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25 APRILE 2014, UN PASSO OLTRE

 

 

Non possiamo essere sempre tutti contenti e tutti d’accordo sulle modalità di svolgimento di una celebrazione come quella del 25 Aprile. (Come succede anche per il 1° Maggio, il 2 Giugno o il IV Novembre). Ma ripeto quanto già scritto lo scorso anno. A questa manifestazione ci dovrebbero essere meno bandiere di partito o sindacali, e più Tricolori, ad accompagnare lo Stendardo dei Partigiani e gli Stendardi delle Associazioni di Volontariato. Non possiamo essere tutti contenti, e difatti qualcuno si è sentito escluso, non invitato, altri hanno dissentito sull’iniziativa di partire da Largo Caduti di Nassiriya, addirittura dalla Caserma dei Carabinieri: ovvero infrangere un tabù, dice Lorenzano. Doveroso credo.. I Carabinieri vigilano sulla nostra Libertà e sulla nostra incolumità.

Bella camminata, con Il Corpo Musicale della Libertà a salutar la Bella…: Partenza dalla caserma, prima tappa al Cimitero per onorare i Defunti, - come non pensare anche Aldo Lotti, da poco scomparso, fino allo scorso anno sempre presente in questa giornata – poi fino al Municipio nella Piazza dedicata a Sandro Pertini, e infine attraversare il centro per arrivare in Piazza della Vittoria e commemorare i caduti, davanti al Monumento che non ce li fa dimenticare. Inno Italiano, Fischia il Vento e O’ Bella Ciao precedono storie di giovani ragazzi che hanno donato la loro vita per la nostra Libertà, raccontate da tre ragazze del Corpo Musicale. Altri nomi che si aggiungono alla storia: Antonio che scrive alla famiglia; Bruno –studente diciannovenne condannato a morte- che scrive alla fidanzata Edda; Costanzo che scrive al suo piccolo Mario, a cui raccomanda di voler bene alla mamma e alla nonna, ma di ricordarsi di voler sempre bene alla Patria, per la quale lui sta dando la vita con il sorriso sulle labbra.


Francesco Maroni, Presidente della Sezione ANPI di S. Giuliano, legge un brano di Antonio Gramsci che potrebbe sembrare scritto recentemente, invece è datato 11 febbraio 1917: Da “Sotto la Mole” Odio gli Indifferenti… “L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.L’indifferenza è il peso morto della storia”.  Da lì a poco sarebbe nato prepotentemente il fascismo. Per indifferenza degli italiani? Saremo capaci di far tesoro di quella tragedia per respingere nuove dittature, diverse nelle modalità ma con evidenze inquietanti: antipolitica, (considerando la politica servizio al bene comune ndr) corruzione, razzismo, omofobia, miseria etica. Saremo capaci di portare a termine una vera Unione Europea, per il bene dei popoli, e non solo delle banche, per scongiurare per sempre una guerra tra europei?

L’intervento del rappresentante Provinciale ANPI oltre che deputato PD alla Camera, Vinicio Peluffo, ci riporta a ricordare che si festeggia la Liberazione, anche grazie a quei giovani anglo-americani che hanno lasciato la loro vita sulla nostra terra, per la nostra libertà. Anche a loro oggi rivolgiamo il nostro Grazie. E un pensiero di Umana Pietà va anche ai morti dell’altra parte.




Il Sindaco Lorenzano, al terzo anno di questa ricorrenza, si aggiunge ai ringraziamenti rispettosi a coloro che in questa giornata di Festa ricordiamo perché hanno dato la vita, contribuendo a far rinascere la nostra casa comune: l’Italia. Ricorda, Lorenzano, la pesante eredità lasciata dalla Guerra. Ma un fronte comune, ha fatto sì che ci fosse una Rinascita. Messa in pericolo più tardi, negli anni 70, dai famigerati anni di piombo, per arrivare a una degenerazione della politica, alle stragi di mafia, all’attuale crisi economica. Dovremmo far tesoro di questi 69 Anni di esperienze, dove cadere e sapersi rialzare è stata la nostra forza.

La celebrazione finisce con i saluti del parroco don Lino Maggioni. Ultimo intervento, ma di quelli che lasciano il segno e lo spunto di riflessione, il compito per casa: Il 25 Aprile ci ricorda due valori che non possono essere dimenticati. La Liberazione e la Riconciliazione. Siamo chiamati quotidianamente a tenerne conto, malgrado costi tanto. Ma tutto ciò che è prezioso costa tanto.

Redazione RecSando Angela Vitanza – Foto Luigi Sarzi Amadè

 

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