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LA VITA SALVATA



Onestamente l'inizio di questa testimonianza mi ha infastidita, anzi buona parte. Ma come dice un proverbio, l'abito non fa il monaco. Perché la motivazione del disappunto, alla fine mi ha portata a fargli i complimenti per la serenità che traspare dalle sue parole.

Ci troviamo all'Oratorio San Marziano di Sesto Ulteriano, domenica pomeriggio 15 marzo.
Don Antonio Loi che lo guida, non è nuovo a questi momenti. Essere il cappellano del carcere di Opera, lo porta ad avere a che fare con casi umani simili quotidianamente. Lui ci mette cuore e anima per la loro rinascita. Ieri ha tenuto la catechesi sulla Parabola del Figliol Prodigo.
Oggi c'è la testimonianza di un quasi quarantenne, Simone, che sta scontando una pena di dieci anni per rapine , presso la comunità Exodus di don Mazzi.


La storia che racconta, con una voce pacata, ma volte allegra, tanto da indurre alla risata dei numerosi presenti, è quella di un ragazzo di famiglia agiatissima, che a tredici anni incomincia a sbandare per la troppa solitudine. Padre assente e madre anche; crescita gestita da tate e governanti. Come spesso vediamo nei film. La scoperta della combinazione della cassaforte, lo porta a trafugare una quantità enorme di soldi per quei tempi. Che usa magnanimamente con gli amici, offrendo a tutti di tutto e di più, acquistando una moto che non poteva guidare, acquistando abiti griffati, frequentando tossicodipendenti, e incominciando a far uso lui stesso di sostanze, pagando uno di loro per proteggerlo dagli altri. Fin quando un incidente con la moto (s)fortunatamente con i carabinieri, non interrompe questo circolo vizioso, eil papà si accorge di tutto, e anche di lui.
Nel modo peggiore. E GIU' botte, e confino a casa....per il furto. Ma gli compra una moto per far le gare, visto che gli piaceva tanto! Riesce anche a vincerne qualcuna nei campionati. Ma le sregolatezze mondane che non aveva mai abbandonato, non lo fanno progredire con la squadra. Anzi. E la nuova responsabilità dell'attesa di un figlio dalla sua compagna, convincono il padre che deve fargli fare qualcosa. Si fida a dargli una responsabilità in azienda. E LUI LA FA QUASI FALLIRE. Dilapidandone il patrimonio in macchine e gioielli, e mandando il padre in carcere....dove s..fortuna vuole, per Simone, che il compagno di cella fosse il fornitore della droga che spacciava. Quando esce lo allontana da casa e gli toglie i viveri. Risana l'azienda.
Ma questo benedetto ragazzo per rivedere il padre, deve quasi morire. L'assunzione di droga gli fa venire un'ischemia. che lo tiene tre mesi in coma, e tre sulla sedia a rotelle. E il padre gli concede un'altra “chance”:ha bisogno delle valvole nuove al cuore, e gli fa mettere le migliori..Quando si riprende, dopo qualche vicissitudine, lo obbliga ad entrare in comunità di recupero. Ma ancora una volta, la tentazione del male ha il sopravvento. In comunità conosce un individuo che lo convince che per guadagnare subito e infretta dei soldi è ad andare a rapinare banche.....in modo da poter acquistare un bar.
Il racconto di questi episodi è fatto in maniera esilarante. Tanto da sembrare di essere a Zelig..con gli spettatori che ridono alle battute...della descrizione su come organizzavano le rapine E pensare che quando leggiamo le notizie sui giornali non siamo così teneri.
La fine della testimonianza è con l'arresto, descritto come nella scena di un film. In fondo non erano due terroristi, e rapivano banche perché quei soldi sono assicurati..Non volevano fare del male a persone che i soldi li sudano....
Ma l'arresto coincide con la rinascita. Continua a ripeterlo che è stata la sua salvezza. Gira diverse case di detenzione, fino ad arrivare a Bollate. E' un carcere che ha all'interno l'area industriale. Ovvero luoghi di lavoro di detenuti per società esterne. Call center di diverse società. E lui inizia a lavorare. Gratuitamente. Ha imparato così bene il lavoro affidatogli, che è diventato istruttore del personale, di tecniche di vendita. Ed è diventato così bravo, che la sua fama è arrivata all'esterno.
E incomincia a correre, per passione e per tenersi in forma. Il passo successivo è il trasferimento nella comunità di don Mazzi. Fa il formatore di operatori per grandi società. Fa grandi numeri. Non cerca un guadagno. Non gli interessa il denaro. Gli bastano i rimborsi delle spese che sostiene per muoversi. Incontra un personaggio di una grande e importante Società. Che crede in lui, e gli da carta bianca. Fa guadagnare molto, ma molto. Per ora ancora non vuole essere pagato. Il denaro lo cambierebbe. E lui sta bene così. Ha un figlio diciottenne che cresce a distanza con sobrietà. Sente e vede qualche volta il papà,con la quale non ha ancora riacquistato il rapporto genitore/figlio. Sente qualche volta la mamma, la grande assente di questa storia,e con la quale non mi sembra abbia alcun dialogo.
Con la mente lucida ripercorre i tempi indietro, analizzando gli errori commessi, Sperando di trasmettere ai ragazzi presenti, il messaggio di non cadere mai nei suoi errori, di non cercare di avere il superfluo, non serve! Serve avere amici con cui parlare e vivere di presenza. Come prima che arrivassero i cellulari....
Sostiene di non aver mai avuto la Fede...ma quando corre o va in bicicletta dialoga con Gesù...Vuole allenarsi per fare la Maratona a Milano, Ha scoperto che donare rende liberi. Ha scoperto che la Vita ti sorprende quando meno te lo aspetti! Alla domanda se ha perdonato i genitori per la loro assenza, risponde che non c'è nulla da dover perdonare: Tutti i genitori fanno del loro meglio per i figli. Evidentemente quello era il loro meglio,
E' stato fortunato Simone, perché è stato fermato in tempo per potersi riprendere la vita.

Redazione RecSando Angela Vitanza – Foto Luigi Sarzi Amadè

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