sandonato riparteSAN DONATO MILANESE – A poco più di una settimana dall’avvio del nuovo Piano Sosta in città, San Donato Riparte conferma il proprio sostegno a questa specifica scelta dell’Amministrazione comunale.

L’adozione del nuovo Piano Sosta ha di fatto confermato alcune scelte in vigore da tanti anni, in particolare la necessità di contingentare i pass a disposizione di residenti e esercizi commerciali.” - dichiara Marco Pagliotta, capogruppo in Consiglio comunale – “Per altri aspetti, invece, sta comportando la modifica di alcune abitudini di residenti e lavoratori a San Donato Milanese, mettendo in discussione un disvalore accettato come “luogo comune”: il diritto a usare come posteggio permanente e illimitato di beni privati (le automobili) il suolo a uso pubblico, uno spazio collettivo - limitato e finito.”

La lista San Donato Riparte si è messa in questi giorni all’ascolto dei cittadini, e sta tenendo conto di richieste e indicazioni in un’ottica di miglioramento del Piano Sosta, al fine di non penalizzare le esigenze degli utenti più deboli e di ognuno di noi quando si ha la reale necessità di utilizzare l’auto. Alcune delle proteste più forti e gli atti di vandalismo sono invece da criticare e da considerare inaccettabili in una nazione che ha regalato all’intero occidente, sin dall’epoca latina, i valori di “bonum commune” e “publica utilitas”.

San Donato Riparte, è da sempre convinta che sia indispensabile valorizzare gli spazi di parcheggio come strumento di gestione della mobilità sostenibile. In questo senso, l’introduzione delle strisce blu sta dimostrando come siano possibili scelte di mobilità e di utilizzo del territorio urbano più razionali ed efficienti, dal momento che in città vi sono ora delle vie non più invase dalle automobili.

Un aspetto particolare su cui ora si sta concentrando San Donato Riparte è la sosta su strada pubblica di macchine proveniente da fuori città. “Non è più accettabile che il nostro territorio debba farsi carico ogni giorno della sosta di migliaia di automobili che, da fuori, ci invadono, inquinano l’aria, fanno rumore e sottraggono spazi meglio utilizzabili per la vita collettiva e la socialità!” – sottolinea ancora Marco Pagliotta. – “Lo spazio pubblico deve essere destinato a un uso civico, non solo ad accogliere illimitatamente automobili di chi viene da fuori o di chi, pur residente, le colleziona!”.

Non è accettabile che i Mobility Manager aziendali e istituzionali – laddove nominati – non siano stati adeguatamente sostenuti e messi in grado di studiare prima e mettere in campo poi serie azioni a favore del telelavoro e della mobilità sostenibile da applicare ai percorsi quotidiani casa-lavoro.

Non è accettabile che le RSU di Snam siano legate a logiche degli anni ’60, chiedendo, con manifestazioni e scioperi, di volere posteggi per tutti (a casa d’altri) e rigettando le innovative proposte dell’azienda per cui lavorano che propone – finalmente! - di voler potenziare il servizio di navette aziendali gratuite.

Il diritto a occupare – come e quanto si vuole – il suolo pubblico e a inquinare il nostro territorio non deve essere garantito a nessuno. Noi ne abbiamo pieni i polmoni!

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