Riceviamo da un fondatore di RecSando e volentieri pubblichiamo:

 

Covid-19 e Unione europea

In questo particolare momento tutti noi stiamo vivendo una esperienza inimmaginabile fino a qualche mese fa.

Avevamo sentito e visto la diffusione del virus in Cina ma non pensavamo potesse arrivare da noi in Europa e quindi abbiamo continuato a vivere secondo le nostre consuete abitudini giornaliere.

L’epidemia e’ arrivata in Europa e poi quasi in tutto il mondo trasformandosi in pandemia ma ancora oggi in alcune nazioni non traggono insegnamento di quanto avvenuto in precedenza altrove qualche settimana prima dove si registravano la mancanza di posti letto negli ospedali, mancanza di materiale sanitario, personale sanitario allo stremo e, purtroppo, anche tanti decessi.

Oggi molti si chiedono dove e’ l’Europa e magari sono le stesse persone che qualche mese fa denigravano l’Unione europea (Ue) e l’euro!

L’Ue e’ un insieme di Stati membri (Europa multinazionale) che adotta decisioni importanti purtroppo all’unanimita’ (vige il diritto di veto) e senza risorse proprie dipendendo dai versamenti monetari dei singoli paesi membri. Ad oggi esistono anche per fortuna organismi federali come il Parlamento europeo (Pe), democraticamente eletto dai suoi cittadini, e la Banca centrale europea (Bce) che vige sull’Unione monetaria e l’euro.

Nulla sara’ piu’ come prima sia per le persone sia per gli Stati. L’Europa e’ a un bivio: o si disgrega o alza la testa e avanza verso le necessarie riforme.

Mai come ora, a mio avviso, c’e’ la necessita’ di tanta Europa. Il Covid-19 ci insegna che servirebbe oggi una Politica comune sanitaria europea, una Politica comune sociale europea e una Politica economica e fiscale europea per affrontare questioni continentali e di emergenza occorrono decisioni continentali e immediate che ogni singolo paese difficilmente potrebbe affrontare da solo.

Chi crede di poter fare da solo non comprende che da soli non saremo in grado di affrontare certe questioni e di produrre quanto ci necessita per vivere dignitosamente. Gli scambi commerciali tra popoli e Stati sono stati l’essenza del nostro modo di vivere fin dai tempi di Marco Polo.

Certe questioni come pandemie, migrazioni, terrorismo, inquinamento atmosferico, cambiamento climatico e traffico di armi e di droga non conoscono confini e possono quindi essere affrontati solo a livello sovranazionale o continentale o mondiale e, badate bene, anche la Svizzera, la Norvegia e l’Islanda dovranno essere coinvolti in certe tematiche. 

Piu’ che denigrare l’Ue e quindi invocarne il suo disfacimento occorre, invece, auspicarne una sua riforma verso una maggiore sussidiarieta’, solidarieta’, responsabilita’ e democrazia per continuare il periodo di pace, prosperita’ e benessere degli ultimi 70 anni.

L’Ue conta circo mezzo miliardo di abitanti e elargisce fondi agli Stati piu’ bisognosi, basta cliccare qui per credere: https://europa.eu/european-union/about-eu/funding-grants_it

 

Inoltre, per affrontare in futuro politiche di paesi come Cina, Russia e Usa servono subito gli Stati Uniti e Federali d’Europa dove la struttura federale garantisce da sempre l’unita’ nella diversita’.

Io sono per gli Stati Uniti d’Europa!

San Donato Milanese, 5 aprile 2020, Franco Oriti

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