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Da una festa per gli anniversari di matrimonio a un’altra. Non solo 50 anni di convivenza ma da uno a 64!
Questa volta siamo nella parrocchia di San Marziano a Sesto Ulteriano, guidata da don Antonio Loi, anche cappellano al carcere di Opera. E’ una giornata speciale per la comunità della frazione sangiulianese. Alle celebrazione della messa domenicale del 18 Maggio si festeggia  l’accoglienza nella comunità di 6 bambini che saranno battezzati a breve, e  si festeggiano gli anniversari di matrimonio, di tutti gli anni:  34 coppie che hanno da uno a 64 anni di vita in comune. Ma è anche l’occasione dove il celebrante, Don Antonio Mazzi, festeggia 30 anni alla guida della comunità di recupero Exodus: 30 anni che si diverte, mi risponde  all’inizio, alla domanda di cosa significa questo periodo. Veronese classe 1929, ordinato a Ferrara sacerdote nel 1956, conosciuto da tutti perché va in TV,  ma tanti sanno della sua attività per il recupero di tossicodipendenti.(O viceversa?).   Nel suo saluto il don padrone di casa, racconta l’inizio della loro conoscenza. L’avergli dato la possibilità di essere d’aiuto anche ai ragazzi di Opera. Riconoscendogli la capacità di essere loro di grande aiuto. Aggiunge don Antonio: sembra un po’ rude, ma è di una grande tenerezza, basta aver notato come ha “segnato” i bimbetti all’ingresso, con buffetto incluso.
Don Mazzi rompe il silenzio con gli Auguri a sposi e genitori dei bimbi. Ma arriva subito al nocciolo  del tema in causa. Senza Amore non si festeggerebbero queste unioni.. E non si parla dell’amore    che spesso oggi intendono i ragazzi, quello che rischia di finire presto, quello basato sulla fisicità. La grandezza dell’Amore sacramentale,  ricorre alla Parola. L’Amore è parola, è parlarsi. Tra coniugi, ma anche tra genitori e figli. Ricorre a parole un po’ forti per spiegare il contrario di parlarsi.  Ovvero l’uso dei telefonini, per dirsi cose importanti, per salutarsi! Assurdo. L’importante è guardarsi negli occhi. A suo dire, i problemi più grossi derivano dai problemi di relazione, di relazionarsi con gli altri. Pensa ai suoi ragazzi, “figli” di genitori a cui è mancata la parola, e a quelli  che sono morti, per questo.. Quanta tristezza! Pensa alla corsa che si fa verso il “dio-denaro”, in maniera così ossessiva da far dimenticare la famiglia. Ma anche alla necessità dei soldi, che porta a dover lavorare da mattina-presto a sera-tardi che toglie la possibilità di dialogo tra i componenti della famiglia durante la settimana, facendo slittare le parole al fine settimana. Sarebbe così importante cenare tutti insieme, e non per usare quel tempo a parlare dei voti a scuola. Ma per parlarsi, per comunicarsi cose vere e belle, parole di vita. E magari qualche regola.. E poi chiedersi:  dove sta di posizione il denaro nella nostra scala dei valori? La risposta è l’artefice del nostro futuro…

Redazione Recsando Angela Vitanza

 
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