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Ordigni nucleari e ipocrisia politica
 




Considerazioni.
1°) Con due referendum gli italiani si sono espressi in maniera inequivocabile in materia di nucleare. Ultimamente anche la Germania ha deciso di andare a dismissione con le sue centrali, abbandonando l’idea del nucleare per la produzione di energia.  
2°) Il Senatore Joseph Day, membro di una struttura affiliata alla NATO ha pubblicato nel mese di luglio, per errore o meno, un rapporto sull’ubicazione di armi nucleari USA in Europa. Se la fonte è attendibile stiamo parlando di 150 ordigni nucleari dislocati su 6 basi di cui 2 in Italia, dove ci sarebbero circa 60/70 bombe atomiche.
Si! Avete capito bene, in Italia ci sarebbero 60/70 ordigni nucleari nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre. 
Violato più volte l’articolo 11 della Costituzione, nelle innumerevoli guerre portatrici di pace e democrazia nel mondo, viene da chiedersi se in Italia la Pace è un valore o se anche questo termine è diventato una merce. Mi spiego meglio, niente è più ipocrita della politica italiana.
I politici parlano di Pace e dialogo tra i popoli solo per convenienza e solo per rispondere a quesiti o domande che vengono loro poste.
La Pace è diventata oramai una malattia che ha colpito tutta la politica, la solita politica che parla, parla e parla. Politici falsi e ipocriti, o meglio come dice Travaglio ci pisciano in testa e ci dicono che piove. Inutile che ci facciano credere che le nostre truppe siano portatrici di Pace e Libertà, nei fatti la questione è ben diversa.
Siamo uno stato bellicoso e guerrafondaio, insieme ad altre nazioni attacchiamo e distruggiamo paesi meravigliose per sete di potere. Città magiche in Afghanistan, in Iraq, in Libia, sono state distrutte per avere solamente il controllo del potere, senza contare di tutta quella parte di Africa sempre alle prese con scontri tra etnie, guerre, violenze e morte, fomentate da noi occidentali per aver accesso alle loro risorse naturali.
 
 
Non a caso siamo nei primi posti al mondo come produttori di armi. Questa è la fotografia dell’Italia in un contesto bellico mondiale.
Ma vi è anche un’altra faccia della medaglia, ci consideriamo forti onnipotenti, ma come dice un mio grande amico, siamo solo gli utili idioti agli ordini della Nato e degli USA.
Sul territorio italiano vi sono circa 60/70 ordigni nucleari, l’Italia è una posizione strategica, siamo la porta che permette di accedere all’est, siamo strategicamente importati, di fatto però, siamo anche il primo bersaglio per eventuali nemici.
Fa male vedere che ci sia una corsa al riarmo, fa male sapere che lo scorso ottobre il presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti si ritireranno dal Trattato sulle armi nucleari a medio raggio, che aveva sottoscritto con l’allora Unione Sovietica.

Come uscire da questa situazione che ci vede essere dei portatori di atrocità e di morte.


Il mio sogno è che una classe politica vera, non quella attuale, figlia del consumismo e schiava delle multinazionali, una classe politica vera, che inserisca nella sua agenda politica, nel suo programma elettorale il fatto che il nostro bellissimo paese diventi uno stato denuclearizzato, che sul nostro territorio sia libero e non vi siano ordigni nucleari. Che il nostro governo si spenda in ambito mondiale per l’abbandono degli armamenti nucleari col dialogo e l’aiuto delle nazioni unite.

Gli italiani devono pretendere questo dai politici. Cada il tabù delle bombe atomiche sul suolo italiano, che i politici si tolgano le fette di salame dagli occhi, non si nascondano dietro un dito e affrontino il problema con coraggio.
Io penso che tutti i cittadini italiani siano dalla parte e voteranno i politici che mostreranno questo coraggio.
 
Claudio Giorgio Veneziano




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