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Venerdì 20 settembre si è svolta la libera manifestazione dei cittadini contro la chiusura del parco Enrico Mattei (ex Parco Snam). Grande partecipazione della cittadinanza e pronta risposta del Comune che ha aperto le porte della sala consigliare trasformando la manifestazione di protesta in un faccia a faccia.

 

Tra le prime domande che sono state poste quella che ha ricevuto una risposta più forte è stata quella inerente alla chiusura della piscina. Perché chiudere la piscina tutto l’anno se ancora si è in fase di progettazione dell’intervento? Il sindaco Andrea Checchi, insieme agli assessori Sargenti, Papetti e Bigagnoli, ha risposto prontamente spiegando che il costo annuale del parco, anche a causa della scarsa ottimizzazione energetica e dell’arretratezza delle strutture che richiedono numerosi interventi di manutenzione, si aggira intorno al milione e mezzo di euro che sarebbero andati a gravare sulle spalle dei cittadini visto un bilancio già saturo. Per l’operazione si stanno cercando investitori privati ma a breve dovrebbe già essere messo il progetto a bando di gare e, se l’iter proseguisse su binari standard, a primavera dovrebbero aprire i primi cantieri.

Poi è una donna ad alzarsi chiedendo la parola: “Qui si è girati intorno al problema più importante. Con questa manovra del parco ci sono delle persone che sono rimaste a casa senza lavoro.”. “Questo è un problema che mi toglie le ore di sonno.” Ha risposto il sindaco. Prima di precisare che si sta lavorando duramente per trovare una ricollocazione alle persone attualmente in cassa integrazione. Le persone assegnate al Parco erano nove, di queste, cinque sono state riassegnate a nuovi incarichi mentre per quattro si è trovata la soluzione della cassa integrazione fino alla fine dell’anno, mentre si cerca di trovare anche per loro una soluzione. “Ovviamente nel bando si metterà l’obbligo di riassumere le persone rimaste a casa”.

L’incontro sembra aver chiarito molti dubbi riguardo all’operazione prevista e sulle modalità che s’intraprenderanno, anche se gli animi non sembrano placati. Un’operazione che non porta alla chiusura del Parco Enrico Mattei, che continuerà a rimanere aperto e agibile per tutti i cittadini, ma a un affannamento di qualche società sportiva per la gestione degli impianti (come ad esempio il palazzetto, aperto solo nel week end per le competizioni ufficiali). Unico vero problema resta la squadra di pallanuoto, rimasta senza piscina a tempo indeterminato visto che, a differenza dei corsi di nuoto che necessitano solo di una corsia, hanno bisogno dell’intera piscina per allenamenti e partite.

Redazione RecSando - Dario Jovane

 

 

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