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Venti di guerra ... 29 Luglio 2019 Punto di Non Ritorno




 
Anche se non mi meraviglio più di niente, devo dire che alla mia età non pensavo di arrivare a scrivere queste considerazioni. Il pianeta sta esaurendo le sue risorse, l’umanità e arrivata al punto di non ritorno, 10 giorni fa, il 29 luglio sono terminate, o meglio, abbiamo esaurito le risorse naturali del pianeta del 2019, questo dato è in continuo peggioramento e la terra fa grande fatica a fornire risorse ad una popolazione mondiale sempre in aumento. Sto facendo dell’allarmismo? si! 




Sembrerebbe che il problema non interessi nessuno se non ad una ragazzina svedese di 16 anni, Greta Thunberg che porta ovunque il suo grido dall’arme, denunciando la politica di immobilismo su di un tema importante, il tema del cambiamento climatico, Greta denuncia anche il fatto che le stanno rubando il futuro a lei e a tutte le nuove generazioni.

Il fatto è che questo modello di sviluppo è fallito, non può e non potrà sfamare o dare una vita dignitosa a tutti. Insieme a questo modello ha fallito la globalizzazione il neo liberismo e fallirà il sovranismo. Queste forme di società orientate sull’egoismo, sull’Io, sul possesso assoluto frutto del consumismo hanno fatto il loro tempo. In un mondo dalle risorse finite, non ci potrà essere uno sviluppo ed una crescita continua, il pianeta ora ci mostra il conto dopo lo sperpero fatto fino ad oggi dall’uomo.

Arrivato il momento di dare delle risposte il mondo casa fa ? Crisi del Golfo, lo stretto di Hormuz, crocevia delle grandi petroliere, da sempre terra di scontri, ora Stati Uniti e Iran mostrano i muscoli. Si alzano i toni tra Cina e Stati Uniti nella guerra dei dazi, la Russia non sta a guardare e tutti cercano appoggi militari, chissà chi avrà il pulsante più grosso. Su tutto il pianeta tirano venti di guerra preoccupanti. Bisognerebbe sedersi intorno ad un tavolo e ragionare ma forse manca la volontà. Focolai di violenza sono sparsi in Asia, in Africa, in Sud America. Il disegno sbagliato continua con le parole del presidente del Brasile Bolsonaro, che vuole fare cassa con la Foresta Amazzonica, il polmone verde della terra, dove vengono abbattuti alberi per migliaia di ettari. Le tribù indigene vengono allontanate o annientate per far largo al “progresso”. Ognuno dentro i propri confini fa quello che vuole. Il possesso, i confini, anche in Europa i termini sono sempre questi, i sovranisti o nazionalisti vogliono essere padroni in casa propria, propongono un mondo migliore con parole di violenza, parole razziste che portano l’uomo contro l’uomo, chiamano odio, parlano alla pancia della gente solo per avere un ritorno elettorale. L’Italia non è da meno, con un ministro degli interni che è un non senso, dove le sue parole fanno veramente male incitando le persone alla violenza, Salvini ha sdoganato il razzismo creandosi un consenso elettorale su falsità bugie e grazie ad una macchina mediatica senza precedenti. Un altro non senso è Giorgia Meloni, (fratelli d’Italia) che sbraita in parlamento, chiede alla maggioranza di difendere i nostri confini, secondo lei abbiamo perso credibilità in Europa, vuole sapere con chi stiamo, chiede quali sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici. Queste parole sono di una violenza inaudita, la strada che vogliono intraprendere e molto pericolosa, la storia si ripete. Oggi il decreto sicurezza bis diventa legge, una legge anti costituzionale che avrebbe offeso i padri fondatori della nostra costituzione, nata dopo la guerra.
 Ora è il momento di reagire….
Sono state dette delle parole emblematiche che ben inquadrano il momento e le scelte mondiali. Grandi cambiamenti climatici stanno provocando incendi enormi, brucia l’Australia, l’Alaska e brucia anche la Siberia, dove sono andati in fumo oltre quattro milioni di ettari di foreste, un dato allarmante, ma ancora più allarmante e stata la risposta politica della Russia.
Secondo Mosca, intervenire avrebbe un costo maggiore rispetto alla resa economica che quelle foreste potrebbero dare.
Torniamo di conseguenza al possesso ai confini, al fatto che al primo posto ci sia sempre il denaro, il denaro sopra la vita delle persone, degli animali, degli alberi. In milioni di ettari vi è un mondo fantastico di vegetazione e di esseri viventi che ci hanno nutrito per centinaia o migliaia di anni, come si può dare un prezzo a tutto ciò.

Solo il Papa sembra prendere delle forti posizioni, dopo “Laudato Sì”, escono altri due documenti che fanno passi avanti, “Instrumentum laboris” e “Nuovi cammini per una chiesa integrale”. Parole importanti, vincolo intrinseco tra l’elemento sociale e l’elemento ambientale, dove la vita è un cammino comunitario dove i compiti e le responsabilità sono divisi e condivisi in funzione del bene comune. Non vi è posto per un’idea di individuo distaccato dalla comunità o dal suo territorio. Al centro di tutto vi è ovviamente la conversione ecologica. Un cambiamento profondo, espresso in comportamenti personali, è necessario quanto un cambiamento strutturale, espresso in comportamenti sociali, in leggi e in programmi economici coerenti.
Il Santo padre e una parte della chiesa, ci indicano la strada.
Una strada che è anche un grande vuoto politico che nessuno riesce a riempire, perché il cambiamento, necessariamente dovrà essere una rivoluzione socio economica che stravolgerà gli equilibri, una rivoluzione e delle scelte che questa politica non può e non vuole attuare per questioni elettorali.
Solo il coraggio potrebbe riempire questo immenso vuoto politico, ma il coraggio sta nel cuore delle persone e i nostri politici tutti non hanno cuore.
 
Il coraggio di pensare un altro modello sociale che nessuno vuole, per questo bisogna svegliarsi e scendere in piazza.

Claudio Veneziano


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