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Gli Occhi Grandi Color di Foglia
Trsg. BAND in concerto
Fabrizio De Andrè

due racconti per un concerto a cura di Rosy Simone e Elisabetta Cipollone - Fotografia (130 foto by RecSando / Luigi Sarzi Amadè)

Gli Occhi Grandi Color di Foglia Trsg. BAND

Sfoglia l'album fotografico con le frecce oppure guardalo su Flickr PRO RecSando ( 30 foto  by Luigi Sarzi Amadè)

Ho assistito il 26 Novembre c.a. ad una serata magica al teatro De Sica di Peschiera Borromeo.
Uno strano connubio tra ascoltare le canzoni del sempre compianto e nostalgico, Fabrizio De André , arrangiate e interpretate dalla Trsg.band, e le riflessioni combinate dei detenuti del Gruppo della Trasgressione, sui loro periodi più bui, sul lavoro compiuto in questi anni e sui progetti avviati insieme a liberi cittadini che fanno parte dello stesso gruppo, formato da circa un centinaio di persone.
 
La serata uno spettacolo con il patrocinio della città di Peschiera Borromeo e il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De Andrè ONLUS.
 
 Il GRUPPO DELLA TRASGRESSIONE nasce grazie allo spirito di abnegazione di un uomo forte e determinato, il Dott. Aparo Angelo Psicoterapeuta, che da 39 anni collabora con le carceri di Opera, Bollate, e San Vittore.
Ha collaborato come professionista consulente con il Ministero della Giustizia per circa 36 anni, attualmente collabora con Sert, servizio tossico dipendenza.
È un suo progetto che nasce 21 anni fa, gli dedica tutto il suo tempo è un lavoro ma anche un laboratorio, un sistema rivoluzionario culturale, per rivedere il sistema carcerario.
Il laboratorio è ricco di risorse umane, un MIX di uomini e donne, che si incontrano tra loro, ex detenuti, studenti, artisti, giornalisti, medici, detenuti...anche ergastolani tra loro, vittime e carnefici,  per far nascere il desiderio della rinascita.
Attraverso il teatro  IL MITO DI SISIFO e i concerti sulle e solo musiche e canzoni del mitico Fabrizio De André. La band è formata dallo stesso Dott. Aparo detto Juri che suona la chitarra e canta, da un violinista, un pianista, e un elemento che suona tutti strumenti a fiato, persino il Maranzano suonato come un liuto. Tutta la band ha una performance efficace e di grande impatto emozionale.
 
Le canzoni vengono intercalate dai racconti vivi e struggenti dei detenuti presenti in teatro, a vederli sul palco parlare in modo forbito e fluido, non penseresti mai che vengono da esperienze forti , tanto da ricevere condanne da trent'anni, all'ergastolo, certo ci vuole poco a capire che sono stati assassini, anche feroci, ma in questo caso il carcere, certo tipo di carcere è stato per loro un cammino verso la redenzione, se così si può dire.
 
Come l'esperienza di A. S. Condannato a 30 anni, omicida per conto della Camorra, ne ha trascorsi 25, adesso è un ambulante di frutta e verdura, come alcuni di loro, rientra tutte le sere in carcere.
Il suo racconto è struggente, lontano mille miglie dalla sua vita pregressa, ha 45 anni, adesso alla ricerca dei veri valori, che prima pensava fossero i beni materiali disposto a tutto anche ad uccidere per averli, chiaro che il contesto sociale in cui viveva non gli poteva certo facilmente far scegliere altre strade che gli indicassero la retta via.
 La domanda è... Chi avrebbe dovuto indicare la RETTA VIA, parliamo di giovanissimi uomini che si aspettavano di essere educati, ma mancavano le FIGURE, che avrebbero potuto fare questo.
Adesso spera di trovare l'amore, ed avere un figlio, a cui trasferire tutti i sentimenti che ha scoperto di avere in questo cammino DELLA PUNIZIONE, così ha definito questo percorso che ha accettato, perché sa' che è giusto dover espiare in qualche modo le sue brutte azioni. 
Ma adesso che ha ricevuto e conosciuto tanto bene al posto del suo male, egli è pronto a darlo.
È stato bello ascoltare la sua storia, guardare i suoi occhi vivi e diretti, però non ho avuto il coraggio di chiedergli, se lui si fosse PERDONATO.

Durante la serata non sono mancati messaggi che inducevano alla riflessione,  e forse più di una.
Un contesto , una storia sbagliata, può servirci per disconoscere e allontanare parti di noi stessi che, non vogliamo accettare o per riconoscere le spinte problematiche che si agitano dentro di noi e con cui abbiamo bisogno di imparare a comunicare.
 
 E come le foglie a Novembre, cadiamo, mutiamo e a volte siamo anche calpestati.
Scopriamo così di avere tante sfumature che non pensavamo di avere. Ascoltando le storie di questi uomini, viene ancor di più la voglia di vivere,
di ricominciare il domani con una consapevolezza di essere stati, noi comuni mortali , normali con una vita magari con poche emozioni, fortunati.
 
Stasera ho visto il male e il bene incontrarsi, e hanno deciso di fare una danza, la danza dell'AMORE e del PERDONO che tutto vince e tutto può.
Stasera ho visto e capito la Parabola del " RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO."
 
Rosy Simone
Mediglia.


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“Non mi sono ripresa ancora dal fiume di emozioni provate  al concerto lunedì sera.
Credo sia stato tutto perfetto !
E non parlo di musica o di sonorità e nemmeno di tecnica .
Parlo di umanità .  Quella ritrovata di chi ha tanto sbagliato .  Quella nostra che, forse troppo spesso, puntiamo il dito.
Da giudici
Da inquisitori.
 
Io per prima.

E ieri sera 410 persone hanno ricevuto una carezza .
Un sussulto
E in quella sala anche troppo gremita
e’ emersa un’unica e sola verità .

Il male si può fermare.
Il male, per quanto possa durare, si può arginare .

Il bene no!
Il bene e’ contagioso
E si espande
E si allarga
 Infinitamente “
Elisabetta Cipollone




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