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Coronavirus al Nord, contagio accelerato dallo smog

Uno studio incrocia dati Arpa e casi Covid: c’é un legame tra lo sforamento dei limiti di Pm10 e la corsa del morbo nella Pianura Padana

Roma, 19 marzo 2020 - Polveri sottili come un’autostrada per il Coronavirus. C’è un legame tra altissima diffusione/maggiore mortalità del Coronavirus in Pianura Padana e gli alti livelli di poveri sottili che storicamente si registrano nel bacino padano. E questo potrebbe spiegare il differenziale di gravità dell’epidemia rispetto ad altri Paese europei. A dirlo è uno studio firmato dal Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e da altri 11 ricercatori delle università di Bologna (2), Bari (5), di Milano e di Trieste.

"Vi è una solida letteratura scientifica – spiega Sima – che correla l’incidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico (PM10 e PM2,5), che costituisce un efficace vettore per il trasporto, la diffusione e la proliferazione delle infezioni virali". "È noto – si spiega – che il particolato atmosferico funziona da carrier, ovvero da vettore di trasporto, per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. I virus si attaccano (con un processo di coagulazione) al particolato atmosferico, costituito da particelle in grado di rimanere in atmosfera anche per ore, giorni o settimane, e che possono diffondere ed essere trasportate anche per lunghe distanze. Il particolato atmosferico costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni".

I ricercatori hanno incrociato i dati della concentrazione di polveri sottili forniti dalle agenzie regionali per l’ambiente (Arpa) con quelli della diffusione del virus. E la correlazione sembra chiara. "Si evidenzia una relazione lineare – è scritto nello studio – tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10 Febbraio-29 Febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 . "La relazione tra i casi di COVID-19 e PM10 – è scritto – suggerisce un’interessante riflessione sul fatto che la concentrazione dei maggiori focolai si è registrata proprio in Pianura Padana mentre minori casi di infezione si sono registrati in altre zone d’Italia". "Le curve di espansione dell’infezione – si sottolinea – presentano andamenti perfettamente compatibili coi modelli epidemici per le regioni del Sud Italia mentre mostrano accelerazioni anomale proprio per quelle ubicate in Pianura Padana in cui i focolai risultano particolarmente virulenti e lasciano ipotizzare a una diffusione mediata da carrier ovvero da un veicolante".

E infatti, "le fasi in cui si evidenziano questi effetti di impulso ovvero di boost sono concomitanti con la presenza di elevate concentrazioni di particolato". "Tali analisi – è la conclusione – sembrano quindi dimostrare che, in relazione al periodo 10-29 Febbraio, concentrazioni elevate superiori al limite di PM10 in alcune province del Nord Italia possano aver esercitato un’azione di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia". Ecco perché da noi ci sono più positivi e più morti.


fonte: Quotidiano.Net -19 marzo 2020 09:23

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I problemi italiani che il coronavirus ha messo in luce

I problemi italiani che il coronavirus ha messo in luce (e che rimarranno a epidemia finita)


Sovraffollamento delle carceri, digital divide, sottofinanziamento della sanità, smart working. Non è facile immaginare il futuro durante una pandemia, ma alcune lezioni sono già lì per essere imparate

Immaginare il futuro in un contesto emergenziale come quello generato da una pandemia è un esercizio delicato e per certi versi fine a sé stesso, data la quantità di variabili sul tavolo e i tanti margini di incertezza ancora presenti nella nostra conoscenza del fenomeno. Ma è parte di un processo necessario, per ricordare a noi stessi che questo momento finirà e che ad aspettarci, lì fuori, ci sarà lo stesso mondo di sempre. Con i problemi di sempre, solo un po’ più evidenti.

Perché la crisi sanitaria in corso ha messo a nudo una serie di problemi strutturali troppo a lungo ignorati dal nostro paese, come il sovraffollamento delle carceri, tema che in queste ore si è riversato con violenza nella stretta attualità. Da tempo il Garante nazionale descrive un quadro di piena emergenza – con istituti non all’altezza di ospitare l’alto numero di persone recluse e suicidi ormai all’ordine del giorno – eppure le recenti rivolte sembrano aver colto di sorpresa un po’ tutti. A partire dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che riferendo in aula ha parlato di “atti criminali”, tralasciando le cause profonde di disagio che hanno portato alle proteste in 27 penitenziari di tutta Italia. Cause che resteranno tali, anche quando la paura del virus sarà debellata.

Un approccio finalizzato a gestire la contingenza, privo di qualunque visione di medio o lungo termine. Lo stesso approccio che da anni paralizza la nostra agenda digitale, messa in questi giorni a dura prova dalla sperimentazione di attività didattiche a distanza più o meno improvvisate, e rivolte a una popolazione spesso sprovvista dei mezzi per fruirne. Il problema non riguarda solo l’accesso alla banda larga, ma risiede nella disponibilità stessa di strumenti e conoscenze informatiche di base – un divario digitale che in alcuni casi ha portato gli studenti a creare gruppi d’ascolto, rendendo così vane le ordinanze di contenimento.

La scarsa digitalizzazione si ripercuote anche sullo smart working, utilizzato da appena 570mila impiegati lo scorso anno e visto ancora con diffidenza da molti datori di lavoro, e sui servizi della pubblica amministrazione, con le conseguenti file agli sportelli postali. Decisamente non uno scenario ideale, per il paese che fino a una settimana fa discuteva ancora di voto elettronico.

Le misure messe in atto per contenere il coronavirus, come per magia, hanno avuto l’effetto di rendere reali problemi fino a ieri relegati al rango di astratti residui ideologici. Come il sottofinanziamento di un sistema sanitario stressato dall’alto numero di pazienti in terapia intensiva e tenuto in piedi dalle donne e dagli uomini che lavorano nei nostri ospedali. O la necessità di uno stato sociale forte, che possa farsi carico di senzatetto e persone indigenti, anche con le mense Caritas chiuse.

Sembra incredibile, ma il paese che da anni parla di sicurezza ha appena scoperto che l’unica protezione di cui aveva bisogno era quella sociale. Non esistono aspetti positivi di un male che ha già tolto la vita a mille persone, ma esistono lezioni. E questa ha tutto l’aspetto di una lezione da tenere a mente.

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Vitamina C per il sistema immunitario: serve anche per il caso Covid-19?



L’importanza della Vitamina C per il sistema immunitario: serve anche per il caso Covid-19?
 

Gli esperti non sono concordi sull’efficacia della vitamina C nella lotta al virus, sebbene negarne la funzione significherebbe ignorare buona parte della letteratura scientifica in merito. Il consiglio è sempre e comunque quello di agire secondo coscienza o seguendo i consigli del proprio medico.

Tra le notizie apparse in chat e che hanno fatto il giro del mondo c’è anche quella di un possibile coinvolgimento della vitamina C nel curare e prevenire l’infezione da Coronavirus. E’ falso, si sono affrettati a dire esperti del mondo scientifico. Ma intanto le farmacie sono state prese d’assalto e gli scaffali con la vitamina C si sono svuotati. Ma che cosa c’è di vero in questa “news” che viene ritenuta falsa? Vediamo con l’aiuto di alcuni esperti che adottano la vitamina C e ne promuovono l’utilizzo che cosa c’è alla base di queste dichiarazioni.

Il decreto - L’arma primaria contro il Coronavirus è sicuramente evitarne la diffusione e mettere in pratica le regole suggerite dalla comunità scientifica internazionale e fatte proprie dai governi, come lavarsi le mani, non abbracciarsi, tossire e starnutire in fazzoletti o nella piega del gomito, ma soprattutto attuare l’isolamento generale, stando in casa per evitare il più possibile i contagi. Ma la gente si domanda cosa si può fare per prevenire l’esplosione del coronavirus nel proprio corpo. Sicuramente un sistema immunitario equilibrato potrebbe mettere alla porta Covid 19, come succede anche per altri virus. Perché milioni di persone si ammalano a causa dei virus e altri no? Perché si ammalano più facilmente gli anziani già colpiti da altre malattie croniche rispetto ai giovani adulti e perché i bambini appaiono più forti di fronte ai virus? La risposta non è semplice, ma è evidente che il sistema immunitario, se compromesso come accade negli anziani, favorisce l’attecchimento del virus. E allora come possiamo supportare il nostro sistema immunitario? Come e quali sono le sostanze che possono rafforzarlo? Secondo alcuni medici c’è una parola che tutti conosciamo, vitamina, seguita da una lettera dell’alfabeto, la C, che potrebbe rivelarsi l’arma incredibile nella lotta al virus Covid 19.

Animali immuni - Ce lo spiega nel suo blog il dottor Gino Franco Caletti che ha deciso di illustrare cosa si possa fare per proteggersi dal coronavirus, sulla base degli effetti protettivi della vitamina C descritti dal dr. Andrew Saul e in base alle indicazioni del dottor Bill Sardi, esperto di vitamine, nel cui sito si trova un articolo che riguarda il mondo animale. Così spiega il blog del dottor Caletti: "Mentre gli esseri umani in tutto il mondo si chiedono se la specie umana stia per subire un massiccio abbattimento da parte di un coronavirus inarrestabile e recentemente mutato contro il quale nessuno ha anticorpi (tranne gli individui che sono già stati infettati), un fatto sorprendente è che gli animali, selvaggi o domestici che siano (roditori, pollame, cani, gatti, maiali) ospitano abitualmente questo coronavirus respiratorio ma non sviluppano polmonite né soccombono ad altre infezioni... Esistono prove scientifiche che i mammiferi selvatici mostrano immunità da coronavirus e da virus in generale perché la maggior parte degli animali produce Vitamina C".

L’integrazione - Poiché i nostri corpi non producono Vitamina C per un deficit enzimatico, ci si deve affidare al cibo che non è mai sufficiente per raggiungere nemmeno la dose consigliata dall’OMS, e quindi si vede necessaria l’integrazione con supplementi di qualità. Sostiene infatti il Dr. Caletti che “l’OMS e gran parte della comunità medica considerano l’Acido ascorbico una mera vitamina da dosare a livelli infinitesimali, necessaria dunque a solo scongiurare l’apparizione dello scorbuto. In realtà la Vitamina C è molto altro, è un bene prezioso che dovrebbe essere utilizzato a scopo terapeutico in mega dosi, ovvero in decine di grammi e nei casi gravi attraverso infusione endovenosa. Il Dott. Klenner negli anni ‘40 guarì 60 casi di poliomelite, ancora oggi ritenuta malattia incurabile, attraverso infusione endovenosa di Vitamina C appunto, ma pare che si voglia ignorare le prove di chi la ha utilizzata, scegliendo di seguire il pensiero di chi preventivamente ne preclude la possibilità di utilizzo in tal senso, senza mai averne sperimentato l’utilizzo e la conseguente efficacia. I casi della storia che provano la funzione terapeutica sono casi in cui i medici, comprovata l’inesorabile morte imminente del paziente, hanno ceduto alle richieste di un ultimo tentativo attraverso infusione endovena di Vitamina C, capovolgendo le sorti del malato moribondo sotto gli occhi increduli degli esperti. Ma a volte la luce crea dolore agli occhi rimasti a lungo nel buio e quindi si preferisce richiuderli”.

La qualità - A questo punto quindi, se la differenza è data dalla dose, è certamente necessario utilizzare una Vitamina C di qualità elevata, assorbibile completamente. “Per ottenere un vero effetto terapeutico – dice il dottor Caletti -, visto che l’assunzione di alimenti che contengono Vitamina C non è sufficiente e oltretutto la grande quantità di zucchero in essi contenuto (frutta), incidendo sulla glicemia, ne vanificherebbe il potenziale effetto terapeutico-preventivo, bisogna optare per un prodotto di alta qualità e alta biodisponibilità, altrimenti la maggior parte dell'acido ascorbico passerà semplicemente attraverso il corpo senza essere assorbito, dando la famosa diarrea da Vitamina C (questo è il caso della stragrande maggioranza dei prodotti a base di Vitamina C ed è il motivo per cui molti non ottengono i benefici delle vitamine che assumono)”. E’ bene, quindi, che ciascuno si affidi al proprio medico per avere le opportune indicazioni. La vitamina C è un elemento molto importante per la funzionalità degli organi e forse presto la scienza medica si accorgerà degli effetti negativi della carenza di vitamina C, così come è accaduto con la vitamina D, oggi dispensata anche al Servizio sanitario pubblico.

Edoardo Stucchi



 


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Milano - Una città che non pensavi di vedere così

Milano Marzo 2020

Milano - Marzo 2020
Come appare la città di Milano- Foto scattate a Milano da Piazza Duomo alla Stazione Centrale

Servizio Fotografico di Lugi Sarzi Amadè




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I 14 sindaci dei Comuni del Sud Est Milano ai cittadini






I Sindaci dei 14 Comuni del Sud Est Milano, in questi giorni di sofferenza, lanciano un messaggio corale ai cittadini per spronare tutti a collaborare uniti con l’obiettivo di contenere e superare l’Emergenza del Coronavirus.

Questo il testo della lettera sottoscritta dai primi cittadini di Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, Mediglia, Melegnano, Pantigliate, Paullo, Peschiera Borromeo, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, San Zenone al Lambro, Tribiano e Vizzolo Predabissi:

Carissimi Concittadini, gentili Concittadine,

in questo frangente storico, che ci pone di fronte a giorni complicati e situazioni sconosciute, noi Sindaci dei 14 Comuni del Sudest Milano sentiamo il bisogno di condividere con voi i nostri sentimenti e le nostre riflessioni.

Se è vero che a noi Amministratori spetta il compito di fornirvi regole e raccomandazioni suffragate dalla scienza, è altrettanto vero che l’onere più gravoso spetta a voi, chiamati in questi giorni a mettere in discussione abitudini consolidate per cercare di superare tutti insieme queste settimane drammatiche.

In questo momento dobbiamo prenderci cura delle persone maggiormente esposte. Dobbiamo farlo adottando le misure igienico-sanitarie diramate dal Ministero della Salute. Ma possiamo farlo anche offrendo un aiuto agli anziani e alle persone con problemi di salute, svolgendo per loro commissioni e piccole pratiche, affinché non siano obbligati a correre rischi inutili uscendo di casa.

Evitiamo luoghi affollati, teniamo le mani pulite, evitando anche le strette di mano e gli abbracci nei saluti, manteniamo un livello igienico attento e rispettoso verso noi stessi e verso gli altri.

Comprendiamo la difficoltà delle famiglie che devono gestire bambini e ragazzi costretti a casa dalla sospensione delle lezioni scolastiche. Si tratta di un provvedimento drastico, ma necessario per preservare la salute delle nuove generazioni.

Esprimiamo un doveroso ringraziamento alle Istituzioni Sanitarie del nostro territorio che, chiamate ad affrontare una sfida impari, stanno dimostrando grande professionalità e dedizione. Un grazie ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori, donne e uomini che stanno seguendo i nostri cari con spirito di abnegazione e tenacia.

Un grazie e un attestato di vicinanza a quanti, a causa degli accadimenti di questi giorni, stanno subendo un grave danno economico: i commercianti, i gestori di locali e le associazioni sportive. Adesso è il momento di affrontare l’emergenza, ma superata questa fase, vi garantiamo che saremo al vostro fianco per aiutarvi a ripartire.

Un periodo così intenso e pieno di adempimenti, spesso frenetici, ha sovraccaricato i dipendenti di tutti i nostri Comuni: dobbiamo render loro merito della disponibilità e della collaborazione offerte nel momento in cui la Comunità ha più bisogno di loro. Con altrettanta gratitudine ci rivolgiamo alle Istituzioni sovracomunali, alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile e a tutte le Associazioni di Volontariato che stanno sostenendo le nostre Comunità, in particolare i soggetti più deboli e fragili.

Supereremo anche questa prova: la solidarietà e la capacità di mantenerci uniti e di lavorare per un obiettivo comune sono il patrimonio delle nostre Comunità da cui far ripartire il Sudest Milano.

Questi sono i valori che ci contraddistinguono come donne e uomini di buona volontà: valori che ci porteranno, superata la circostanza critica, a uscirne migliori come persone e più forti come Comunità.

I Sindaci dell’Area Omogenea SudEst Milano

 

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La leggenda del Colibrì



L’Elefante procedeva tranquillo al suo passo: tra poco sarebbe arrivato al Grande Lago e avrebbe potuto finalmente ristorarsi, immergendosi nelle acque fresche.

Il sole bruciava e l’aria era ferma. 

Il silenzio venne rotto da un rumore di fondo: sordo, crescente.

L’Elefante si fermò e lentamente si girò in direzione del rumore. Si vedeva polvere. E una nuvola di fumo che saliva al cielo. Poi, all’improvviso, comparve nitida la colonna di animali. Gazzelle, leoni, tigri, pantere, zebre, giraffe. E poi babbuini, iene, sciacalli. Tutti. Correvano. Anzi, fuggivano.

L’Elefante, sorpreso, alzò la proboscide come per fermare la giraffa che stava arrivando al galoppo.

«Che sta succedendo?», chiese.

La giraffa era spaventata. Rallentò senza fermarsi. «Il fuoco, il fuoco…», ripeteva.

Era scoppiato l’incendio nel bosco.

L’Elefante riprese il cammino, accelerando l’andatura. Poi, anche lui contagiato dagli altri che lo sorpassavano di corsa, li imitò, mettendosi a trotterellare, nonostante le rive del Grande Lago, ormai, si stagliassero nette a pochi metri. Lì, tutti gli animali, sarebbero stati in salvo.

Ma stavolta la vista del Grande Lago era diversa dal solito. C’era tutto un via-vai di uccelli. Arrivavano in volo, scendevano dolcemente, sfioravano l’acqua e poi si rialzavano e riprendevano il volo.

L’Elefante non capiva.

Ne vedeva stormi continui sopra di lui: venivano dal bosco e si dirigevano al lago. Poi altri stormi: venivano dal lago e ritornavano al bosco. Erano uccelli grandi e piccoli, di ogni forma e colore, e sembravano indaffaratissimi. Non smettevano di volare avanti e indietro.

L’Elefante, intanto, era giunto sulla riva del Grande Lago. Con la proboscide stava aspirando dell’acqua da buttarsi addosso.
In quel momento, vicino a lui, notò un Colibrì: aveva completato il suo ennesimo volo e stava riprendendo fiato per ripartire.

«Mi spieghi cosa sono tutti questi voli avanti e indietro in direzione del bosco?».

«Non lo sai? C’è il fuoco, laggiù».

«Infatti. Per questo tutti gli animali sono fuggiti».

«Già, le fiamme si stanno mangiando le piante. Bisogna fermarle…».

«Certo. E voi uccelli cosa c’entrate?».

«Non vedi? Prendiamo in bocca l’acqua del lago e la portiamo nel bosco: la buttiamo sulle fiamme».

L’Elefante credette di non aver capito.

«Prendete in bocca l’acqua dal lago e la portate nel bosco?».

«Già».

«Anche tu?».

Il Colibrì alzò le piume, tutto orgoglioso, e sembrò che i suoi colori diventassero ancora più lucenti: «Anch’io, certo. Sono un uccello come gli altri, non vedi?».

L’Elefante non seppe resistere: «Ma come puoi pensare di farcela, tu così piccolo, a spegnere un incendio…?».

Il colibrì si rizzò, impettito: «Non sono solo, siamo in tanti. Lo vedi, ci sono uccelli di ogni forma, con becchi grandi e piccoli».

«Ma non ci riuscirete mai…».

Il Colibrì mise fine alle chiacchiere. Il tempo era prezioso: era in ritardo e sapeva di dover riprendere il suo lavoro. Prima di spiccare il volo per raccogliere l’acqua dal lago nel suo piccolo becco, salutò l’elefante.

«Forse hai ragione, Grande Elefante. L’incendio si sta allargando e le piante che stanno bruciando aumentano…»

L’Elefante insistette: «E allora è tutto inutile»

Il Colibrì aprì le ali: «Può darsi. Ma bisogna che qualcuno salvi gli alberi ancora in vita. Se anche non ce la faremo, io e gli altri uccelli intanto ci avremo provato».

—-
Massimo Ferrario, riscrittura originale di un racconto antico, di autore anonimo, riportato in parecchi libri.


Redazione  N > O > I - Staff


 

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CS: PD Lombardia; CON RIDUZIONE DELLE CORSE TRENORD MAGGIORI RISCHI PER I CITTADINI

CORONAVIRUS, ROGGIANI: "CON RIDUZIONE DELLE CORSE TRENORD MAGGIORI RISCHI PER I CITTADINI"

MILANO - "Ecco cosa succede se Trenord riduce le corse - lo scrive su Facebook la segretaria metropolitana del PD Silvia Roggiani postando la foto (in allegato) di una pendolare sulla linea S4 Camnago Lentate Cadorna -.  Impossibile mantenere la distanza di un metro, raccomandata per scongiurare la diffusione del coronavirus

Meno treni vuol dire più affollamento su quelli che circolano e quindi aumento delle possibilità di contagio del virus. I pendolari di Trenord sono purtroppo abituati a viaggiare su treni - quando non soppressi e in ritardo - stracolmi, ma in questo caso parliamo di salute.


Il Gruppo PD Lombardia ha già approvato una mozione per chiedere a Regione di ripristinare il servizio ferroviario.
La Lega si occupi della sicurezza dei suoi cittadini, non può continuare a voltarsi dall'altra parte" - conclude la segretaria dem Roggiani.

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Antonella Tauro

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BIT 2020 per una vacanza consapevole

BIT 2020 per una vacanza consapevole

Ingresso per il pubblico domenica 9 febbraio a Fieramilanocity. Milano capitale del turismo emergente, ma l’Italia scende dal podio del ranking europeo dopo Spagna, Francia e Germania.

Dal 9 al 11 febbraio 2020 torna a Milano BIT – la Borsa Internazionale del Turismo, storica manifestazione organizzata da Fiera Milano che dal 1980 porta nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo. Come nel 2019 si terrà a Fieramilanocity, nel centro di Milano (clicca qui per vedere come raggiungerci). Confermata anche la nuova formula che vede la prima giornata, domenica 9 febbraio, aperta a tutti e le giornate dell’10 e del 11 febbraio riservate ai professionisti del settore.

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Sciare a Pila , in Valle d’Aosta, a scopo umanitario e sociale


 
Per l’ottava edizione di I Light Pila, sabato 8 febbraio 2020, solidarietà e divertimento richiamano gli amanti della montagna per la fiaccolata “a luce rosa” aperta a tutti, per sostenere la lotta ai tumori del seno della Komen Italia. Quest’anno la festa sarà animata da Radio DEEJAY con la conduzione di Nicola Vitiello e Dj Maurino in consolle. Ospite speciale: l’attore e modello svedese Daniel Nilsson.

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Per la maculopatia senile cure a ostacoli



Per la maculopatia senile cure a ostacoli

 

Ancora un mese di prevenzione della maculopatia senile, per diagnosticarla precocemente e avviare così le cure più adatte. Ma le normative amministrative degli ospedali e le regole dettate dalla regione Lombardia non favoriscono l’accesso ai farmaci più evoluti perché costano troppo. A fronte di un esiguo rimborso regionale agli ospedali, i medici sono costretti a proporre al paziente un farmaco non registrato per la maculopatia e non completamente efficace come gli altri. Diversi trattamenti in altre regioni.

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