‘Non è poco il fatto che in una realtà del sud difficile – mi dice – si sia riusciti a creare questa società cooperativa formata da sei soci che dà lavoro a 13 operai stagionali, impegnati quasi tutto l’anno. E che gestisce terreni e beni immobili in una masseria, I Canali, che è diventata luogo di attività didattiche che coinvolgono gli studenti della zona e d’estate si trasforma in campo di lavoro locale e inter/nazionale.’ Oltre alla masseria è stata utilizzata la villa di un boss locale, ora a piede libero, per enoteca di vino molto pregiato, il negroamaro Renata Fonte, in memoria di questa donna che da assessore a Nardò ha pagato con la vita la sua determinazione a difendere dalla speculazione il Parco di Porto Selvaggio, e il primitivo Antò. Qui alla Bottega Libera Terra sono esposti i prodotti coltivati e conservati, la pasta, i legumi, i pomodori, le olive da cui si estrae un olio extravergine di grande qualità, i carciofi…


di Paolo Rausa
Da Vaste (Le), la Baxta messapica, a Mesagne (Br), altro centro messapico e municipio romano, un viaggio di circa due giorni con carro a ritmo sostenuto una volta, ora in due ore attraverso la campagna salentina lussureggiante con il verde intenso di questa stagione di primavera ritardata, ferita qua e là nella visione da spettri di quelli che erano una volta imponenti e frondosi ulivi, l’albero del Salento.  L’obiettivo del viaggio è lieto. Vado a incontrare una delle realtà produttive e sociali più importanti di questa provincia di Terra d’Otranto, la Cooperativa Sociale Terre di Puglia-Libera Terra. Conosciuta una sera a Otranto qualche anno fa, al riparo della cinta muraria della Porta Alfonsina dallo scirocco che penetra nelle ossa nelle sere umide d’estate. Il racconto aveva colpito tutti i partecipanti a quel convegno sulla legalità per la determinazione e per la magia delle loro menti e delle loro braccia, che avevano trasformato una terra avvelenata in mano alla criminalità inLa sede della bottega libera terra di mesagne ricchezza di prodotti tipici, innanzitutto il vino, poi olio, grano, ortaggi, trasformati e confezionati pronti per imbandire le nostre tavole. Quell’incontro non aveva avuto seguito, era rimasto in sospeso. L’idea di proporre un riconoscimento all’annuale iniziativa dei pugliesi di Milano ‘Ambasciatori di terre di Puglia’ mi sembrava il giusto premio. Ma dove si trovava? Che cosa accade in una cooperativa sociale che rileva grazie alla legge Rognoni-La Torre i beni sequestrati alla criminalità e che grazie al progetto di Libera, fortemente voluto e sostenuto da don Luigi Ciotti,  rende produttiva la terra? Non annuncio la mia intenzione di incontrare i giovani che hanno intrapreso questo progetto e di visitare i terreni agricoli e di seguire le attività delle pratiche di semina e di raccolta, di sfoltimento e tutto quello che richiede un’estensione di vigneto considerevole di 30 ha in agro di Torchiarolo, o i terreni coltivati a seminativo in agro di Mesagne. ’20 ha’ – precisa Francesco Gigante, socio della cooperativa addetto ai registri contabili. E’ lui ad accogliermi nella bottega che è stata aperta nel centro storico di Mesagne, a ridosso di mura e tombe messapiche, come per sottolineare la discendenza da quei progenitori. E da lui mi faccio spiegare che cos’è la Bottega libera terra di mesagnecooperativa, la sua nascita, lo sviluppo e i progetti. Francesco è gentile. Ha molto da fare sul libro mastro  ma acconsente volentieri a rispondere. Sa bene che la cooperativa può vivere grazie alla consapevolezza delle istituzioni e soprattutto dei cittadini, che devono sostenere questo progetto, importante dal punto di vista produttivo, sociale e della legalità. ‘Non è poco il fatto che in una realtà del sud difficile – mi dice – si sia riusciti a creare questa società cooperativa formata da sei soci che dà lavoro a 13 operai stagionali, impegnati quasi tutto l’anno. E che gestisce terreni e beni immobili in una masseria, I Canali, che è diventata luogo di attività didattiche che coinvolgono gli studenti della zona e d’estate si trasforma in campo di lavoro locale e inter/nazionale.’ Oltre alla masseria è stata utilizzata la villa di un boss locale, ora a piede libero, per enoteca di vino molto pregiato, il negroamaro Renata Fonte, in memoria di questa donna che da assessore a Nardò ha pagato con la vita la sua determinazione a difendere dalla speculazione il Parco di Porto Selvaggio, e il primitivo Antò. Qui alla Bottega Libera Terra sono esposti i prodotti coltivati e conservati, la pasta, i legumi, i pomodori, le olive da cui si estrae un olio extravergine di grande qualità, i carciofi… Un mondo che gira con grande impegno e fatica ma anche con grandi soddisfazioni perché esempio di come si può fare economia pulita, dando lavoro. Il fatturato dell’azienda si aggira su un milione di euro, abbastanza per la sopravvivenza dei soci e dei 13 lavoratori assunti e trattati nel rispetto delle regole e dei contratti nazionali di categoria. Non resta che salutare, non prima di aver acquistato qualcosa di significativo, il vino innanzitutto e aver promesso di ritornare per visitare l’attività agricola sul campo. Infine sulla Xylella. Francesco mi assicura che si tiene ben lontana dai ‘nostri’ ulivi. Info: Terre di Puglia-Libera Terra, Vico dei Cantelmo 1, Mesagne; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., http://www.liberapuglia.it, tel. 0831.775981.
Poggiardo, 10/4/2015

 

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