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Questo è il rondò di Certosa, ripreso nel punto tristemente famoso per aver fatto da scenario, nell’autunno scorso, al tragico incidente nel quale è deceduta una nostra concittadina, agganciata e trascinata da un autobus.
Nei giorni scorsi allo stesso rondò ha avuto luogo un nuovo, ennesimo incidente. Un suv proveniente da San Giuliano è uscito di carreggiata ed è andato a schiantarsi su uno dei dissuasori della sosta metallici posti sul marciapiede. L’auto presentava la portiera del lato passeggero completamente distrutta, come in seguito a un forte impatto laterale.
Fortuna ha voluto che nessuno stazionasse sul marciapiede in quel momento, ma l’auto è andata distrutta in quanto, oltre a subire il danno alla fiancata, era andata ad “atterrare” proprio sopra il solido metallico che ora giace a terra divelto, come si vede dalla foto.

Sulla pericolosità di questo rondò è inutile aggiungere altro. Nello studio preliminare per la redazione del Piano Urbano del Traffico era stato catalogato come uno a maggior rischio d’incidente, dati alla mano.
La sua natura ibrida, nè rotonda, nè incrocio semaforizzato, crea confusione soprattutto in chi transita raramente da queste parti, mentre la mancanza di segnaletica e di ostacoli opportuni consente, soprattutto a chi proviene da sud, di arrivare a impegnare l’incrocio con velocità considerevoli. La presenza di numerose piante limita la visibilità nel tratto fotografato, soprattutto a chi svolta da via Morandi, svolta estremamente difficile per la mancanza di un raggio di curvatura adeguato a far transitare anche mezzi pubblici e autoarticolati. Questi ultimi, purtroppo, a causa della mancanza di una tangenziale nel tratto della via Emilia  a sud di piazza Pieve, sono costretti a percorrere le vie cittadine e a utilizzare il rondò di Certosa, rendendolo ancora più congestionato del dovuto e pericoloso per i pedoni.

La nostra speranza è che tutto ciò venga tenuto in considerazione nel progetto che in questi mesi l’Ufficio Tecnico sta predisponendo per il nostro quartiere: a poco infatti servirebbe ridisegnare la viabilità interna se il rondò dovesse rimanere così com’è ora. La consistente somma destinata alle opere pubbliche per Certosa non può prescindere, a nostro avviso, da un ripensamento del rondò, da valutare assieme agli esperti della Polizia Locale.

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