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Nessuna patente di immunità, ma soltanto sapere se si è entrati in contatto col virus o no.

Comunque è bene mantenere sempre le norme di sicurezza, perché le incognite su questo virus sono ancora tante.
Anche la regione Lombardia ha autorizzato l’esecuzione dei test sierologici in strutture sanitarie private e già si è aperta la corsa per conoscere lo stato di salute nei confronti del Coronavirus. Dalla Multimedica all’Humanitas, dal Centro Unisalus ai laboratori Synlab e al gruppo San Donato (che darà precedenza alle aziende in ripartenza) tutto è pronto per accogliere i cittadini che vorranno sapere se hanno avuto contatti col virus Sars-Cov-2. Come ha spiegato lo stesso assessore Gallera, il test sierologico è uno strumento importante per conoscere lo stato epidemiologico della diffusione del virus, ma non garantisce nessuna patente di immunità. Saperlo può comunque essere utile, oltre che importante dal punto di vista sociale. Ma vediamo di che cosa si tratta.
Il test riguarda la ricerca nel sangue di anticorpi IgM e IgG che vengono prodotti dall’organismo nel caso di presenza del virus.  Il test, infatti, serve per sapere se l’individuo ha in atto una infezione da Sars-Cov-2 o se ha avuto un contatto col virus, anche senza aver mostrato segni di patologia.  Quale la differenza fra i due tipi di anticorpi?  Gli anticorpi IgM si sviluppano nel sangue da una settimana a 10 giorni dal contatto col virus, mentre gli anticorpi IgG si sviluppano in un tempo molto più lungo. Quindi gli IgM indicano che l’infezione è in corso, mentre gli IgG indicano che l’infezione è passata e si può presupporre una immunizzazione contro il virus.

Vediamo ora di capire i risultati dei test, anche se sarebbe meglio consultare il proprio medico per meglio comprendere il significato degli esiti. Se l’esito è negativo sia per gli IgM e gli IgG, vuol dire che nei 7-10 giorni precedenti l’esame non si è contratta l’infezione. Questo periodi di tempo, infatti, si chiama periodo finestra ed è il periodo nel quale il virus, pur presente, non dà segno di sé. Per scoprirlo, in questo caso, bisognerebbe sottoporsi al “tampone”.

Se le IgM sono positive, è meglio rivolgersi al proprio medico per valutare la possibilità di sottoporsi al tampone oro-faringeo. Non è detto, comunque, che l’infezione debba per forza presentarsi.
Se invece il test indica positività per gli IgG e nagatività per gli IgM, significa che l’organismo ha risposto all’attacco del virus Covid-19 e anche in questo caso si può presupporre una immunizzazione contro questo virus. Ma non si può escludere una percentuale di infettività.
Ma chi deve sottoporsi al test sierologico? Questo esame è a disposizione degli individui senza sintomi perché la persona che ha febbre sopra si 37,5 gradi, ha una sindrome influenzale con tosse e affanno, deve contattare l’autorità sanitaria competente per l’esecuzione del tampone.



Edoardo Stucchi


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