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L'8 Marzo era  la Giornata Internazionale della Donna. Chi vuole abbreviare, dice la Festa della Donna. Solo che son proprio le donne che ritengono non ci sia proprio nulla da festeggiare. Perchè pensano  a  diritti negati, a  disparità di trattamenti,  a leggi ingiuste. Perchè pensano  a quelle  povere  vittime  che invece di ricevere mimose, vengono uccise. Ed è successo anche alla vigilia di questo 8 Marzo : una giovane ventitreenne uccisa a Messina dal convivente, e una trentaseienne a Napoli del marito. Donne che hanno avuto la sfortuna di  ritrovarsi  il compagno "sbagliato".  Ci sono poi  notizie che lasciano anche basite, come la pena dimezzata a un omicida, con una sentenza che potrebbe creare un "precedente" : la sopravvenuta "tempesta emotiva e passionale" durante una crisi di gelosia, rende - a quanto pare - meno pesante la gravità del gesto. Quindi no! non c'era  nulla da festeggiare. Ma da ricordare si!  C'è da ricordare   figure  che danno  lustro al genere femminile. Con eventi che parlano di loro.
A San Donato,  a Cascina Roma,  la Compagnia Teatrale " I 4 Senza" hanno portato in scena per la prima volta "Le Rose di Marzo". 
 
Rose di Marzo per tutte le donne
Stefano Maffei, nei panni  di un giardiniere, è chiamato, senza possibilità di rifiuto,  a piantare  quattro nuovi ibridi di  rosa per un evento. Preso dal panico, trova un sistema per farlo, abbinando un colore a donne famose  del passato, che - come in un sogno -  incontra una dopo l'altra,  nel suo negozio.  
Marilù Nicotra e Luisa Tafuri prestano così  la loro voce alle  quattro donne della storia che gli daranno l'ispirazione:  La prima è Ipazia di Alessandria d'Egitto,  matematica e filosofa pagana, morta pare l'8 marzo del 415,  considerata una vittima del fanatismo religioso. 


 
La seconda  è Josephine Baker, diva, cantante e danzatrice americana, naturalizzata francese, sovente considerata come la prima star di colore e tra le più acclamate vedette de la Ville Lumiere, Usò  la sua grande popolarità nella lotta contro il razzismo e a favore dell'emancipazione dei neri. E' scomparsa a Parigi nel 1975.
La terza, Wangari Maathai, è stata un'ambientalista, attivista politica e biologa keniota. Nel 2004 è stata la prima donna africana ad aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace per «il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace.  E' scomparsa a Nairobi nel 2011. 
E infine Grazia Deledda, prima donna italiana che ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, nata a Nuoro e scomparsa all'età di 65anni  a Roma nel 1936.
Tra un racconto e l'altro l'intermezzo musicale con un giovane musicista, Nicholas Nebuloni. Dietro le quinte l'apporto tecnico di Vanessa Nuvola 



 
La serata, presentata dall'Assessore Chiara Papetti, ha registrato una grande presenza di spettatori, tra i quali il sindaco Andrea Checchi. A tutti i presenti è stato donato un segnalibro dove sono riportate le bibliografie di altre donne "Valorose".
 
Redazione RecSando Angela Vitanza

 
 


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