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di Paolo Rausa
Il 4 di ottobre 2014 alle ore 18,30 il murale di San Giuliano Milanese è stato consegnato alla città e poco dopo direttamente nelle mani del sindaco Alessandro Lorenzano, restaurato dal muralista Mono Carrasco, che proprio quarant’anni fa, il 4 ottobre 1974, giungeva esule nel nostro paese, costretto a scappare dal Cile in fiamme e insanguinato dalla feroce reazione della dittatura militare di Augusto Pinochet al tentativo democratico di Unidad Popular di Salvator Allende.  Mono aveva costituito immediatamente in Italia la Brigada Ramona Parra per continuare nel nostro paese la testimonianza di Resistenza. Nello stesso periodo giungevano anche a San Giuliano giovani esuli che formavano nel nome del grande poeta cileno la Brigada Pablo Neruda, che lasciava questo segno tangibile alla città per l’accoglienza ospitale che aveva ricevuto dai sangiulianesi.
‘E’ questo spirito che abbiamo inteso restituire alla città con il ripristino del murale!’ – ha dichiarato il presidente del Comitato per il restauro Paolo Rausa quando Mono Carrasco è sceso dall’ultima transenna del trabattello issato come per raggiungere il cielo che ha imprigionato come sfondo del murale. Questo spirito ha condiviso l’Amministrazione Comunale nel sostenere il recupero e il patrocinio all’iniziativa, alla quale hanno aderito con il loro contributo singoli cittadini, Associazioni (Anpi, IV Coordinata e Consulta delle Associazioni Culturali) e gruppi politici (Sel e Rifondazione Comunista). Ma non sono mancati i contributi in fornitura di materiali e lavoro (Colorificio Distico e Costruzioni Servizi di Agrate Brianza). Insomma un’opera della città a cui ha contribuito tutta la cittadinanza a seconda delle possibilità di ognuno. Sul piano artistico colpisce la cromia dei colori che esaltano la nostra biodiversità di genere e di specie, la bellezza della natura, dolce e gentile, la capacità dell’arte di contrapporsi alla barbarie delle bombe e degli obici che dagli affusti grigi vomitano fuoco e lanciano dardi che feriscono a morte la colomba della pace, la paloma blanca. Alla sera il concerto dei Giambellindios e di Carretera Sur al cine teatro Ariston con musiche andine e latino-americane, intonate dalla voce sublime di Ornella Vinci, ha concluso il percorso nell’arte, nella musica e nella storia cilene esemplificate nel murale di via Matteotti, che ricorda nel titolo la necessità per il popolo di restare unito per sventare i pericoli per la libertà e la democrazia delle dittature, sotto qualsiasi manto si nascondano.

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