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immagine tratta da http://cisarbitration.com/

Apparentemente “Democrazia” è un concetto abbastanza semplice: chi decide è il popolo, o i suoi rappresentanti. Quello che decide il popolo diventa legge, e nessuno può contestarlo.
In larga parte è realmente così, ma ci sono alcuni aspetti oscuri della nostra democrazia che andrebbero affrontati. Uno di questi è il “Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti”, un nome lunghissimo sintetizzabile in Icsid.

COS’E’ L’ICSID
L’Icsid è un organo della Banca Mondiale. Può essere definito come una sorta di tribunale (più corretto dire arbitrato), che giudica principalmente le cause tra gli Stati sovrani e le Multinazionali straniere che hanno investito in quegli Stati. In realtà tutti gli investitori stranieri potrebbero fare causa presso l’Icsid, ma siccome il tribunale è molto costoso in realtà solo le multinazionali possono permetterselo.

L’autorità per farlo gliela danno gli Stati stessi, con apposite approvazioni da parte dei parlamenti nazionali del trattato internazionale che lo istituisce (l’Italia l’ha fatto nel 1971). Attualmente i membri del tribunale sono 143 su circa 200 Stati al mondo.
Abbiamo definito l’Icsid come un Tribunale, tendenzialmente è così ma vanno sottolineate alcune differenze fondamentali:

  •  i giudici non sono predeterminati, ma sono scelti dalle parti in causa (sono sempre tre)
  •  i processi non sono pubblici, ma segreti
  •  non è previsto un grado d’appello
  •  non giudica in base a leggi precise, ma in basi a criteri abbastanza approssimativi

PERCHE’ SERVE L’ICSID?
Il tribunale è stato istituito per agevolare le multinazionali ad investire nei paesi stranieri. Se uno Stato approva una legge che minaccia o danneggia gli investimenti di una multinazionale straniera, questa può fargli causa e chiedere un risarcimento.
In pratica gli Stati hanno deciso di rinunciare a una parte della propria sovranità e di permettere alle multinazionali straniere di fargli causa (e vincere nella stragrande maggioranza dei casi) per delle leggi approvate legittimamente.
Ma perché gli Stati lo permettono? Semplice, perché hanno paura che senza questo tipo di protezione molte multinazionali decidano di non investire più nel proprio Paese.
Spesso si è parlato del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti. Ebbene, il trattato rafforzerà questo sistema, agevolando le multinazionali americane a fare causa contro l’Unione europea per delle leggi che non gradiscono, e viceversa.

ALCUNI ESEMPI DI PROCESSI DELL’ICSID
Storicamente erano le Multinazionali occidentali a fare causa contro Stati più arretrati economicamente, e indubbiamente i paesi più tartassati erano quelli africani. Uno dei primi esempi (la settima sentenza della storia, nel 1979) ha condannato il Congo per una richiesta di danni da parte dell’italiana Agip.
Tuttavia, prima della caduta del muro di Berlino questo strumento era poco usato. Attualmente il Paese che ha più richieste danni a suo carico è l’Argentina. Alcuni esempi recenti, tratti dal giornale tedesco Die Zeit (principale fonte del presente articolo; si ricorda che i processi sono segreti, quindi le sentenze non sono pubblicate sul sito dell’Icsid):

LA DEMOCRAZIA E’ IN PERICOLO?
Formalmente, gli Stati hanno deciso di accettare le sentenze dell’Icsid attraverso una legge democratica, quindi tutto a posto. Ma sostanzialmente qualche dubbio rimane.
Quando uno Stato approva una legge democraticamente quasi mai i cittadini sono tutti contenti. Politica vuol dire anche decidere come distribuire le risorse limitate, quindi inevitabilmente qualcuno verrà avvantaggiato, e qualcun’altro svantaggiato. Con l’Icsid, se ad essere svantaggiata è una multinazionale straniera, questa può chiedere un risarcimento (che nessun altro cittadino potrebbe richiedere) allo Stato attraverso un processo segreto, sulla base di norme poco chiare e senza la possibilità di fare ricorso.
E’ più divertente concludere con una domanda che con una risposta. All’Italia non è stato mai chiesto un risarcimento danni da parte di una multinazionale: è questione di fortuna o l’Italia non ha mai fatto leggi scomode alle multinazionali?

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