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San Donato Milanese, una corona virtuale per i nostri morti



 

SAN DONATO MILANESE UNA CORONA VIRTUALE PER I NOSTRI MORTI DI COVID 19





 

Riceviamo alla nostra redazione questo pensiero di un nostro concittadino, il Dott. Carlo Lungaro che ci invita a rendere pubblica questa richiesta, rivolta all'Amministarzione Comunale affinchè vengano resi pubblici i nomi e cognomi dei sandonatesi che sono morti in seguito a questa epidemia.

30 morti con oltre 270 contagiati per San Donato Milanese sono tanti senza averli potuti ricordare e nel totale oblio, morti sconosciuti.

Non ci è stata data la possibilità di esprimere le nostre condoglianze alle famiglie , si perche “ nessuno “ ha comunicato alla città chi sono questi sfortunati nostri concittadini che ci hanno lasciato spesso senza ricevere un ultimo abbraccio.

Io chiedo che finalmente oggi questa amministrazione possa fare qualcosa di utile per loro conferendo alle famiglie una corona virtuale, ossia consentendo un ricordo pubblico sul periodico del comune SanDonatoMese riportando nomi e cognomi e per ciascuno i frammenti di storia.
Analogo ricordo chiedo  che venga reso pubblico su RecSando, la Rete Civica di San Donato Milanese e del sud est Milano, benemerito portale cittadino.

Mi auguro che a queste sfortunate famiglie sia stata concessa dal Comune una degna tumulazione.

Chiedo alle Parrocchie di celebrare funerali collettivi per consentire nei limiti delle regole una affettuosa preghiera
 

Carlo Lungaro
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Un drive-in per questa estate a San Donato Milanese

Al Sindaco di San Donato Milanese

Dott. Andrea Checchi Al Presidente del Consiglio Comunale

Ing. Matteo Sargenti Ai Consiglieri Comunali

San Donato Milanese, 28 maggio 2020

 

 

Caro Sindaco,

Come anche Lei sa, durante l’emergenza Covid-19, anche il mondo della cultura è stato fortemente penalizzato.

Sappiamo che la cultura riveste un ruolo importante nella nostra società e che molte persone vivono di questo. Non è da dimenticare che lo spettacolo, il teatro, la musica, il cinema, l’arte e la danza sono poi importanti momenti di svago, di socialità e che in questi mesi difficili, proprio la socialità, è mancata molto a tutte le persone corrette che hanno rispettato le regole e le varie disposizioni. Nonostante la fine del lockdown, è importante continuare a rispettare le regole per evitare nuovi contagi e nuove scene che non vorremmo mai più rivedere.

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Amministrazione struzzo: Diciamo BASTA!

L'AMMINISTRAZIONE "STRUZZO"

Dall’inizio del mese di marzo, abbiamo subito compreso che l’epidemia del Covid-19, oltre a mettere a repentaglio le vite di molti, avrebbe provocato conseguenze drammatiche sul piano sociale e su quello economico. Come gruppi politici abbiamo agito per dare il nostro contributo alla città con gli strumenti della politica. Perché è giusto che nell’emergenza ognuno stia al suo posto e faccia quel che gli compete fare.
Per questo la nostra opposizione ha scelto la strada di mettere da parte ogni contrapposizione e cercare di unire le forze, offrendo silenziosamente la nostra fattiva collaborazione alla Giunta per cercare di affrontare in concreto i problemi reali delle persone con la necessaria immediatezza.
Abbiamo quindi chiesto e ottenuto un tavolo dove ci si potesse confrontare settimanalmente con la Giunta sulle cose da fare e metterle rapidamente in pratica, mettendo per iscritto le nostre proposte concrete in 4 lettere e ben 12 bozze di mozione, che abbiamo offerto all’Amministrazione senza protocollarle per evitare che apparissero come strumentalizzazioni e dimostrando la massima disponibilità al dialogo e al confronto.
Purtroppo, ancora oggi non sappiamo nulla dei provvedimenti che l'Amministrazione Comunale vuole assumere e nessuna delle nostre molteplici proposte ha avuto modo di essere messa in pratica. La maggioranza vuole fare, con arroganza, la maggioranza sempre e comunque.
Ecco che allora tra le poche cose fatte possiamo annoverare la distribuzione delle mascherine della Regione e i buoni spesa dello Stato e un comunicato stampa (sic!) sulla COSAP (Occupazione di suolo pubblico) per cui abbiamo fatto mille pressioni affinché uscisse.
Questo è quanto è stato fatto in 3 (TRE!) mesi. Tutto procede con una lentezza esasperante.
Le nostre proposte di aiuto alle famiglie, ai commercianti, alle associazioni sportive giacciono senza seguito.
L’atteggiamento del Sindaco e della sua maggioranza è stato, come al solito, un modo per far sì che QUESTA opposizione (l'unica che desta loro preoccupazione) stesse zitta e non sottolineasse i ritardi, le mancanze e la opacità (o incapacità) di questa Amministrazione.
Nemmeno una variazione di bilancio è stata ancora fatta.
È da mesi che spingiamo perché le risorse di cui il nostro Comune può disporre, circa 6 milioni di avanzo di bilancio, libero da altri impieghi e quindi IMMEDIATAMENTE DISPONIBILE, sia utilizzato, in tutto o in parte per le esigenze di cittadini e piccole attività economiche in difficoltà.
Le attività commerciali e produttive sono riaperte e, a parte le chiacchiere, nulla è stato dato se non un ridicolo comunicato stampa.
Nulla viene detto sui centri estivi.
Le famiglie non riescono ad andare avanti ma per una variazione di bilancio si impiegano MESI.
A questo punto diciamo BASTA! Siamo persone abituate a lavorare e a produrre risultati.
All'amministrazione piace evidentemente parlarsi addosso. A noi no. Abbiamo deciso di uscire dalla conferenza capigruppo nella quale, a parte informarci di quanto sono impegnati durante il giorno e delle INTENZIONI altro non si fa.
Abbiamo quindi protocollato tutte le nostre 12 mozioni per discuterle in consiglio comunale. Possibilmente non tra 6 mesi, come sono abituati a fare con le proposte dell’opposizione, ma subito. Perché le esigenze dei cittadini non possono attendere i tempi delle alchimie politiche di questa maggioranza.
Per noi l’importante è che le cose giuste e necessarie siano fatte. Perché non ci interessa appuntarci medaglie, ma che la città abbia IN FRETTA le risposte che chiede e che È CONCRETAMENTE POSSIBILE DARE!
Le nostre mozioni sono consultabili qui:
https://www.facebook.com/InsiemePerSanDonato/posts/738649050225405


INSIEME PER SAN DONATO
SAN DONATO MILANESE CI PIACE

Fonte: https://www.facebook.com/InsiemePerSanDonato/posts/739201470170163?__tn__=K-R
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Idee per Rocca Brivio

IDEE PER ROCCA BRIVIO

Quando storia e materia diventano strumenti per realizzare una nuova idea di futuro

Rocca Brivio Sforza: di cosa parliamo ?

Si tratta di un immobile di interesse storico e architettonico risalente in parte al 1300, denominato “complesso monumentale di Rocca Brivio Sforza “, soggetto a tutela da parte della sovrintendenza, adibito a sede di mostre ed esposizioni / conferenze, altresì con uffici, ubicata in maniera precipua nel Comune di San Giuliano Milanese sulla strada statale SS9 denominata via Emilia che da San Donato Milanese porta a San Giuliano sull’asse MilanoLodi.

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IL COMUNE INVESTE SUI COMMERCIANTI

CS SDMNell’ottica di dare impulso alla ripresa, l’Amministrazione apporterà un pacchetto di modifiche alla Cosap. Previsti sconti, elasticità e semplificazione.

 IN MOLTI sono ripartiti ieri. E il Comune intende stare loro accanto perché questo riavvio avvenga nel migliore dei modi. L’Amministrazione, in funzione di ciò, ha definito una serie di linee guida per sostenere le attività commerciali di San Donato. Il primo passaggio riguarda il Canone di occupazione suolo pubblico (Cosap), tributo a cui l’Ente apporterà alcuni correttivi per agevolare sia le attività di vicinato che gli ambulanti.

 Gli interventi sulla Cosap agiranno su tre leve: sconti, elasticità e semplificazione. Nel dettaglio, l’Amministrazione azzererà i canoni di concessione, da marzo 2020 fino alla fine dell’anno, alle attività produttive che hanno subito gravi danni durante l’emergenza Covid-19. Sarà prevista, inoltre, la possibilità di ampliare gli spazi di suolo pubblico da utilizzare sia per le attività di somministrazione di cibi e bevande che per quelle di altre categorie. Si procederà, infine, a uno snellimento delle pratiche amministrative, con la piena disponibilità a vagliare proposte per trovare soluzioni – anche relative all’installazione di strutture temporanee – che coniughino le esigenze dei commercianti alle condizioni di sicurezza dei clienti, alla compatibilità con la viabilità circostante e alla piena fruizione delle aree da parte delle persone con disabilità. Il tutto nel rispetto della quiete e del decoro pubblici.

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Al via i test sierologici per il Coronavirus



Nessuna patente di immunità, ma soltanto sapere se si è entrati in contatto col virus o no.

Comunque è bene mantenere sempre le norme di sicurezza, perché le incognite su questo virus sono ancora tante.
Anche la regione Lombardia ha autorizzato l’esecuzione dei test sierologici in strutture sanitarie private e già si è aperta la corsa per conoscere lo stato di salute nei confronti del Coronavirus. Dalla Multimedica all’Humanitas, dal Centro Unisalus ai laboratori Synlab e al gruppo San Donato (che darà precedenza alle aziende in ripartenza) tutto è pronto per accogliere i cittadini che vorranno sapere se hanno avuto contatti col virus Sars-Cov-2.

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Esondazione Lambro a Bolgiano



Riceviamo da un cittadino di San Donato Milanese, Giampalo Boni una email, indirizzata all'Assessore e per conoscenza  a N > O > I, con preghiera di pubblicazione






All' Assessore Competente e per conoscenza a RecSando
Alle 8 di venerdì 15 maggio 2020 l'esondazione del Lambro in corrispondenza della sbarra ha coperto con le proprie acque l’inizio della strada per Mondo Gatto, la pista ciclabile (per 100 mt) e riempito il “boschetto davanti la casa di via Gela”.

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Le proposte della Lega - SDM per emergenza coronavirus

 


 

La Lega fin dal mese di marzo partecipa alla conferenza dei Capigruppo per affrontare l’emergenza Covid- 19.  Alcune delle proposte elencate sono già state prese in considerazione dall’amministrazione comunale, altre speriamo che vengano affrontate al più presto.

In particolare, chiediamo:

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Coronavirus: Intervista al Dott. Vincenzo di Gangi - Caffè Minerva



Il valore aggiunto dell'informazione di N>O>I - RecSando è sempre stato il territorio. Nel mondo di oggi, globalizzato e totalmente interconnesso, il discutere di ciò che ci accade accanto è davvero un plus spesso dimenticato. Ma viviamo giorni veramente difficili, nei quali l'informazione che ci giunge dall'altra parte del mondo può essere facilmente assimilata a quella della porta accanto.

Partendo da questo assunto, abbiamo ritenuto di compiere un'operazione importante andando a intervistare esperti e personalità che nella crisi sanitaria, economica, politica e sociale attuale hanno ognuna qualcosa da dire e da dare. Crediamo, sempre dicendolo modestamente, di esserci riusciti. Ma a Voi la parola finale. Buona lettura.

INTERVISTA AL DOTT. VINCENZO DI GANGI, imprenditore di San Donato Milanese, - Caffè Minerva -




DOMANDA:

1) Dott. Di Gangi, Lei è il proprietario di una delle attività più conosciute ubicate sul territorio del Comune di San Donato Milanese ( Milano ). La Sua attività è posta in un crocevia di persone e situazioni, proprio davanti al 5o Palazzo Uffici Eni, quindi Lei e i suoi collaboratori eravate abituati a incontrare e servire un numero davvero considerevole di clienti. Come sta vivendo questi giorni di 'spegnimento' ? Da imprenditore è stato difficile accettare di doversi fermare o, nel pieno convincimento che ogni datore di lavoro di sé stesso dovrebbe avere più di altri un diverso spirito di iniziativa, ritiene che questa parentesi se ben compresa e sfruttata possa rivelarsi un ulteriore stimolo di adattamento al cambiamento e soprattutto all'innovazione ?

RISPOSTA:

Si parla spesso in questo periodo di una situazione simile alla guerra, oggi mi vien da dire che vedo di fronte a me lo scenario di una economia di guerra.
È stato difficile accettare di fermarmi ma questa costrizione è stata compensata subito da un senso di responsabilità di fronte alla grave emergenza che si sta vivendo.
Ognuno di noi è stato chiamato a fare la sua parte, ed in questa situazione ho capito bene cosa vuol dire collaborare al bene comune.
È impossibile non essere sollecitati di fronte ad un momento di così grande difficoltà. Ma non è automatico né facile pensare ed agire in modo nuovo rispetto a prima.
Si è più aiutati, è più semplice ma non è più facile se si cresce e ci si forma in un ambiente aperto al dialogo ed al cambiamento.
Io ho la fortuna di essere cresciuto e di vivere in un contesto come il nostro, che è quello lombardo, in cui si respira da sempre questa cultura.
Noi ci viviamo dentro e siamo permeati da questa cultura.
Subito dopo il primo impatto si è manifestato in modo naturale la necessità di unire le forze, di collaborare con ogni persona che vive il mio stesso bisogno.
Collaborare insieme sia dentro la propria realtà, sia al di fuori con chiunque ho potuto incontrare nell’affrontare gli stessi problemi. In questo modo ci si immedesima con le altre persone e ci capisce al volo.
I bisogni sono molteplici e di diversa natura, sanitaria, economica, sociale.
Per me è di vitale importanza trovare soluzioni immediate per poter affrontare le necessità più urgenti.
Anche momenti come questo possono essere propositivi.
Anzi sono proprio questi i momenti dove si trovano energie e motivazioni inaspettate.
La voglia di vivere e di rendersi utili è insopprimibile.
Le tante difficoltà di questo periodo ci stanno già insegnando molte cose, e sono certo che in futuro saremo in grado di affrontare altre sfide senza scoraggiarci uscendone ancora più forti.

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#Coronavirus: Riflessioni di un recluso over 70



SAN DONATO MILANESE - CORONAVIRUS -  RIFLESSIONI DI UN RECLUSO  DELL’ULTIMA RAMPA



Noi over 70 abbiamo vissuto questi mesi di reclusione attraverso le immagini che ci arrivavano dai media, grazie alle chat organizzate tra amici e parenti, che ci hanno permesso di mantenere un contatto seppur virtuale con il resto del mondo.
Eppure il dover restare a casa ci ha creato non poca difficoltà nel farci distinguere i giorni che scorrevano e devo dire che ci sono apparsi tutti uguali, scanditi dal ritmo dei numeri che arrivavano quotidianamente dalla Protezione Civile e che influenzavano i nostri stati d’animo.

Questa è la preoccupazione che abbiamo vissuto noi, i più fragili, quelli "cosiddetti" dell’ultima rampa: ” Una salute negata”, ovvero un senso di grande incertezza dovuto a visite sospese, interventi rinviati, pronti soccorsi no covid vuoti, con conseguenze drammatiche specie su pazienti oncologici e cardiopatici rimasti senza cura

 
L’ATTESA PER I DATI – LA CORONA VIRTUALE

Quante riflessioni, quanti pensieri alla pubblicazione dei numeri quotidiani; purtroppo i nostri dati di San Donato Milanese, in proporzione,sono analoghi a quelli della Lombardia e ci creano non poche preoccupazioni considerate le dimensioni della città.

Nessuna notizia da parte del Comune di San Donato Milanese sui quartieri della città più penalizzati è questo è inspiegabile, a mio vedere, in tempi di trasparenza.

Non siamo neanche stati messi a conoscenza di chi ha prestato in questa emergenza il suo tempo, adoperandosi per una qualsiasi forma di solidarietà umana, come se avessimo a che fare con degli appestati.

Purtroppo in un periodo di pandemia, sono fatti naturali.
Speriamo ora, che tutto a poco a poco sta rientrando, che l' Amministrazione Comunale faccia la sua parte e mostri interesse e si preoccupi delle famiglie devastate dal dolore, offrendo loro al momento opportuno una “corona “ virtuale, simbolica ma doverosa e necessaria per ricordare tutti i nostri sfortunati cittadini, che in questa emergenza ci hanno lasciato senza un funerale dignitoso.

Alle Parrocchie chiederei di organizzare dei funerali collettivi per ricordare persone che ci hanno lasciato senza una carezza, un abbraccio e consentire a  tutti Noi di partecipare al dolore alle famiglie.
 
I SANTI DELLA PORTA ACCANTO

Poi  bisogna trovare il tempo per ricordare i santi della porta accanto morti per curarci, mi riferisco non solo ai medici, infermieri ed ai  sanitari, occorre anche ricordare le tante persone che ci hanno aiutato a vivere la “ clausura “ in primis la Croce Rossa, che ci ha consegnato i medicinali a casa e tanto altro. Un ringraziamento va anche ai supermercati, ai mercatini della frutta e verdura.

Questo aiuto lo dobbiamo a nostre iniziative personali, proprio nel momento in cui l’ordine di restare a casa era imperativo ci siamo trovati in forte disagio per l’assenza della politica e non solo, ma anche della Chiesa.

Per fortuna la sensibilità delle persone ha saputo trovare la giusta umanità.

Un grazie affettuoso a Papa Francesco che ogni mattina da Santa Marta ha saputo confortarci con le sue brevi riflessioni,ricordando fatti ed aspetti importanti della nostra vita legati al Coronavirus e non solo, alimentando speranza e dialogo.
 
TUTTO NON SARA COME PRIMA

Una cosa credo che tutti abbiamo percepito che  “ tutto non sarà come prima “ cambieranno molte cose , in primis I rapporti interpersonali.

Dobbiamo abituarci a convivere con il virus fino a quando non sarà trovato un vaccino, non saranno possibili per noi over 65 scorciatoie, dovremo rispettare le regole che ci saranno impartite.

Viaggiare non sarà come prima, sia per gli alti costi, sia per i rischi di contagio.
Cambierà la sanità, più medici di prossimità, più medici in periferia  e prenderanno piedi sempre di più gli strumenti per curarsi da casa. Avremo altresì, meno ricorsi agli ospedali.

Dovrà cambiare la politica. Non è più possibile vivere in un mondo incapace di trovare unità nemmeno dinnanzi a una situazione drammatica come quella della pandemia.
Cambierà il lavoro; si darà più spazio al lavori da casa e a orari diversi nel corso della giornata e si arriverà ad un più razionale uso della mobilità.
Cambierà la scuola; ci sarà più uso dei computer, più lezioni on line.
E poi si dovrà necessariamente istruire tutti ad un maggior utilizzo delle tecnologie, delle app, di modi diversi di comunicare e di ricevere informazioni. Occorre abbattere con forza il digital divide che coinvolge soprattutto i più fragili (over 65 ).

La Politica deve assumere un impegno morale ad aiutare i più fragili ad usare gli strumenti informatici e noi tutti dobbiamo impegnarci ad aiutare i nostri anziani a partecipare alla politica per consentirci una vita migliore.

OSSIGENO

Nei giorni più neri , quelli più preoccupanti assistevamo inermi alla morte di centinaia di persone ( triste ricordo quelle bare trasportati da camion militari ) nel paese delle tenebre e dei morti una cosa cercavamo disperatamente OSSIGENO, l’ossigeno per un nuovo rinascimento, un nuovo respiro con la speranza che  si sia accesa la luce per consentirci di scrivere una storia nuova.
-    Ossigeno per I polmoni per salvare vite umane  quanti morti per mancanza di ossigeno
-    Ossigeno per l’anima che viveva una condizione di solitudine che il nostro Arcivescovo non ha mancato in ogni festività di alimentare con la sua presenza on line alimentando speranza e dialogo
-    Ossigeno per le relazioni umane , interpersonali quelle che ci hanno consentito di vivere nel paese delle tenebre




Carlo Lungaro

 


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ROTARY CLUB MILANO BORROMEO BRIVIO SFORZA via zoom: - Ripartiamo con il piatto giusto - Dott.ssa Cristina Amianti


ROTARY CLUB MILANO BORROMEO BRIVIO SFORZA via zoom: - Ripartiamo con il piatto giusto - effetti del lockdown sul nostro corpo e strategie nutrizionali per il prossimo futuro

Laureata in Scienze Biologiche con lode all'Università di Pavia, ha consolidato la propria formazione come Biologa Nutrizionista. Lavora da anni nei suoi studi professionali e come consulente aziendale per favorire il benessere attraverso lo stile di vita mediterraneo.
E' stata assessore del Comune di San Donato Milanese con delega alla Salute, al Benessere & all'Istruzione, promuovendo, in collaborazione con ATS - Città Metropolitana di Milano iniziative volte all'educazione alimentare a partire dalle mense scolastiche.
Conduce laboratori per bambini, adulti e famiglie per trasmettere la sua passione per il cibo attraverso l'esperienza.

Riceviamo dagli amici del Rotary Club Milano Borromeo Brivio Sforza il sunto della VideoConferenza organizzata via ZOOM, con la Dott.ssa Cristina Amianti
Il valore aggiunto dell'informazione di N>O>I - RecSando è sempre stato il territorio. Nel mondo di oggi, globalizzato e totalmente interconnesso, il discutere di ciò che ci accade accanto è davvero un plus spesso dimenticato. Ma viviamo giorni veramente difficili, nei quali l'informazione che ci giunge dall'altra parte del mondo può essere facilmente assimilata a quella della porta accanto.

Partendo da questo assunto, abbiamo ritenuto di compiere un'operazione importante andando a intervistare o mettendo in evidenza contributi di esperti e personalità che nella crisi sanitaria, economica, politica e sociale attuale hanno ognuna qualcosa da dire e da dare. In questo nostro compito abbiamo iniziato la collaborazione con altre realtà che spinte dal nostro stesso obiettivo, attraverso il loro impegno stanno portando avanti questa missione. Crediamo, sempre dicendolo modestamente, di esserci riusciti. Ma a Voi la parola finale. Buona lettura.

Ripartiamo con il piatto giusto– effetti del lockdown sul nostro corpo e strategie nutrizionali per il prossimo futuro.




Queste settimane di costrizione tra le mura di casa, spesso caratterizzate dapreoccupazioni, sbalzi di umore e una moltitudine di informazioni, hanno avuto delle implicazioni dirette con il cibo, con il nostro corpo e il nostro benessere psico-fisico.
Forse qualcuno si è trovato a trascorrere più tempo del solito in cucina, con la tentazione di aprire spesso (a volte troppo spesso!) il frigorifero oppure la dispensa per mettere “qualcosa sotto i denti”.
Non potendo uscire a fare sport, è venuto meno anche il contributo prezioso dell’attività fisica che non sempre è possibile fare in casa.
A questi primi effetti della quarantena possiamo aggiungerne anche altri: per molti è venuta meno quella sveglia del mattino che segnava l’inizio della giornata. Si sono persi gli orari e i ritmi che costituivano una preziosa routine quotidiana.
Una delle conseguenze più evidenti sono i chili di troppo che non si sono certo fatti attendere.
Il 4 Maggio 2020 segna una prima fase di ripartenza.
Ma dopo due mesi in casa, il nostro corpo è davvero pronto per affrontare un nuovo cambiamento? Avere un sistema immunitario forte è importante, perché ci aiutatenere lontani virus e batteri. Sebbene non esistano diete né alimenti miracolosi in grado di assicurarci un’immunità al Coronavirus, alimentarsi in modo corretto è uno di principali punti di partenza per il benessere di ciascuno. Alimentazione e stile divita sono due alleati fondamentali per le nostre difese.

Per ripartire con la giusta energia,è bene organizzare al meglio la nostra giornata, vediamo come:


1.    L’importanza della crono-dieta: impostare una routine quotidiana, fatta di regolarità negli orari dei pasti e nei ritmi sonno/veglia aiuterà a migliorare il funzionamento dell’orologio biologico. Assicurarsi 7-8 ore di sonno per notte, evitando bevande energizzanti alla sera, stimoli luminosi, attività stressanti prima di coricarsi. Cerchiamo di creare le condizioni migliori per il riposo notturno, con letture o buona musica.
2.    Attività fisica e ore di svago: il cortisoloè l’ormone dello stress, questo incide negativamente sulle difese immunitarie. E’ importante alternare le ore di lavoro a ore di svagoe di sport, indispensabile per una buona forma fisica. Andrebbe intrapreso uno stile di vita attivo, facendo scale a piedi, passeggiate, usando la bicicletta, ballando, oppure dedicandosi ad attività come il giardinaggio, il bricolage etc.
3.    Esporre braccia e gambe al sole per 15-30 minuti favorisce la sintesi endogena di vitamina D. Ricordiamoci che veniamo dai mesi invernali in cui la nostra pelle non ha potuto assorbire i raggi del sole, queste settimane di isolamento non hanno certamente giovato all’esposizione solare. Approfittiamo delle belle giornate di sole, in balcone, in cortile o facendo una passeggiata.
4.    Bere circa 2 litri di acqua al giorno. Bere acqua è fondamentale per numerose ragioni, prima di tutte l’idratazione e con questa l’eliminazione delle tossine. Una buona idratazione assicura un buon drenaggio dei liquidi corporei ed evita il ristagno di essi. In un momento complesso come quello che stiamo vivendo, in cui è spesso l’ansia a fare da padrona, è difficile trovare e mantenere la giusta concentrazione. Assicurare al nostro cervello un adeguato apporto di acqua contribuirà a migliorare le performance cognitive per svolgere al meglio le attività lavorative e scolastiche.

5.    Seguire una dieta completa di tutti i macro e micronutrienti permette di irrobustire le difese immunitarie, assicurandoci un apporto ideale di vitamine, sali minerali, fibra.Non è necessario ricorrere a integratori vitaminici o immunomodulanti, basta seguire una dieta equilibrata. Nessuna categoria di alimento (carboidrati, proteine, grassi) deve venir meno, diete restrittive e bruschi cali di peso possono indebolire un organismo già fragile o sottoposto a forte stress. Programmiamo 5 pasti al giorno, tenendo un intervallo di circa 3 ore tra un pasto e l’altro, evitando lunghi digiuni: una colazione, pranzo e cena, intervallati da uno spuntino di metà mattino e merenda pomeridiana.
Prediligiamo carni bianche e magre alle carni rosse, consumiamo pesce almeno 2 o 3 volte alla settimana, così come i legumi. Uova, formaggi un paio di volte alla settimana e limitiamo il consumo dei salumi, anche i dolci e gli alcolici andrebbero consumati con moderazione. A combattere i radicali liberi ci pensano gli antiossidanti contenuti nella frutta e nella verdura di stagione. Non possiamo farne a meno, quindi consumiamone con regolarità, faremo il pieno di:
a.    Vitamina C: agrumi, kiwi, ribes, fragole, papaya, broccoli, cavoli, prezzemolo, peperoncino…
b.    Vitamina E: frutta secca a guscio, semi misti, olio extravergine di oliva, olio di semi di lino…
c.    Omega 3 e Omega 6: frutta secca a guscio, alcuni tipi di pesce, in particolare quello azzurro, sgombro, sardine e anche nel tonno.
d.    Licopene: un carotenoide contenuto nel pomodoro maturo.

6.    Riduciamo il sale, ma soprattutto lo zucchero. Un corretto uso del sale è entrato a far parte delle nostre abitudini, quello che ancora non è percepito come un vero nemico è lo zucchero, presente sulle nostre tavole, spesso sotto forma nascosta (bevande, merende e biscotti, anche prodotti per l’infanzia). Un eccesso di zucchero porta ad un rapido innalzamento dei picchi glicemici e questi hanno un effetto pro-infiammatorio sulle cellule che vengono quindi indebolite. Evitiamo il consumo di zucchero bianco, di canna, fruttosio, ma anche degli edulcoranti (aspartame, mannitolo, sorbitolo etc.). Quando è possibile, meglio consumare alimenti e bevande senza zucchero. Limitiamo l’uso delle farine raffinate, come le farine bianche di tipo 00. E’ meglio prediligere farine di tipo 0, 1, 2 o integrali, che apportano preziose sostanze come il germe di grano, la fibra etc..

7.    Prendiamoci cura del nostro intestino, quindi del nostro microbiota. L’intestino è il nostro secondo cervello: se l’intestino lavora bene, spesso questo è sinonimo di salute e quindi anche il sistema immunitario è robusto. Un intestino sano deve essere visto come una barriera protettiva, permeabile alle sostanze buone e impermeabile al passaggio di virus e batteri. Quando viene meno questa permeabilità, allora attraverso l’intestino passano agenti patogeni che lo indeboliscono e con esso indeboliscono tutto l’organismo. Con la dieta possiamo fare molto per il nostro intestino, assicurando un apporto di probiotici (yogurt bianco, yogurt greco, kefir, latte fermentato) e prebiotici (fibra da cereali integrale e legumi etc.).

Se seguiremo con attenzione queste semplici indicazioni già dopo due settimane vedremo risultati apprezzabili e riusciremo a perdere i chili di troppo, accumulati durante la quarantena. E anche il nostro umore ne gioverà, se riusciremo a vedere il tempo in casa e in famiglia come un’opportunità per dedicare maggiore attenzione alla scelta e alla preparazione di cibi più salutari e più gustosi, seguendo le nostre tradizioni mediterranee.

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Redazione N>O>I - Network Organizzazione Innovazione - FC-Staff



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9 maggio 1978 - 9 maggio 2020: Ripartiamo dalla Bellezza




Il 9 Maggio del 1978
, nello stesso giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, venne assassinata una delle voci più coraggiose della lotta alla MAFIA.
Il corpo di Peppino Impastato fu ritrovato alle prime ore del mattino, da alcuni macchinisti di un treno in transito nei pressi di Cinisi, lungo la linea ferroviaria Trapani – Palermo, che avevano fermato il convoglio, accorgendosi che un tratto dei binari della ferrovia era stato tranciato di netto.

Non immaginavano certo che a pochi metri di distanza giaceva il corpo, ormai privo di vita, dilaniato dall’esplosione del tritolo.
Fu così che nel silenzio più assordante dei media, distratti dal ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, venne assassinato dalla mafia, Giuseppe Impastato conosciuto da tutti come Peppino, simbolo della lotta a Cosa Nostra nella zona di Cinisi, un piccolo Comune in provincia di Palermo, aveva osato sfidare il capo mafia Gaetano Badalamenti, senza filtri e censure, amplificando le sue accuse dai microfoni della radio libera, da lui fondata, “Radio Aut”.
Infatti in quel periodo della storia, la posta in gioco era altissima, la mafia amministrava un giro d’affari da capogiro. Peppino figlio di un mafioso, aveva naturalmente rotto ogni rapporto con il padre e viveva con sua madre Felicia. Impegnato su molti fronti, sia politici che ambientali ha condotto molte battaglie, difendendo i braccianti della zona, contro gli espropri dei terreni, per la costruzione della terza corsia dell’aeroporto di Punta Raisi, porto franco del traffico internazionale della droga, controllato appunto da Gaetano Badalamenti, e allo stesso modo dai microfoni dell’emittente condannava la speculazione edilizia sulla costa palermitana, altra fetta importante di introiti, dell’attività criminale di Cosa Nostra.  

Dalle frequenze dei 98,800 Mhz, di Radio Out, ascoltato da migliaia di persone, le sue condanne venivano amplificate. La sua conduzione radiofonica non risparmiava nessuno, e in particolar modo ogni giorno non perdeva occasione di sbeffeggiare il boss Badalamenti, che Peppino chiamava “Tano Seduto”.
In seguito a questo Peppino riceveva quotidianamente minacce di morte, avvertimenti, che lui puntualmente ignorava.
Oggi 9 Maggio 2020, a 42 anni dalla sua morte è sempre giusto ricordarlo con un suo pensiero, sempre attuale.
“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda!
Noi ci dobbiamo ribellare.
Prima che sia troppo tardi!
Prima di abituarci alle loro facce!
Prima di non accorgerci più di niente!”
"Peppino Impastato"

Eppure c’è qualcosa di ancora più bello, qualcosa di meraviglioso, un suo pensiero che viene ripreso Dal film: "I cento passi"


“E allora, invece della lotta politica,
la coscienza di classe,
tutte le manifestazioni
e 'ste fissarie,
bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza,
aiutarla a riconoscerla, a difenderla.
La bellezza?
 La bellezza!
È importante la bellezza,
da quella scende giù tutto il resto!”


A San Donato Milanese, abbiamo dedicato una via a Giuseppe Impastato, o meglio, Largo Giuseppe Impastato.
Molti cittadini probabilmente non conoscono dove sia questo luogo.
Si trova dietro la piscina di Via Parri, sono i parcheggi che si trovano nel retro, vicino alla Via Civesio. E’ un luogo che nel prossimo futuro verrà rivalorizzato, grazie alla presenza dello spazio di interconnessione ex Campagnetta, ora Parco Gustavo Hauser diventato di proprietà pubblica, dall’inizio del 2020.
Molti cittadini, il comitato giù le mani dalla Campagnetta, RecSando, ora dipartimento dell’Associazione N>O>I, con il nascente Ecomuseo della Vettabbia e dei Fontanili, hanno più volte reso noto le intenzioni di far diventare questo luogo il punto di interconnessione che unisce in un sentiero naturalistico i Comuni di San Giuliano Milanese, San Donato Milanese e Milano, attraverso il progetto “Il sentiero delle Abbazie".
Ed è proprio prendendo spunto dalla parole di Peppino, che ci auspichiamo diventi, da Largo Impastato l’ingresso del parco, per ricordare alla gente cos’è la bellezza,  in modo di aiutarli a riconoscerla, a difenderla.
Già, come diceva Peppino, bisogna ripartire dalla bellezza, Largo Giuseppe Impastato deve essere la porta di connessione, la porta di ingresso del nuovo Parco Gustavo Hauser, il parco intercomunale che collega le Abbazie di Chiaravalle, Viboldone, Mirasole.




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