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IBM inaugura a Monaco il quartier generale dell’IoT

Nasce in Germania l’ecosistema per l’Internet delle cose con partner come Avnet, Capgemini, Bmw, Consorsbank e Tech Mahindra

Un grande ecosistema dedicato all’Internet delle cose e al suo sviluppo grazie alla potenza di calcolo di Watson. A questo è destinata la nuova sede del Centro globale Ibm Watson IoT inaugurata a Monaco di Baviera, in Germania. Lì lavoreranno decine di clienti e partner. Le prime collaborazioni partiranno con Avnet, Bnp Paribas, Capgemini e Tech Mahindra, che dislocheranno i propri team di sviluppo al centro Ibm. Sempre in quella sede atterrerà anche EEBus, l’alleanza europea leader nel settore IoT, finanziata dal governo tedesco.

“Abbiamo raggiunto un punto di svolta con l’IoT: oltre 6mila clienti e partner in tutto il mondo, molti dei quali vogliono unirsi a noi nel nostro nuovo Centro globale Watson IoT per contribuire all’innovazione – ha spiegato Harriet Green, general manager di Ibm Watson IoT, Cognitive engagement and Education – insieme daremo vita a un nuovo ecosistema di innovazione globale per l’Internet delle cose che esplorerà le modalità con cui le tecnologie cognitive e dell’IoT trasformeranno interi settori industriali e la nostra vita quotidiana”.


Anche Bmw collocherà parte delle sue attività di ricerca e sviluppo al nuovo centro, per lavorare sull’esperienza di guida del futuro. Con l’inaugurazione di oggi si aggiungono dunque altre quattro realtà che si uniranno ai mille professionisti della casa di Armonk, New York, per esplorare e oltrepassare i limiti delle possibilità offerte dall’Internet delle cose.

Si tratta di Avnet, distributore e partner It globale di Ibm, che aprirà un nuovo laboratorio congiunto in diversi ambiti come smart building e smart home, manifattura, trasporti, sanità e prodotti consumer.
 Anche Consorsbank, parte del gruppo Bnp Paribas in Germania, spedirà un team di sviluppatori, business development e solution architect al nuovo quartier generale. Insieme agli esperti Ibm questa squadra esplorerà le modalità con cui le tecnologie cognitive e dell’IoT possono guidare la trasformazione del settore bancario e stimolare l’innovazione di nuovi prodotti e servizi finanziari, dalle assicurazioni alle consulenze d’investimento.

Gli altri due partner sono CapGemini, il fornitore di servizi globali di consulenza e tecnologia, che si occuperà di industria 4.0 come quelle già utilizzate da produttore di componentistica auto Faurecia, e Tech Mahindra, il provider globale indiano di soluzioni tecnologiche e di rete che utilizzerà il centro per creare e presentare nuove soluzioni basate sulla piattaforma Watson IoT specificamente studiate anche in questo caso per le nuove frontiere dell’industria e per i settori della produzione, dell’agricoltura di precisione, sanità, assicurazioni, banking e automotive.

Come già detto, in seguito al recente ingresso in EEBus, Ibm ha annunciato che offrirà all’organizzazione uno spazio di innovazione nel nuovo centro Watson IoT, utilizzato per immaginare, sviluppare e presentare soluzioni che combinino tecnologie IoT e standard aperti. Per fare insomma in modo che questi ecosistemi si parlino e comunichino. EEBus conta già 60 membri impegnati nell’ambito della casa connessa fra cui Bosch, Abb, Sma, Miele, Schneider e Vaillant, insieme ai maggiori marchi del settore automotive europeo. I membri di EEBus collaboreranno tramite diversi gruppi di lavoro al fine di stabilire un linguaggio standard e condiviso per ottimizzare l’interoperabilità fra i dispositivi connessi e gli elettrodomestici. Riscaldamento smart, veicoli elettrici, sistemi fotovoltaici e altre applicazioni possono così comunicare fluidamente per la gestione dell’energia e dell’usabilità.

“L’ingresso nello spazio innovativo nel centro Ibm Watson IoT dà all’iniziativa EEBus la possibilità di accelerare lo sviluppo della propria rete globale inter-settoriale e di ampliare la propria portata di intervento – ha detto Peter Kellendon, presidente dell’ente no-profit – siamo convinti che l’uso intelligente dell’energia sarà uno dei principali ambiti di sviluppo futuro dell’IoT”.

Nel frattempo, insieme ad altri partner, Ibm ha lanciato alcuni esempi di queste collaborazioni. Si tratta per esempio delle lavagne interattive cognitive con Ricoh o dell’ecosistema di vendita con Visa che punta a introdurre funzionalità di pagamento in modo rapido e sicuro in tutto il settore dell’Internet delle cose.

fonte: Wired

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a cura del dipartimento Tecnologia di RecSando
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