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STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE
... in piedi Signori davanti ad una Donna


Il 25 novembre 1999 è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Giovedì 24 novembre, presso la Sala Consiliare del Municipio, il Comune di San Giuliano Milanese in collaborazione con Moon Theatre mobile ha organizzato una conferenza sul tema alla quale sono intervenuti l’assessore per le pari opportunità Alessandra Magro, il Maresciallo Roberto Zorzetto della Tenenza Carabinieri di San Giuliano Milanese lo scrittore Gino Marchitelli, Patrizia Menapace per il Gruppo “NO violenza sulle donne SGM” e gli avvocati Cinzia Papetti e Chiara Guarrella. A seguire è stato portato in scena “Amore in rosso”, una rappresentazione teatrale dedicata all’aspetto psicologico della violenza, recitata egregiamente da Karin De Ponti e Eleni Marangakis.
È importante capire che per violenza sulle donne non si intende solo violenza fisica o sessuale, ma si parla anche di violenza psicologica ed economica.

Purtroppo nonostante siamo nel 2016 è un fenomeno in crescita che riguarda donne e ragazze di ogni età. L’assessore per le pari opportunità Alessandra Magro ha riscontrato che anche nel mondo politico vi è un pregiudizio di base nei confronti della donna testimoniato dalla presenza, per legge, delle quote rosa. Forse una parte della colpa è anche di noi donne che molto spesso ci nascondiamo, non facciamo vedere la nostra forza, il nostro talento per paura di essere giudicate. È ora di cambiare. Di violenza sulle donne si dovrebbe parlare tutto l’anno non solo il 25 novembre.

 

Il Maresciallo Roberto Zorzetto ha ribadito nel suo intervento l’importanza di denunciare atti violenti alle forze dell’ordine presenti sul territorio, andando in caserma senza avere paura, anche solo per parlare di quanto sta avvenendo tra le mura domestiche al fine di intervenire tempestivamente.

 

Patrizia Menapace per il Gruppo “NO violenza sulle donne SGM” ha ricordato che il problema della violenza sulle donne non è un problema delle donne e basta ma è un problema di tutti, donne e uomini, che sta diventando una vera piaga sociale.


L’organizzazione mondiale della sanità ha rilevato che una donna su tre ha subito maltrattamenti nella sua vita.

Una riflessione storico-culturale è stata proposta da Gino Marchitelli che ha sottolineato la presenza sin dal primo dopoguerra del maschilismo, considerato un elemento indiscutibile nella struttura familiare del nostro paese, portando l’uomo alla convinzione che tutto gli sia permesso dal complimento inappropriato alla violenza fisica. È allo stesso tempo curioso osservare come invece nei paesi nordici la donna è considerata al pari dell’uomo, in alcuni paesi addirittura governa un popolo. Se si vuole cambiare si deve fare un lavoro culturale sulla popolazione.

 

L’avvocato Cinzia Papetti ha sostenuto quanto sia importante fare campagne di sensibilizzazione rivolte alle scuole, perché la cultura la si fa e la si insegna sin da bambini. Fino a che si continuerà a dire ai bambini “non piangere come una femminuccia” si passa uno stereotipo sbagliato. Così come non si deve obbligare una bambina a fare la mammina con la bambola, o pulire casa, ma anzi si deve sentirsi libera di sognare di diventare un meccanico, un astronauta (vedi Samantha Cristoforetti), un capo di Stato…


Un progetto di sensibilizzazione deve essere rivolto anche ai mass media perché molto spesso trasmettono un’immagine della donna vittima o oggetto (“usata” per promuovere un profumo, un’automobile…). Al contrario l’uomo è spesso decorato come violento. Non passa mai l’immagine dell’uomo sensibile. Inoltre servono programmi di formazione per gli operatori, ovvero tutti coloro che entrano in contatto con le donne vittime di questi soprusi affinché si sentano accolte, capite e credute. Di recente sulla base della convenzione di Istanbul, alla quale hanno aderito 30 paesi, sono stati emanati strumenti e misure di tutela per la donna, inglobati a livello nazionale da 19 paesi. Tra gli strumenti creati ci sono i centri antiviolenza che in Lombardia sono solo 25, quando sulla base della popolazione dovrebbero essere più di 200. Questo dà l’idea di quanto ci sia ancora da fare a riguardo. L’avvocato Chiara Guarrella che presiede l’istituto nazionale per i diritti dell’individuo (INDI) un’associazione onlus che da assistenza a 360° e collabora con il “centro donna” di san giuliano milanese, è intervenuta assicurando che in virtù delle leggi statali, qualora una donna dovesse subire violenza all’interno del nucleo familiare non rischia di perdere i figli, anzi se denuncia il carnefice li protegge. È importante denunciare, non si deve avere paura, dobbiamo insieme dire “STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE”. Vorrei concludere con una frase di William Shakespeare:

"Per tutte le violenze consumate su di Lei,
per tutte le umiliazioni che ha subìto,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le ali che le avete tagliato,
per tutto questo:
in piedi Signori,
davanti a una Donna!"

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