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Si è tenuta la sera del 12 Luglio 2017 alle ore 20:30 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, una interessante e partecipata inziativa pubblica. Da auterevoli relatori sono state illustrate le proposte contenute nell'iniziativa pubblica di recupero degli ex Scali Ferroviari.

Coordinatore  e moderatore dell'incontro il consigliere comunale di Paullo Alberto Pacchioni.

Sono intervenuti:
Fiorello Cortiana
Basilio Rizzo - Consigliere Comunale Milano in Comune
Alessandro Braga - Consigliere metropolitano Lista Civica La Città dei Comuni
Livio Lo Verso - “Lo Strumento della Pubblica Audizione e quello della Istanza Pubblica”
Luca Beltrami GadolaDirettore di Arcipelago Milano
Fausto Capelli -  Le Criticità Normative e procedurali che la condotta del Comune,della Regione e di FS
Riccardo Cappellin, Marco Vitale, Emilio Battisti -  Le Proposte della Istanza Pubblica

Hanno partecipato Sindaci e consiglieri comunali dei 134 comuni della Città metropolitana

La riqualificazione delle aree ferroviarie:
un’opportunità per la città e per la regione


1. Ambizione nazionale e europea dell’area milanese

Gli investimenti negli scali ferroviari sono progetti strategici, emblematici dell’ambizione della metropoli milanese a un nuovo posizionamento a scala nazionale ed europea.

2. Non è un’operazione immobiliare

La riqualificazione degli scali ferroviari non è solo un grande progetto di pianificazione urbanistica o un’operazione di valorizzazione immobiliare, ma innanzitutto lo strumento innovativo e potente di una strat egia di sviluppo economico e sociale futuro e di risposta ai nuovi bisogni dei cittadini per la città di Milano e la regione Lombardia.

3. Qualità della vita e crescita economica

Una migliore qualità della vita e maggiore crescita economica nella città e nella regione richiedono che negli scali ferroviari vengano concentrati grandi investimenti, che diano una risposta ai bisogni nuovi e tuttora insoddisfatti dei cittadini di: a) abitazione, b) mobilità, c) cultura e tempo libero, d) salute e formazione, e) verde e sostenibilità ambientale. Questi investimenti creeranno nuove attività produttive innovative e posti di lavoro (nei servizi e nell'industria) che attireranno risorse umane di giovani e di lavoratori qualificati che renderanno l'area milanese sempre più dinamica e attrattiva.

4. Equità, concorrenza e onestà

Gli investimenti negli scali ferroviari devono promuovere una riduzione delle disparità di reddito e di ricchezza tra i cittadini, stimolare una maggiore concorrenza tra le imprese e assicurare un’amministrazione pubblica trasparente e corretta. Questi fattori assicureranno una maggiore fiducia nel futuro e stimoleranno lo sviluppo della città e della regione.

5. Innovazione collettiva e senso di appartenenza

Gli investimenti negli scali ferroviari sono l’occasione per stimolare innovazioni di tipo tecnologico, organizzativo e sociale e per stimolare e richiedono la collaborazione tra i diversi attori locali. Tale collaborazione favorisce la fiducia reciproca, l’identità e il senso di appartenenza collettiva dei cittadini e dei diversi attori economici e sociali e sono i fattori cruciali per lo sviluppo economico e la qualità della vita nella città e nella regione.

6. La qualità della progettazione come condizione dell’innovazione

Gli investimenti negli scali ferroviari devono essere progettati con la partecipazione attiva dei cittadini e della comunità degli esperti e delle università milanesi.

7. Decentramento decisionale e governance multilivello

Gli investimenti negli scali ferroviari sono l'opportunità per sviluppare la partecipazione democratica dei cittadini alle decisioni collettive nella città e della regione e contrastare la tendenza alla concentrazione del potere di decisione in istituzioni e grandi imprese a livello nazionale e internazionale fuori dal controllo della comunità locale. Il disegno e la realizzazione del programma di investimento e dei singoli progetti richiedono una governance multi-livello moderna delle relazioni tra i cittadini e le istituzioni locali da un lato e le istituzioni regionali e lo Stato Nazionale e l’Unione Europea, dall’altro.

8. Equilibrio tra i costi e i benefici sociali e finanziari

Gli investimenti negli scali ferroviari devono generare un beneficio sociale netto positivo misurato tramite il metodo dell’Analisi Costi Benefici e non solo l’equilibrio di bilancio per le imprese private interessate. Pertanto, la capacità dei nuovi investimenti di creare nuove attività produttive innovative e di rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini rappresenta la condizione necessaria per l'indispensabile equilibrio tra i costi finanziari di tali investimenti da un lato e i ricavi delle imprese private e le maggiori entrate fiscali delle istituzioni pubbliche, dall’altro.

9. Valorizzazione degli scali ferroviari e trasferimento all’esterno della regione della rendita fondiaria

La rendita fondiaria creata dalla trasformazione urbanistica delle aree degli scali ferroviari spetta alla comunità dei cittadini milanesi e alle istituzioni locali e deve essere destinata a finanziare investimenti nella città e nella regione che migliorino il sistema della mobilità urbana e regionale e non deve essere sfruttata per trasferire capitali finanziari al di fuori dell’area milanese, da distribuire tramite maggiori dividendi o un aumento del valore delle azioni agli azionisti delle Ferrovie dello Stato Spa.

10. La natura pubblica della riqualificazione delle aree degli scali ferroviari

La proprietà delle aree e la loro valorizzazione deve essere affidata ad un ente di natura pubblica come una “Fondazione” analoga a una “società pubblica locale di pianificazione urbana” (Société Publique Locale d’Aménagement - SPLA), che abbia natura pubblica (o dia priorità all’interesse generale rispetto agli interessi finanziari) e deve intervenire solo a beneficio dei suoi azionisti pubblici e sul territorio di tali istituzioni partecipanti. Tale Fondazione dovrà avere la proprietà congiunta di tutte le aree degli scali ferroviari e svolgere le funzioni di pianificazione urbanistica e di valorizzazione immobiliare per conto delle istituzioni partecipanti. Altri modelli simili utilizzati da altri Paesi sono:le Urban Enterprise Zones – Development Corporations inglesi e americane e le Internationale Bauausstellung (IBA) tedesche. Tale Fondazione o Società per azioni deve essere interamente posseduta da più istituzioni pubbliche locali (come il Comune di Milano e altri comuni contigui e la Regione Lombardia) e il Governo nazionale (Ministero delle Infrastrutture), oltre a eventualmente altre Fondazioni e altre importanti istituzioni di natura non profit (come: Fondazione Fiera di Milano, Fondazioni delle diverse Università milanesi, Fondazione Cariplo, Fondazione Unicredit, Fondazione Banca Popolare). La Fondazione deve essere considerata come una naturale estensione delle istituzioni locali azioniste, in modo che essa possa essere considerata come un’entità “in house” e che non deve rispettare l’obbligo della messa in concorrenza. D’altro lato, gli incarichi assegnati dalla Fondazione devono essere soggetti alle norme europee della concorrenza. Lo strumento dell’ “accordo di programma” tra l’amministrazione comunale e un’impresa privata (Ferrovie dello Stato Spa) dal punto di vista economico e politico, anche se non giuridico, è di fatto in contrasto con il principio della concorrenza e della partecipazione democratica, dato che impedisce l’attività di molti altri operatori privati e non assicura la partecipazione dei cittadini nella definizione della strategia generale di sviluppo e delle singole scelte operative, urbanistiche e industriali, nelle singole aree, che di fatto verrebbero lasciate alle decisioni di un’impresa privata. La Fondazione deve rilevare le aree ora di proprietà delle Ferrovie dello Stato Spa. Il prezzo di cessione delle aree da parte delle Ferrovie dello Stato deve peraltro assicurare a queste ultime le risorse finanziarie necessarie per finanziare rilevanti investimenti nel sistema della mobilità a scala regionale e locale nel potenziamento del trasporto ferroviario a scala metropolitana e regionale secondo un piano concordato con le istituzioni pubbliche locali. Le aree ferroviarie devono quindi essere trasferite da Ferrovie dello Stato Spa o da Sistemi Urbani Spa a tale “Fondazione” ad un prezzo diverso dal valore di mercato di aree destinate ad uso commerciale o residenziale, dato che le aree degli scali ferroviari hanno finora avuto una 3 destinazione urbanistica solamente a servizi di trasporto pubblico e a questo scopo sono state espropriate per motivi di pubblica utilità.

11. La gestione operativa dei progetti industriali e immobiliari negli scali ferroviari

La Fondazione suindicata deve anche avere la funzione di promozione di progetti di sviluppo, che verranno realizzati da un secondo tipo di entità organizzative, con funzioni di tipo produttivo nei settori dei servizi o industriali. La progettazione, la realizzazione e la gestione dei diversi interventi industriali e immobiliari (pianificazione urbanistica e progettazione architettonica, ricerca e sviluppo di nuove produzioni di servizio, commerciali e industriali, costruzione di opere pubbliche e immobili ad uso residenziale e commerciale) deve essere affidata a diverse imprese private e pubbliche e a società di sviluppo urbano basate sul partenariato pubblico-privato e non deve essere concentrata in una sola società, al fine di assicurare la concorrenza e l’innovazione e impedire collusioni e conflitti di interesse, che un’eccessiva concentrazione del potere in un unico soggetto determinerebbe inevitabilmente. Tali società vanno individuate sulla base di una procedura competitiva. Pertanto tali entità dovranno operare nelle singole aree o in diversi settori di azione e avranno finalità che saranno diverse secondo le caratteristiche dello specifico progetto di sviluppo e delle attività produttive da realizzare. Tali entità potranno avere una struttura societaria diversa e avere come soci anche imprese private e una partecipazione pubblica di minoranza. Ad esempio, possono essere indicate le società miste (pubblico – private e a maggioranza pubblica, le Entreprises Publiques Locales: www.lesepl.fr; http://www.collectivites-locales.gouv.fr/, che in Francia hanno gestito centinaia di interventi. Tra queste società operative potranno essere le diverse società per azioni di proprietà comunale, nei settori della energia, dei trasporti e in altri settori (A2A, SEA, MM, ecc.).

12. Sostenere la partecipazione informata delle comunità locali

Il Comune di Milano e la Fondazione nella consapevolezza del valore della sovranità popolare devono promuovere un’attività di partecipazione informata al processo deliberativo.
Un processo di partecipazione, con il contributo dei soggetti coinvolti e con la partecipazione dei cittadini, consentirà di assumere decisioni finali capaci di armonizzare i diversi interessi e di valorizzare l'intelligenza accademica, imprenditoriale e sociale diffusa.
Una attività finalizzata a perseguire l’ottimizzazione delle scelte non solo a livello strettamente locale ma anche a scala metropolitana e regionale.
Un processo efficace di partecipazione informata richiede l'attivazione di diversi piani in costante comunicazione tra loro.


Quindi:

  • a definire le specifiche prerogative, i tempi adeguati, le modalità e gli strumenti per/del la partecipazione dei cittadini;
  • ad avvalersi delle specifiche competenze, anche coinvolgendo i settori della Città Metropolitana, a reperire le risorse sufficienti, a predisporre gli strumenti idonei per informare e coinvolgere anche i soggetti che non hanno la preparazione per leggere e interpretare gli atti amministrativi e gli usuali elaborati di progetto;
  • a coinvolgere:
  1. la Conferenza Metropolitana con consigli comunali delle zone omogenee affinché esercitino un ruolo di indirizzo e proposta in relazione al Piano Strategico Metropolitano e ai suoi possibili cambiamenti;
  2. il Servizio Informatico, in collaborazione con le facoltà universitarie e le associazioni dedicate, ad allestire una piattaforma informativa digitale interattiva e selettiva, contenente il quadro normativo di riferimento, gli atti amministrativi e le proposte attinenti le aree soggette a trasformazione, con mappe georeferenziate e modalità di presentazione e raccolta delle osservazioni attraverso un efficiente sistema per simulare e verificare gli effetti delle trasformazioni in variante proposte. Modalità che consentano la più ampia comprensione della questione da parte di tutti soggetti interessati e così come devono chiarire le prerogative di ognuno;
  3. ogni Zona Omogenea ad allestire almeno un Urban Center dedicato, che ospiti cartografie, documentazione degli atti amministrativi relativi alle aree interessate alla trasformazione. Con l’allestimento di un ambiente interattivo multimediale, utilizzando gli strumenti che la rete (Google Earth, Google Maps, ecc.) già ci mette a disposizione, per documentare le condizioni attuali degli scali e dei contesti circostanti. Oltre alla opportunità percettiva sarà possibile intervenire su una determinata realtà attraverso simulazioni con la verifica delle conseguenze in termini di occupazione, traffico, emissioni ecc.;
  4. ogni Zona Omogenea a promuovere un’attività di ascolto e accompagnamento, organizzando incontri e dibattiti, oltre a utilizzare le apposite piattaforme, mettendo a confronto interessi, aspirazioni e visioni.
Allegati:

INTERVENTO PUBBLICO PRESSO LA SALA ALESSI SU EX SCALI FERROVIARI (Intervento di Marco Vitale)

LA PRIVATIZZAZIONE SURRETTIZIA DEL DEMANIO FERROVIARIO (Intervento di Riccardo Cappellin)

OSSERVAZIONI SUGLI ASPETTI GIURIDICI RELATIVI ALLA SITUAZIONE DEGLI SCALI FERROVIARI MILANESI (Intervento Avvocato Fausto Capelli)


 


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