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Nelle situazioni di maxiemergenza, quando un grave evento critico colpisce una popolazione intera, si viene a creare una condizione di elevata emotività che riguarda sia l’individuo che la comunità.

Le persone esposte a un’esperienza traumatica grave e intensa possono presentare, nei giorni e nelle settimane immediatamente successive all’evento stressante, un’ampia varietà di sintomi che, in molti casi scompaiono spontaneamente in tempi brevi, mentre in altri si vanno a stabilizzare.

I sintomi sperimentati dalla persona possono essere suddivisi in 5 categorie:
  1. Sintomi d’intrusione: improvvisi e ricorrenti flashback (percezioni di star risperimentando l’evento), ricordi intrusivi e sogni.
  2. Umore negativo: incapacità prolungata di provare emozioni positive, al contrario il tono dell’umore è prevalentemente negativo e le emozioni più comunemente esperite sono paura, tristezza, rabbia, colpa e vergogna.
  3. Sintomi dissociativi: un alterato senso di realtà relativo alla percezione di se stessi (depersonalizzazione) o dell’ambiente circostante (derealizzazione) o l’incapacità di ricordare elementi dell’evento traumatico (amnesia dissociativa).
  4. Sintomi di evitamento: tentativi di evitamento di ricordi spiacevoli, pensieri ed emozioni relativi all’evento traumatico e/o degli stimoli esterni (come persone e luoghi) che innescano i ricordi, i pensieri o i sentimenti negativi associati all’evento. Alcune strategie di evitamento includono il ricorso all’automedicazione tramite alcool e droghe, cibo e ciò potrebbe portare ad avere dipendenza di varia natura.
  5. Sintomi di attivazione fisiologica (arousal): disturbi del sonno (sia all’addormentamento che nel mantenimento del sonno), comportamento irritabile ed esplosioni di rabbia improvvisa verso gli altri anche in assenza di provocazione. Sono inoltre presenti sintomi di ipervigilanza, di trasalimento o di allarme, problemi di concentrazione e di attenzione.

COSA SI PUO’ FARE?


Di seguito ci sono alcune Linee Guida (da adattare tuttavia ad ogni situazione personale specifica).
  • Tenere uno o al massimo due momenti di esposizione alle informazioni e utilizzare solo canali istituzionali e fonti accreditate (per evitare un sovraccarico di esposizione, che genera ansia).
  • Esporsi con consapevolezza a ciò che si “vede” e si “sente”: ricordiamoci che tutto ciò che il nostro cervello incamera resterà nei nostri archivi di memoria, pertanto dobbiamo essere cauti a non esporci a “troppo materiale”.
  • Attuare comportamenti concreti di buona prevenzione e di “messa in sicurezza” (per sentire di essere in controllo della propria salute e di non essere inermi).
  • Parlare delle proprie emozioni per normalizzarle e imparare a parlare di tutte le emozioni, non solo di quelle negative, sapendo dare spazio anche a quelle positive senza sentirsi in colpa.
  • Mantenere le proprie abitudini, compatibilmente con la situazione (alimentazione, sonno, lavoro, studio, svago, hobby, attività fisica, contatti sociali).
  • Cercare di sintonizzarsi maggiormente sugli aspetti, anche piccoli e minimali, di positività per creare un contrappeso a tutti quelli di negatività.
  • Comprendere che è normale avere processi cognitivi e comportamentali rallentati (pensiero, attenzione, concentrazione, memoria, tempi di reazione, capacità decisionali).
  • Tenere rapporti sociali significativi e positivi che trasmettano benessere e che siano preventivi di fluttuazione del tono dell’umore nei versanti: disforico/depressivo versus ipereccitabilità/ansia.
  • Autorizzarsi, senza sentirsi in colpa, ad avere dei sani momenti di svago, nei quali è importante e salutare provare benessere ed emozioni positive legate al senso di gioia, piacere e sicurezza (in questo i bambini sono maestri).
  • Consentire al corpo di muoversi, come può, come riesce, come piace: il movimento fisico è un importante segnalatore cerebrale di libertà e sicurezza e il nostro cervello ha bisogno di sentire che attraverso il movimento si sente pro-attivo e più in controllo della situazione (si amplifica quello che si chiama Locus of Control Interno).
  • Dare valore e trovare il tempo per confrontarsi con chi è esperto in tali tematiche, considerando che incontri di questo tipo hanno lo scopo di normalizzare e velocizzare i processi di recupero ed autoguarigione spontanea.

A cura della Dott.ssa Chiara Cimbro Psicologa Psicoterapeuta Supervisore accreditato E.M.D.R.
Formatore Senior per l'Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management Responsabile della Rete di Professionisti “Ci Curiamo di Te"


N >O > I riportiamo qui per Voi, alcuni aforismi che la Dott.ssa Chiara Cimbro, cita nel suo sito ufficiale.

E’ inutile chiedere al fiume di fermarsi, meglio imparare a nuotare controcorrente”. (Proverbio Orientale)
La memoria fa di noi quello che siamo” (Erich R. Kandel)
Il problema non è quello che è successo, ma il ricordo di quello che è successo (Bessel van der Kolk)


Immagine di copertina realizzata da Redazione N>O>I - Network Organizzazione Innovazione


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