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E arrivò il giorno dell’ufficialità. Don Luca Violoni è dal  4 Ottobre, ricorrenza del Santo Patrono d’Italia Francesco, santo dell’Umiltà, della Povertà e della Carità, il nuovo Prevosto della Parrocchia di San Giuliano Martire.
Fin dalla metà del pomeriggio, molti  sono stati i fedeli che  hanno raggiunto piazza della Vittoria.

 

L’appuntamento era infatti per le 17 all’interno dell’oratorio, dove è stato allestito un palco per un primo saluto di accoglienza da parte della Comunità festante e dei confratelli delle altre Parrocchie. Il primo saluto, presentatogli dal cerimoniere Alessandro Zuccotti, è arrivato dal  Consiglio Pastorale, rappresentato per l’occasione da Fabio Frigoli: ”Oggi la nostra Comunità è in festa e vuole ringraziare il Signore per averla scelta, don Luca. Grazie anche all’Arcivescovo Scola e al suo qui oggi rappresentante Mons. Carnevali. Le chiediamo di sostenerci nel nostro cammino di Fede, soprattutto nelle fasi della vita in cui forte è il bisogno della vicinanza di Dio. Noi l’accompagneremo nel Suo cammino, affidando il suo nuovo Ministero a San Giuliano e alla Madonna del Rosario, nostri Patroni. Insieme pregheremo, lavoreremo e cammineremo come fratelli. Grazie, don Luca!” E’ stata poi la volta di tantissimi bambini, che dopo il benvenuto hanno intonato l’Alleluja, che vuol dire lodate Dio,  anche con i gesti. Don Luca ha ringraziato tutti i presenti per l’affetto dimostratogli, e ha assicurato la sua vicinanza per un cammino insieme, auspicando un ascolto comune di quello che ci vuol dire Gesù. In processione, preceduto dalla Banda del Corpo Musicale della Libertà, si è poi diretto verso il sagrato dove ad attenderlo c’erano le Autorità Civili con il Sindaco Lorenzano e gli Assessori Piraina e Carminati, e Militari, oltre le rappresentanze delle Associazioni presenti sul Territorio: Ben 91 ha detto don Luca, lo ha scoperto dopo aver saggiato la collaborazione tra esse in occasione della Cena della Solidarietà. Il Sindaco e il Prevosto si sono promessi reciproca collaborazione, avendo in comune l’amore per i propri cittadini; da una parte Lorenzano gli ha raccontato come è costituito l’attuale tessuto sociale della città, gente buona e operosa. “Le tocca ora, gli dice, proseguire sulla buona eredità lasciata da don Lino, contando però sulla sua forza e la personale capacità ed esperienza. Sperimenterà di trovare ancora sul nostro territorio una dimensione umana,  girando per le realtà sociali, conoscendo le associazioni di volontariato, così come le stesse sette parrocchie, che in questi anni hanno sviluppato un grande ruolo in città, animando la vita religiosa ma anche quella sociale”. Alla fine del discorso, oltre gli auguri di buon cammino, il dono, un tricorno, il cappello che contraddistingue un Prevosto. Don Luca confessa di indossare la talare (la veste lunga nera) dopo 13 anni dall’ultima volta. Ma che avrebbe indossato un tricorno.. no.. non se lo aspettava! Ci sarà molto da fare insieme, ognuno con il proprio sguardo, con il proprio modo di ascoltare, con la propria sensibilità, ma tutto è sempre volto al bene comune della comunità. Come comunità cristiana, abbiamo il dovere di captare le necessità anche con gli occhi della fede, chi  incontriamo. “Su questo intento invochiamo la benedizione del Signore”, conclude don Luca. Il benvenuto delle “7 Parrocchie, una sola Chiesa” , arriva dal decano don Marco Carzaniga: non c’è una fine a questo intrapreso cammino, esso è sempre in costruzione: è importante camminare nella fraternità, anche quando qualcuno “zoppica”. L’ultimo atto che si compie in esterno della Chiesa, è l’apertura del portone: tradizione vuole che il nuovo prevosto bussi con la Ferula, non ancora sua,  tre volte affinché gli venga aperto. Curiosità, la Ferula della parrocchia è la stessa che fu donata nel 1934 a Don Carlo Linati, che poi la lasciò in dono ai successori: il primo, Don Luigi Carcano nel 1959, scomparso l’estate scorsa; l’ultimo don Lino Maggioni nel 2003.
Il secondo Atto, è la dichiarazione ufficiale di incarico di Prevosto delle Parrocchie San Giuliano Martire e San Marziano e Matroniano a Sesto Ulteriano a don Luca  Violoni da parte dell’Arcivescovo Scola, in data 9 settembre 2014, letta dal decano. A cui segue il rinnovo delle promesse fatte il giorno dell’ordinazione sacerdotale. Il Sì, a essere sacerdote, il Sì ad accettare la carica di Prevosto di questa Comunità Parrocchiale.
Dopo aver ricevuto gli oli sacri, e dopo aver benedetto l’assemblea con acqua Santa del Fonte Battesimale, dopo aver ricevuto gli Auguri e le raccomandazioni…di buon cammino da parte del Vicario Episcopale  la Ferula è sua! E anche la presidenza della Celebrazione.
L’Omelia è il momento più atteso in queste occasioni. E don Luca non delude, non ci risparmia momenti di intensa riflessione: Il Vangelo, Luce sui nostri passi e guida del nostro cammino, sia guida della nostra vita. Oggi ci parla di delicatezza (quella dell’Angelo verso Maria per annunciarle che avrà un Figlio), di turbamento (quello di Maria nell’apprendere il messaggio), di incontro (andare incontro alle persone, come più volte auspicato da Papa Francesco), di emozioni (il punto di partenza della vita, non sono le idee o i valori, ma gli incontri e le emozioni che proviamo nei diversi momenti della nostra vita: innamoramento o vocazione che siano, ma anche dolori e sofferenze), di ascolto (per aiutare le persone che hanno bisogno d’aiuto con la dovuta calma), di domande, di dubbi, di Gioia. Sappiamo noi cristiani affrontare con il dono della Fede che abbiamo, tutto ciò che avviene sul nostro cammino. Smettendo di lamentarci continuamente delle avversità che incontriamo-  Combattendo le chiacchiere, che sono proprie di chi non ha nulla da fare. Liberiamoci dei fronzoli della nostra vita, come quello di credere di avere diritto di veto sugli altri -Liberiamoci dalla fretta - Stiamo insieme – Troviamo l’amore per cui vivere – Non perdiamo tempo per cose inutili – Tutti pensieri da non ritenere siano solo per la comunità cristiana, ma magari dell’intera comunità civile.
Redazione RecSando Angela Vitanza – Foto Luigi Sarzi Amadè
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