Sconcertante episodio di censura da parte del sindaco Checchi che ha vietato la pubblicazione del nostro articolo su SDMese, nello spazio istituzionalmente dedicato a San Donato Riparte.

Del tutto indifferente alla vicenda il  presidente del Consiglio Comunale Sargenti.

 

SAN DONATO MILANESE – Dovevano avere la coda di paglia, sia il sindaco Checchi che l’assessore Papetti, per zittire una forza politica presente in consiglio comunale e non permettere critiche pubbliche sulla vicenda scuola a San Donato Milanese. La mannaia della censura si è abbattuta sul gruppo consigliare San Donato Riparte, che si è visto oscurare – anzi, lasciare del tutto in bianco, nemmeno il simbolo del gruppo è stato risparmiato!! - il proprio spazio sul numero di Ottobre 2020 di SDMese, il periodico dell’amministrazione comunale in distribuzione in questi giorni, con grave ritardo, nelle cassette della posta di tutte le famiglie sandonatesi.

Con scuse puerili e del tutto ingiustificate, gli uffici e poi direttamente il sindaco mi hanno tolto la parola – afferma Marco Pagliotta, capogruppo di san Donato Riparte in consiglio comunale – “Hanno impedito a un consigliere comunale di esercitare il sacrosanto diritto-dovere di esprimere il proprio pensiero e rendere pubbliche le critiche che già da tempo avevo avanzato nei confronti di un’amministrazione comunale sorda e inerte di fronte alle difficoltà di centinaia di famiglie alle prese con la riapertura delle scuole.”

Con spirito costruttivo, San Donato Riparte aveva da mesi sollecitato un Piano Comunale per la Ripartenza post-Covid, un piano dettagliato che prevedesse più scenari, allocasse risorse economiche e prevedesse azioni e progetti mirati per far fronte alle tante difficoltà ed emergenze da affrontare. In più occasioni San Donato Riparte aveva richiamato l’attenzione sulla riapertura delle scuole, chiedendo che le famiglie non fossero lasciate sole di fronte a possibili ritardi ministeriali o alla burocrazia e ai rimpalli tra enti.

Tutto ciò è rimasto inascoltato e per più di un mese. Dal giorno della riapertura del 14 settembre ad oggi sono state centinaia le famiglie in difficoltà, che devono conciliare i tempi di vita quotidiana con la necessità di andare a riprendere e poi seguire i propri bambini e ragazzi che frequentano scuole e asili con orari di lezione ridotti.

Nell’articolo che il consigliere Pagliotta aveva inviato alla redazione di SDMese si scriveva espressamente: “Molti genitori sono tornati in ufficio a tempo pieno 5 giorni su 5; altri 3 giorni su 5; altri hanno perso il lavoro e sono impegnati nell’estenuante ricerca di uno nuovo. L’orario ridotto, in alcuni istituti protratto di settimana in settimana, rappresenta un serio problema, come anche la mancanza di integrazione post-scuola in alcuni asili. L’amministrazione non poteva avviare una “task force” per indagare in anticipo le richieste dei cittadini e istituire un piano il più possibile conciliante con le nuove esigenze? Invece di giustificarsi su facebook, l’assessore all’istruzione avrebbe dovuto pianificare per tempo - mesi addietro - la ripartenza. Servivano progetti e iniziative nuove e di emergenza. Nulla. Le famiglie sono sole.”

Sappiamo che le responsabilità delle difficoltà nelle scuole non sono tutte direttamente riconducibili all’ente comunale ma, come troppo spesso accade, l’amministrazione Checchi ha navigato a vista, con proclami e accorgimenti spot che hanno mostrato gravi lacune; e poi si è del tutto disinteressata dei problemi in essere e non ha provato in alcun modo a fornire una soluzione, ad esempio istituendo dei servizi di “raccolta e assistenza” di bambini e ragazzi nel pomeriggio.

Evidentemente, le nostre critiche e la verità non sono accettabili per questo sindaco, soprattutto quando non si sa come affrontarle” - prosegue Marco Pagliotta – “Oscurare lo striminzito spazio di comunicazione istituzionale concesso a una forza di minoranza quale la nostra, è un atto ingiustificabile. Un atto mai accaduto durante le passate amministrazioni”.

Gli spazi assegnati ai gruppi consigliari all’interno del periodico comunale erano nati decine di anni fa durante l’amministrazione Achilli. Sempre erano stati assegnati a ogni singola forza politica in modo eguale (pari lunghezza di testo e pari visibilità), indipendentemente dall’appartenenza allo coalizione di maggioranza o meno. Ciò è andato avanti nel tempo, anche con sindaci e amministrazioni di colore politico completamente diverso. I presidenti del Consiglio comunale che si erano succeduti si erano sempre fatti garanti di questo principio e avevano strenuamente tutelato l’indipendenza e la libertà di pensiero dei capigruppo, assicurando una costante e rigida parità di trattamento per tutti.

Con una decisione unilaterale, per la prima volta non ratificata da un accordo sottoscritto dalle forze politiche, tre anni fa l’amministrazione Checchi ha imposto che ciascuna forza di maggioranza potesse godere d più spazio. Non abbiamo mai condiviso questa prova di forza, ma ci siamo nostro malgrado trovati a dover utilizzare ciò che ci veniva lasciato perché ci sembrava comunque un dovere comunicare attraverso i nostri articoli con i cittadini. A gennaio di quest’anno l’ulteriore imposizione, con l’assegnazione di mezza pagina del periodico a Italia Viva, una forza politica che non ha ricevuto nemmeno un voto dai sandonatesi, e tutte le forze di minoranza costrette loro malgrado a ridurre ulteriormente i propri articoli.

Ci avevano promesso, a malincuore, una soluzione per far fronte a questa disparità di trattamento, ma evidentemente alla maggioranza le nostre parole danno solo fastidio.“ – conclude Marco Pagliotta - “Ci hanno rammentato che in altri comuni neanche esistono questi spazi di comunicazione dedicati alle forze politiche. Ci hanno detto, insomma, che lo spazio sul mensile comunale è una gentile concessione di chi ci amministra e noi gli dovremmo essere pure grati.

San Donato Riparte non è più disponibile a subire queste disparità, soprattutto ora che il sindaco ha deciso di valutare i contenuti degli articoli e si è arrogato il diritto di non pubblicare ciò che non gli va bene. La motivazione adotta è risibile e del tutto arbitraria: saremmo stati censurati perché volevamo parlare di fatti avvenuti dopo la metà del mese di settembre, ovvero di fatti avvenuti dopo la data che ci viene imposta univocamente (ricordiamo che per la prima volta non è stato firmato alcun accordo tra le forze politiche presenti in consiglio comunale). E’ una scusa bella e buona perché:

1)     la redazione e la messa in stampa del numero di ottobre sono avvenute in gravissimo ritardo, a causa dell’errata programmazione degli uffici comunali; andare in stampa con più di venti giorni di ritardo e imporrre di parlare di cose avvenute mesi prima è completamente assurdo.

2)     fatto enormemente più grave: gli articoli scritti da PD e Noi per la Città - forze politiche, guarda caso, di maggioranza – parlano su SDMese in modo lusinghiero degli stessi fatti di cui avremmo volute parlare noi. Parlare della riapertura delle scuole dicendo che tutto è andato bene e che i disservizi sono da imputare ad altri è secondo il sindaco una cosa accettabile. Parlare della riapertura delle scuole dicendo invece che l’amministrazione comunale poteva e doveva fare meglio non è consentito!

Il nostro capogruppo, al momento della scellerata scelta del sindaco, aveva immediatamente richiesto un intervento a sostegno dell’indipendenza dei consiglieri comunali a Matteo Sargenti, la carica istituzionale che dovrebbe sempre agire super-partes a tutela di tutti. Risposte? Silenzio di tomba. Interventi? Nessuno

I cittadini hanno diritto di essere informati, anche da chi scrive fatti e opinioni scomode, che alla maggioranza non piacciono. La scuola è una cosa importantissima e non ci accontenteremo mai delle vuote parole dell’assessore Papetti. Noi non ci arrenderemo.



 

 

Log in to comment