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Milano, Palazzo Lombardia, martedì 18 settembre: inaugurazione della mostra “Donne a perdere”. Piccole storie di ordinaria quotidianità.


 
L’esposizione, a cura di Carla Bruschi e Barbara Sanaldi in collaborazione con Regione Lombardia, denuncia la violenza sulle donne e sarà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 fino alla fine del mese di settembre
 
La mostra “Donne a perdere”. Piccole storie di ordinaria quotidianità, allestita presso lo Spazio N3 a Palazzo Lombardia dal 18 al 30 settembre 2018, racconta il quotidiano martirio di alcune donne vittime di violenza. Quindici opere di Carla Bruschi accompagnate da altrettanti racconti della giornalista Barbara Sanaldi. Attraverso un percorso che ricalca idealmente le quattordici stazioni della Via Crucis, sono rappresentate quattordici storie. La quindicesima simboleggia la Resurrezione e lancia un messaggio di impegno e di speranza. Una mostra che veicola un messaggio diretto, senza filtri, senza mezze misure, senza ipocrisie, per fermare queste stragi quotidiane. Ogni racconto di Barbara Sanaldi ha ispirato la pittrice Carla Bruschi, che l’ha trasfigurato e rappresentato tra i simboli della modernità, per enfatizzarne la contraddizione e amplificare l’impatto emotivo.
Ogni tela, affiancata dal racconto che l’ha ispirata, guida i visitatori nella vita interiore delle protagoniste, condividendo le loro paure, le loro angosce, il senso di solitudine profonda e di tragica impotenza. Ogni storia, raccontata e raffigurata, è un preludio di morte e ricrea un pathos che risveglia le coscienze.
Nessuno può fingere di non vedere, di non capire: sono stragi quotidiane che devono essere fermate. Donne a perdere vuole portare il tema della violenza sulle donne al centro del dibattito sociale e civile per contribuire a creare una società più equa e generativa, in cui il divario di genere, che manifesta ancora oggi elementi fortemente discriminanti nei percorsi formativi e professionali, viene esplorato nella sua espressione più tragica e patologica per poter risvegliare le coscienze di tutti e sconfiggere la cultura che le genera. Riconoscere i gesti che stanno alla base di uno stereotipo serve a prevederli e a superarli.
Attraverso l’arte e la creatività, Carla Bruschi e Barbara Sanaldi denunciano questo inutile e drammatico martirio quotidiano e promuovono una cultura della prevenzione e della non violenza.
Realizzata in collaborazione con Regione Lombardia, la mostra sarà inaugurata martedì 18 settembre 2018, alle ore 19.00 nello Spazio N3 di Piazza Lombardia a Milano. È prevista la partecipazione di Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia.  Sarà possibile visitare gratuitamente la mostra dal 19 al 30 settembre ore 10.00-18.00 dal lunedì a venerdì.
 
Informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
CARLABRUSCHIBiografia
Il percorso artistico di Carla Bruschi inizia in giovane età e da subito la sua pittura non indaga le forme, bensì lo spirito che le anima. Ha frequentato i corsi liberi all’Accademia di Brera. Ha sempre rappresentato nelle sue opere la sua realtà, contaminata dai limiti umani che una donna coraggiosa incontra sul suo percorso di autodeterminazione nella società moderna. Anche quando si arricchisce nel tempo di nuove formule espressive che integrano materiali come sassi, specchi rotti, stoffe, interpreta i grandi temi dell’attualità indagando a fondo nei sentimenti di chi la circonda. Calamitata dalla bellezza e dalla creatività del mondo della moda, crea abiti, accessori, oggetti d’arredo. Dalla ricerca di nuove formule espressive nascono gli Alieni, arte da indossare: una collezione di gioielli che Carla compone pezzo per pezzo, uno ad uno, mossa da istinto, piacere del contatto ed empatia con tutto ciò che di immateriale e di ignoto la sfiora. Ha esposto nelle migliori Gallerie nazionali e europee. La consacrazione come artista poliedrica arriva con le sue due ultime mostre milanesi patrocinate da Regione Lombardia: nel 2015 alla Casa Museale Tadini, e nel 2016 alla Società Umanitaria. Critica e pubblico hanno riconosciuto la grande capacita di Carla di leggere con occhi critici e propositivi il nostro tempo.
 
BARBARASANALDIBiografia
Giornalista pubblicista, cronista, narratrice. La scrittura è il tratto dominante della vita di Barbara Sanaldi, che esordisce nel mondo della cronaca ancora studente con il periodico locale Segrate Oggi ed è, al liceo, tra i fondatori del giornalino scolastico Makia, periodico ancora attivo – ad oltre 30 anni di distanza – tra le aule del liceo scientifico Niccolò Machiavelli di Pioltello. Nel 1990 comincia, con il quotidiano Il Giorno, la sua esperienza di cronista, per il quale si occupa di seguire avvenimenti, fatti, episodi, attualità, della zona Martesana e del Sud Milano. La cronaca locale resta l’attività principale anche quando nell’anno 2000, è la Redazione Metropoli del Corriere della Sera a chiamarla. Con il principale quotidiano nazionale, Barbara collabora fino al marzo del 2017, qui si occupa di cronaca di rilievo anche nazionale. Dall’aprile 2017 si occupa di cronaca locale per Il Cittadino di Lodi. Nel frattempo però ha raccontato anche altre storie e percorso altre strade, affiancando all’esperienza dura e spesso sfibrante della cronaca, nera e non solo, la lievità della fiaba: nel corso degli anni ha pubblicato tre raccolte dedicate ai bambini, “Sogni di Carta”, “Piccole storie per mamme e bambini” e “Storie di magia, amicizia e fantasia”. Cura anche un blog di scritti e pensieri. I racconti che fanno parte di “Donne a perdere” nascono dalla volontà di superare la barriera emotiva che ogni giornalista deve costruire tra se stesso e ciò che racconta, mettendosi in gioco e provando a costruire un ponte di umanità capace di traghettare emozioni e impegno.

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