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CS SDMUn’installazione all’ingresso del Municipio ricorderà i 39 giovani sandonatesi morti nel primo conflitto mondiale. Al tema sarà dedicata anche una serata in Cascina Roma

 Un ritorno simbolico a casa per chi, a casa, non fece mai ritorno. È lo scopo del corner tematico che sarà allestito, dal 15 gennaio, nell’atrio del Palazzo comunale. Un milite ignoto, una scheda monografica, un fondale scenografico. A questi tre elementi è affidato il compito di illustrare la ricerca condotta da Giuditta Gelati e Riccardo Mancioli che, d’archivio in archivio, hanno seguito le tracce dei 39 soldati sandonatesi (ricordati sull’obelisco del Cimitero Concentrico) partiti per la Grande Guerra e mai tornati.

 L’installazione – che viene proposta nel 2019 per andare oltre” le celebrazioni per il centenario della fine del conflitto – presenterà, a rotazione, a scheda monografica di ognuno dei 39 caduti: una sintesi delle informazioni raccolte sulla loro breve esistenza,

in grado di descriverli sia come soldati che come persone. Dalla microstoria alla macrostoria, la ricerca ha restituito dati sulle condizioni di salute nell’Italia d’inizio secolo, aneddoti sulla vita al fronte e dettagli poco conosciuti sull’ambiente militare. La data scelta per l’esposizione dell’installazione – la cui realizzazione grafica è stata curata da Valeria Dainese dell’Ufficio Comunicazione del Comune di San Donato – è martedì 15 gennaio, giorno che coincide con il 101esimo anniversario della “chiamata alle armi” di Albino Grecchi, il più giovane dei nostri soldati, ragazzo del ’99, morto a Cento nel 1918 a soli 19 anni.

 Al tema del ricordo delle giovani vite sandonatesi spezzate dalla Grande Guerra sarà dedicata anche una serata in Cascina Roma. Mercoledì 13 febbraio alle 20.45, nella sala Previato, gli autori della sopracitata ricerca – Giuditta Gelati e Riccardo Mancioli – condivideranno gli esiti del lavoro realizzato nell’arco di alcuni anni consultando i dati degli archivi, dei cimiteri militari e dei sacrari di diversi Comuni del nord Italia. Oltre al racconto “biografico”dei ragazzi di San Donato caduti in Guerra, grazie al contributo di Alfredo Costa del Club Alpino Italiano (CAI, sezione di Milano), sarà illustrato il ruolo della città di Milano e del territorio circostante nel primo conflitto mondiale.

 «Conoscere le storie e i destini di chi ci ha preceduto – dichiara il Sindaco Andrea Checchi – significa rafforzare le proprie radici. Questa operazione di “recupero di memoria condivisa” ha un valore fondamentale soprattutto per comunità relativamente giovane come la nostra. La sorte sin qui poco conosciuta dei 39 giovani sandonatesi che partirono per la Grande Guerra senza fare ritorno è una pagina tragica della nostra Città che merita di essere raccontata e tramandata».

 

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Redazione RecSando

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