Se sei un utente della vecchia RecSando il tuo nome utente è nomecognome in minuscolo senza spazi (es. se ti chiami Mario Rossi il tuo nome utente è mariorossi). La password è la medesima di prima.

Accedi come Utente



Domenica 4 ottobre 2020 sarà ricordato il sacrificio di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana stuprata e gettata ancora viva in una Foiba dai partigiani di Tito.

Si svolgerà domenica 4 ottobre 2020, alle ore 11.00 , in via Einstein 6, nella città di Milano, “Una rosa per Norma Cossetto”, la manifestazione promossa in tutta Italia dal Comitato 10 Febbraio e giunta alla seconda edizione, che intende onorare la memoria della giovane studentessa istriana, seviziata e uccisa nel 1943 dai partigiani di Tito.
Per l’evento è stato invitato a presenziare il Sindaco, l’Assessore alla Cultura, i Consiglieri Comunali, le associazioni locali, e l’intera cittadinanza.

«Invitiamo tutti a partecipare alla cerimonia – dichiarano gli organizzatori del Comitato 10 Febbraio – con la quale vogliamo ricordare il sacrificio di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana che nel 1943 venne sequestrata, seviziata, violentata e gettata ancora viva in una foiba dai partigiani di Tito.
Deporremo un fiore e racconteremo ai partecipanti la vita e l’eroica fine di questa “Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”. Abbiamo invitato il Sindaco e l’intera Amministrazione Comunale a presenziare a una manifestazione che auspichiamo sia condivisa da tutti, andando oltre gli schieramenti partitici».

La manifestazione, che l’anno scorso ha visto la partecipazione di oltre 130 città italiane e straniere, quest’anno assume una maggiore rilevanza in quando si celebra il Centenario della nascita di Norma Cossetto.

Comitato 10 Febbraio di Milano
Log in to comment

Inviato: 12/10/2020 13:14 da Diego Di Monte #4682
Avatar di Diego Di Monte
Come non essere d'accordo con le parole del Presidente Mattarella?

Quei nostri territori orientali, bellissimi e sfortunati, già duramente colpiti dalle tragedie della Prima Guerra Mondiale, conobbero dapprima il giogo e la brutalità del fascismo, poi l'occupazione nazista e infine le rappresaglie e le uccisioni comuniste.

Le parole di Mattarella, complete delle parti non citate, condannano con fermezza tutte quelle violenze:
"La zona al confine orientale dell’Italia, già martoriata dai durissimi combattimenti della Prima Guerra mondiale, assoggettata alla brutalità del fascismo contro le minoranze slave e alla feroce occupazione tedesca, divenne, su iniziativa dei comunisti jugoslavi, un nuovo teatro di violenze, uccisioni, rappresaglie, vendette contro gli italiani, lì da sempre residenti."

Invito anzi a leggere il discorso nella sua interezza, completo delle parti omesse sul fascismo:
www.quirinale.it/elementi/22297

La nostra solidarietà deve giustamente andare ai popoli, come quello cinese, che ancora sperimentano l'oppressione di una ideologia totalitaria: il comunismo. La nostra memoria ci deve spingere a contrastare, sul nostro territorio, il riemergere dell'ideologia totalitaria sperimentata dai nostri genitori: il fascismo.
Inviato: 10/10/2020 13:45 da Pietro Balboni #4681
Avatar di Pietro Balboni
Ancora oggi vi sono persone che negano la tragedia delle foibe o danno la colpa al fascismo : una sintesi della storia è stata fatta dal nostro Presidente Mattarella in occasione della Giornata del Ricordo, vi sono parole chiare sulla responsabilità dei comunisti e dei partigiani. Riporto alcuni spunti " ...... Un destino crudele per gli italiani dell’Istria, della Dalmazia, della Venezia Giulia, attestato dalla presenza, contemporanea, nello stesso territorio, di due simboli dell’orrore: la Risiera di San Sabba e le Foibe.
La zona al confine orientale dell’Italia divenne, ......su iniziativa dei comunisti jugoslavi, un nuovo teatro di violenze, uccisioni, rappresaglie, vendette contro gli italiani, lì da sempre residenti. Non si trattò – come qualche storico negazionista o riduzionista ha voluto insinuare – di una ritorsione contro i torti del fascismo. Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni.
Tanti innocenti, colpevoli solo di essere italiani e di essere visti come un ostacolo al disegno di conquista territoriale e di egemonia rivoluzionaria del comunismo titoista. Impiegati, militari, sacerdoti, donne, insegnanti, partigiani, antifascisti, persino militanti comunisti conclusero tragicamente la loro esistenza nei durissimi campi di detenzione, uccisi in esecuzioni sommarie o addirittura gettati, vivi o morti, nelle profondità delle foibe. Il catalogo degli orrori del ‘900 si arricchiva così del termine, spaventoso, di “infoibato”.
La tragedia delle popolazioni italiane non si esaurì in quei barbari eccidi, concentratisi, con eccezionale virulenza, nell’autunno del 1943 e nella primavera del 1945.
....Mentre il Nord Italia era governato dalla Repubblica di Salò, i territori a est di Trieste erano stati formalmente annessi al Reich tedesco e, successivamente, vennero direttamente occupati dai partigiani delle formazioni comuniste jugoslave.
Ma le mire territoriali di queste si estendevano anche su Trieste e Gorizia. Un progetto di annessione rispetto al quale gli Alleati mostravano una certa condiscendenza e che, per fortuna, venne sventato dall’impegno dei governi italiani. .......Certo, non tutto andò secondo gli auspici e quanto richiesto e desiderato. Molti italiani rimasero oltre la cortina di ferro. L’aggressività del nuovo regime comunista li costrinse, con il terrore e la persecuzione, ad abbandonare le proprie case, le proprie aziende, le proprie terre. Chi resisteva, chi si opponeva, chi non si integrava nel nuovo ordine totalitario spariva, inghiottito nel nulla. Essere italiano, difendere le proprie tradizioni, la propria cultura, la propria religione, la propria lingua era motivo di sospetto e di persecuzione.......Paesi e città si spopolavano dalla secolare presenza italiana, sparivano lingua, dialetti e cultura millenaria, venivano smantellate reti familiari, sociali ed economiche. Il braccio violento del regime comunista si abbatteva furiosamente cancellando storia, diversità, pluralismo,
convivenza, sotto una cupa cappa di omologazione e di terrore...."
Ancor oggi come ieri il comunismo continua a mietere vittime e distruggere le libertà ovunque regni : La Cina è oggi l'esempio vivente e più importante. Comunismo e nazismo sono la stessa cosa cambia il nome ma il contenuto non cambia . il mio ricordo commosso e sincero a Norma martire della violenza partigiana . A chi cerca scuse dico con forza non assassinatela una seconda volta !
Inviato: 30/09/2020 17:40 da Diego Di Monte #4679
Avatar di Diego Di Monte
La tragedia di questa giovane donna continua ai nostri giorni.
Uccisa durante la seconda guerra mondiale in circostanze mai del tutto chiarite, dopo la sua morte questa ragazza viene sequestrata politicamente e rimane prigioniera di chi, evidentemente a corto di proprie vittime innocenti da esporre in risposta alle molte causate agli altri, tenta di utilizzarne la memoria - anche a costo di correggerne la storia personale - per cercare di contrabbandare una propria visione ricostruita della Storia con la S maiuscola.
Nella locandina dell'evento si dice che Norma Cossetto è stata uccisa perché amava troppo l'Italia, trascurando però di sottolineare che Norma Cossetto ha trovato la morte, come innumerevoli altre persone, a seguito della sciagurata decisione della dittatura fascista di esporre tutta la popolazione italiana ai rischi e alle tragedie di una guerra di aggressione verso altri Paesi. Se si fosse rimasti in pace, forse Norma Cossetto non sarebbe morta. Ma il fascismo è la negazione della pace.
Penso quindi che il modo migliore di onorare e dar pace alla memoria di Norma Cossetto sia quello di continuare a contrastare il fascismo e ogni tipo di ideologia che ritenga che le controversie tra gli individui e tra i popoli possano essere risolte con la violenza.

Redazione RecSando

Dall’11 Ottobre 2019 – L’associazione N>O>I Network >Organizzazione >Innovazione è il nuovo editore del giornale online iscritto presso il Tribunale di Milano n. 146 del 16.04.2014
Tutti i dipartimenti di N>O>I hanno una loro Redazione indipendente al fine di garantire in base alle loro specifiche competenze il coordinamento delle informazioni, la promozione di ricerche e approfondimenti su temi di interesse locale e nazionale.
Dipartimento REDAZIONE RECSANDO
Direttore Responsabile Edoardo Stucchi