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Il progetto che dovrebbe ridare lustro a Certosa è stato denominato “Certosa 30 e lode” ma, a parte le moltissime perplessità che ha suscitato nei residenti, abbiamo scoperto che non è mai passato al vaglio della Polizia Locale. Quello dei Vigili Urbani avrebbe dovuto essere, invece, il primo giudizio da affrontare per poter valutare la bontà della soluzione proposta, in quanto la parte più cospicua riguarda proprio il riassetto viario dell’intero quartiere e in particolare dei flussi di traffico attorno a piazza Tevere, che viene di fatto stravolta. Invece abbiamo avuto conferma da parte del Comandante dei Vigili, dott. Allais, che nessuno ha chiesto un parere a riguardo. E non ci stupiamo, date le soluzioni viabilistiche a dir poco fantasiose escogitate per dare un nuovo volto al quartiere.

Le foto che aprono questo articolo mostrano lo schema di circolazione così come è stato presentato alla seconda riunione pubblica e il nuovo assetto della piazza. Si possono così notare i punti più contestati dai cittadini presenti quella sera e negli incontri precedenti: la rotatoria di Certosa (pur pericolosa a detta di tutti) non viene minimamente interessata dai cambiamenti, mentre l’ingresso al quartiere viene disassato per allargare la zona dell’attuale parcheggio, che diventerebbe pedonale.
Questa soluzione comporta una “chicane” in ingresso/uscita dal quartiere che di fatto impedisce di entrare a chi proviene da nord verso sud, se non compiendo una manovra azzardata o un giro completo di rotatoria per poter entrare perpendicolarmente alla piazza. Alcuni posti-auto (persi con la pedonalizzazione) vengono recuperati tra due direttrici di traffico, risultando così pericolosi. Via Adige si presenterebbe a senso unico, come ora, ma metà in una direzione e metà in un’altra, favorendo così incidenti frontali. Parte dei marciapiedi, oltre ad essere rialzata,verrebbe allargata impedendo così la curvatura dei mezzi articolati, che pure devono poter entrare data la presenza di alcune attività commerciali che se ne servono (produzione di pane, rivendita di materiali e attrezzature per la pulizia professionale, mensa della scuola). Anche i mezzi di soccorso incontrerebbero difficoltà. Gli alberi della piazza attuale verrebbero trapiantati altrove o abbattuti. L’entrata/uscita dal parcheggio lungo la via Emilia diverrebbe pericolosa data la mancanza di corsie di accelerazione/decelerazione. Nulla poi viene specificato sui dettagli, in particolare sul tipo di pavimentazione, su come risolvere il problema della difficile percorribilità dei marciapiedi da parte dei possessori di handicap o dei genitori con passeggini e carrozzine, sull’arredo della nuova piazza, eccetera.

Il progetto appare insomma in uno stato ancora embrionale (di pre-progetto) ma sappiamo che le ruspe sono pronte a intervenire per la prossima estate, per poter utilizzare i denari già appostati. Una situazione surreale, insomma.
Dopo tanti anni senza interventi nel quartiere ora si cerca di fare tutto in fretta, con una partecipazione approssimativa e una progettazione a grandi linee che però trascura nodi importanti (la rotonda) e determina nuove criticità che, se confermate, ci trascineremo negli anni a venire. Il tutto senza che i principali esperti nel campo della viabilità, i Vigili Urbani, siano stati minimamente coinvolti, almeno per un parere preventivo. Come proseguirà questa strana vicenda non lo sappiamo.
Ci saranno altri incontri? Verrà tenuto conto delle critiche espresse sia durante la serata che attraverso lettere al Sindaco di privati cittadini? Verranno coinvolti i Vigili? Nell’incertezza, il Comitato Di Vittorio/Parri/Certosa sta chiedendo un incontro al Sindaco per fare un po’ di chiarezza e capire se e come questo progetto potrà fregiarsi di un bel “30 e lode”.

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