sandonato riparteRealizzare il “central park” sul Pratone, così come richiedono da più di quarant’anni i cittadini sandonatesi. E’ questo l’obiettivo a cui deve immediatamente puntare il sindaco Checchi, alla luce delle notizie di cambio di proprietà delle aree private del centro città e del comparto De Gasperi Ovest.

 

SAN DONATO MILANESE – Si rincorrono sulla stampa le voci di un imminente cambio di proprietà delle aree in mano privata del centro città - circa il 20% del cosiddetto Pratone di via Gramsci, via Martiri di Cefalonia e via Europa bis - e del comparto De Gasperi Ovest, gli ex-laboratori ENI vicino a via Fermi, a pochi metri dal terminal della metropolitana M3.

Se confermato, è un fatto rilevante, visto che la vigente convenzione edilizia che regola i rapporti tra proprietà privata e amministrazione pubblica scadrà tra pochi anni e, presumibilmente, i nuovi acquirenti imprimeranno un’accelerata al Piano Integrato di Intervento siglato nel lontano 2006.

La politica sandonatese deve quindi tornare a interrogarsi sul futuro urbanistico della nostra città, puntare a risposte concrete e definitive. La lista civica San donato Riparte chiede di cogliere al volo l’occasione per realizzare il grande “central park” a San Donato, da sempre voluto da tutti i cittadini.

 

“Blocchiamo in maniera definitiva l’attuale cantiere sul Pratone, trasformatosi negli ultimi mesi in un simbolo di inettitudine, con spreco di denaro pubblico per un progetto temporaneo, mal pensato e gestito ancora peggio.” – dichiara Marco Pagliotta, capogruppo di San Donato Riparte – “Ciò che è accaduto nei mesi scorsi - con ritardi, utilizzo di materiali inquinati, sospensioni e rinvii dei lavori, sopralluoghi e indagini - è qualcosa di inaudito e inaccettabile. Chiediamo ora di voltare pagina, cancellando l’idea fantasiosa di una “sistemazione light” e dando forma e gambe alla realizzazione di un grande parco cittadino, luogo di incontro e socializzazione, oltre che polmone verde al centro della nostra città.”

Parlando con i nostri concittadini, abbiamo colto un forte senso di malessere sull’attuale stato di incuria e incapacità a “fare le cose per bene”, e l’incresciosa vicenda del Pratone non può essere risolta con un semplice atto amministrativo, nominando un’altra azienda esecutrice e andando avanti come se nulla fosse accaduto. San Donato è stata colpita al cuore, sul Pratone, in uno dei simboli della propria identità e specificità. “A breve, se avverrà il cambio di proprietà di cui parlano in questi giorni i quotidiani locali, l’amministrazione Checchi avrà l’opportunità di chiarire quale sarà il progetto finale del Pratone.” – dichiara Simona Rullo, responsabile politica di San Donato riparte – “Chiediamo al sindaco azioni concrete per ripartire, con grande visione e senso di responsabilità. Vogliamo che si realizzi subito un progetto definitivo del primo e unico central park nelle città del Parco Sud Milano”.

San Donato Riparte chiede all’amministrazione di non farsi trovare impreparata; il progetto di “sistemazione light” del Pratone distoglieva l’attenzione dalle scelte finali per quell’area, oggi non più rimandabili. “Noi chiediamo di rivedere a fondo il progetto ideato ai tempi della convenzione urbanistica, eliminando le grandi vasche d’acqua al centro del Pratone e ragionando approfonditamente su quali funzioni debba contenere l’edificio pubblico che sarà realizzato di fronte al comune, all’angolo tra via Gramsci e via Martiri di Cefalonia.” – conclude Marco Pagliotta – “Chiediamo inoltre che il grande boulevard di via Gramsci e via Battisti sia realizzato senza soluzione di continuità. Non possiamo più permetterci pezzi di opere che iniziano e si interrompono dopo poche centinaia di metri.”

Negli anni ottanta erano previsti sul Pratone più di 300mila metri cubi di edificato, l’equivalente di dodici palazzi da più di dieci piani d’altezza. Grazie alle battaglie ambientaliste e al sostegno costante di tutti i sandonatesi, oggi circa l’80% di quell’area è stata acquisita a proprietà pubblica e potrà veder realizzato un bellissimo parco urbano. E’ l’ora di trasformare il sogno in realtà.

 

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