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E’ ormai passato un mese da quando nel notiziario settimanale delle parrocchie
di San Donato Milanese Don Carlo informava i cittadini
che a causa dell’emergenza freddo
e della chiusura di Casa Zaccheo
per via dell’emergenza Covid, una dozzina di senzatetto
erano senza un luogo sicuro e accogliente
dove potersi riparare e proteggersi dal freddo.



Nel notiziario del 29 Novembre 2020 compare questa informazione / appello rivolto a  chi volesse dare un aiuto, non avendo da soli trovato soluzioni alternative per tutti ne aiuto da parte delle istituzioni.
 
Riportiamo integralmente la notizia:

Ospitalità emergenza freddo.
Le regole anticovid rendono impossibile l’iniziativa (che da circa 10 anni organizzano le parrocchie e la Caritas cittadina) di Casa Zaccheo per l’ospitalità notturna di una dozzina di senzatetto, da dicembre a marzo. Non abbiamo trovato soluzioni alternative per tutti, né aiuti da parte delle istituzioni.
Si è deciso quindi di offrire un’accoglienza dalle 20 alle 7 circa nella chiesa parrocchiale di San Donato V. e M., solamente per le poche (2/3) persone che dormono davanti alle nostre chiese e al Centro di Ascolto.
Non vogliamo lasciare al freddo e senza alternative almeno queste persone e, nel contempo, dare alla comunità cristiana, alla città, alle istituzioni, un segno visibile di attenzione alle situazioni di povertà estrema di cui nessuno si prende cura.
Osserveremo ovviamente le procedure anticovid, e contemporaneamente vogliamo porre un segno che aiuti tutti ad aprire gli occhi sulle situazioni di disagio presenti anche nella nostra città. Chi volesse dare un aiuto o approfondire può rivolgersi a don Carlo o a Mariagrazia.

 
Nel Notiziario del 6 Dicembre viene riportato un aggiornamento sulla vicenda:

Emergenza freddo: aggiornamento sull’accoglienza. Da domenica 29 novembre Nur, Tiziano e Giovanni hanno iniziato a dormire in chiesa a S. Donato.
Stiamo ancora cercando una soluzione più adeguata e sostenibile.
 
Sappiamo che non sarà facile. Già in ottobre ci siamo incontrati con i servizi sociali del comune per capire se fosse possibile trovare spazi per ospitare chi fosse diventato positivo al Covid: operazione complicata, a causa di tutti i nuovi protocolli.
Attualmente anche a Milano molti spazi, che di solito venivano aperti per l’emergenza freddo, non riescono a rispettare le disposizioni di sicurezza e quindi non sono disponibili (così ci ha comunicato l'Assessore comunale al welfare dopo essersi informata presso Caritas Ambrosiana). Viste queste condizioni abbiamo deciso, come parrocchie di San Donato, che casa Zaccheo non poteva aprire e che ci saremmo fatti carico solo delle persone che dormono fuori dalle nostre strutture.
In questo modo i numeri si sono ridotti e ciò ci ha permesso di affrontare una situazione che altrimenti sarebbe stata difficile da sostenere. La decisione è stata presa dai responsabili di tutte le parrocchie della città, condivisa con il Direttivo della Caritas Cittadina e con il Consiglio Pastorale delle tre parrocchie interessate. È una scelta semplice ed evangelica, che ci pare aiuti la comunità cristiana a fare la propria parte, in base all’insegnamento del Signore Gesù, con le forze che possiede, sempre disponibile ad ogni collaborazione sui bisogni concreti delle persone.

 
Nel frattempo i Consiglieri Vincenzo Di Gangi, Giovanni Di Pasquale, Gina Falbo subito dopo aver letto l’informativa sul Notiziario settimanale del 29 Novembre, in data 30 Novembre 2020 inviano al Sindaco Andrea Checchi un documento con oggetto: “Assistenza Umanitaria”, indirizzato per conoscenza al Presidente del Consiglio Comunale di San Donato Milanese Matteo Sargenti, al Segretario Generale Giuseppe Brando e a tutti i Consiglieri Comunali
 
Riportiamo integralmente il documento che è stato inviato al nostro primo cittadino dai consiglieri delle liste INSIEME PER SANDONATO e SAN DONATO MILANESE CI PIACE
 

Egr. Dott. Checchi,
                                               abbiamo appreso, in data odierna, dal notiziario settimanale della Parrocchia di san Donato la seguente notizia:
“Ospitalità emergenza freddo – le regole anticovid rendono impossibile l’iniziativa (che da circa 10 anni organizzano le parrocchie e la Caritas cittadina) di Casa Zaccheo per l’ospitalità notturna di una dozzina di senza tetto,da dicembre a marzo. Non abbiamo trovato soluzioni alternative per tutti, né aiuti da parte delle istituzioni.
Si è deciso quindi di offrire un’accoglienza dalle 20 alle 7 circa nella Chiesa Parrocchiale di San Donato V. e M., solamente per le poche (2/3) persone che dormono davanti alle nostre Chiese e al Centro di Ascolto.
Non Vogliamo lasciare al freddo  e senza alternative almeno queste persone e, nel contempo, dare alla comunità cristiana, alla città, alle istituzioni, un segno visibile di attenzione alle situazioni di povertà estrema di cui nessuno si prende cura.
Osserveremo ovviamente le procedure anticovid, e contemporaneamente vogliamo porre un segno che aiuti tutti ad aprire gli occhi sulle situazioni di disagio presenti anche nella nostra città”.
Riteniamo che questa notizia abbia sorpreso e disorientato gran parte della popolazione di San Donato che ha letto il notiziario e non conosceva anche questa realtà presente nella nostra “RICCA” città.
La domanda che dobbiamo iniziare a porci seriamente è come proteggere i senzatetto, non come proteggerci dai senzatetto.
I senzatetto presentano un’alta mortalità a causa di multimorbidità da problemi di salute mentale, di malattie trasmissibili e abuso di sostanze, ma soprattutto ad incidere sulla loro salute e sulle loro condizioni economiche è la violenza.
Ci rendiamo conto che questo fenomeno è attualmente un’emergenza nell’emergenza e come tale va affrontato con urgenza e determinazione.
Il nostro invito alla politica, nella sua interezza, è quello di intervenire prontamente per risolvere queste situazioni incresciose e delicate che non possono essere lasciate solo nelle mani del nostro Parroco di San Donato.

=/ =
In seguito a questo appello e richiesta da parte dei Consiglieri sopracitati di intervenire "prontamente" per risolvere la delicata vicenda il Sindaco Andrea Checchi in data 8 Dicembre 2020 e protocollata il 9 dicembre con n. 0046209, risponde:

Ho letto con viva attenzione la Vs lettera del 30 Nov. scorso;  anche io come Voi avevo letto il messaggio che il Parroco di San Donato, don Carlo Mantegazza, ha scritto sul bollettino parrocchiale del 29 Nov. Ho trovato in quello scritto due elementi che mi hanno colpito e che sottopongo alla Vs. riflessione:
il primo riguarda direttamente le istituzioni citate nelle prime righe come entità “ che non hanno prestato aiuto alla Casa Zaccheo ( progetto di ospitalità della Parrocchia)”: su questo debbo dire che come Comune non abbiamo di certo lasciata sola la Caritas, ma in maniera corretta ed attenta abbiamo cercato insieme a loro di trovare una possibile soluzione che fosse in grado di far partire il progetto di ospitalità; nonostante lo sforzo e le interlocuzioni avviate dall’ Assessore De Bernardis con altre realtà del milanese, non è stato possibile supportare e sostenere questo progetto per difficoltà di natura eminentemente organizzative e sanitarie. A supporto di quanto scritto è venito lo stesso don Carlo la domenica successiva ( 6 dicembre) dove in una nota di aggiornamento sull’accoglienza egli scrive che  “ … attualmente anche a Milano molti spazi che di solito venivano aperti per l’emergenza freddo, non riescono a rispettare le disposizioni di sicurezza [ndr sanitaria] e quindi non sono disponibili ( così come ci ha comunicato l’Assessore comuale al Welfare dopo essersi informata direttamente presso Caritas Ambrosiana) …”: quindi più che cattiva volontà o non volontà, si attesta che ci sono difficoltà oggettive nell’avviare un progetto di accoglienza come Casa Zaccheo.
Quest’ultimo pensiero si aggancia alla seconda riflessione che scaturisce dai due messaggi scritti sul bollettino parrocchiale: dopo un lungo colloquio personale avuto con don Carlo, credo che il richiamo forte fosse da lui rivolto alla Comunità parrocchiale perché si facesse carico di una situazione che non ci permette di girare la testa dall’altra parte… e questa riflessione, aggiungo io, anche a commento della nostra missiva, non può riguardare solo la comunità ecclesiale, ma riguarda tutto noi cittadini di San Donato che magari siamo convinti che certe cose siano lontane dalla nostra città e invece le possiamo incontrare ogni sera in Chiesa dove sono ospitati tre nostri concittadini. Su questo, le Istituzioni intervengono nell’ambito di quanto consentono le norme e le leggi attraverso i Servizi Sociali, e non solo, mentre tocca alla Politica far crescere nella cittadinanza un clima di accoglienza, di attenzione, di sostegno e di aiuto verso queste situazioni, queste persone che non sempre sono ben accolte e spesso trovano difficoltà nell’inserimento della società stessa. Tutto questo non può bastare; in questo la Politica può/deve  anche interagire con le realtà del terzo settore in un’azione congiunta, di sinergia finalizzata alla risoluzione dei problemi di queste persone in difficoltà … sempre che queste ultime vogliano/intendano essere aiutate!
Per un lavoro così impostato, non ci deve essere separazione alcuna tra le forse politiche presenti in Consiglio Comunale, ma bisogna tutti quanti lavorare uniti per raggiungere insieme questi obiettivi condivisi.
Confermando la mia personale ( e della Giunta intera) disponibilità a lavorare  insieme, saluto con cordialità.


In seguito alla risposta del Sindaco Andrea Checchi  del 9 Dicembre 2020 i Consiglieri Di Gangi, Di Pasquale, Falbo, nello stesso giorno ribattono con un documento dal titolo “AIUTO AI SENZATETTO” quanto segue:

Clochard, barboni, homeless, vagabondi, sono solo alcuni termini utilizzati per definire i senzatetto, ossia le persone che, non avendo una casa, vivono per strada, arrangiandosi come possono. Si tratta di una condizione di vita che caratterizza, purtroppo, un’ampia fascia di popolazione, investendo tutte le età e nazionalità.
Per alcuni vivere in questo modo rappresenta una scelta, una sorta di protesta contro le convenzioni più diffuse che vedono l’individuo inserito in un contesto lavorativo, con una casa e una famiglia, preferendo una vita non preordinata ma ‘alla giornata’, con frequenti spostamenti da un luogo all’altro senza alcuna forma di sostentamento se non l’elemosina o qualche espediente.
Per altri invece, vivere per strada senza casa rappresenta una condanna e una conseguenza di numerose problematiche, come ad esempio la perdita del lavoro, lutti, la separazione o le precarie condizioni economiche. Il fenomeno interessa tutto il mondo e non vi sono nazioni in cui non si verificano casi del genere, la strada accoglie queste persone sfortunate che si adattano e riescono a trovare una sistemazione, seppur momentanea.
Per alcuni il pensiero di finire per strada, senza lavoro, senza casa e senza una famiglia costituisce un pensiero impossibile, quasi un’esperienza che capita ad altri ma non può mai toccare le persone cosiddette normali. Invece, ascoltando le parole di coloro che si trovano in questa situazione di disagio viene automatico pensare come possa capitare veramente a tutti di finire dimenticati ai margini della società, soprattutto negli ultimi anni in cui la logica del profitto e l’egoismo generalizzato, hanno reso tutti più cinici e poco attenti a cosa succede alle persone vicine.
Ci domandiamo pertanto se esistano degli aiuti che consentano loro di affrontare questa condizione in maniera più dignitosa.
Riallacciandoci alla nostra precedente lettera, in particolare al caso dei 3 senzatetto ospitati dal nostro Parroco don Carlo, abbiamo pensato di suggerire all’Amministrazione di alloggiarli, temporaneamente, presso il Circolino di via Triulziana, attualmente non utilizzato causa Covid, o nella palazzina presso il Parco Mattei o, in alternativa,  affittando delle roulotte.
Riteniamo che questo semplice gesto di volontariato potrebbe portare tepore a dei volti gelidi immersi nella miseria e nel degrado, persone che vivono in situazioni di disagio e che non hanno un posto dove dormire, cercando così di alleviare le loro sofferenze in vista del Santo Natale

==/==

Al momento, 29 Dicembre 2020, mentre scriviamo non è ancora giunta alla redazione N>O>I, una risposta da parte del Sindaco Andrea Checchi alle possibili soluzioni proposte dai Consiglieri.
Sarà nostra cura tenervi informati sugli sviluppi di questa drammatica vicenda, con la speranza che nel frattempo si trovi al più presto una soluzione per garantire una sistemazione adeguata per la notte anche a fronte delle avverse condizioni metereologiche di questi ultimi giorni dell’anno.

 
Redazione N>O>I STAFF-FC



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