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Avrei voluto iniziare questo racconto con le note positive dell’incontro che si è tenuto al Cinema Troisi di San Donato Milanese nella mattinata del 28 maggio nell’ambito delle commemorazioni in ricordo del Giudice Falcone, delle vittime di mafia, della difesa della legalità. Con l’intervento di autorevoli personaggi legati in modi diversi alla lotta alla Mafia: Nando Dalla Chiesa, figlio del Generale Carlo Alberto, trucidato in un agguato mafioso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente della scorta Domenico Russo, il 3 settembre 1982. Renato Scalìa, ex poliziotto, membro della Fondazione intitolata al Giudice Antonino Caponnetto,  capo dell'Ufficio istruzione di Palermo, su sua richiesta alla morte per mano di Cosa Nostra del magistrato Rocco Chinnici fondatore del pool-antimafia. E a ricordare la figura di Caponnetto, il giovanissimo 23enne nipote Dario Meini.
Avrei voluto iniziare scrivendo dell’impegno di due insegnanti, Russo e Brugugnone, che hanno iniziato il progetto sulla Legalità nel 2008, che le ha portate in questi anni a impegnarsi  a coinvolgere i giovanissimi studenti in quella  materia spesso a loro delegata: lo studio e la messa in pratica del rispetto delle regole. Questo impegno è valso loro a far ottenere ai propri studenti premi e riconoscimenti, come la possibilità di partecipare più volte al viaggio il 23 maggio, a Palermo sulla nave della Legalità, dedicata a Falcone e Borsellino.
Ma un episodio verso la fine  dell’incontro, mi ha lasciato l’amaro in bocca, sconvolgendo l’ordine dei miei pensieri: Il Professore, docente universitario in sociologia, Nando Dalla Chiesa ha abbandonato il teatro anzitempo contrariato dall’atteggiamento un po’ scanzonato di uno sparuto gruppetto di studenti, che probabilmente non erano abbastanza interessati all’argomento trattato. Lui stava rispondendo a un ragazzo che aveva chiesto cosa vuol dire vivere in quell’ambito… e lui stava  rispondendo che la mafia si avvale dei cretini per proliferare…stava dicendo come si sentono le vittime dell’indifferenza… Mi è parsa una reazione spropositata, tenendo conto dell’età della platea, ragazzi di 14 anni, che si potrebbe ritenere già una vittoria la permanenza di oltre un’ora ad ascoltare storie a loro sconosciute, o comunque lontane dai loro attuali pensieri. Ho pensato alla figura di suo padre…che non ha abbandonato la nave che solcava acque agitate.. Ho pensato ai ragazzi che invece erano seriamente rapiti dalle storie che aveva raccontato pocanzi, come i camion che di notte trasportano sulle nostre strade rifiuti tossici, forti del fatto che di notte lo stato sembra non ci sia, visto che non si  controllano questi loschi movimenti. O anche di come a Palermo i bambini giocavano alla “morte di Falcone”, disegnando la sagoma col gessetto sul marciapiede….  O anche come aveva commentato il cartone animato proposto all’inizio, realizzato dalla 3^ O dell’anno scolastico 2008/2009, dove studenti, coetanei dei presenti allora, si erano cimentati a raccontare una storia di  smaltimento dei rifiuti tossici in una città con la compiacenza del Sindaco che si era avvalso dell’offerta di un mafioso per far sparire l’enorme ammasso di rifiuti, che erano stati sotterrati in un laghetto con la conseguente morìa di pesci e la scomparsa di alberi e fiori. Nella vita reale invece, sopraggiungono tumori…. (Quasi avessero un presentimento quei ragazzi, visti gli avvenimenti di questi ultimi tempi..). Ha preso, il professore, la marachella di pochi, che sarebbe da sanzionare però in maniera esemplare per la mancanza di rispetto che hanno avuto verso il resto dei propri compagni, delle insegnanti, delle Presidi, del Sindaco Checchi e dell’assessore all’istruzione  Papetti, come un affronto personale. Alla propria storia.  Comprensibile la reazione, ma spiacevole il seguito.

Ci aveva  parlato di come i mafiosi possano vivere indisturbati sotto casa, come è successo a lui, il Dr. Scalia, romano, ex –poliziotto, ex sindacalista, ex DIA, ex Digos… dei mezzi in dotazione alle forze dell’ordine in continua diminuzione. Lui aveva una panda per fare il trasporto di un detenuto, il mafioso che gli era vissuto vicino, sicuramente aveva una Ferrari. Ha parlato della difficoltà di far sapere le verità, i media stessi tacciono, queste notizie vengono divulgate da associazioni antimafia. Ma se si iniziasse a insegnare il rispetto delle regole, in casa, in famiglia, prima ancora che a scuola, sarebbe ancora meglio.
Ci aveva confidato uno sprazzo della vita del nonno Antonino Caponnetto, Dario Meini. Quello dei 5 anni trascorsi a Palermo, intento a contrastare la Mafia, come aveva fatto il suo predecessore Rocco Chinnici, ucciso da un’autobomba mafiosa. 5 anni in cui aveva potuto incontrare i familiari 3 volte. Un sacrificio, una vita solitaria, quasi monacale, sotto-scorta, una vita non vita, come il non poter camminare per le strade. Non poter andare al ristorante, non potersi fermare con il semaforo rosso per rischio di attentati. Isolati. E parliamo di 30 anni fa. E parliamo di persone che hanno lasciato li la vita. Come sarebbe bello parlare di persone ancora in vita a svolgere quei compiti.
 E’ stato chiamato a riportare il silenzio l’Ispettore della Polizia Dr Franco Musio. Visibilmente sconvolto ed emozionato, ha ripercorso sette anni di impegno e collaborazione con le insegnanti   atti al fine comune di spiegare cosa vuol dire  rispetto per la legalità, cosa vuol dire non essere indifferenti agli atti silenziosi e criminosi che ci succedono intorno,  cosa vuol dire denunciare le ingiustizie. Ha dato come compito a casa l’impegno di ricercare su internet, chi fosse il Generale Dalla  Chiesa, come ha contrastato terrorismo a Milano prima e Mafia in Sicilia poi, lasciato da solo dalle Istituzioni. Persona della quale bisogna avere rispetto, e riflettere  su come si può avere rispetto per lui  oggi, a 32 anni dal suo omicidio.  Sarebbe stato esempio di aver capito ciò che si impara, se qualcuno avesse fatto smettere i propri compagni che si stavano comportando male in quel momento….    
In un clima un po’ irreale è terminata la manifestazione, con la premiazione di alcuni ragazzi che sui banchi di scuola si sono mostrati meritevoli per l’impegno profuso e per l’interesse dimostrato al tema legalità.  Ma il premio lo darà loro il futuro, se saranno capaci di viverlo e metterlo in pratica, quell’impegno.

Redazione Recsando Angela Vitanza  


 
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Inviato: 07/06/2014 17:38 da Luciano Monti #2072
Avatar di Luciano Monti
Tratta dal blog di Nando Dalla Chiesa, riporto qui sotto anche la lettera che Sindaco e Assessore alla Cultura gli hanno inviato:

Gentile Professor Dalla Chiesa,

come Amministrazione Comunale di San Donato Milanese siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto mercoledì 28 maggio nella nostra città, in occasione della mattinata con le scuole medie dedicata alla legalità e alla lotta contro le mafie.
Abbiamo compreso le ragioni della Sua presa di posizione per il comportamento di un’esigua minoranza di ragazzi durante il Suo intervento e le motivazioni che ha espresso nel blog a commento della decisione di lasciare la sala in cui stava parlando. Tutte le figure istituzionali presenti sono intervenute riprendendo l’episodio con i ragazzi e cercando di trarre dalla negatività della situazione uno sguardo positivo verso il futuro. Abbiamo giovanissimi che, per l’attenzione e la partecipazione verso gli argomenti di interesse civico, sono da premiare. Lo dimostra la ragazza che Le ha scritto la lettera di cui parla nel blog.

Nella nostra città abbiamo scuole e insegnanti che ogni giorno lavorano con molta passione e attenzione, studiando e creando progetti che siano di stimolo per gli studenti. Abbiamo ragazzi che recepiscono l’importanza di questi progetti, che hanno voglia di capire, di sapere e di conoscere. La giornata di mercoledì era per loro.
Ma ci sono anche ragazzi che hanno più difficoltà nell’ascolto e che faticano a prestare attenzione verso ciò che li circonda: dobbiamo saperli accogliere e ascoltare, dobbiamo saperli aiutare a crescere. E la giornata di mercoledì doveva essere di stimolo e di spunto anche per loro.

Lei dichiara di aver perso, ma l’altra mattina abbiamo perso tutti: hanno perso le insegnanti, quelle che dedicano tanto tempo al coinvolgimento dei ragazzi nei progetti di cultura alla legalità e quelle che ne dedicano meno e non sono riuscite a intervenire prontamente; hanno perso gli alunni, sia quelli partecipi, sia quei pochi visibilmente annoiati che non sono riusciti a cogliere l’importanza del momento; hanno perso gli oratori, che hanno effettuato interventi di alto profilo e dai quali abbiamo tutti da imparare; hanno perso le istituzioni che credono e collaborano a questi progetti e che lavorano quotidianamente al tema della legalità.
Ma non per questo ci tiriamo indietro.
Ai ragazzi abbiamo detto che dobbiamo ripartire da qui, dobbiamo essere capaci di seguire gli esempi più alti, anche tra i loro compagni che si distinguono maggiormente per l’attenzione verso il loro vicino. Siamo convinti che il percorso formativo sulla legalità debba andare avanti e lavoreremo in questa direzione assieme a tutti i soggetti coinvolti nell’educazione e nella formazione dei giovani, ciascuno nel suo ambito e nel suo ruolo: i genitori a casa, il corpo docente a scuola, i politici e gli amministratori in città, i sacerdoti in oratorio, gli allenatori nelle attività sportive e ricreative. Fiduciosi di poterla rivedere come nostro ospite, Le confermiamo la nostra stima e la ringraziamo per la Sua presenza. Le Sue parole e le Sue azioni sono state e saranno sicuramente di stimolo e di spunto per tutti.

Cordiali saluti.
L’Assessore alla cultura Il Sindaco
(Chiara Papetti) (Andrea Checchi)
Inviato: 03/06/2014 14:22 da Giorgio Soave #2048
Avatar di Giorgio Soave
Io non c'ero, ma se Dalla CHiesa se n'è andato era perchè quegli stupidelli non stati rihiamati o allontanati; diciamo pure perchè gli insegnanti non hanno saputo mantenere l'ordine.
Pensandoci bene, l'atto di Dalla Chiesa voleva essere un modo per protestare contro l'impotenza o la pigrizia degli insegnanti.
Quei ragazzi (e gli insegnanti a cui erano affidati, visto che erano minorenni nell'età della "stupidera") sono responsabili di interruzione di pubblico servizio. Non ne sono sicuro ma credo che esista una sanzione di legge.
Inviato: 31/05/2014 18:44 da Andrea Ardemani #2039
Avatar di Andrea Ardemani
In tutta sincerità mi sembra una reazione esagerata quella del prof. Dalla Chiesa.
20 anni fa, ancora prima di berlusconi, avevo anche io l'età di quei ragazzini e come loro riuscivo a ridere nei momenti meno opportuni... la famosa età della "stupidera".

Bastava allontanarli o richiamarli.
Inviato: 30/05/2014 20:21 da Renato Tramutoli #2032
Avatar di Renato Tramutoli
Mi scuso per l'equivoco , ma le confermo il mio pensiero.
saluti
Inviato: 30/05/2014 20:02 da Giorgio Soave #2030
Avatar di Giorgio Soave
>Gli schiamazzi e le derisioni dei ragazzi sono stati la riprova, a mio modo di vedere, che si vive una degenerazione della morale di cui i giovani sono vittime più o meno inconsapevoli, e la ragione di questa degenerazione sta tutta nel ventennio di governo di Berlusconi, che ha istituzionalizzato proprio quella politica di incitamento alla corruzione ed al profitto personale,<

Questa volta proprio non è il caso di dare la colpa a Berlusconi, che certo con le sue TV ha diseducato gli italiani. Ma il vero problema è la maleducazione diffusa, prodotta da una eccessiva tolleranza generale per le violazioni del Codice e della buona educazione. A quei ragazzi era stato dato, proprio dai loro insegnanti oltre che dalle famiglie, un messaggio di impunità, per quieto vivere e per timore di liti con i genitori.
Gli insegnanti avrebbero dovuto prendere i nomi e la direzione avrebbe dovuto punirli con 3 giorni di sospensione, per far capire che si sono comportati in modo maleducato e poco disciplinato.
Non si è fatto niente e i ragazzi si sono convinti ancor più di essere impunibili.
Complimenti, stanno tirando su una generazione di delinquenti. Le risate e gli schiamazzi sono solo il primo risultato.
Inviato: 30/05/2014 18:53 da Andrea Lanzoni #2029
Avatar di Andrea Lanzoni
L'attuale generazione di adolescenti è quella che è stata 'seguita' dagli adulti come nessun'altra nella storia dell'umanità.

Fin dalla tenerissima età, con psicologi ed educatori negli asili nido, per poi continuare nelle varie fasi formative: programmi, laboratori, tempi delle famiglie e tutto quanto ha dato da mangiare a dirigenti comunali, psicologi, educatori (una volta si chiamavano insegnanti ora è più 'psicologico' dire "educatori").

Poi capita che, dopo essere stati ingozzati da percorsi educativi, arrivano all'adolescenza e (ohibo' gli psicologi non l'avevano previsto) i ragazzi si ribellano...... sì, sì, si ribellano come facevano a quell'età i loro genitori, i loro zii, i loro nonni.
Quando l'aggregazione non era stata lasciata alla spontaneità ma al "tavolo condiviso" di educatori, psicologi, assessori, dirigenti comunali, etc., capita poi che gli adolescenti glielo rovesciano addosso quel "tavolo".

L'unico rimpianto è che tanto non servirà a niente: la casta degli educatori riunirà prontamente un nuovo "tavolo" dove discuterà quali "percorsi socio-educativi" proporre per andare incontro al disagio adolescenziale.....
Inviato: 30/05/2014 17:29 da Barbara Picutti #2028
Avatar di Barbara Picutti
Renato Tramutoli ha scritto:
Gentile Prof. Vitanza :
cito le sue parole .:
..." Mentre l'insegnante di lettere della scuola media statale, e con lo stipendio che ha a fronte del tempo che vi dedica, perché magari fa fatica a far star attenta una classe di 30 ragazzi obbligati a star li, vuol dire che non sa fare il proprio lavoro? .."
Le chiedo perché tutte le volte che si parla di qualità dell'insegnamento si fa riferimento sempre al tempo di lavoro ( 18, max 36 ore) e allo stipendio degli insegnanti , come se fossero giustificazioni o attenuanti . Crede davvero che aumentando lo stipendio degli insegnanti automaticamente migliorano professionalità, qualità e capacità di insegnare , cioè interessare gli alunni alla conoscenza e allo studio .?
Mi

Condivido pienamente, Renato.
Insegnare e' una vocazione oltre che una professione; se manca la vocazione, o se (peggio) essa e' asservita alla remunerazione, vuol dire che non c'e' speranza.
Ciao
Barbara
Inviato: 30/05/2014 16:08 da Claudio Lanaro #2027
Avatar di Claudio Lanaro
Io ero presente l'altro ieri al Troisi e non mi sento di dare la colpa di quanto accaduto alle insegnanti. Ho scritto a Dalla chiesa, che mi ha subito risposto.
Di seguito vi inoltro gli stralci più salienti del mio scritto e della sua risposta:
...
Ebbene l'incontro dell'altro ieri è stato per me una vera lezione, sia nei contenuti espressi da lei e dal nipote di Caponnetto (la mafia di combatte al di fuori della mafia contro le malefiche 3 C) sia nell'epilogo con il suo abbandono prematuro del cinema.
Non l'avevo mai vista perdere le staffe, evidentemente siamo tutti uomini, però sono convinto anch'io che abbia fatto la cosa migliore. ...
Invece tra noi di centro-sinistra ce lo possiamo dire in tutta franchezza e realismo, i giovani sono la nostra speranza, ma la fiducia in loro va bilanciata con uno sforzo di educazione alla legalità tipo quello dell'altro ieri.
Gli schiamazzi e le derisioni dei ragazzi sono stati la riprova, a mio modo di vedere, che si vive una degenerazione della morale di cui i giovani sono vittime più o meno inconsapevoli, e la ragione di questa degenerazione sta tutta nel ventennio di governo di Berlusconi, che ha istituzionalizzato proprio quella politica di incitamento alla corruzione ed al profitto personale, che è emerso chiaramente l'altro ieri essere il vero punto chiave da combattere per sconfiggere la mafia.
Noi abbiamo il dovere di combattere questa filosofia, e bene ha fatto a lasciare il cinema: sono sicuro che gli alunni si ricorderanno di più dei loro errori con questa mossa.
Ma non sono d'accordo nel colpevolizzare i ragazzi di San Donato: d'accordo, non le era mai successo prima, ma penso che, se in futuro incontrerà altri giovani delle medie, nell'hinterland milanese e altrove, le succederà di nuovo, in quanto la lotta di suo padre, secondo me, ha portato miglioramenti in Sicilia (dove per altro c'è ancora molto da fare), ma il ventennio berlusconiano ha di nuovo fatto fare grandi passi indietro a tutta l'Italia....

Nella risposta Dalla Chiesa perlomeno scriveva in conclusione, sembrando riconoscere qualche pecca nei genitori, e quindi nella degenerazione dei tempi, oltre che negli insegnanti:

...Ma nell'atteggiamento di quei ragazzi c'era in più un che di spavaldo, di strafottente, che veniva diritto dalle loro famiglie.

io comunque imparato molto dalla mattinata di mercoledì scorso, "in primis" che c'è ancora molto da lottare contro la mafia.

Ciao, Claudio Lanaro
Inviato: 30/05/2014 14:53 da Angelina Vitanza #2026
Avatar di Angelina Vitanza
La ringrazio, ma non sono una prof. Sono una mamma, di quelle all'antica...che non difende mai i propri figli nei dissidi con gli insegnanti. Delle quali penso abbiano sempre ragione, e sono solidale con loro.
Inviato: 30/05/2014 14:18 da Renato Tramutoli #2024
Avatar di Renato Tramutoli
Gentile Prof. Vitanza :
cito le sue parole .:
..." Mentre l'insegnante di lettere della scuola media statale, e con lo stipendio che ha a fronte del tempo che vi dedica, perché magari fa fatica a far star attenta una classe di 30 ragazzi obbligati a star li, vuol dire che non sa fare il proprio lavoro? .."
Le chiedo perché tutte le volte che si parla di qualità dell'insegnamento si fa riferimento sempre al tempo di lavoro ( 18, max 36 ore) e allo stipendio degli insegnanti , come se fossero giustificazioni o attenuanti . Crede davvero che aumentando lo stipendio degli insegnanti automaticamente migliorano professionalità, qualità e capacità di insegnare , cioè interessare gli alunni alla conoscenza e allo studio .?
Mi
Inviato: 30/05/2014 00:45 da Angelina Vitanza #2017
Avatar di Angelina Vitanza
Ho letto tanti commenti sulle varie pagine face-book.: Tutti addosso alle povere insegnanti che non hanno saputo fare il loro mestiere: Allontanare quei due/tre sciocchi annoiati, probabilmente in crisi di astinenza da cellulare,.. a cui del dolore di Nando Dalla Chiesa per come è scomparso suo papà 32 anni fa, non importava nulla. Magari, a saperlo, le loro insegnanti avrebbero potuto invitarli a stare a casa già dal mattino. Ma non bisogna dare a tutti una possibilità di redenzione? anzi, tra i cristiani, 70 volte 7..Non si vuole certo difendere i ragazzi. Li si vorrebbe già grandi...fin da piccoli. E non li si può forgiare tutti uguali come soldatini. Il Dr.Dalla Chiesa ha scritto che ieri si è rifugiato nella sua classe di (bravissimi) studenti Chissà perché ci ha tenuto a scrivere che loro si son bravissimi. Se ne attribuisce forse il merito? . Mentre l'insegnante di lettere della scuola media statale, e con lo stipendio che ha a fronte del tempo che vi dedica, perché magari fa fatica a far star attenta una classe di 30 ragazzi obbligati a star li, vuol dire che non sa fare il proprio lavoro? (credo che frequentare l'università non sia obbligatorio, per cui ci vai se sei interessato alla materia).
Da siciliana, come l'insegnante che lui ha tenuto a sottolineare, con una età che mi permette di ricordare benissimo gli anni del terrorismo a Milano, dove già vivevo, e di ricordare suo padre e il 3 settembre 1982 (sono stata più volte a Palermo in quel luogo) e poi ovviamente le stragi di mafia, ma anche gli assassinii di mafia, come quello di don Puglisi che andava a raccogliere i ragazzi riottosi...mi rammarico profondamente dell'insensibilità di 2/3 immaturi ragazzini non ancora pronti ad "ascoltare", (forse da oggi si saran tolti gli auricolari dalle orecchie). Ma mi rammarico altrettanto, che una persona di così grande levatura, anche politica, abbia dato esempio di intolleranza, agli altri 298 ragazzini a cui si tenta di insegnare ogni giorno il contrario.
Inviato: 29/05/2014 14:48 da Renato Tramutoli #2015
Avatar di Renato Tramutoli
Credo sia giusto e corretto pubblicare anche la lettera di Nando Della Chiesa:
...
""Sconfitte di giornata. Scappare dall'"educazione alla legalità"
(Thursday 29 May 2014) - Inviato da Nando dalla Chiesa - Ultimo aggiornamento ()




E così il vostro Anfitrione ha perso. Stamattina. A San
Donato Milanese. Dove era stato invitato a parlare di legalità alle scuole medie inferiori “De
Gasperi” e “Galilei”. Ve lo anticipo subito: per la prima volta in vita mia me ne sono dovuto
andare. All’origine, così ho capito, c’era il lavoro di un paio di brave professoresse (una
siciliana). Che però non
potevano “educare” le due scuole che hanno riempito il cinema. Avessi saputo che quella era la
“preparazione” della platea non sarei andato. In genere mi informo, sono esigente, ha senso che
vada in un posto se posso lasciarci qualcosa, non solo il tempo. Poi ho gli scrupoli, e faccio male
perché altri
non ce li hanno. E ti costringono a parlare e a portare storie difficili (e dolorose) davanti a
ragazzini ai quali di quel che tu sei e fai non importa un
beato fico, anche perché nessuno lavora a creare rispetto o condivisione morale. A un certo punto,
benché sia combattivo assai, ho capito che l’unica cosa utile che potevo fare era andarmene: per
lasciare il solo gesto educativo a mia disposizione e per guardarmi ancora nello specchio. Mi sono
interrogato su che senso abbia fare così la formazione antimafia. Anche sull’utilità di questo
andare in giro e sbatterti. Chiamato per portare pubblico o per il nome, ogni volta convinto di
costruire comunque qualcosa; e invece forse ha ragione chi
dice che sembro un topolino che gira nella sua gabbia senza fermarsi mai, nell’illusione che il suo
movimento lo porti altrove. Ho ricevuto prima di cena una lettera
molto bella di una ragazza che c’era. Che si scusa per tanti suoi coetanei, e non ammette
giustificazioni per i loro quattordici anni, a quattordici anni non si è per forza fessi, si può
essere altro. Le ho risposto così:
“Cara…….grazie per questa bellissima lettera […]. Non voglio negarlo: è stata una delle esperienza
più amare della mia vita (e ne ho avute!). Andarsene era l'unico modo che avevo per provare ancora
stima di me e per lasciare un messaggio educativo. Vedere quelle decine e decine di ragazzi ridenti
e irridenti, così vuoti di curiosità e di amor proprio, essere costretto a
mettermi alla berlina per loro, capendo benissimo che nessun insegnante li
aveva formati nemmeno per mezz'ora, e vedendo che nessun insegnante li esortava a tornare in classe
visto che non provavano interesse per il posto e le
persone, mi ha dato la prova di quanta retorica vuota ci sia dietro la famosa "educazione alla
legalità". Questa, come ho cercato di dire, è la vera ragione per cui dopo decenni di "educazione
alla legalità" il
paese è così corrotto e senz'anima. Certo, ci sei anche tu, ci sono i tuoi compagne e compagni di
classe. Che probabilmente avete avuto buoni e bravi insegnanti e genitori civili. Ma io oggi,
attraverso quelle facce e
quegli sbadigli esibiti, attraverso l'inerzia degli adulti, ho visto il
futuro dell'Italia come un incubo. Non smetterò però di darmi da fare. Sono rientrato in università
e ho ricominciato subito a lavorare con i miei (bravissimi) studenti. […] A quattordici anni -hai
proprio ragione!-si possono fare cose meravigliose e sento che le farai. Ti mando un augurio
affettuoso, a te e ai tuoi compagni di classe”.
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Redazione RecSando

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