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RecSando, sulle strade del grande ciclismo



Domenica 30 Settembre da tifoso qualunque, in compagnia di mio figlio, eccomi ad Innsbruck in Austria per i Campionati Mondiali di Ciclismo ad assistere alla  prova su strada dei professionisti su un tracciato durissimo, gara per scalatori sulla distanza di 258 km. Ad accoglierci una bellissima giornata di sole, tanti tifosi di tutte le Nazionalità, colori, folclore e tanta birra...!!!

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A Varenna tra ville e giardini; a Venaria nella Reggia e tra i parchi della Mandria

Per questo week end vi offriamo due possibilità per trascorrere giornate all’insegna della tarda estate, quindi all’aperto, tra giardini e sale pittoresche.




Sul lago a un’ora da Milano - La prima proposta riguarda Varenna, perla incastonale sui pendii delle montagne lecchesi che si tuffano nelle acqua del lago, creando un insieme di fantasmagorici paesaggi che assumono colori sempre diversi. Di varenna, in particolare, vogliamo parlarvi di Villa Cipressi, un insieme di edifici restaurati e appena inaugurati che formano un albergo 4 Stelle del Gruppo Collection hotels e un giardino, di proprietà del Comune e della Provincia di Lecco, entrati a far parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani. Mentre la Villa è sempre stata utilizzata, il giardino aveva perso il suo fascino, ma la natura l’ha conservato, facendo sopravvivere piante come cactus, agavi in una flora mediterranea favorita dal clima mediterraneo, che ha mantenuto in vita glicine, pitosfori e magnolie. Da qui il colpo d’occhio è fantastico, perché punta su Bellagio, l’altra perla del Lario, che non ha bisogno di esclamazioni. Ma a Varenna c’è un motivo in più per visitarla: Accanto a Villa Cipressi, c’è Villa Monastero, i cui giardini fanno parte del circuito GGI, aperti d’estate e d’inverno. Ma non mancate di scendere al lago tra i viottoli che vi faranno scorgere immagini da fotografia. Il porticciolo è un angolo suggestivo con i suoi locali e negozi artigianali; la passeggiata sull’acqua è un percorso romantico fino alla darsena dove partono i vaporetti della navigazione lacuale.
Tenete conto dell’abbigliamento e soprattutto fornitevi di scarpe comode, perché i punti suggestivi sono in cima o alla base di lunghe scalinate, dove, purtroppo non tutti possono andare. In ottobre gli orari di visita vanno dalle 10 alle 18 e in novembre e dicembre dalle 10.30 alle 16.30. Il prezzo è di 5 o 3 euro, a seconda dell’età e d9 e 5 euro se comprendete anche Villa Monastero.
Come arrivarci? La cosa migliore è il treno, ma in auto, dopo aver percorso un tratto di superstrada da Lecco, uscite a Mandello del Lario e proseguite lungo il lago, fino a Villa Cipressi, dove troverete parcheggi in strada o al multipiano di fronte a Villa Cipressi, in via IV Novembre.







Casa Savoia a Venaria
- L’altra proposta vi porta fuori regione. In Piemonte e precisamente a Venaria Reale, un grandioso complesso alle porte di Torino con 80.000 metri quadri di edificio monumentale della Reggia e 50 ettari di giardini adiacenti al seicentesco centro storico di Venaria, oltre ai 3.000 ettari di parco recintato del parco La Mandria, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, aperto al pubblico dal 2007 dopo un restauro rilevante durato vent’anni.
L’edificio monumentale vanta alcune delle più alte espressioni architettoniche del barocco universale: l’incantevole Sala di Diana, di Amedeo Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto, con l’immenso scenario delle scuderie Juvarriane, la spettacolare fontana del cervo nella corte d’onore rappresentano la cornice di una storia dedicata ai Savoia lungo un percorso di 2 chilometri. Una storia che dal 1600 ha visto un susseguirsi di dame, cavalieri, nobili e re e regine che di volta in volta aggiungevano edifici e giardini all’immenso monumento per imitare lo sfarzoso esempio della Reggia di Versailles. L’edificio fu teatro di varie distruzioni in seguito a guerre fino al 1978, usata per fini militari. Da allora sono cominciati i piani per il restauro che comprendevano la città di Venaria, il suo centro storico, la viabilità, gli edifici della reggia, il Borgo Castello della Mandria (da vedere) e il suo parco con le sue 30 cascine e ville interne, con il recupero di terreni abbandonati oggi giardini e bosco.
Arrivarci e facile, basta percorre l’autostrada A4 per Torino e uscire alla tangenziale torinese verso Bardonecchia e seguire l’indicazione di Venaria. Comodo il parcheggio per la Reggia che vi permette di fare due passi anche nella cittadina, dove brulicano locali dal sapore turistico. Oppure in autobus dal centro di Torino o dalla stazione di Porta Susa, oppure in treno con la linea Torino Dora-Ceres.
Ingressi alla reggia, ai giardini e alle mostre: 25 euro, che vi dà diritto a uno sconto sulle radioguide, visite guidate, al trenino dei giardini, alla gondola sulla peschiera e sulla carrozza a cavallo. Biglietto solo Giardini 5 euro e biglietto Castello della Mandria 8 euro (2 km dalla reggia, anche in auto, ma ingresso fino alle 16.30).

Edoardo Stucchi


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Week end fuori porta: 13 e 14 Ottobre MANTOVA

Carissimi cittadini e lettori di RecSando, per rendere sempre più attuale e accattivante sfogliare il nostro giornale, abbiamo pensato di darvi l’opportunità di conoscere che cosa propongono le città lombarde per un week end piacevole e rilassante. Eccovi allora un invito a visitare la città di Mantova, capolavoro di cultura e arte, ma apprezzabile dal punto di vista dell’ospitalità e della gastronomia. E’ stata capitale della cultura nel 2016 e nel 2019 sarà la Città europea dello sport, in un ambiente green, salutare e che dà sollievo. Il riconoscimento è assegnato annualmente, a partire dal 2001, dalla Aces, la Delegazione italiana di Aces Europe (Federazione delle Capitali e delle Città europee dello sport) alle città che si contraddistinguono per sostenere progetti che diffondono i principi etici dello sport.

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In dirittura di arrivo una cura per la fibrosi cistica

Ottobre 2018 – XVI Campagna Nazionale per la Ricerca FC
 
La speranza di guarigione dalla fibrosi cistica è sempre più realistica: è stata individuata e brevettata  la molecola ARN23765, attualmente in fase preclinica,  a cui farà seguito la sperimentazione sul malato.           
Giovedì 27 settembre annunciate le principali  novità scientifiche nella cura della malattia  assieme alle molte iniziative in campo  durante tutto il mese di ottobre nella  16a Campagna Nazionale per la Ricerca:
“Ogni ciclamino un po’ di vita in più”.
 
Un programma nazionale con migliaia di eventi in oltre 1500 piazze italiane grazie alle 140 Delegazioni e Gruppi di Sostegno FFC, inaugurato   dalla VII edizione del Charity Bike Tour FFC.
 
Matteo Marzotto e il suo biker team FFC percorreranno  le strade della Sicilia a sostegno della ricerca. A fianco del Presidente FFC i grandi amici e sportivi Iader Fabbri,  Fabrizio Macchi, Max Lelli e il campione del mondo Mario Cipollini.  
Con loro anche Edoardo Hensemberger, protagonista dello spot FFC.
Nelle librerie ad ottobre: Bike ToURgether, edito da Cairo Editore, un reportage fotografico lungo l’Italia nel nome di una grande  squadra. Bikers, malati, volontari e ricercatori, uniti per vincere la fibrosi cistica.
 
Il noto direttore artistico e conduttore di Radio Deejay LINUS e i testimonial di Fondazione Rachele ed Edoardo  lanciano in diretta social il numero solidale 45581: dal 2 al 20
ottobre con un sms o una chiamata è possibile sostenere  il lavoro dei ricercatori impegnati nell'individuazione di terapie efficaci e cure risolutive per la malattia genetica grave più diffusa.


 
Milano, 27 Settembre 2018.La speranza di guarigione dalla fibrosi cistica è sempre più realistica. Fino a poco tempo fa pensavamo di poter solo contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti. Oggi, grazie ai risultati ottenuti dalla ricerca e al grande lavoro della rete di oltre 900 ricercatori FFC, possiamo ambire a trovare una cura risolutiva. È stata infatti individuata e brevettata una nuova molecola, ora in fase preclinica: se i risultati saranno quelli auspicati, possiamo pensare di essere  vicini alla sperimentazione sul malato. La vita è un gioco di squadra e questa nostra sfida lo è in particolare. Insieme abbiamo raggiunto risultati straordinari, generando amore ed energia vitale per tutti coloro che ogni giorno convivono con la malattia, ma non sono mai soli”. 
Con queste parole il Presidente di FFC Matteo Marzotto ha aperto questa speciale mattinata moderata dal noto direttore artistico e conduttore di Radio Deejay Linus.

 
 
Insieme ai ricercatori e ai malati sono stati presentati i più recenti avanzamenti scientifici, il più importante e promettente dei quali porta il nome di Task Force for Cystic Fibrosis, e le iniziative charity dell’imminente Campagna Nazionale per la Ricerca. 
La fibrosi cistica non è una malattia rara: ogni 25 persone, una è portatrice sana e può trasmettere la malattia ai figli. Un serio investimento di ricerca sta regalando vita ai malati. Nel nostro Paese il malato di fibrosi cistica può accedere a un’assistenza di alta qualità. Ma in una malattia come questa non ci si può accontentare di alleviare i sintomi. “Non esiste una buona assistenza senza aggiornamento e ricerca.” ricorda il prof. Gianni Mastella direttore scientifico di Fondazione e continua:“In poco più di un ventennio, FFC ha costruito una rete di Ricerca che comprende il meglio dei ricercatori italiani attivi in numerosi laboratori nazionali e con collaborazioni di centri stranieri.  Le aree di ricerca sono molteplici:accanto a quelle moloto avanzate nel campo dei nuovi antibiotici e degli antinfiammatori cui si deve in parte l’innalzamento progressivo dell’attesa di vita dei malati, si sono aperte da alcuni anni  linee di ricerca mirate a colpire alla radice il difetto di base della malattia, agendo direttamente sul gene mutato o sulla proteina difettosa da esso generata”.  
I malati chiedono di non aver più paura di morire nel pieno della giovinezza, come succede ancora oggi.  Un progetto strategico mirato  a correggere la proteina difettosa sta per arrivare  al suo compimento. Grazie alla collaborazione con due partner di eccellenza – Istituto Italiano Tecnologia e Istituto G. Gaslini di Genova – nel giro di tre anni, è stata individuata e brevettata la molecola ARN23765, che è entrata in fase preclinica per la valutazione farmacologica e di tolleranza. Se i risultati finora ottenuti con il progetto Task Force for Cystic Fibrosis saranno confermati, si potrà passare presto alla fase di sperimentazione clinica nel malato.
Ottobre 2018: vita in più ai malati di fibrosi cistica. Per tutto il mese la Fondazione sarà impegnata con eventi e iniziative promosse dai volontari sul territorio nazionale. Le case delle famiglie italiane saranno raggiunte dallo spot FFC, on air sui principali network radiofonici e televisivi nazionali per diffondere consapevolezza e raccogliere nuove risorse per i progetti avanzati di rilevanza internazionale. Tanti modi e 31 giorni di tempo per dare un contributo personale al lavoro dei ricercatori FFC.
Ogni ciclamino, un po’ di vita in più. Tornano nelle principali piazze italiane i fiori della ricerca FC. Saranno più di 1500 le piazze italiane che si coloreranno di rosa nel mese di ottobre, con la mobilitazione nazionale dei Gruppi e delle Delegazioni FFC per la distribuzione dei ciclamini, fiori simbolo della ricerca sulla fibrosi cistica. A fronte di una donazione sarà possibile contribuire al sostegno dei progetti scientifici FFC. A questo link tutti gli eventi promossi dalle Delegazioni locali FFC e la mappa del ciclamino.
Ogni tappa, un po’ di vita in più. VII Charity Bike Tour FFC dal 2 al 6 ottobre in Sicilia. Il Presidente FFC Matteo Marzotto darà avvio, il 2 ottobre alla XVI Campagna Nazionale per la Ricerca con il nuovo capitolo del charity Bike Tour FFC, la pedalata solidale a tappe nata nel 2012 per diffondere in tutta Italia la conoscenza della  malattia genetica grave più diffusa. Al suo fianco, quest’anno ci sarà anche il campione del mondo Mario Cipollini e con lui gli amici Iader Fabbri, Max Lelli, Fabrizio Macchi e il testimonial dello spot FFC Edoardo Hensemberger, malato di fibrosi cistica. Quattro giorni attraverso le città di Balestrate, Agrigento, Scoglitti, Vittoria, Catania, Taormina, Milazzo, Palermo, con eventi di raccolta fondi promossi dalle Delegazioni locali FFC. L’iniziativa, giunta quest’anno alla settima edizione, contribuisce al sostegno della fase preclinica del progetto Task Force for Cystic Fibrosis che punta a correggere il difetto di base per la mutazione F508del, la più diffusa tra i malati nel mondo. Per conoscere il programma dettagliato, visitare il seguente link.
 
Nelle librerie ad ottobre:Bike ToURgether un reportage fotografico lungo l’Italia nel nome di una grande squadra. Bikers, malati, volontari e ricercatori, uniti per vincere la fibrosi cistica. Matteo Marzotto torna nelle librerie italiane con un nuovo reportage fotografico, edito da Cairo Editore e con immagini di Alfonso Catalano. Dopo Volare Alto e Bike Tour Pedalando per la Ricerca, prosegue il racconto delle ultime quattro edizioni del charity Bike Tour FFC che hanno visto protagonisti migliaia di volontari in tutta Italia, arricchito inoltre dalle testimonianze dei malati e dagli interventi dei ricercatori all’opera per trovare al più presto la cura definitiva per la malattia genetica grave più diffusa nel nostro Paese.
 
 
Ogni sms e ogni chiamata al 45581, un po’ di vita in più.  Dal 2 al 20 ottobre, per tre settimane, è possibile contribuire al sostegno della fase Preclinica del progetto strategico Task Force for Cystic Fibrosis anche con un semplice sms da due euro o con una chiamata da rete fissa da due/cinque euro al 45581. Il numero solidale sarà diffuso dalle maggiori emittenti televisive e radiofoniche nazionali per portare sostegno e speranza alle famiglie e ai malati di fibrosi cistica.
Ogni condivisione, un po’ di vita in più. FFC lancia una nuova campagna social che ha per protagonisti i malati. La comunicazione social della Campagna Nazionale FFC, affida alla ricerca la responsabilità di arrivare presto alla cura definitiva. Malati di fibrosi cistica indossano fieri le magliette di quando erano bambini, per ribadire che: con la fibrosi cistica, fino a pochi anni fa, era difficile diventare adulti; oggi la ricerca lo ha reso possibile. Su questa strada è necessario proseguire perché, nonostante questo avanzamento, l’aspettativa di vita media dei malati FC resta ancora dimezzata rispetto alla popolazione sana. Per questo sostenere la ricerca si invita a condividere la campagna sui propri profili Facebook e Instagram, e a contribuire personalmente con nuovi scatti originali.
 
 
Segui FFC sui canali social
 
Facebook www.facebook.com/FondazioneRicercaFibrosiCistica/
Instagram http://www.instagram.com/fondazioneffc/
 
 
366 Progetti330 Revisori internazionali
4 Servizi alla ricerca centralizzati500 Pubblicazioni su riviste internazionali
200 Gruppi e Istituti Ricerca550 Presentazioni congressuali
900 Ricercatori complessivi140 Delegazioni e Gruppi di sostegno
400 Contratti e
borse di studio
10.000 Volontari
Oltre 28.000.000 di euro investiti in attività di ricerca
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 







Edoardo Stucchi  


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Che fine fanno i francobolli fuori corso ?

Fuoricorso22



Opera Prima di Carlo Negri, presenta 22 progetti fotografici in formato Francobollo “FUORI CORSO” perché come spiega l’autore: “Che fine fanno i francobolli “fuori corso”? Alcuni diventano da collezione e restano vivi, alimentati dall’interesse e dalle attenzioni dei filatelisti, ma tutti gli altri sono destinati all’oblio. Lentamente si spengono, perdono colore e i più disperati, prendendo coscienza del loro condizione e non accentandola, urlano al buio. ...Anche gli esseri viventi subiscono la stessa sorte quando sono destinati al “fuori corso”. [Carlo Negri]

La mostra si terrà : dal 28 settembre 2018 al 6 ottobre 2018 Presso La Corte degli Artisti , Via Monte Peralba 1 Milano Mostra a cura di Elisa Comotti All’ingresso saranno fornite lenti di ingrandimento. Inaugurazione Venerdì 28 settembre ore 18:30


Elisa Comotti





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MALATTIA DI CROHN: speranze di cura

MALATTIA DI CROHN: speranze di cura

 

Per chi soffre del mordo di Crohn, la malattia infiammatoria cronica dell’intestino, si aprono nuove speranze di cura, grazie a un farmaco, già in commercio, indicato per la psoriasi. Il prodotto in questione, agisce, infatti, sue due modulatori della malattia, Interleuchina 12 e 23, che comandano le due patologie. Il farmaco, oggi, nuovo di fatto, spegne i due modulatori della malattia di Crohn e regala anni di vita e di miglior qualità in chi soffre di questa patologia, spesso dimenticata, spesso mal curata e scambiata per altre malattie. Finora i farmaci in circolazione erano in grado di attenuarne gli effetti, ma non di guarirla.

 

È stata approvata in Italia la nuova terapia per la Malattia di Crohn. Si tratta di Ustekinumab di Janssen, il primo di una nuova classe di anticorpi monoclonali indicati per questa patologia, che rappresenta una doppia novità. Il farmaco colpisce contemporaneamente due target, andando ad agire più a monte del processo infiammatorio responsabile della malattia, di quanto sia stato possibile fare fino a ora. Questa doppia azione si traduce in un beneficio clinico che, sulla base dei dati emersi dagli studi clinici effettuati, ha dimostrato di offrire una combinazione mai osservata prima in termini di velocità di azione e durata del mantenimento della remissione. Infatti, i dati hanno mostrato la rapidità dell’azione già nel breve periodo e, parallelamente, la persistente durata dell’effetto del farmaco: a 2 anni, nel 75% dei pazienti in terapia con Ustekinumab la malattia è risultata in remissione.

Oggi il più grande bisogno ancora non soddisfatto delle persone affette dalla Malattia di Crohn”, ha detto Silvio Danese, Responsabile Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell'Intestino, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI),è combinare un miglioramento repentino, che possa risolvere la dolorosa fase acuta, con l’efficacia mantenuta nel lungo periodo, per permettere al paziente di stare bene negli anni senza dover affrontare ricadute e cambi di terapie. Questa nuova opzione terapeutica apre per la prima volta un ampio orizzonte fino a ora inesplorato, quello del più lungo periodo libero da malattia mai osservato fino a ora”.

Oltre agli evidenti disturbi clinici, infatti, la malattia di Crohn è spesso causa di disagio sociale, perché “ha un importante impatto su diversi aspetti della vita quotidiana”, ha spiegato Enrica Previtali, Presidente di AMICI Onlus, l’associazione che tutela le persone colpite da Mici. “Rende difficili tanto le relazioni personali e più intime, quanto quelle lavorative e sociali. È una malattia di cui non si parla, perché imbarazzante, per via dei sintomi che la caratterizzano. Spesso i malati soffrono in silenzio – ha detto. A volte rischiano il posto di lavoro per le numerose assenze a cui sono costretti. È fondamentale che di questa malattia si parli e la si conosca”.

 

Sintomi e complicanze

Si tratta di una malattia infiammatoria intestinale caratterizzata da un’infiammazione cronica e acuta del tratto gastrointestinale. Un grande numero di fattori genetici, ambientali, immunologici e batteri endogeni giocano un ruolo nel suo sviluppo. In Italia ha un’incidenza di circa 8-10 casi ogni 100.000 con 8.000 nuovi casi all’anno. Le persone colpite, tra gli altri sintomi, lamentano dolori addominali, perdita di peso, diarrea frequente e prolungata, fatica, perdita di appetito o febbre. È una patologia cronica recidivante il cui decorso, se non trattato correttamente, può portare a invalidità e frequentemente a interventi chirurgici.

I pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali hanno un rischio maggiore di ospedalizzazione, con un costo relativo che pesa tra il 30% e il 60% della spesa totale. I tassi di resezione chirurgica (che non modificano il decorso della malattia ) variano dal 30% fino al 50%. Un recente studio, che ha considerato i dati di ammissione ospedaliera connessi a tali patologie nell’arco di 3 anni (2005, 2008, 2011), ha messo in luce come nella metà dei casi (47,5%) si trattasse di Malattia di Crohn. Di questi, l’11,8% erano pazienti pediatrici sotto i 18 anni. Nonostante l’età media delle ospedalizzazioni sia risultata di 43,2 anni, il numero di ricoveri di bambini o adolescenti affetti dalla malattia è cresciuto. Nel complesso, dal 2005 al 2011 il numero delle ospedalizzazioni dovute al Crohn è cresciuto del 12%.

La patologia insorge soprattutto in età giovanile, nei i giovani tra i 20 e i 30 anni, più raramente tra gli over 65, ma non risparmia neppure bambini e adolescenti. Tuttavia, viene spesso diagnosticata tardivamente.

Il nuovo farmaco

I dati degli studi ci mostrano come, oggi, fino al 25-30% dei casi i pazienti trattati con gli agenti anti-TNF non rispondano alla terapia già tra le 12 e le 16 settimane dall’inizio del trattamento. Tra questi, si va incontro a un secondo fallimento nel medio lungo periodo in una percentuale che oscilla tra il 20% e il 45% dei pazienti, afferma Ambrogio Orlando, Responsabile della Unità di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti "Villa Sofia-Cervello" di Palermo. “Se consideriamo le caratteristiche della patologia da un lato e lo stato attuale dello standard terapeutico dall’altro, abbiamo una situazione in cui la risposta più importante da dare al paziente è quella di un farmaco che sia sicuro e efficace nell’immediato e al tempo stesso mantenga la risposta nel tempo, che significa evitare i fallimenti delle attuali terapie e soprattutto ridare una prospettiva di normalità alla vita di queste persone”.

La cura - Ustekinumab, sviluppato da Janssen, è un anticorpo monoclonale delle interluchine 12 e 23, il cui ruolo nella patogenesi della Malattia di Crohn è stato dimostrato negli studi preclinici. L’azione del farmaco previene il legame tra i due fattori e il loro recettore, riducendo in questo modo l’attivazione delle cellule immunologiche. “Il primo elemento è che Ustekinumab ha dimostrato di portare un miglioramento clinico repentino, con un alto tasso di risposta entro le tre settimane dall’inizio della terapia”, spiega Silvio Danese, Responsabile Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell'Intestino, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI). “La rapidità è parallela a un mantenimento della risposta. Inoltre, abbiamo a disposizione dei dati sull’azione sistemica anti infiammatoria del farmaco, tra cui la riduzione dei marcatori infiammatori, già dalla terza settimana di trattamento. Le molecole infiammatorie rappresentano un target per il miglioramento biologico, il che sostiene ulteriormente l’efficacia clinica della terapia. Data quindi l’azione sistemica di Ustekinumab, possiamo aggiungere che un’opportunità ulteriore è quella che si prospetta per i pazienti con concomitanti malattie immuno-mediate, tra cui quelle dermatologiche e reumatologiche”.

Un ultimo, non meno importante, elemento di novità è rappresentato dallo schema di somministrazione di Ustekinumab, che prevede solo la prima induzione per via endovenosa presso il centro e poi la terapia di mantenimento da farsi ogni 3 mesi per via sottocutanea. “Una cosa non da poco per la persona che deve gestire una terapia cronica”, commenta AMICI. “Si tratta di 4 iniezioni all’anno, che il paziente si può fare a casa da solo”.

Ustekinumab è stato approvato in Italia con l’indicazione per il trattamento di pazienti adulti affetti da malattia di Crohn attiva di grado da moderato a grave, che hanno avuto una risposta inadeguata o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o ad un antagonista del TNFα o che hanno controindicazioni mediche per tali terapie. Per venire incontro all’informazione da ottobre partirà un cortometraggio dal titolo: Aspettando Crohn, l’agenda impossibile”, realizzato con ironia e un pizzico di irriverenza dagli youtubers romani The Pills, che sarà trasmesso nei locali cinematografici. Prima tappa della promozione in Lombardia nel circuito Spazio cinema di Milano , Monza e Cremona e nel 2019 in Emilia Romagna, Lazio, Piemonte e Sicilia. Per Massimo Scaccabarozzi, amministratore delegato e presidente di Janssen Italia, ha sottolineato l’importanza per l’azienda di essere entrata in questo filone di ricerca, dove esistevano ancora bisogni per i pazienti. Il nostro impegno va nella direzione di iniziative di respiro sociale, non limitandosi alla ricerca e allo sviluppo dei farmaci”. Il cortometraggio è su www.mici360.it

Edoardo Stucchi
 


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“Donne a perdere”. Piccole storie di ordinaria quotidianità

Milano, Palazzo Lombardia, martedì 18 settembre: inaugurazione della mostra “Donne a perdere”. Piccole storie di ordinaria quotidianità.


 
L’esposizione, a cura di Carla Bruschi e Barbara Sanaldi in collaborazione con Regione Lombardia, denuncia la violenza sulle donne e sarà aperta tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 fino alla fine del mese di settembre
 
La mostra “Donne a perdere”. Piccole storie di ordinaria quotidianità, allestita presso lo Spazio N3 a Palazzo Lombardia dal 18 al 30 settembre 2018, racconta il quotidiano martirio di alcune donne vittime di violenza. Quindici opere di Carla Bruschi accompagnate da altrettanti racconti della giornalista Barbara Sanaldi. Attraverso un percorso che ricalca idealmente le quattordici stazioni della Via Crucis, sono rappresentate quattordici storie. La quindicesima simboleggia la Resurrezione e lancia un messaggio di impegno e di speranza. Una mostra che veicola un messaggio diretto, senza filtri, senza mezze misure, senza ipocrisie, per fermare queste stragi quotidiane. Ogni racconto di Barbara Sanaldi ha ispirato la pittrice Carla Bruschi, che l’ha trasfigurato e rappresentato tra i simboli della modernità, per enfatizzarne la contraddizione e amplificare l’impatto emotivo.
Ogni tela, affiancata dal racconto che l’ha ispirata, guida i visitatori nella vita interiore delle protagoniste, condividendo le loro paure, le loro angosce, il senso di solitudine profonda e di tragica impotenza. Ogni storia, raccontata e raffigurata, è un preludio di morte e ricrea un pathos che risveglia le coscienze.
Nessuno può fingere di non vedere, di non capire: sono stragi quotidiane che devono essere fermate. Donne a perdere vuole portare il tema della violenza sulle donne al centro del dibattito sociale e civile per contribuire a creare una società più equa e generativa, in cui il divario di genere, che manifesta ancora oggi elementi fortemente discriminanti nei percorsi formativi e professionali, viene esplorato nella sua espressione più tragica e patologica per poter risvegliare le coscienze di tutti e sconfiggere la cultura che le genera. Riconoscere i gesti che stanno alla base di uno stereotipo serve a prevederli e a superarli.
Attraverso l’arte e la creatività, Carla Bruschi e Barbara Sanaldi denunciano questo inutile e drammatico martirio quotidiano e promuovono una cultura della prevenzione e della non violenza.
Realizzata in collaborazione con Regione Lombardia, la mostra sarà inaugurata martedì 18 settembre 2018, alle ore 19.00 nello Spazio N3 di Piazza Lombardia a Milano. È prevista la partecipazione di Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia.  Sarà possibile visitare gratuitamente la mostra dal 19 al 30 settembre ore 10.00-18.00 dal lunedì a venerdì.
 
Informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
CARLABRUSCHIBiografia
Il percorso artistico di Carla Bruschi inizia in giovane età e da subito la sua pittura non indaga le forme, bensì lo spirito che le anima. Ha frequentato i corsi liberi all’Accademia di Brera. Ha sempre rappresentato nelle sue opere la sua realtà, contaminata dai limiti umani che una donna coraggiosa incontra sul suo percorso di autodeterminazione nella società moderna. Anche quando si arricchisce nel tempo di nuove formule espressive che integrano materiali come sassi, specchi rotti, stoffe, interpreta i grandi temi dell’attualità indagando a fondo nei sentimenti di chi la circonda. Calamitata dalla bellezza e dalla creatività del mondo della moda, crea abiti, accessori, oggetti d’arredo. Dalla ricerca di nuove formule espressive nascono gli Alieni, arte da indossare: una collezione di gioielli che Carla compone pezzo per pezzo, uno ad uno, mossa da istinto, piacere del contatto ed empatia con tutto ciò che di immateriale e di ignoto la sfiora. Ha esposto nelle migliori Gallerie nazionali e europee. La consacrazione come artista poliedrica arriva con le sue due ultime mostre milanesi patrocinate da Regione Lombardia: nel 2015 alla Casa Museale Tadini, e nel 2016 alla Società Umanitaria. Critica e pubblico hanno riconosciuto la grande capacita di Carla di leggere con occhi critici e propositivi il nostro tempo.
 
BARBARASANALDIBiografia
Giornalista pubblicista, cronista, narratrice. La scrittura è il tratto dominante della vita di Barbara Sanaldi, che esordisce nel mondo della cronaca ancora studente con il periodico locale Segrate Oggi ed è, al liceo, tra i fondatori del giornalino scolastico Makia, periodico ancora attivo – ad oltre 30 anni di distanza – tra le aule del liceo scientifico Niccolò Machiavelli di Pioltello. Nel 1990 comincia, con il quotidiano Il Giorno, la sua esperienza di cronista, per il quale si occupa di seguire avvenimenti, fatti, episodi, attualità, della zona Martesana e del Sud Milano. La cronaca locale resta l’attività principale anche quando nell’anno 2000, è la Redazione Metropoli del Corriere della Sera a chiamarla. Con il principale quotidiano nazionale, Barbara collabora fino al marzo del 2017, qui si occupa di cronaca di rilievo anche nazionale. Dall’aprile 2017 si occupa di cronaca locale per Il Cittadino di Lodi. Nel frattempo però ha raccontato anche altre storie e percorso altre strade, affiancando all’esperienza dura e spesso sfibrante della cronaca, nera e non solo, la lievità della fiaba: nel corso degli anni ha pubblicato tre raccolte dedicate ai bambini, “Sogni di Carta”, “Piccole storie per mamme e bambini” e “Storie di magia, amicizia e fantasia”. Cura anche un blog di scritti e pensieri. I racconti che fanno parte di “Donne a perdere” nascono dalla volontà di superare la barriera emotiva che ogni giornalista deve costruire tra se stesso e ciò che racconta, mettendosi in gioco e provando a costruire un ponte di umanità capace di traghettare emozioni e impegno.

redazione recsando


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Allarme legionellosi in Lombardia: il rischio di contagio e la prevenzione necessaria

 Allarme legionellosi in Lombardia: il rischio di contagio e la prevenzione necessaria
“E’ una malattia benigna per chi non ha problemi polmonari, ma può essere letale per soggetti immunodepressi e anziani” spiega il prof. Massimo Galli, Presidente SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali


 

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Se puoi pensarla puoi farla

Fin dai tempi antichi, quello del volo è stato per il genere umano un motivo di aspirazione e tormento, come ben ci insegna l'episodio mitologico dell'insuccesso di Icaro.
Il vecchio sogno del volo, quindi. Come ha ben spiegato il grande filosofo ed epistemologo Gaston Bachelad nel suo " La psicoanalisi dell'aria ", il volo richiama subito nella mente e nel corpo la fluidità e l'impalpabile, evoca distacco ed evasione dalle catene che ogni giorno ci legano a quella terra che è e sarà il nostro giaciglio.
Il bisogno di volare prevede però delle ali per essere portato a compimento, naturali o artificiali che siano, nota questa tutt'altro che trascurabile, oppure un mezzo che possa riempire le nostre mancanze fisiologiche e meccaniche per aiutarci nel sollevamento, vale a dire supportandoci nel far sì che si possa attuare la vendetta della leggerezza contro quella infausta gravità che ci vincola e ci schiaccia.
Il significato del volo di Icaro è quindi spiegabile con la sopravalutazione imprudente delle proprie capacità, col mancato riconoscimento dei propri limiti, e , quindi, con la scelta di compiere delle azioni al di sopra delle proprie forze.
Ma questo non avrebbe dovuto essere un articolo che andava a trattare l'inaugurazione della ciclabile sospesa sul Lago di Garda ?
 
Ebbene sì, sabato 14 luglio 2018 infatti vi è stato il taglio del nastro dei primi 2 kilometri ( più precisamente 1980 metri ) della nuova pista ciclopedonale considerata a buon ragione da molti " la più bella d'Europa ", se non del mondo.
E questo non è altro che il piccolo ( ma mozzafiato, credeteci ) prodromo di un anello che a costruzione ultimata circumnavigherà tutto il Lago di Garda per una lunghezza complessiva, tenetevi forte, di ben 140 chilometri tondi tondi.
Impressionante vero ?
Ma l'Italia non era quel paese dove era impossibile realizzare infrastrutture rivolte alla mobilità lenta o dolce ( chiamatela pure come volete, l'importante, come sempre, è la sostanza dei fatti e delle cose ) di una certa importanza e consistenza tecnica e di budget complessivo elevato ?
Se puoi pensarla, puoi farla !
Abbiamo voluto intitolare così il nostro pezzo di cronaca in presa diretta ( noi di RecSando / Bicipolitana Network,  eravamo infatti a Limone sul Garda e abbiamo assistito in real time all'inaugurazione tenutasi, tra l'altro, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture On. Danilo Toninelli e dell'Assessore regionale allo Sport della Lombardia Dott.ssa Lara Magoni ) proprio perché ciò che è successo sabato scorso nella splendida cornice della cittadina ubicata sul versante bresciano del meraviglioso Lago di Garda è la prova provata che, anche in Italia, amministrazioni lungimiranti e rivolte con lo sguardo verso il futuro devono e possono contribuire in maniera determinante alla crescita del paese, anche e soprattutto in quei frangenti che ci vedono fanalini di coda in Europa.
 
Ciclabile del garda Ciclovia sul Lago di Garda - Limone
 
E quando questi impegni sono presi sul serio e diventano stelle polari nell'agire amministrativo quotidiano, allora i risultati possono essere davvero sorprendenti, come nel caso della pista ciclopedonale che stiamo qui descrivendo.
Leggiamo a ogni piè sospinto, soprattutto nel periodo estivo, che l'Italia, il Belpaese dunque, potrebbe sostentarsi anche e solo andando ad attingere dai suoi inesauribili e inestimabili giacimenti petroliferi che tutto il mondo ci invidia. Ma cosa avete capito ? Non stiamo parlando di carburanti, bensì di quelli che Giovanni Spadolini chiamava i " giacimenti culturali italiani ", vale a dire le nostre infinite bellezze storiche, artistiche, naturali e paesaggistiche, come in questo caso appunto.
La ciclopista " più bella d'Europa " risulta inoltre essere un'infrastruttura strategica oltre che mozzafiato, lo ripetiamo. Raggiungere infatti Riva del Garda, in provincia di Trento, partendo da Limone in bicicletta, vorrà dire da adesso avere la possibilità, volendo, di proseguire pedalando verso l'Austria, sfruttando quel percorso già esistente e che però si fermava sulle sponde trentine del Benaco, l'antico nome dato dai Romani al Lago di Garda.
 
Quei 1980 metri sospesi tra acqua e cielo diverranno ora, immaginiamo senza aver paura di sbagliarci, i primi metri di una calamita fortissima capaci di attrarre le più svariate forme di cicloturismo, da quello italiano a quello europeo ( con i paesi di lingua tedesca in primis ) e forse mondiale. Un piccolo dato per far capire le possibili ragioni di un boom atteso a breve: se lo scorso anno la città di Limone sul Garda ha registrato come visitatori circa, tenetevi forte, 1 milione e 300 mila unità, di quale delta potrebbe andare a incrementarsi questa cifra se le immagini fotografiche e i video relativi all'inaugirazione della ciclabile varcheranno i confini lombardi ( abbiamo usato un eufemismo, ovviamente ) ?
 
Noi crediamo che questo delta si incrementerà e di molto, soprattutto se chi vedrà le immagini relative a sabato scorso proverà a chiudere gli occhi cercando di calarsi con testa e cuore a riflettere su cosa significhi camminare o pedalare sospesi nel vuoto cullati tra l'azzurro del lago e quello del cielo. Un'esperienza unica, credeteci. E imitateci. Perché è nei sogni che si realizzano che l'uomo trova la forza di lasciare il mondo un pizzico migliore di come l'ha trovato.
E stavolta, senza dover scomodare Icaro, quei sognatori che non si sono fermati alle difficoltà imposte da acqua e roccia, ci sono davvero riusciti.

 
Bicipolitana Network - flavio mantovani
 
 


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