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Giugno mese di grandi eventi nel nuovo popoloso quartiere di Zivido.
Il primo di questi , è stato  Domenica 21 Giugno, con la Solenne concelebrazione Eucaristica  in onore del Parroco della Frazione Sangiulianese  Don Franco Donati che festeggia  il 26 Giugno 50 anni di Ordinazione sacerdotale. Con lui sull’altare il Coadiutore  fino a 3 anni fa Don Gioel Ruiu e l’attuale don Emanuele Kubler Bisterzo: il Prevosto della Città fino allo scorso anno Don Lino Maggioni, l’attuale Don Luca Violoni e Don Vincenzo Colonna da Cinisello Balsamo.

Un commosso don Franco ha ringraziato tutti all’inizio della cerimonia,  soprattutto i numerosi fedeli, provenienti anche da San Giuliano Martire, la prima parrocchia dove lui  è approdato al suo arrivo nel settembre 1971. Per l’Amministrazione Comunale era presente il Vice-Sindaco, Gennaro Piraina.

Don Franco è una persona molto timida e discreta. Nato a Calcio in provincia di Bergamo nel 1941, è stato ordinato sacerdote il 26 Giugno 1965, sei mesi prima della conclusione del Concilio Vaticano II. La sua vocazione, ci racconta in una cordiale chiacchierata, ha avuto inizio fin da bambino: già in terza elementare decise che sarebbe diventato prete. I suoi genitori erano molto credenti e praticanti, addirittura la domenica il papà caricava i tre fratellini sulla bicicletta per raggiungere la Chiesa situata a oltre tre Km di distanza da casa. Dopo l’esame di quinta elementare, come si usava una volta, a 11 anni  entrò in Seminario,  prima a Cremona e poi a Venegono. Ricorda con gioia la sua esperienza di chierichetto, le vacanze con loro, le visite ai grandi santuari di Oropa e Varallo Sesia.
Senza titolo
Il suo primo incarico dopo ordinato, a Nerviano, dove è stato coadiutore per sei anni. Per fortuna il suo ministero  iniziò dopo l’entrata in vigore dei rinnovamenti apportati dal Concilio, per cui la messa celebrata in italiano. Certo all’inizio dovette fare i conti con ..se stesso, prendere misure e tempi da autogestire. Un bel cambiamento rispetto al seminario, dove era tutto programmato.
Il terzo anno di quegli anni coincise con le prime grandi contestazioni: era il 1968. I rapporti con le persone non erano facili, ciò che si era  imparato in seminario, andava rivisto alla luce delle nuove esigenze e dei nuovi atteggiamenti delle persone. Non è stato facile.   Erano anche anni in cui all’oratorio maschi e femmine erano separati. Lui avrebbe voluto invece far fare loro attività condivise. Erano anni in cui i genitori volevano che i cancelli fossero chiusi (solo che al momento della preghiera i bambini scappavano scavalcando i cancelli!) Li han lasciati aperti. (con il risultato che i bambini non scappavano più, anzi partecipavano più volentieri).

Ma i tempi non erano ancora maturi per questi salti, e queste e altre piccole incomprensioni lo portarono a cambiare ..parrocchia! Si era liberato un posto a San Giuliano Martire, per la partenza di don Luigi Brazzelli, così divenne secondo coadiutore, (il primo era don Paolo Masperi),  nella parrocchia guidata da  Mons. Luigi Carcano. Dieci anni trascorsi con diversi incarichi, di supporto al prevosto.  Fino al 1981, quando nella frazione di Zivido, continuamente in crescita, si pensò fosse necessaria una parrocchia autonoma. I marchesi Brivio avevano donato la stSenza titoloorica chiesina, loro cappella privata seppur aperta agli altri abitanti, guidata da don Erminio Scorta,  alla Parrocchia di San Giuliano Martire, parrocchia centrale. E così nel 1986 nacque Santa Maria in Zivido.  Con don Franco che da coadiutore ne diventava parroco.  Si pensi che in questi 34 anni, la popolazione del quartiere è decuplicata, passando da 600/700 agli attuali 6000 ca.  Così,  è come averla cresciuta, portata per mano. Don Franco è un pastore attento alle esigenze del suo gregge, pur con la sua timidezza, che fa sì,  come ci dice con sincerità,  di voler essere vicino e attento nelle varie tappe della vita, ai propri parrocchiani,  dagli incontri  per il battesimo dei nuovi nati, al catechismo, alle prime comunioni, alle benedizioni natalizie.  A questi eventi ama dedicare del tempo, che serve a conoscere meglio le persone.
   Ecco perché, alla domanda se ha mai avuto desiderio di cambiare dopo tanti anni di permanenza in città, risponde di no, ritenendo che con tutti i cambiamenti che avvengono nella vita, sia necessario un punto fermo, di riferimento,  come lo è un sacerdote. Anche se lui a volte si è trovato ad affrontare  contrasti  e scontri, per i diversi punti vista. Scherza su questo anche durante la celebrazione. Riferisce che spesso gli chiedono come si sta a Zivido. E lui spiritosamente risponde: bene, finora nessuno mi ha picchiato ! “Ma umilmente posso anche pensare di aver sbagliato, e riflettere che alcuni atteggiamenti possono essere smussati e migliorati, accettando anche le critiche, e riconoscendo i propri limiti”.

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Alla domanda su cosa pensa di Papa Francesco, arrivato quando sembrava  che la fede cristiana fosse in via di estinzione, risponde che egli ha  fatto grandi passi verso le persone, facendo sentire la sua vicinanza a tutti indistintamente, predicando accoglienza e non giudicando. La differenza la fa chi l’ascolta. La vera conversione è  mettere in pratica i suoi insegnamenti, e non limitarsi a dire che belle cose che dice, come è bravo, etc etc.

Anche temi che una volta erano inaccettabili, come la somministrazione del battesimo ai figli di coppie non regolari, oggi vengono affrontati con maggiore attenzione, in modo da non far sentire giudicati,  far sentire  tutti accolti , e  fare con loro un cammino di dialogo, confronto e ascolto. La Chiesa  in fondo è un tramite per arrivare a Gesù.  Arriviamo alla fine della bella conversazione con il tema della pensione. L’anno prossimo compirà 75 anni. La prassi è che si renda disponibile alle scelte dell’arcivescovo, che potrà lasciarlo ancora nella sua Zivido o chiedergli di  assumere un incarico da “residente” in altro luogo.

Manca un anno, ci penserà.  Per ora lo aspetta domenica prossima 28 giugno, l’altro importante evento: La consacrazione della Chiesa da parte del Cardinale Arcivescovo di Milano Angelo Scola.
La Chiesa, con la posa in questa settimana del fonte battesimale e del Tabernacolo definitivo, citata persino su una famosa rivista, e inserita nel circuito delle chiese da visitare,  suggerite dagli itinerari Expo 2015, è giunta alla completa costruzione.
Redazione RecSando Angela Vitanza – Grande servizio fotografico di Luigi Sarzi Amadè
 
 
 
 
 

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