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LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE IN PIAZZA DELLA VITTORIA: PROVA DI CARICO PER UNA PIAZZA PIÙ SICURA

CS SGMGrande attenzione al tema sicurezza nei lavori di riqualificazione dell’attesa Piazza della Vittoria: martedì 13 ottobre alle ore 16, durante i lavori di pavimentazione della piazza, è stata effettuata una prova di carico con mezzo d’opera a pieno carico nel tratto in corrispondenza del passaggio della Roggia Spazzola. In considerazione del fatto che, come previsto nel progetto, una parte della pavimentazione sarà interessata dal passaggio dei veicoli, la Direzione dei Lavori ha ritenuto opportuno far eseguire all’azienda fornitrice una prova di carico per verificare la tenuta statica della soletta in calcestruzzo armato che ricopre la roggia Spazzola e per valutare, in base ai risultati della prova, la necessità di un intervento di “rafforzamento” della copertura.

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Rocca Brivio: le Giornate d’Autunno del FAI sono “sold out”

roccabrivioUn grande risultato dovuto alla collaborazione tra FAI Sud Est Milano, Associazione Roccabrivio e Comitato Amici del Cuore di Rocca Brivio Il prossimo weekend Rocca Brivio apre le sue porte e le sue stanze ai visitatori che la vorranno ammirare in occasione delle Giornate d’Autunno del FAI – Fondo Ambiente Italiano. In pochissimi giorni tutti i posti disponibili, a prenotazione obbligatoria sul sito del FAI, sono andati esauriti ed è possibile inserirsi solo nelle liste di attesa. Sabato 17 e domenica 18 ottobre tante persone contribuiranno a garantire che tutto si svolga nel pieno rispetto delle normative Covid: le guide “prestate” al FAI dall’associazione e dal comitato, l’accoglienza dei volontari del FAI, gli addetti al controllo. La collaborazione tra il gruppo Fai di Milano Sud Est, l’Associazione Roccabrivio ed il Comitato Amici del Cuore di Rocca Brivio e la forte risposta dei cittadini testimoniano il grande interesse ed affetto per questo Bene Comune. A dar ancora più forza a quest’ultima affermazione, continuano senza sosta le sottoscrizioni per la rocca come “Luogo del Cuore”: 2.361 voti ad oggi e sito più votato della Città Metropolitana di Milano nello speciale censimento biennale del FAI (*).

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A cena con gli autori: Fabrizio Borgio e Paola Varalli - Ottobre in Giallo


Quest’anno, a causa dell’emergenza COVID 19, la famosa rassegna del noir d’autore, MAGGIO IN GIALLO, promossa e curata dall’Associazione Culturale Il Picchio di San Giuliano Milanese ha subito uno slittamento temporale, da maggio, appunto, a ottobre, con il titolo AUTUNNO IN GIALLO. Nonostante le difficoltà tecniche e organizzative (mascherine, distanziamento sociale ecc.) il Presidente dell’Associazione, Gino Marchitelli è riuscito a creare le condizioni per poter svolgere al meglio questo evento, che ormai da qualche anno costituisce un appuntamento obbligato per gli appassionati di noir,  e non solo. Un grande evento culturale (e di cultura ne abbiamo proprio tanto bisogno), che in pochi giorni è riuscito a condensare, come sempre, il meglio della produzione noir (o giallistica, come preferite) italiana, presentando 19 autori, intervistati da 17 presentatori. La rassegna è ancora in corso e si concluderà sabato 10 ottobre, con una non stop dalle 16 alle 22, presso la Sala Previato del Municipio di San Giuliano Milanese.

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Un murales per non dimenticare Falcone e Borsellino, assassinati dalla mafia

Murales in memoria di Falcone e Borsellino

IL MURALES PER NON DIMENTICARE

Murales in memoria di Falcone e BorsellinoNella sede della Polizia Locale di San Giuliano Milanese, è stato inaugurato un bellissimo Murales, situato nell'atrio dello stabile, di dimensioni imponenti ( cm 650x242). Il murales creato dall' Artista Barbara Ferrari è intotolato " PER NON DIMENTICARE".
Una parete dipinta in ricordo dei Giudici GIOVANNI FALCONE e PAOLO BORSELLINO, barabaramente assassinati dalla mafia.
Presenti alevento l'Assessore di Regione Lombardia, RICCARDO DE CORATO, il nostro Sindaco MARCO SEGALA, ed altre autorità comunal. Presenti anche rappresentanti delle varie associazioni  ill parroco DON LUCA VIOLONI

Le foto sono state scattate da Luigi Sarzi Amadè

Redazione N>O>I - Staff-FC
 

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A SAN GIULIANO LA SOLIDARIETÀ È ANCHE ONLINE CON IL PROGETTO “CARRELLO COMUNE”

 CS SDMIl Comune di San Giuliano Milanese, in collaborazione con il gruppo Pernice Comunicazione e il Rotary Club Milano Borromeo Brivio Sforza, promuove “Carrello Comune”, un innovativo progetto di solidarietà dedicato a chi è in condizioni di fragilità o vive le conseguenze economiche dell’emergenza Covid. Un gesto concreto di supporto e partecipazione che coinvolgerà tutti gli abitanti del Comune di San Giuliano e non solo e che non prevede costi a carico dell’Ente. Cos’è il “Carrello Comune”?

“Carrello Comune” è un progetto di raccolta fondi nato con l’obiettivo di consentire l’acquisto online di prodotti alimentari e di prima necessità da destinare alle persone e famiglie più bisognose del territorio. I cittadini sono chiamati a un importante gesto di solidarietà attraverso una simbolica spesa online. Sul sito carrellocomune-sangiulianomilanese.it sono disponibili infatti - come in un vero e proprio supermercato online - una serie di articoli virtuali, dalla frutta alla verdura, dalla pasta alla carne, fino alle gift card del valore di 20€ e 50€. Le donazioni potranno partire quindi da piccole cifre simboliche che corrispondono al valore di un litro di latte o di una confezione di olio extra vergine di oliva. I prodotti acquistati andranno a riempire il virtuale “Carrello Comune” di San Giuliano Milanese.

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San Giuliano partecipa all'avviso pubblico del Ministero dell'Interno

CS SGMApprovato il 24 settembre 2020 dalla Giunta Comunale il progetto definitivo-esecutivo, relativo alla manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi, necessario per richiedere il contributo stanziato dal Ministero dell'Interno per interventi di messa in sicurezza di strade e marciapiedi, e che nei comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti, ammonta a 5 milioni di euro.

Obiettivo del progetto: migliorare la viabilità pedonale e dei veicoli sul territorio comunale, rendendo le strade più sicure e più accessibili. Gli interventi riguardano in particolare aree industriali e residenziali del centro e delle frazioni (vd. elenco "ambiti di intervento" sottoriportato ) che, a seguito dei sopralluoghi tecnici e delle segnalazioni dei cittadini, sono risultate particolarmente bisognose di una riqualificazione.

Nel progetto approvato sono previste opere di riqualificazione di: pozzetti, chiusini e caditoie, saracinesche della rete idrica; opere di rifacimento stradale sia del manto di finitura che del fondo di supporto, al fine di evitare la formazione di buche e cedimenti e un potenziamento complessivo della segnaletica orizzontale e verticale.

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26 Settembre 2020, Rocca Brivio: Un bene pubblico da tutelare e valorizzare

Rocca Brivio - 26 Settembre 2020 - Un bene pubblico da tutelare e valorizzare


Nel pomeriggio di sabato 26 settembre, presso la dimora seicentesca situata tra San Giuliano Milanese e Melegnano, si è svolto il convegno dal titolo  "Rocca Brivio: un bene pubblico da tutelare e valorizzare".
L'incontro, organizzato dal comitato Salviamo Rocca Brivio con il patrocinio di Città Metropolitana di Milano, Parco Agricolo Sud Milano e Comuni di San Giuliano Milanese, San Donato Milanese e Melegnano, ha visto l'alternarsi di una serie di interventi di varie realtà, soprattutto del Terzo Settore, operanti con successo in Lombardia.
Tutti gli interventi hanno sottolineato la necessità di partire dalla comunità e di muoversi insieme, Associazioni, Imprese e Comuni.
Tra i contributi più interessanti, citiamo i seguenti:
  • il prof. Edo Bricchetti ha espresso un concetto molto interessante di "crownfunding culturale" e, concretamente, ha suggerito l'utilizzo dei PIC, Piani Integrati di Cultura, per la valorizzazione del patrimonio culturale, che nel Basso Milanese è ricchissimo e al tempo stesso sconosciuto a tanti. Ha indicato questa zona come ideale per un "turismo calmo", sottolineando il fatto che l'Europa è disposta a finanziare i progetti, purchè siano realizzabili.
  • il dott. Pedroni è intervenuto illustrando la storia e l’opera di recupero del Castello di Padernello (Brescia): si è partiti da una Fondazione di Partecipazione basata su una serie di progetti (puntare su un unico progetto può essere rischioso) che sono stati sviluppati dalla Comunità. Un castello che era in rovina è ora visitato da migliaia di  persone ed ora si pensa anche al recupero del borgo e delle cascine. Nella zona sono stati aperti ristoranti, aumentando il numero dei posti di lavoro nella zona, e 5 persone lavorano stabilmente all'interno della Fondazione nella gestione del Bene, con un bilancio in attivo. Tra i suoi consigli: mai da soli (fare le cose in comunità), avere una buona gestione con progetti chiari. Occorre partire dal concetto che la bellezza non è solo un valore estetico, ma anche economico e morale. La bellezza va riscoperta e anche arricchita con idee e progetti di arte contemporanea e con il coinvolgimento delle ammistrazioni locali per costruire insieme  una forma di turismo rurale ed esperienzale. Bisogna sognare con i piedi per terra e fare cose non effimere, ma che durino nel tempo.
  • il dott. Marco Pietripaoli, CIESSEVì di Milano, ha evidenziato come, nella gestione di Beni come Rocca Brivio, i comuni da soli non ce la fanno e l'imprenditoria neppure. Le realtà che funzionano sono quelle del terzo settore insieme alle amministrazioni ed alle imprese.Occorre partire dal concetto di "Bene Comune" che la comunità sente proprio e che decide rimanga accessibile ai più. Anche lui ha parlato di turismo sostenibile e di innovazione sociale, di capacità imprenditiva e sviluppo sostenibile ambientale, ecologico e istituzionale
  • il dott. Massimo Pirovano, Museo Etnografico Alta Brianza (MEAB) ha parlato de “Il Museo e il Parco del Barro nel contesto culturale, storico e ambientale del suo territorio”, mostrando i frutti di uno sforzo per registrare la memoria materiale e immateriale e i cambiamenti della cultura locale partendo dai mestieri e lavori come l'allevamento del baco da seta o la pesca lacustre con l'obiettivo di far conoscere le diverse culture
  • la prof. Valeria Bacchelli, vicepresidente dell'associazione Parco Piazza d'Armi-le Giardiniere, REMAFLOW e don Massimo della Masseria di Cisliano (bene sottratto alla 'ndrangheta) hanno presentato le loro esperienze che hanno portato alla sottrazione alla speculazione edilizia di spazi verdi, al coinvolgimento di vari mestieri e categorie svantaggiate per recuperare i beni destinati all'abbandono


Erano presenti i sindaci di Melegnano e di San Giuliano Milanese
 

Il sindaco di San Giuliano è anche intervenuto dicendo di essere grato all'iniziativa dei luoghi del cuore FAI perchè ha riportato l'attenzione, anche nazionale, su Rocca Brivio, ma ha ribadito che non bastano le firme raccolte nel censimento dei luoghi da tutelare e salvaguardare per evitare la liquidazione della società publica Rocca Brivio Sforza e che, nel caso in cui non verranno presentate, entro il 9 novembre, manifestazioni di interesse, per problemi erariali, Rocca Brivio rischia seriamente di essere venduta.
 
Nel dibattito successivo sono intervenuti varie persone che hanno ribadito il ruolo di Rocca Brivio come Bene Comune da preservare, da cui partire per far riscoprire il territorio e la bellezza nascosta, e la necessità che i Comuni proprietari non si sottraggano alle loro responsabilità.
 
Nell'occasione il comitato Amici del Cuore di Rocca Brivio ha continuato a raccogliere le firme per eleggere Rocca Brivio a luogo del cuore FAI 2020.
 
L'evento è stato trasmesso anche in diretta Facebook ed ha raggiunto più di 2.500 visualizzazioni

Fotografia di Luigi Sarzi Amadè - N>O>I  Network Organizzazione Innovazione
Innocente Curci  - GreenSando
Elisabetta Viganò - Cascina Carlotta
Video diretta by Stacco

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26 Settembre tutti a Rocca Brivio - Un bene pubblico da tutelare e valorizzare



Quasi tutto pronto per il Convegno del prossimo 26 settembre “Rocca Brivio: un bene pubblico da tutelare e valorizzare” che il Comitato, nato agli inizi dell’anno all’indomani del primo bando per l’assegnazione della Rocca in gestione o per la costituzione di una fondazione, andato deserto, ha organizzato per rispondere ai ventilati propositi di vendita del bene monumentale che le proprietà pubbliche (Gruppo Cap Holding al 51%, Comuni di San Giuliano e San Donato con pari quota al 21%, Melegnano al 5%) e l’Associazione Rocca Brivio con il rimanente 2%, vorrebbero intraprendere.

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PumTrack e Area Fitness inclusiva, nuovi spazi di aggregazione per San Giuliano Milanese


PumTrack e Area Fitness inclusiva, nuovi spazi di aggregazione per San Giuliano Milanese
Giovedì 17 settembre, alle ore 18 presso il Parco dei Giganti a San Giuliano Milanese, quartiere Zivido (ingresso da via Corridoni), è stata inaugurata ufficialmente la pista di Pump Track. L’impianto, realizzato dalla ditta Dolomeet Srl, è una pista a circuito chiuso, della lunghezza di circa 130 metri, costituita da dossi e paraboliche e utilizzabile dagli appassionati di mountain bike, skateboard, roller e monopattini.

La struttura è parte del progetto di riqualificazione complessiva dell’area in cui sorgevano gli orti abusivi, che ora invece diventa a pieno titolo un luogo sociale, di aggregazione e di pratica sportiva che viene restituito alla città. La sistemazione dell’area è completata dal posizionamento di 7 archi urbani di stazionamento bici e di 4 panchine.

E’ anche stata inaugurata ufficialmente la nuova area fitness “inclusiva”, nelle vicinanze della pista di Pump Track, con attrezzature utilizzabili anche dai disabili e pavimentazione antitrauma.

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A San Giuliano il nono Emporio della Solidarietà della Diocesi di Milano



Un segnale forte in una città ancora prudente, con la vita ancora sospesa tra la paura del coronavirus e la voglia di ritorno alla "normalità". L'apertura Sabato 19 settembre a San Giuliano Milanese del nono emporio della Solidarietà della Diocesi di Milano, alla presenza di Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, dei sindaci di San Donato e San Giuliano Andrea Checchi- e Marco Segala, a Marco Rasconi della Fondazione Cariplo e Mons. Michele Elli vicario Episcopale di zona con don Luca Violoni, ospite di casa, prevosto della città (oltre che decano di san Giuliano e San Donato) e primo fautore del progetto, è uno spiraglio di speranza in più per le famiglie in disagio economico che si rivolgono agli enti caritativi delle due città. Si legge sul Comunicato Stampa di Caritas Ambrosiana diffuso per l'occasione: «Durante i mesi più duri del lockdown, gli Empori sono stati una rete di sicurezza fondamentale per migliaia di famiglie che si sono ritrovate in poche settimane a non avere più un reddito sufficiente a soddisfare le esigenze primarie.

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La Battaglia dei Giganti - Edizione 2020



Il 13 settembre 2020 , nella verde cornice del parco dei giganti, e andata in onda, anche se in forma strettamente ridotta, ( per mantenere il distanziamento a causa del Covid-19,  la XXIX edizione della Battaglia dei Giganti, l'ultima battaglia combattuta dagli svizzeri.
Presenti le autorita comunali, regionali e svizzere, rigorosamente con mascherine.
La seconda parte della rievocazione storica si è tenuta in serata, al calare del sole. Questo ha consentito di dar vita ad uno spettacolo entusiasmante fatto di luci, duelli con fuochi e costruzioni un po' fantasiose, ma con un impatto notevole sul pubblico presente. Abbiamo pensato di realizzare un incredibile reportage fotografico, diviso in due parti per consentire a tutti i cittadini del Sud Est Milano di rivivere l'evento grazie agli occhi del nostro fotografo Luigi Sarzi Amadè.



 

LA STORIA

La Battaglia dei Giganti

Il 12 settembre Massimiliano Sforza, Matthäus Schiner, Markus Röist e i principali comandanti svizzeri si riunirono in assemblea nella rocchetta del Castello Sforzesco di Milano per decidere se scendere in battaglia contro i francesi o meno. Le opinioni erano contrastanti, parte degli svizzeri voleva ritirarsi in patria, altri erano contrari allo scontro campale a causa della posizione favorevole dei francesi presso Melegnano e dal momento che si sarebbe potuto sfruttare il supporto delle truppe pontificie al comando di Lorenzo de' Medici ed imperiali al comando di Raimondo di Cardona, accampate presso Piacenza. Prevalse la posizione interventista di Schiner che poteva contare sull'appoggio della maggior parte dei capitani e su quello del presidio della città. Nella notte tra il 12 e il 13 settembre fu ordinato a Muzio Colonna, al comando di un reparto di cavalleggeri, di provocare i francesi che già da giorni inviavano piccole unità di cavalleria sino alle porte della città scontrandosi in scaramucce con la fanteria svizzera. La mattina del 13 settembre gli svizzeri si riunirono nella piazza del Castello e Schiner arringò ai soldati incitandoli alla battaglia, riuscendo ad ottenere la maggioranza dei consensi per alzata di mano. I contrari si preparono al ritorno in Svizzera.
Schiner, certo della vittoria, si mise a cavallo alla testa dell'esercito continuando ad incitare i soldati, seguito dai cantoni più favorevoli alla battaglia ovvero Glarona, Svitto, Untervaldo, Uri, dai freiknechte di Berna, Friburgo e Soletta, quindi da quelli di Zurigo cui si aggiunsero lungo la strada alcune squadre di cavalleria sforzesche e volontari milanesi. L'esercito mosse dal Castello raggiungendo la basilica di San Giovanni in Conca ed uscì dalla città attraverso Porta Romana. Si divise poi in tre colonne: la prima, al centro, costituita dall'avanguardia e dall'artiglieria, marciò lungo la via Emilia, la seconda, alla sua destra, costituita dal corpo centrale, lungo la strada di Chiaravalle e l'ultima, alla sua sinistra, la retroguardia, lungo la cosiddetta "strada delle farine" che attraversava i piccoli borghi agricoli di Morsenchio, Triulzo, Monticello, Bolgiano giungendo a Zivido. Fu questa colonna che incontrò gli avamposti francesi nei pressi di Monticello e Bolgiano, oggi nuclei urbani di San Donato Milanese, le cui truppe furono costrette a ritirarsi verso Melegnano. Nel frattempo l'avanguardia aveva inspiegabilmente fatto fuoco con una decina di falconetti, a quanto pare per sollevare ulteriormente il morale degli uomini, mossa che determinò l'impossibilità di ogni attacco a sorpresa a danno dei francesi in quella giornata. I francesi, tuttavia, erano già stati informati dei movimenti degli svizzeri da cavalleggeri, spie e persino da alcuni prigionieri a cui inizialmente non fu dato credito.
Nel tardo pomeriggio Muzio Colonna propose di accamparsi nelle marcite tra borghi di Civesio e di Borgo Lombardo, protette su ciascun lato dalla Vettabbia e dal Redefossi ma il suo consiglio non fu ascoltato e si decise di proseguire verso il borgo di San Giuliano che essendo parzialmente incendiato nascondeva l'accampamento nemico. I francesi si erano acquartierati a nord di Melegnano, tra Zivido e Rocca Brivio, in una distesa di campi protetti a ovest dalla Vettabbia, dal Redefossi, dalla roggia Spazzola e da altri fossati minori, ad est dal Lambro e a nord da una roggia che era stata fortificata dal Trivulzio e da Pietro Navarro con un alto argine che fungeva da bastione. A sud di questa roggia, presso Zivido, si era accampata l'avanguardia costituita da 100 lance di cavalleria pesante scelta del Trivulzio e da alcuni reparti fanteria francesi e balestrieri guasconi del Navarro; era guidata da Carlo III di Borbone-Montpensier. Il corpo centrale dell'esercito francese e il quartier generale di Francesco I si trovavano presso cascina Santa Brera mentre la retroguardia guidata da Carlo IV di Alençon si trovava presso Rocca Brivio. Complessivamente gli accampamenti francesi si estendevano per circa tre chilometri.
Prima giornata
Gli svizzeri giunsero poco a nord di Zivido dove disposero l'artiglieria e iniziarono a tirare contro le posizioni francesi che risposero al fuoco. Verso le quattro del pomeriggio uno squadrone di 2.000 picchieri svizzeri, dopo aver varcato la roggia Spazzola e il Redefossi, mosse all'assalto dell'argine difeso dall'artiglieria e dalla fanteria del Navarro riuscendo ad oltrepassarlo e a catturare sette pezzi d'artiglieria al prezzo di un gran numero di morti per poi inseguire il nemico in rotta. Secondo Le Moine l'assalto riuscì dopo una prima carica respinta dai lancieri e dall'artiglieria che aveva provocato un tal numero di morti da riempire il fossato a difesa dell'argine. I francesi a questo punto lanciarono poche centinaia di cavalieri pesanti contro il grosso della fanteria svizzera, ben 14.000 uomini, che era sopraggiunta ma l'efficacia della carica fu ridotta dalla natura del luogo, ricco di rogge e fossati.
Negli scontri cadde Francesco di Borbone, duca di Châtellerault e fratello di Carlo. In aiuto dei francesi giunse un contingente di 1.200 lanzichenecchi inizialmente schierati a difesa dell'argine, che attaccarono il fianco della fanteria svizzera ma furono presto sconfitti, costretti a ritirarsi e inseguiti da ottomila svizzeri. Vedendo che l'avanguardia stava ormai cedendo, Francesco I decise di attaccarli personalmente con 300 cavalieri pesanti, 5.000-6.000 lanzichenecchi e alcuni pezzi d'artiglieria. Durante lo scontro gli svizzeri e i lanzichenecchi apparivano talmente simili che si aveva difficoltà a distinguerli. Seguì un attacco portato da alcuni reparti di cavalleria e da migliaia di fanti francesi al comando di Carlo di Borbone. La mossa di Francesco I permise ai francesi di evitare la disfatta e costrinse gli svizzeri ad accamparsi per la notte in una zona paludosa nota come "il pontile", presso San Giuliano,, protetta da boschi, rogge o fossati su tutti i lati. Verso le ventitre Schiner, Röist ed Engelhart si ritrovarono in una casa del borgo per decidere il da farsi.
Seconda giornata
Durante la notte i francesi lanciarono diversi attacchi per cercare di costringere gli svizzeri ad abbandonare le loro posizioni ma non vi riuscirono. Il Trivulzio fece allagare dai suoi guastatori il fossato che si trovava a protezione dell'argine già citato. Poco dopo l'alba i due eserciti si schierarono per la battaglia.
Il centro dello schieramento svizzero era tenuto dai "vecchi cantoni": Uri, Glarona, Untervaldo e Svitto e gli era stato assegnato il compito di assaltare il corpo principale dell'esercito francese. Sull'ala sinistra c'erano i cantoni di Basilea, Sciaffusa e Lucerna che avrebbero dovuto attaccare sul fianco il duca d'Alençon, disperdendone i ranghi per poi supportare il corpo centrale contro il re. Alla destra operavano, Appenzello, San Gallo e Zurigo, i meno motivati alla battaglia, che avrebbero dovuto sostenere l'attacco dei francesi guidati da Carlo III di Borbone. Tra gli zurighesi appariva anche un giovane cappellano di nome Zwingli, figura importante nella riforma protestante.
Come da piani, il corpo centrale degli svizzeri attaccò il corrispettivo francese ma prima di riuscire a raggiungerlo l'artiglieria nemica ne decimò i ranghi tanto che una parte, terrorizzata dal fuoco dei cannoni, decise di abbandonare il campo. I restanti cercarono di nuovo di separare il fossato e argine posto a difesa dell'accampamento ma subirono gravi perdite poiché venivano continuamente bersagliati dai quadrelli dei balestrieri guasconi e dal tiro degli schioppettieri che si alternavano per la necessità di ricaricare le rispettive armi. Dopo essere riusciti ad oltrepassarlo riuscirono a catturare sedici cannoni ma furono presto affrontati dai lanzichenecchi e dalla cavalleria reale. Nella zuffa fu ferito persino lo stesso Francesco I. I cavalieri del Trivulzio e le truppe del Navarro mossero allora contro il fianco sinistro del corpo centrale svizzero costringendolo a combattere su due fronti. Verso mezzogiorno gli svizzeri, avendo catturato quattro cannoni ma a corto di munizioni o con schioppi malfunzionanti perché bagnati, furono costretti a ritirarsi. Nel frattempo, vero le nove del mattino, l'ala sinistra svizzera, forte di 5.000-6.000 uomini, era riuscita a mettere in fuga la cavalleria del duca d'Alençon ma i capitani Aymar de Prie e Robert Stuart d'Aubigny riuscirono a riorganizzare i fuggitivi e opposero resistenza impedendo agli svizzeri di raggiungere il fianco sinistro del corpo centrale francese.
Poche ore dopo l'inizio degli scontri giunse sul campo di un esercito di 12.000 veneti guidato da Bartolomeo d'Alviano che attaccò nel fianco due squadre di fanteria dell'ala sinistra svizzera. Questi inizialmente riuscirono a resistere disperdendo la cavalleria veneta, poi però, data la notevole inferiorità numerica, si diedero alla fuga venendo poi inseguiti e decimati dai cavalieri nemici. Gli svizzeri al comando di Trüllerey di Sciaffusa si trincerarono nel borgo di Zivido e dopo aver opposto una strenua resistenza morirono nel rogo del villaggio appiccato dai soldati e dall'artiglieria veneta. Ritenendo che la battaglia fosse ormai persa l'ala destra svizzera si ritirò in ordine verso Milano senza combattere. I veneti poterono quindi attaccare da dietro il corpo centrale svizzero determinando le sorti della battaglia. Francesco I, persuaso dal Trivulzio, decise di non inseguire il nemico a differenza degli stradiotti veneziani.
La cronaca del tempo ci informa che, commosso dalla strage avvenuta, Francesco I fece celebrare nella chiesa di San Giuliano Milanese messe solenni per ben tre giorni ed in seguito (1518) fece erigere la cappella espiatoria, con annesso monastero, detta di Santa Maria della Vittoria, affidata all'ordine dei padri Celestini di Francia. Fra i comandanti francesi era presente anche Gaspard I de Coligny, incaricato del coordinamento con le truppe venete. La sua attività deve aver avuto notevole importanza e dovette essere stata svolta con capacità se poi, per questa ragione, il de Coligny ottenne da Francesco I il titolo di maresciallo di Francia.
Conseguenze
Con la pace di Noyon (1516), Milano fu restituita alla Francia. Il trattato di pace tra Francia e Svizzera, chiamato Trattato di Friburgo, non venne mai più infranto fino all'intervento decisivo della Francia napoleonica in Svizzera alla fine del diciottesimo secolo.
Marignano stabilì la superiorità dell'artiglieria francese (fabbricata in lega di bronzo) e quello della cavalleria sulla tattica a falange della fanteria svizzera, fino ad allora quasi invincibile. Importante fu anche l'uso di trincee e di fortificazioni campali per fermare gli svizzeri (tattica già utilizzata da italiani e spagnoli al medesimo scopo) e l'impiego massiccio di armi da fuoco e balestre per indebolire i solidi quadrati elvetici. Per la ennesima volta i picchieri lanzichenecchi non riuscirono a reggere l'impatto coi picchieri svizzeri: malgrado l'appoggio della cavalleria e delle artiglierie il primo giorno gli svizzeri sfondarono la prima linea in una sola ora avanzando di un miglio e solo il buio salvò la seconda linea. Con la ripresa dei combattimenti la linea dei lanzichenecchi fu di nuovo sfondata.
Marignano rappresentò, nel contempo, la fine dell'avventura espansionistica svizzera. Dopo un'impressionante serie di vittorie (sul duca di Borgogna, contro l'esercito imperiale di Massimiliano I d'Asburgo e contro i francesi in Lombardia), i Confederati non tentarono più offensive militari extraterritoriali. In seguito alla sconfitta i Confederati persero la propria influenza sul Ducato di Milano e cedettero alla Francia i baliaggi acquisiti due anni prima con la Battaglia di Novara (1513): la Valcuvia e la Valtravaglia. Il Vallese, che aveva combattuto a fianco dei Confederati, perse a sua volta la Val d'Ossola

fonte:wikipedia


Fotografia di Luigi Sarzi Amadè
a cura di Redazione N>O>I - Network Organizazione Innovazione

Reportage Fotografico PARTE 1 - di Giorno


La Battaglia dei Giganti - Ed.2020 - Parte 1

Reportage Fotografico PARTE 2 - di Notte




La Battaglia dei Giganti . Notturna
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MOSTRA "I FIORI DELL'EMERGENZA": IN ESPOSIZIONE LE OPERE REALIZZATE DAI CITTADINI DI SAN GIULIANO DURANTE IL LOCKDOWN

CS SGMDal 12 al 20 settembre lo Spazio Espositivo Mario Tapia Radic all’interno di SpazioCultura ospita i lavori raccolti nell'ambito del progetto culturale "I Fiori dell'emergenza.

Con le mani, i pensieri e le parole l’emergenza Covid 19 vissuta dai sangiulianesi", promosso dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con la compagnia Molletta Teatro. Il progetto, nato lo scorso aprile con l’obiettivo di promuovere, attraverso il sito e la pagina Facebook del Comune, le espressioni creative, gli hobby e le passioni coltivate dai cittadini di San Giuliano durante il periodo di isolamento sociale, è stato accolto con grande entusiasmo diventando per settimane un appuntamento atteso e un importante momento di condivisione.

La mostra offre un percorso inedito tra la sorprendente varietà di materiali pervenuti: i visitatori potranno apprezzare poesie, opere d’arte, manufatti realizzati con originali tecniche di riciclo, lavori artigianali, contenuti audiovisivi e una ricca “tavolata” con le foto di piatti prelibati frutto della riscoperta di antiche tradizioni culinarie ed espressione dell’integrazione culturale che caratterizza il nostro territorio. Nel rispetto delle misure anti-Covid, l'ingresso alla mostra è contingentato ed è previsto l'obbligo di mascherina durante tutta la durata della visita.

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Redazione RecSando

Dall’11 Ottobre 2019 – L’associazione N>O>I Network >Organizzazione >Innovazione è il nuovo editore del giornale online iscritto presso il Tribunale di Milano n. 146 del 16.04.2014
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