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Grande successo per la prima conferenza pubblica organizzata dall’Associazione Solidarietà e Sviluppo, fondata dalla Dottoressa Eliana Cardella nel mese di marzo di quest’anno. E lo scopo dell’Associazione si delinea già nel Titolo della conferenza stessa: “Le politiche sociali in tempo di crisi”.

L’intento dell’Associazione è infatti quello di occuparsi di tematiche sociali, sanitarie, culturali e di aggregazione. Ma l’aspetto importante è l’idea di collaborare con le altre Associazioni che operano sul territorio, a cominciare da quelle che si occupano di Solidarietà, ma essere di queste anche un supporto. E infatti la prima notizia data dalla stessa Presidente nel dare il benvenuto ai convenuti, riguarda un’iniziativa il 24 ottobre a sostegno dell’A.I.O.S.S. Associazione che si occupa in Città di ragazzi portatori di disabilità. Sentiremo più avanti che queste idee, sono una delle soluzioni per combattere la crisi in atto…Ritornando alla conferenza, che ha riunito intorno al tavolo un certo numero di personaggi politici importanti più un qualificato esponente del mondo cattolico, è stato un dialogare sulle “esigenze delle persone, i nuovi bisogni e quali i servizi messi a loro disposizione”.
Sullo sfondo dell’invito alla serata, troviamo il bellissimo quadro di Pelizza da Volpedo “il Quarto Stato”, a ricordarci come è proprio dai gradini ritenuti più bassi della Società, ovvero quelli rappresentati da poveri, contadini e operai, parte il camino verso la luce, verso le soluzioni alla crisi, vorremmo dire oggi.


A introdurre la discussione, il Dr. Galdino Cassavia, Responsabile A.S.L. MI 2, per cui conoscitore dei bisogni e delle problematiche spicciole degli effetti della crisi, per esempio, triste conseguenza, il malato che riconosciuto invalido dallo Stato e dunque riceve il famoso “accompagnamento”, viene tenuto a casa dai familiari, in quanto quel reddito, seppur minimo, è utile a soddisfare i bisogni della famiglia. Oppure, l’aiuto che viene meno alle coppie con bambini, che non possono più contare sull’aiuto dei nonni, in quanto questi ultimi obbligati a lavorare fino a età avanzata, (un po’ per la legge Fornero, un po’ per esigenze di guadagno.. si sentirà più avanti). Snocciola dunque il coniuge della dottoressa Cardella, gli effetti della crisi sulle città, con dati e numeri che descrivono tagli, e purtroppo anche dei servizi, spesa Pubblica e Sanitaria, tasse, deficit, PIL, aumento della povertà, debiti delle famiglie e abbassamento del potere di acquisto e dunque abbassamento dei consumi… numeri e dati che ci sconvolgono ogni giorno di più…E’ certo che:
“L’ Inflazione è vicina allo zero – La disoccupazione giovanile è al 44% - Il rinvio pareggio di Bilancio è rimandato al 2017”
A moderare l’incontro e gli interventi dei relatori, Roberto Fronzuti, socio dell’Associazione e Direttore del Settimanale L’ECO DI Milano e Provincia.
Personaggi importanti, dicevamo, coloro che hanno partecipato al dibattito: Mons. Angelo Bazzari – Presidente Fondazione Don Gnocchi - Franco Mirabelli – Senatore, componente della commissione ambiente e politiche europee; capogruppo Partito Democratico nella commissione bicamerale antimafia al Senato- Enrico Pianetta – Membro del comitato di Presidenza di Forza Italia e Vice Presidente Seniores del partito in Lombardia.- Carolina Pellegrini - Consigliera di parità per la Regione Lombardia. - Paolo Branca – Sindaco di Carpiano - Tino Fumagalli – Segretario Fnp Cisl pensionati Milano metropoli.
Nei giorni in cui le discussioni al Governo in tema di soluzioni e decisioni per tentare di far ripartire il paese e aumentare l’occupazione sono continuamente in evoluzione, spontanea è la domanda al Senatore PD Mirabelli su quale sia il suo pensiero in merito: E Iui parte da lontano…”i tempi sono evidentemente cambiati, si vive di più, le aspettative di vita sono diverse da una volta quando la vita lavorativa iniziava da giovani e finiva alla pensione sempre nello stesso posto.. Oggi non è più cosi…si cambia lavoro spesso e non sempre per scelta del lavoratore- Per cui c’è bisogno che lo stato si faccia carico del lavoratore anche quando il lavoro non lo ha! Una volta legato al fatto di avere un’occupazione, c’era anche il possedere una casa, e siccome comprarla era un po’ impossibile.. allora si erano creati i fondi Gescal per costruire case popolari”. Ma i soldi son finiti, Lo stato non ha più costruito, e quelle già costruite non sono più così appetibili come prima, diventando quasi dei ghetti, destinate ai più poveri…La crisi ha aggravato i problemi, (chi si era comprato una casa residenziale perché aveva un lavoro, perdendolo non ce la fa a pagare un affitto o il mutuo concesso spesso con leggerezza dagli istituti di credito ndr). Non parliamo poi dei casi in cui le persone sono colpite da invalidità, come testimoniato dal moderatore. Niente di nuovo insomma, pérora le recenti decisioni del governo, il senatore, nella riforma del lavoro…Nella legge di stabilità ci sono 2 miliardi a disposizione per invogliare le aziende ad assumere a tempo indeterminato per tre anni dei lavoratori, tre anni in cui non pagheranno contributi INPS e IRAP. ( Non si dice però se i contributi per la pensione matureranno ugualmente o se il lavoratore assunto con queste premesse dovrà lavorare tre anni in più. E non si capisce nemmeno, se, come ha detto, finora lo stato si è occupato degli studenti: perché il periodo di studio universitario non viene conteggiato a livello di contributi, visto quanto costano le tasse, e riscattare il periodo ha un costo impossibile? Ndr.)
Al Senatore PDL Pianetta, è stata chiesta una riflessione sulla vita che si allunga…Risponde che la vita si sta allungando sempre di più, ma ovviamente bisognerebbe invecchiare bene. Vivere a lungo è bello, ma bisognerebbe vivere bene. E purtroppo non è sempre così. E le risorse nel campo della sanità, si spendono sempre di più per gli anziani. (Non dovremmo dimenticare che gli anziani di oggi, sono coloro di cui parlavamo prima, quelli che hanno ri-costruito l’Italia, che hanno lavorato quarant’anni versando contributi e pagando tasse certe, e avrebbero oggi tutto il sacrosanto diritto di essere curati bene senza ulteriori spese…). Certo bisogna trovare risorse per ovviare a queste nuove emergenze. E…allora dove lo stato non arriva, deve arrivarci il privato, come per esempio le associazioni di Volontariato e Solidarietà. Auspicando l’aggregazione di persone che consentano di aiutare i più sfortunati! La Politica la conosciamo bene…(non ce la fa) per cui dobbiamo assumerci la responsabilità di farlo personalmente. Perché dobbiamo dimenticare quando lo stato dava tutto a tutti. C’è da sperare, conclude, che non sia vero che nella legge di stabilità, ci sia la possibilità di togliere quattro miliardi alle regioni.. la cui mancanza andrebbe ad aggravare le già magre risorse nella Sanità.
Lasciamo ai lettori di fare le proprie riflessioni in merito a quanto sopra……personalmente sono smarrita al pensiero che solo negli “angeli” si può sperare. Dopo aver pagato tasse e contributi per la vecchiaia.
Carolina Pellegrini ci ricorda, (casomai ce lo fossimo già dimenticati) che stiamo vivendo un momento di crisi feroce, con enorme riduzione delle risorse pubbliche da utilizzare nel campo sociale, nelle regioni che a loro volta le hanno tagliato ai comuni. Crisi di lavoro, che ha tolto risorse alle famiglie.. La spesa sociale negli anni 90 era sostanzialmente la stessa di oggi, ma oggi è tutto cambiato e chi quell’importo lo stanzia non ne tiene conto. Non si tiene conto dei minori che hanno difficoltà, dei giovani che sono in maggioranza disoccupati. Anzi.. quell’importo non c’è più. Soldi non ce ne sono più!! Come non c’è più la rete familiare che si autosostentava una volta. Soprattutto perché le donne non possono più permettersi di stare a casa….un reddito non basta più. Sempre che si riesca a lavorare in due. E allora…ecco che tornano in aiuto le Associazioni di solidarietà e aggregative che possono aiutare le persone in difficoltà. E il Welfare dovrà pensare a regolamentarle. (Oddio, non correremo il pericolo che si rovini anche ciò che funziona?).
Una fotografia più attenta sulla situazione anziani (malati) in regione Lombardia, l’ha sviluppata Emilio Didonè, del sindacato CISL pensionati. Intanto i numeri: 370.000 anziani. Dei quali circa 120.000 usufruiscono di assistenza comunale/domiciliare o regionale e altro. 60.000 invece gli ospitati nelle RSA (residenze sanitarie assistite), 7.000 nei centri diurni integrati – La differenza, se non ha proprie forze per curarsi, è lasciata nella solitudine! Malgrado questi numeri e malgrado il milione di firme raccolte, non si è riusciti a far varare una legge per la tutela della autosufficienza. Unico stato insieme alla Grecia che non ha di queste leggi di tutela! Questioni di scelta su come spendere i soldi. Per pensioni di invalidità si spendono 600 milioni di euro l’anno. Quindi non è questione di soldi! Più che altro si spendono male! La fotografia, potremmo dire in bianco e nero, ci dice che i margini di miglioramento ci sarebbero se solo ci si occupasse del territorio con criterio, ascoltando le sentinelle che hanno a che fare tutti i giorni con le persone, che ascoltano i loro bisogni.. quali sono i medici di famiglia, e che si mettano a disposizione gli strumenti di valutazione che ci sono nei presidi ospedalieri, come si sta facendo ultimamente, in tutti gli orari.
Ci si avvicina a questo punto alla fine degli interventi. Il polso della situazione sociale di un Comune è certamente quello di un sindaco: Cosa può fare, se non allargare le braccia? Il sindaco è di un paese dell’Hinterland milanese, Carpiano. Dice Paolo Branca: vorrei non allargare le braccia. La crisi ha portato nuove esigenze e nuovi bisogni. Tutti i sindaci tentano di rispondere con nuove strategie. Con nuove alleanze. Aziende o Parrocchie che siano…..Con nuovi risparmi per il comune e per le famiglie, pensate..al piedibus…e pare funzioni. (Fa anche bene alla salute).L’importante è non credere che in tempi di crisi, si debba abbassare la qualità dei servizi.
L’ultimo intervento, forse il più atteso, in quanto il personaggio oltre che essere conosciuto e stimato, è Presidente della Fondazione Don Gnocchi al quale viene chiesto cosa si può dare a suo parere per le condizioni dei disabili. La Fondazione è intitolata appunto al Beato Don Carlo Gnocchi, che dell’Amore per i deboli, soprattutto i malati e i disabili, ne ha fatto la propria missione. Ed ecco Mons. Bazzari che ci parla con le parole di don Carlo: Io mi interesso della Vita. Davanti a queste situazioni, vinca la Speranza. Speranza che nasce dalle relazioni, amici, famiglie, condominìi…Basta partire da ognuno di noi.. che è poi il principio della sussidarietà.E’ ormai chiaro a tutti che la crisi è crisi di etica, di cultura, di politica. Il problema grande è la precarietà conseguenza della crisi.. Che porta a tutti gli altri problemi. E all’aumento dei bisogni.. Auspica Monsignore, che si possa incrementare la ricerca scientifica, e l’innovazione tecnologica. Sarebbero i risultati, utili al miglioramento della vita delle persone bisognose di cure. (E’ un vero peccato vedere i nostri giovani ricercatori doversi trasferire all’estero per poter portare avanti i loro e i nostri sogni).
Gli interventi hanno suscitato reazioni da parte del pubblico, e utili spunti di riflessione, che il moderatore ha invitato a esporre. E dunque abbiamo sentito parlare dei problemi delle amministrazioni locali, e delle soluzioni che si cerca di adottare. Sembra che l’Associazionismo solidale sia sempre al primo posto…Non per niente in sala ci sono molti rappresentanti delle Associazioni di volontariato di San Giuliano, e la stessa Associazione che ha organizzato la serata viene continuamente apprezzata per l’iniziativa. L’importante è che le Associazioni non “coltivino solamente il proprio orticello” ma si adoperino sempre per una stretta collaborazione tra loro, volta al bene dei bisognosi d’assistenza. Nello stesso tempo, ci vorrebbe un maggior sostegno da parte delle Amministrazioni a questi volontari che danno una grossa mano anche a loro, sostituendole spesso dove esse non riescono ad arrivare. (Immaginiamo se incrociassero le braccia…).
Mi ha colpita l’intervento di uno spettatore trascinato in sala dal figlio ventenne, unico giovane in sala, e già socio dell’Associazione organizzatrice. Armato di speranza che possa imparare qualcosa di politica. A mio parere, credo il padre abbia centrato un punto fondamentale, da cui siamo chiamati a ripartire: crisi è uguale a cambiamento. Bisogna per forza cambiare i propri punti di vista. Viva la solidarietà, ma ritorniamo ai valori, come la famiglia. (quando si disgrega è un problema per tutto e tutti!). Ritornare a insegnare i valori di solidarietà ai giovani, che saranno il motore del cambiamento.. soprattutto testimoniando con il proprio operato. E qui la politica deve fare il suo sforzo più grande.. ricostruire la credibilità!

Redazione RecSando Angela Vitanza




 

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