armonk, New York, per esplorare e oltrepassare i limiti delle possibilità offerte dall’Internet delle cose.

Si tratta di Avnet, distributore e partner It globale di Ibm, che aprirà un nuovo laboratorio congiunto in diversi ambiti come smart building e smart home, manifattura, trasporti, sanità e prodotti consumer.
 Anche Consorsbank, parte del gruppo Bnp Paribas in Germania, spedirà un team di sviluppatori, business development e solution architect al nuovo quartier generale. Insieme agli esperti Ibm questa squadra esplorerà le modalità con cui le tecnologie cognitive e dell’IoT possono guidare la trasformazione del settore bancario e stimolare l’innovazione di nuovi prodotti e servizi finanziari, dalle assicurazioni alle consulenze d’investimento.

Gli altri due partner sono CapGemini, il fornitore di servizi globali di consulenza e tecnologia, che si occuperà di industria 4.0 come quelle già utilizzate da produttore di componentistica auto Faurecia, e Tech Mahindra, il provider globale indiano di soluzioni tecnologiche e di rete che utilizzerà il centro per creare e presentare nuove soluzioni basate sulla piattaforma Watson IoT specificamente studiate anche in questo caso per le nuove frontiere dell’industria e per i settori della produzione, dell’agricoltura di precisione, sanità, assicurazioni, banking e automotive.

Come già detto, in seguito al recente ingresso in EEBus, Ibm ha annunciato che offrirà all’organizzazione uno spazio di innovazione nel nuovo centro Watson IoT, utilizzato per immaginare, sviluppare e presentare soluzioni che combinino tecnologie IoT e standard aperti. Per fare insomma in modo che questi ecosistemi si parlino e comunichino. EEBus conta già 60 membri impegnati nell’ambito della casa connessa fra cui Bosch, Abb, Sma, Miele, Schneider e Vaillant, insieme ai maggiori marchi del settore automotive europeo. I membri di EEBus collaboreranno tramite diversi gruppi di lavoro al fine di stabilire un linguaggio standard e condiviso per ottimizzare l’interoperabilità fra i dispositivi connessi e gli elettrodomestici. Riscaldamento smart, veicoli elettrici, sistemi fotovoltaici e altre applicazioni possono così comunicare fluidamente per la gestione dell’energia e dell’usabilità.

“L’ingresso nello spazio innovativo nel centro Ibm Watson IoT dà all’iniziativa EEBus la possibilità di accelerare lo sviluppo della propria rete globale inter-settoriale e di ampliare la propria portata di intervento – ha detto Peter Kellendon, presidente dell’ente no-profit – siamo convinti che l’uso intelligente dell’energia sarà uno dei principali ambiti di sviluppo futuro dell’IoT”.

Nel frattempo, insieme ad altri partner, Ibm ha lanciato alcuni esempi di queste collaborazioni. Si tratta per esempio delle lavagne interattive cognitive con Ricoh o dell’ecosistema di vendita con Visa che punta a introdurre funzionalità di pagamento in modo rapido e sicuro in tutto il settore dell’Internet delle cose.

fonte: Wired

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a cura del dipartimento Tecnologia di RecSando
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Fare Network, diamo un' opportunità all'Italia. Al via la firma del protocollo di intesa per due nuove ciclovie italiane

L’obiettivo del progetto è la realizzazione di una ciclovia costiera, che possa essere connessa con altri percorsi di interesse nazionale ed europeo

Il 10 marzo 2017 a Firenze avverrà la firma del protocollo d’intesa


Al via due nuove ciclovie italiane

Le regioni della Liguria, Toscana e Lazio hanno fissato per Venerdi 10 Marzo la firma del protocollo di intesa che consentirà di chiedere i finanziamenti ministeriali per la nuova ciclovia ligure-tirrenica. Questa idea interregionale ha l'obiettivo di creare una ciclovia con inizio a Ventimiglia /Confine con la Francia, e arrivo nella Capitale. Questo accordo verrà realizzato a Firenze. Il governo è pronto a distrbuire i fondi e le tre regioni non vogliono perdere questa occasione e questa grande opportunità per rilanciare il turismo della bicicletta e della green economy in Italia. Ad avvalorare questo progetto, nella stessa giornata del 10 marzo sarà sottoscritto anche un’altro protocollo di intesa tra Lazio, Toscana e Umbria, per la realizzazione del tratto di pertinenza della Ciclopista del Sole, già inserita tra le ciclovie di interesse nazionale riconosciute dal Ministero. “Questo accordo – dicono i tre assessori – è importante perché certifica la volontà delle tre regioni di portare a compimento itinerari ciclabili che abbiano il doppio valore di migliorare la mobilità sostenibile e promuovere i territori interessati dal punto di vista turistico. Ed è anche importante fare squadra per rendere più forte questo progetto e accelerarne la realizzazione. Il fatto che si firmino congiuntamente i due protocolli, dà il senso del progetto complessivo e della visione strategica comune”. Noi di Bicipolitana Network ci auspichiamo che questo lungo percorso ciclo-turistico che dal confine con la Francia arriva sino al Lazio, attraversando le regioni di Liguria e Toscana e toccando moltissimi luoghi di interesse e di attrazione dislocati nelle tre regioni vada in porto. Immaginate di percorrere in bicicletta un percorso che attraversa tre regioni che passa dalle Cinque Terre fino alla Costa degli Etruschi e arriva a nord di Roma. Questo l’ambizioso progetto che gli assessorati alle Infrastrutture di Liguria, Toscana e Lazio puntano a far arrivare sul tavolo del ministro Graziano Delrio per ottenere i finanziamenti messi a disposizione dalle Legge di Stabilità 2017 per le ciclovie e le infrastrutture incentrate sulla cosiddetta “mobilità dolce”, porterà a nostro avviso un notevole incremento del turismo in Italia e una nuova econonia si svilupperà senza ombra di dubbio su tutto il percorso realizzansdo un itinerario di straordinario valore culturale, paesaggistico e naturalistico». Sarà una pista ciclabile “utilmente interconnessa” con altri itinerari nazionali ed europei. L’idea di  realizzare la ciclovia ligure-tirrenica è nata su proposta della Regione Toscana, che ha rapidamente convinto anche la  Regione Liguria ad unirsi al progetto.  Tra l'altro la Regione Liguria, sul tratto della vecchia ferrovia tra Ospetaletti e San Lorenzo al Mare ha già completato un tratto di pista ciclopedonale spettacolare, in riva al mare e se questo progetto prendesse il via  arrivare dalla Riviera dei Fiori  fino alla Costa Azzurra con il programma transfrontaliero Edu-Mob, la ciclyng Riveria continuerebbe senza interruzioni da Ospedaletti in direzione di Bordighera e da qui verso Vallecrosia, Ventimiglia e infine a Mentone.  Come ultima adesione al progetto è arrivata la Regione Lazio, che pur avendo dato il proprio benestare, ancora non ha delineato un programma. Nelle prossime settimane  il progetto sarà sviluppato su carta: lo scopo non è soltanto creare un percorso turistico per gli amanti delle due ruote, in grado di valorizzare il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale, ma anche di "connettersi" con altri itinerari di pregio tra cui le ciclovie europee Eurovelo 8, Mediterranea e Eurovelo 5, Via Francigena.  L'obiettivo è creare una grande rete ciclopedonale, fare insomma "Network". La Liguria ha individuato quattro punti statetigici, che vanno da Ventimiglia a Sarzana, passando anche per le'aree aereoportuali di Savona, Genova, La Spezia. La Regione Toscana invece ha nelle sue intenzioni di collegare con percorsi ciclopedonali che vanno dalla Versilia  all'Argentario, con l'obietitvo di valorizzare lo staordinario paesaggio costiero del  Mar Tirreno, realizzando quello che in paerte è stato già realizzato nella costiera Ligure e toccando quindi alcune tra le più frequentate mete balneari del Centro Italia. Se il progetto si concretizzasse, la Liguria si ritroverebbe completamente attraversata da un unico e spettacolare percorso ciclabile che si collegherebbe con la Regione Toscana  e arriverebbe fino alle porte di Roma,  creando una grande rete di  nuove opportiunità, che oggi  da alcuni non sono state ancora pensate. Pensate ad esempio a BikePoint lungo il percoso, punti di sosta attrezzati per le biciclette, luogi di sosta smart e culturali In Italia avremmo finalmente la più bella e salutare ciclovia dell' Europa che si snoda su una distanza totale di oltre 1000 km. percorribili senza interruzioni sulle due ruote. Il costo totale preventivato al momento, è di 100 milioni di euro, 30 dei quali solo per la Liguria: una cifra che si avvicina a quella richiesta per la realizzazione di “Garda by Bike”, l’anello ciclabile che unirebbe Trentino, Lombardia e Veneto e che è già stato approvato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Fonte: Bicipolitana Network

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Con la vitamina D e l’esposizione corretta al sole previeni la piorrea e l’osteoporosi

Con la vitamina D e l’esposizione corretta al sole previeni la piorrea e l’osteoporosi
Un Istituto di ricerca internazionale e la Firmo promuovono una campagna per salvarsi le ossa e prevenire tante malattie croniche degenerative. Con un beneficio anche sulle malattie cardiovascolari e sui tumori.
 
E’ risaputo che la vitamina D è un ormone importante per il nostro organismo e non soltanto per la formazione e mantenimento della consistenza dell’osso, ma anche per la prevenzione di malattie cronico degenerative, del sistema cardiovascolare e dei tumori. Purtroppo è un ormone che agisce grazie all’esposizione al sole e poiché oggi ci proteggiamo dal sole per evitare ustioni e degenerazioni della pelle, la metà della popolazione oggi si trova in carenza di vitamina D. Uno degli aspetti più evidenti di questo deficit è l’osteoporosi che non riguarda soltanto le ossa dello scheletro, ma anche quelle mandibolari. E’ per questo che in occasione del prossimo congresso mondiale dell’osteoporosi che si terrà a Firenze dal 23 al 26 marzo, il network di cliniche odontoiatriche EDN-IMI in collaborazione con la Fondazione italiana sulla ricerca delle malattie dell’osso (FIRMO) lancerà una campagna di promozione che parte dalla Lombardia (già in questo mese di febbraio) per la prevenzione della parodontite (piorrea) e delle patologie dell’osso in genere (osteoporosi), offrendo una visita specialistica odontoiatrica a titolo gratuito e una densitometria ossea al costo di 19 euro. Il network odontoiatrico, infatti, ha scoperto che la condizione di osteopenia (pre-osteoporosi) accomuna frequentemente i pazienti che soffrono di parodontite e che questa è altrettante sovente associata a stati più o meno gravi di carenza di vitamina D.
La vitamina D è un ormone che svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento del tessuto osseo, oltre a favorire una corretta risposta immunitaria dell’organismo. Nella stagione invernale è allora ancora più importante tenere sotto controllo i valori di questa vitamina, poiché la quantità in circolo nel nostro organismo dipende essenzialmente dalla quantità di sole al quale siamo esposti. “La carenza di vitamina D, infatti – spiega Francesco Saverio Martelli, fondatore dell’Istituto di ricerca e formazione Microdentistry (IMI) di Firenze e della rete di cliniche Excellence dental network  (EDN) - può provocare difetti di mineralizzazione ossea con ripercussioni anche a livello delle ossa mascellari, favorendo l’insorgenza della malattia parodontale e accelerandone la sua evoluzione. Lo screening di tutti i pazienti effettuato con la densitometria ossea e la verifica dei livelli plasmatici di vitamina D, mette il dentista in condizione di eseguire una diagnosi precoce di rischio osteopatico anche in pazienti di giovane età, attivando una gestione del problema con molti anni di anticipo. L’integrazione di vitamina D e del calcio, oggi proposta dalla comunità scientifica internazionale, la correzione dietetica e degli stili di vita consentono non soltanto di migliorare i risultati delle prestazioni odontoiatriche, ma di iniziare anche molto precocemente la prevenzione dell’osteoporosi”.
L’osteoporosi ha anche una rilevanza economica che è determinata dal fatto che le fratture ossee sono una delle cause più comuni di disabilità, che maggiormente incidono sui costi sanitari dei paesi occidentali, in particolare nel caso delle fratture di femore. La diagnosi precoce di parodontite permette di ridurre sensibilmente la perdita di denti e, quando associata a quella precoce di rischio osteoporotico, può aiutare a ridurre la possibilità di fratture.
Visto che l’osteoporosi e la parodontite colpisco no indifferentemente uomini e donne vale la pena di approfittare della promozione di IMI-EDN, istituto scientifico internazionale di odontoiatria con studi in tutta Italia. Per informazioni sulla campagna in Lombardia telefonare allo 02.76280498, via Mauro Macchi 38, 20124 Milano.
Edoardo Stucchi

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Festival di Sanremo: la settimana della canzone italiana è un’occasione per cominciare ad allenare il nostro cervello

Festival di Sanremo: la settimana della canzone italiana è un’occasione per cominciare ad allenare il nostro cervello.

La musica è anche uno stimolo importante per tenere in allenamento il cervello. La piattaforma Brainzone dedica una sezione al tema Cervello e Musica, ricca di interessanti contenuti: dalle evidenze sulla relazione musica-cervello- Sclerosi Multipla ai suggerimenti per tenere il cervello attivo e sano passando dalle playlist musicali realizzate per stimolare il cervello.

 Mai come in questi ultimi tempi, grazie alla comodità delle nuove tecnologie, la musica fa da sottofondo alla maggior parte delle nostre giornate. La musica è fonte di divertimento, apprendimento e benessere ma anche un potente e versatile stimolo per il cervello grazie al modo in cui influisce sulle reti cerebrali, stimola i ricordi, ci fa vivere emozioni e spesso ci aiuta nella concentrazione. Ma non solo. Gli studi stimano che l’effetto può essere così intenso che ascoltando i brani amati per più di tre volte alla settimana si possono ridurre i sintomi depressivi negli adulti. Anche per coloro che convivono con la sclerosi multipla (www.aism.it) i benefici si sentono: l’ansia e l’umore sono alleviati e risultano rafforzate le capacità cognitive, la memoria e la coordinazione motoria.

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U Parrinu - La mia storia con Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia

Sabato 18 febbraio ore 21: nella sede di Kayròs lo spettacolo teatrale “U Parrinu”. Ingresso aperto al pubblico.
 

Uno spettacolo teatrale che è testimonianza attiva contro la mafia, nel ricordo di Padre Pino Puglisi: sabato 18 febbraio alle ore 21 nella sede dell’Associazione Kayròs in via XV Martiri 26 a Vimodrone andrà in scena “U Parrinu”, con ingresso aperto al pubblico.
 

La regia e l’interpretazione sono affidate all’attore Christian Di Domenico; il sottotitolo è “La mia storia con Padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia”.

Nel giorno del suo 56° compleanno, il 15 settembre 1993, Don Puglisi fu vittima di un vile attentato nel quartiere Brancaccio di Palermo: nel luogo stesso in cui nacque e fu nominato parroco. E’ il parrinu (prete) protagonista del monologo che Christian Di Domenico ha scritto e rappresentato in numerosi luoghi di tutta Italia.

“Ho avuto il privilegio di presentare il mio spettacolo in anteprima il 22 maggio 2013, a Palermo, sull’altare della Chiesa di San Gaetano nel quartiere Brancaccio; su quello stesso altare su cui don Pino ha officiato messa negli ultimi tre anni della sua vita.
Era da tempo che sentivo l’urgenza, la necessità, di rendere onore alla sua memoria, utilizzando gli strumenti della mia professione. L’occasione della Beatificazione e del ventennale della sua morte (15 settembre 1993-2013) è stata la molla che mi ha fatto muovere il primo passo. L’ho conosciuto grazie a mia madre, che è siciliana, e che l’ha avuto come guida spirituale, confessore, insegnante di religione e, infine, amico, fin dai tempi del collegio. E’ stato lui a sposare i miei genitori. Quando aveva qualche giorno libero, veniva a trascorrerlo con la mia famiglia”, ha commentato l’attore e regista.

La sede di Kayròs ha già ospitato in occasioni precedenti alcune iniziative teatrali e culturali aperte alla cittadinanza; la volontà di Don Claudio Burgio, fondatore e presidente dell’Associazione Kayròs che dal 2000 gestisce la comunità di accoglienza per minori, è quella di proseguire sulla strada degli eventi in grado di coinvolgere il territorio e in particolare la cittadinanza di Vimodrone.

Il sacerdote, che è anche cappellano dell’Istituto penale minorile “Cesare Beccaria” di Milano, sottolinea: “tra le attività che vengono svolte dai nostri ragazzi c’è anche un laboratorio di teatro. Sabato 25 febbraio alle ore 21 saranno loro i protagonisti di uno spettacolo che si svolgerà presso il circolo Acli di Cologno Monzese”.




di Valerio Esposti

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Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

“Be the change: unite for a better internet” è lo slogan del Safer Internet Day 2017 (#SID2017), la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea che, giunta alla sua XIV edizione, quest’anno si celebra domani in contemporanea in oltre 100 Paesi per far riflettere le ragazze e i ragazzi non solo sull’uso consapevole della Rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuna e ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.

In Italia l’evento collegato al #SID2017 si terrà a Roma, presso gli spazi espositivi dell’ex Caserma Guido Reni (in Via Guido Reni), a partire dalle ore 9.30, dove sarà allestita una vera e propria cittadella messa a disposizione di studentesse e studenti per dialogare con istituzioni ed esperti.

In concomitanza con il Safer Internet Day, quest’anno, si terrà la prima Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola dal titolo “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”. Un’iniziativa lanciata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola. Il tema sarà rilanciato domani sera anche nel corso del Festival di Sanremo e durante il dopo Festival.

Presso l’ex Caserma Guido Reni interverranno la Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, assieme a Filomena Albano, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, a Roberto Sgalla, Direttore Centrale della Specialità Polizia di Stato, a Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia di Save The Children, a Ernesto Caffo, Presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus. All’evento parteciperanno anche oltre mille fra studentesse e studenti e i rappresentanti di aziende, associazioni e istituzioni dell’Advisory Board di “Generazioni Connesse”, il consorzio italiano coordinato dal MIUR che si occupa di dare attuazione al Piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola. Sul palco interverranno anche la Senatrice Elena Ferrara, prima firmataria del disegno di legge che punta a contrastare il fenomeno del cyberbullismo di recente approvato dal Senato e ora passato alla Camera dei Deputati, e l’Onorevole Milena Santerini, presidente dell’Alleanza Parlamentare “No Hate” del Consiglio d’Europa.

“Il Miur è impegnato da tempo nella promozione di campagne e azioni educative per la sicurezza in Rete e per un uso consapevole dei nuovi strumenti di comunicazione – ricorda la Ministra Valeria Fedeli -. In questi anni migliaia di docenti, genitori, studentesse e studenti sono stati coinvolti in incontri, dibattiti, momenti di approfondimento. La Rete è uno strumento importantissimo di conoscenza, dobbiamo fornire ai più giovani tutti gli strumenti necessari per utilizzarla con consapevolezza”. “Oggi – prosegue Fedeli – in occasione del Safer Internet Day rilanciamo questo impegno e promuoviamo una campagna nazionale di contrasto al bullismo e al cyberbullismo dal titolo ‘Un Nodo Blu’. Dobbiamo far capire con chiarezza alle ragazze e ai ragazzi la netta differenza che passa fra scherzo, insulto, violenza verbale e umiliazione dei compagni. Dobbiamo ribadire che il rispetto dell’altra e dell’altro, chiunque esso sia, è imprescindibile, che la scuola accoglie, non emargina, né lascia soli. Il nostro impegno – aggiunge la Ministra – non si esaurisce oggi, ma sarà sempre più strutturato. Come prevede anche il ddl per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo recentemente approvato in Senato che mi auguro venga conclusivamente approvato alla Camera e divenga quindi legge dello Stato”.
Tutte le iniziative del #SID2017 si svolgeranno sotto l’egida di Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre Italiano, cofinanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal MIUR, in partenariato con la Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, Save the Children Italia Onlus, SOS Il Telefono Azzurro Onlus, Cooperativa E.D.I., Movimento Difesa del Cittadino, Skuola.net e Agenzia di stampa Dire.
Anche quest’anno al centro della scena ci saranno le ragazze e i ragazzi, in particolare quelli tra i 14 e i 18 anni, la cui vita sui social è stata oggetto di un’indagine sull’hate speech affidata da Generazioni Connesse a Skuola.net e all’Università degli Studi di Firenze. Il 40% degli intervistati dichiara di trascorrere on line più di 5 ore al giorno. Whatsapp si conferma il gigante degli scambi social fra gli adolescenti (80,7%), seguito da Facebook (76,8%) e Instagram (62,1%). Bufale e fake news? Il 14% degli intervistati dichiara di non controllare mai se una notizia sia vera o falsa, un comportamento – sempre secondo la ricerca – che rende le ragazze e i ragazzi “facilmente preda di titoli sensazionalistici e ‘bufale’ che possono fomentare reazioni poco ragionate e forse guidate da sentimenti di rabbia e di odio”. Tre intervistati su 10 (il 29%) hanno messo un “like” ad un post che insultava o criticava aspramente un loro coetaneo; mentre 1 su 10 ha commentato con insulti o criticato “aspramente” un coetaneo sui social network. Quasi 3 ragazzi su 10 (il 28%) di persona non avrebbero usato le stesse parole. Mentre se incontrassero qualcuno che insulta un coetaneo il 14% dei ragazzi non farebbe nulla pensando “non è una cosa che mi riguarda”. E se gli insulti sono rivolti a personaggi famosi? L’11% dei giovani li approva in virtù di una più generale “libertà di esprimere ciò che si pensa”. Il 13% ammette di aver insultato un personaggio famoso on line.

Per restare connessi con il Safer Internet Day italiano domani si potranno seguire i profili Facebook e Twitter di Generazioni Connesse attraverso gli hashtag ufficiali #SID2017, #Saferinternetday e #SICitalia. La campagna ‘Un Nodo Blu’ sarà invece accompagnata all’omonimo hashtag #UnNodoBlu anche sui profili social del Ministero (Miur Social). L’evento potrà essere seguito in diretta streaming, dalle 12 alle 13, su www.generazioniconnesse.it e www.istruzione.it.
Ad animare l’evento presso l’ex Caserma Guido Reni, la presentazione del nuovo spot televisivo contro il bullismo, ideato con la collaborazione delle studentesse e degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “S. Pertini” di Alatri, che sarà in onda proprio sulle reti Rai, Sky, Mediaset, Mtv, Discovery e La7. A lanciarlo, sul palco insieme alla Ministra Fedeli, ci saranno le studentesse e gli studenti protagonisti dello spot.
Tra gli eventi in programma, nello spazio dedicato al dibattito e al confronto, la testimonianza di una studentessa vittima di bullismo, e l’intervento del regista Ivan Cotroneo che, assieme al cast degli attori del film “Un Bacio”, racconterà i primi risultati del tour nelle scuole “Un bacio Experience”. Nel corso dell’intera giornata, presentata dal giornalista Pablo Trincia, conduttore del programma RAI “Mai più bullismo”, si alterneranno momenti di riflessione con le principali associazioni e istituzioni che si occupano di uso sicuro del web, bullismo, cyberbullismo ed hate speech.

#SID2017 sarà l’occasione per il rinnovo del Protocollo di Intesa tra il MIUR e l’Associazione SOS Il Telefono Azzurro Onlus per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo. L’Associazione – d’intesa con la Direzione Generale per lo Studente del MIUR – attiverà anche quest’anno interventi di sensibilizzazione per far acquisire agli alunni la consapevolezza delle problematiche connesse al disagio e favorire lo sviluppo di comportamenti prosociali.
E anche quest’anno torneranno i #SuperErrori del Web, i cartoon protagonisti della campagna nazionale di Generazioni Connesse che raggiungono ogni giorno migliaia di utenti sul web. Sette personaggi, uno per ogni rischio della rete: Chat Woman, L’Incredibile Url, L’Uomo Taggo, La Ragazza Visibile, Silver Selfie, Tempestata e Il Postatore Nero. Fra i servizi gratuiti offerti da Generazioni Connesse anche la Linea di ascolto 1.96.96, Child Helpline (anche via chat) attiva 24/7, gestita da Il Telefono Azzurro e le due linee per segnalare materiale illegale in rete (http://www.azzurro.it/it/clicca-e-segnala di SOS Il Telefono Azzurro Onlus e www.stop-it.it di Save the Children Italia Onlus). Dal 2015 il servizio ha gestito oltre 4.000 casi, di cui 273 aventi problemi o difficoltà connessi all’uso di internet e della rete.

A seguito degli interventi messi in programma dal Piano Nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola e della relativa “Call To Action” per l’anno scolastico 2016/2017, sono stati finanziati progetti per 2 milioni di euro per l’elaborazione di interventi di sensibilizzazione per la promozione di un uso consapevole della rete e la costituzione di una rete nazionale di istituzioni scolastiche per il contrasto del bullismo. La prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, ancora, sarà una delle linee prioritarie delle attività previste dal Piano Nazionale di Formazione dei docenti del MIUR che, a partire da quest’anno scolastico, vedrà il coinvolgimento di circa 16mila docenti.
Tra gli interventi messi in campo dal Piano anche il progetto “Verso una scuola amica”, elaborato di concerto tra il MIUR e l’Unicef. L’iniziativa intende accompagnare le scuole nella realizzazione di attività che promuovano il diritto all’apprendimento di tutti i bambini e ragazzi in linea con le indicazioni emanate dal MIUR in tema di “Cittadinanza e Costituzione”. Il progetto propone attività di prevenzione di forme di esclusione e discriminazione e degli episodi stessi di bullismo attraverso la realizzazione di programmi di educazione e sensibilizzazione sull’utilizzo sicuro di internet.

Attraverso il progetto Safer Internet Centre Italia, inoltre, sono state realizzate diverse attività di formazione, online e in presenza, che hanno interessato circa 200mila studentesse e studenti e 20mila docenti in più di 2.500 scuole nell’anno scolastico 2015-2016. Alla giornata parteciperanno attivamente anche le studentesse e gli studenti che fanno parte dello Youth Panel, il gruppo di consultazione di Generazioni Connesse creato per promuovere la partecipazione attiva dei giovani. I 40 studenti provenienti da tutte le regioni d’Italia saranno impegnati – già dal giorno precedente – in una formazione specifica sui temi del SID e del giornalismo. Le ragazze e i ragazzi, infatti, saranno a propria volta coordinatori dei loro coetanei nelle rispettive scuole, dove sono state costituite delle vere e proprie redazioni che produrranno contribuiti giornalistici che saranno diffusi attraverso i canali di Generazioni Connesse.
Durante la kermesse di domani si potranno visitare gli stand espositivi rivolti alle studentesse e agli studenti, coordinati dai rappresentanti del Consorzio e dell’Advisory Board di Generazioni Connesse, che presenteranno le attività fino ad ora svolte nell’ambito della prevenzione del cyberbullismo e dell’uso sicuro della rete e proporranno attività e laboratori di sensibilizzazione per i più giovani. In quest’area saranno anche presentate le ultime novità in termini di tutela della privacy e uso sicuro di Internet, con particolare attenzione al target studenti e docenti.

Parteciperanno i rappresentanti dei più noti social network, aziende di comunicazione mobile ed Enti pubblici: l’AICA, Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo automatico, illustrerà tra gli altri i progetti “Io clicco sicuro” e le “Olimpiadi italiane di informatica”; la Camera dei Deputati informerà i partecipanti sulla proposta di legge sulla prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo; il CORECOM Lombardia presenterà lo “Sportello Help! Web Reputation Giovani”, volto alla tutela della web reputation e per un uso consapevole e prudente della rete; Facebook sensibilizzerà riguardo gli strumenti e le risorse messi a disposizione dei ragazzi per gestire i propri dati e per fare in modo che possano navigare in totale sicurezza; il Garante per la Protezione dei dati personali parlerà dei progetti avviati dall’Autorità come “La scuola a prova di privacy”, “Social privacy – Come tutelarsi nell’era dei social network” e “Phishing: attenzione ai ‘pescatori’ di dati personali”. Sarà presente, inoltre, Canon Italia con il progetto “Fotografare consapevolmente”, con l’obiettivo di trasmettere alle studentesse e agli studenti le competenze tecniche sulla fotografia e sulle modalità di una condivisone consapevole delle immagini sulla rete. Il MIUR, in collaborazione con Canon, lancerà il concorso rivolto a tutte le alunne e agli studenti delle scuole secondarie di II grado denominato “Vita da Studente – Fotografare e condividere consapevolmente”. L’obiettivo del concorso è di raccogliere storie e prospettive originali, spaccati della vita da studente tra i banchi di scuola o in viaggio con i propri compagni; Google con il progetto “Vivi Internet al Sicuro”, realizzato con la collaborazione di Polizia Postale e delle Comunicazioni, di Altroconsumo e dell’Accademia italiana del codice di internet per sensibilizzare gli italiani all’utilizzo del web in sicurezza; Indigo Film con “Un Bacio Experience”, un progetto che unisce il mondo del cinema e quello della scuola nella lotta contro il bullismo; il Senato della Repubblica con la “Settimana della sicurezza in rete 2017”; Samsung con Let’s App, un nuovo progetto realizzato in collaborazione con il MIUR rivolto a tutte le studentesse e a tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, per avvicinare i ragazzi al mondo delle applicazioni per dispositivi mobili; Sky Italia presenta le attività della Sky Academy per stimolare la creatività e sostenere il talento nelle nuove generazioni; Wind Tre con la postazione del “Quiz Multimediale” sul Safer Internet.

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Prevenzione e diagnosi precoce del cancro

Prevenzione e diagnosi precoce del cancro
Con la Risonanza magnetica si scandaglia tutto il corpo alla ricerca di piccolissimi tumori solidi.


Un esempio all’IEO di Veronesi e una struttura privata a Castelli di Calepio in provincia di Bergamo.

Avete avuto in famiglia casi di tumore con una determinata predisposizione, oppure siete assillati dal dubbio che il cancro possa presentarsi quando è già troppo tardi per curarlo?

Sicuramente uno stile di vita sano, che comprende dieta mediterranea ed esercizio fisico, oltre ai test di screening per la mammella, utero e colon, possono contribuire a tenere lontano lo spettro del cancro. Ma oggi c’è una possibilità in più.

Un esame diagnostico chiamato Diffusion Whole Bodi (DWB) permette di scrutare l’intero corpo, senza utilizzare raggi o mezzi di contrasto, quindi in piena sicurezza e riuscire a scoprire la maggior parte dei tumori solidi non percepiti con gli screening tradizionali. Si tratta di una più recente evoluzione della Risonanza magnetica (RM) total body, grazie alla quale è possibile effettuare scansioni dell’intero corpo e identificare lesioni fino a 3-4 millimetri di diametro in immagini tridimensionali e assiali ad alta risoluzione.

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Varata la legge regionale contro bullismo e cyberbullismo

Il nuovo strumento prevedrà percorsi di assistenza alle vittime ed alle loro famiglie, oltre a campagne di sensibilizzazione ed iniziative culturali che partiranno dalle scuole.

Stanziati 300mila euro per il 2017

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato in via ufficiale la legge che disciplina gli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, con voto favorevole a larga maggioranza. Solo il M5S non ha partecipato al voto e si è registrata l’astensione di Maria Teresa Baldini (Gruppo Misto-Fuxia People).
Attraverso il nuovo strumento normativo, il Pirellone intende programmare e finanziare dei veri e propri percorsi di assistenza alle vittime di questi odiosi fenomeni, con l'ausilio di psicologi e con il supporto di associazioni e istituzioni attive sul territorio. La legge, che potrà avvalersi dello stanziamento di 300mila euro per il 2017, prevede inoltre l'avvio di campagne di sensibilizzazione e di informazione, nonché la promozione di iniziative culturali sui temi della legalità e del rispetto reciproco, a partire dalle scuole.

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Due farmaci per la prevenzione del diabete: attività fisica e alimentazione

Due farmaci per la prevenzione del diabete: attività fisica e alimentazione

Dal Winter Village di Milano, il campo base della salute ideato da “Onda” per farci conoscere come stare bene, come fare prevenzione e combattere l’epidemia “dolce”, la ricetta antiglicemia. Prevenzione, buone abitudini, stili di vita sani e corretto uso dei farmaci: sono i protagonisti del Winter Village, il campo base della salute allestito a Milano nei giorni scorsi dall’Associazione Onda.

“Il progetto è nato da quanto emerso da una recente indagine ‐ spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda ‐ secondo cui la salute rimane scopo primario nella vita degli italiani, in particolare delle donne che hanno un’aspettativa di vita più lunga degli uomini (85 anni contro 80,3), consumano più farmaci, sono tendenzialmente sedentarie (44% non pratica attività fisica con regolarità) e nel 28,2% dei casi sono in sovrappeso.
Malattie un tempo ritenute prevalentemente maschili (cardiovascolare, tumore al polmone e obesità) sono ora tra le principali cause di mortalità per le donne.

Onda, da sempre impegnata nel promuovere la salute della donna e della famiglia, offre quindi la possibilità alla cittadinanza di avere consulti medici gratuiti e di immergersi in un percorso nel mondo della salute

Il diabete – Tema dominante della dimostrazione, la nutrizione, elemento legato al metabolismo dei cibi e importante per la salute delle cellule del nostro organismo e degli organi.
E’ dal metabolismo, infatti, che originano patologie come il diabete, malattia, come ha spiegato la dottoressa Nicoletta Musacchio, presidente dell’Associazione medici diabetologi (AMD), che è una condizione di rischio per tutte le malattie dell’organismo legate al metabolismo, quindi, infarto, ictus, nefropatie e amputazioni.

“Rispetto al passato – ha detto l’esperta – bisogna voltare pagina, perché la patologia è silente, non dà dolore e quando compare è irreversibile.

Per questo occorre consapevolezza e maggior controllo. Già 3,6 milioni di italiani sono diabetici, ma almeno 1,2 milioni non sanno di esserlo e tra vent’anni raggiungeremo il cumulo di 6 milioni di malati se non cambieremo tendenza”. Con due farmaci importantissimi, secondo la dottoressa Musacchio, accessibili a tutti, l’attività fisica e l’alimentazione, abbiamo a disposizione due strumenti capaci di tenere lontana la malattia. Non voglio demonizzare nessuno, né tantomeno i cibi e la nostra alimentazione, ma occorre che i cittadini diano un segnale di ciò che preferiscono mangiare, perché i centri commerciali sono attenti ai cambiamenti e stanno esponendo prodotti positivi per la nostra salute”. Le fa eco la dottoressa Annalisa Giancaterini, degli ICP di Milano, dicendo che il diabete ha una latenza di 10 anni e che qualcosa dobbiamo fare per non cadere nella trappola dell’epidemia. Basta osservare noi stessi: se siamo in sovrappeso, se abbiano un familiare diabetici, se siamo ipertesi e se siamo sedentari.

Osservare il nostro piatto a tavola, se ha troppi carboidrati, poca fibre e poca frutta. Se avete una di queste condizioni rivolgetevi al medico di base, che vi proporrà una soluzione. Intanto sappiate che se diminuite del 10% i vostro peso, si riduce del 60% il rischio di ammalarsi di diabete; se dimezzate i farinacei a tavola, riducete il rischio di un altro 30% e se fate attività fisica guadagnate un altro 15%. E ricordatevi che 3 cioccolatini si smaltiscono in 30 minuti di ginnastica, una pizza margherita ci vogliono due ore.

I danni - “Il glucosio, quindi, è alla base della nostra salute – ha detto la dottoressa Patrizia Ruggeri, presidente di AMD Lombardia e diabetologa all’ospedale di Cremona – perché se in eccesso danneggia cuore, cervello, occhi, retina, reni, arti inferiori e l’apparato neurologico. Oggi abbiamo buoni farmaci, ma occorre non abbassare la guardia perché c’è una inversione di tendenza. Finora ai nostri ambulatori arrivavano adulti con diabete, oggi arrivano i giovani. Si sta preparando una nuova generazione di malati”. Ma non tutti si ammalato di diabete. E’ vero, perché ciascuno nasce con un diverso patrimonio genetico, una sorta di chiave che apre la porta dell’insulina. Se la chiave lavora male, si rischia il diabete, se la chiave è giusta, la correzione glucosio-insulina sarà perfetta e non ci si ammalerà: ma attenzione - precisa la dottoressa Musacchio – perché anche coloro che si sentono protetti geneticamente, se diventano sedentari, obesi e si ammalano di sindrome metabolica, la chiave può non funzionare bene, la protezione genetica svanisce e si apre la porta al diabete. Ma allora cosa fare? Limitare tutti quei prodotti che sono zucchero o che si trasformano in zucchero, alimento indispensabile del cervello. Quindi meno pane e meno pasta, ma di qualità e meno raffinata, quindi più integrale. La frutta è dolce ma fa bene perché contiene acqua e fibre, l’arancia meglio mangiarla a spicchi che spremuta. Poi, più verdura e legumi secondo un ragionevole equilibrio. Per saperne visitate il sito www.wintervillage.it e la pagina facebook @ondawintervillage. Edoardo Strucchi

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